Sono una ragazza di quasi 28 anni. Mi sono iscritta alla facoltà di economia nel settembre del 2012 e per buona parte del primo anno é andato tutto abbastanza bene. Come é abbastanza comune che accada ho cominciato ad avere un calo motivazionale e a studiare di meno. Da là si é innescato un circolo vizioso che mi ha portato a rimbalzare tra "sono un po' indietro con gli esami devo recuperare" e "ormai é troppo tardi, sono una fallita, una laurea fatta con questo ritardo é inutile e bla bla bla"; sta di fatto che sono arrivata verso la metà del terzo anno della triennale con ancora 10 esami da dare e gli altri dati con il minimo sforzo sindacale accettando i voti più bassi. Al tempo percepivo questi esami residui (che poi scoprì essere abbastanza nella norma) come un fallimento atroce, al punto di distruggermi ogni motivazione di recuperare e cercare di rimediare, pensando che non cè l'avrei mai fatta.
Avevo parecchi problemi di fiducia come avrete intuito ahaha avevo passato gli ultimi 2 anni di superiori con depressione e attacchi di panico e anche se nel primo anno di università avevo iniziato a stare meglio dovevo ancora imparare a gestire i periodi di stress, non si guarisce dalla depressione così di punto in bianco. Nonostante tutto mi sono sempre rifiutata di mollare in modo ufficiale.
A - 4 esami dalla laurea (dopo 2 anni che non davo nemmeno un esame), dopo una vita passata a rimpiangere e pentirmi di non averci provato quando ero ancora in tempo, ho deciso di mollare e di trovare lavoro; ho lavorato presso un paio di bar per poi trovare lavoro presso uno studio di commercialisti. Quelli passati a lavorare presso quell'ufficio Sono stati due anni duri e pieni di stress.
A ottobre dell'anno scorso, dopo avermi rinnovato per il massimo del tempo rinnovabile, hanno deciso di lasciarmi a casa in quanto non era più necessaria la mia presenza. Il fatto di aver sopportato condizioni di lavoro atroci e aver imparato da zero un mestiere di cui nulla conoscevo prima di essere assunta, mi ha fatto crescere tantissimo, rendendomi una persona completamente nuova, più sicura di sé e molto più ottimista, al punto da farmi decidere, a 27 anni inoltrati, di terminare gli studi, approfittando della disoccupazione. Ho dato un esame a gennaio e sto preparando due esami per questa sessione mentre lavoro partime presso un altro studio di commercialisti, lavoro trovato da poco. Ho trovato una nuova forza e una costanza che non avevo nemmeno nei miei anni da studentessa. Ora, ad ancora meno passi dalla laurea e alla soglia dei 28 anni mi sto ritrovando a chiedermi quanto possa valere tutto questo sforzo, quanto possa valere una laurea triennale presa a queste condizioni e con un tale ritardo, quanto possa essere appetibile un CV come il mio ad un eventuale titolare di un'azienda. Sto perdendo la ritrovata motivazione e rigustando quel pessimo sapore di fallimento che era da un po' che non sentivo.
Se avete qualche consiglio o semplicemente volete condividere il vostro punto di vista, leggo volentieri!
Chiedo scusa per il papiro kilometrico ma la capacità di sintesi non rientra tra le mie migliori virtù ..
Intanto mando un abbraccio a tutti!


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