annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Trasferimento da telematica a statale

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • #16
    Originariamente inviato da Moody Visualizza il messaggio
    Grazie per la spiegazione, purtroppo non conoscendo l'ordine cronologico
    I titoli sono elencati in ordine cronologico.

    Tutto molto chiaro, inizio a credere che nelle abbreviazioni di carriera le università tradizionali si rivelino più "morbide" nei confronti delle telematiche, al contrario dei trasferimenti.
    La punteggiatura!

    Sto contattando varie università tradizionali per un trasferimento e mi sto scontrando con i problemi descritti.
    Secondo me sei tu che sbagli approccio. Per esempio chiedi espressamente «Gli esami sostenuti presso le telematiche sono riconoscibili?». Se uno mi ponesse una domanda del genere, personalmente gli risponderei di no per prenderlo in giro.

    Infatti tra le opzioni da me considerate ho trovato solo la unimore che specifica chiaramente che si tratta di una valutazione informale.
    Devi cercare nei siti se esiste una commissione o un singolo docente delegato per passaggi, trasferimenti e secondi titoli e scrivere a lui. In assenza, puoi rivolgerti al presidente, coordinatore o direttore del corso. In alcuni atenei di queste cose non si occupa il personale docentre ma il personale amministrativo, e in questo caso dovresti rivolgerti al manager didattico. Comunque, se ti rivolgi alla segreteria didattica (in alcuni atenei chiamata ufficio didattico) di solito ti sanno dare indicazioni su coloro a cui puoi rivolgerti per informazioni preliminari, ove non possano fornirle direttamente. In alcuni atenei una segreteria didattica non esiste oppure le sue funzioni sono accorpate con quelle della segreteria amministrativa. Però quasi sempre c'è un ufficio orientamento. Insomma, purtroppo ogni università è un mondo a sé e bisogna scandagliare i siti molto attentamente per capire come muoversi: ma almeno oggi c'è il web; pensa che io tra il 2002 e il 2005 dovetti girarmele di persona, le università!

    Mi sono espresso male, in effetti la prevalutazione non figura nemmeno tra le opzioni, l'unica cosa che fanno è la valutazione al costo di 100 euro dopo essersi immatricolati al primo anno.
    Quasi tutti gli atenei statali fanno pagare, però per l'appunto la pratica può essere avviata solo contestualmente o dopo l'immatricolazione.
    In alcuni atenei se non ti convalidano/dispensano niente e/o se all'esito della delibera rinunci all'abbreviazione non ti fanno pagare niente oppure ti scomputano quanto già pagato dagli addebiti successivi. In altri atneei, invece, non è consentito rinunciare alla convalida una volta richiesta.
    Anche le regole su come dichiarare gli esami cambiano da ateneo ad ateneo: in alcuni atenei è obbligatorio dichiararli tutti, in altri ti chiedono espressamente di non dichiarare quelli che non vuoi che ti vengano riconosciuti oppure che ritieni non riconoscibili; in alcuni atenei (Bari Aldo Moro ad esempio) ti chiedono anche di suggerire le equipollenze (a Bari se non lo fai scrivono sulla delibera che non hanno preso in considerazione l'esame in quanto lo studente non ha formulato proposte in merito all'esame di destinazione, mentre, al contrario, se si propone l'esame di destinazione seguendo il criterio di coincidenza o contiguità di SSD tendono ad assecondare la proposta dello studente).
    Pochi atenei prevedono una procedura standardizzata per presentare istanze di rettifica o revisione, anzi molti scrivono addirittura che la delibera(*) è insindacabile, ma questa affermazione non impedisce all'interessato, ovviamente, di proporre o ricorso gerarchico proprio (ad esempio alla struttura di livello superiore o direttamente al Rettore), ricorso gerarchico improprio (al ministro competente, ma si perde solo tempo) o ricorso giurisdizionale (al giudice amministrativo) o ricorso straordinario al capo dello Stato (altra perdita di tempo). Si tratta in realtà di un procedimento a discrezionalità parzialmente vincolata, quindi l'insindacabilità che millantano non esiste.

    * Si definisce delibera(zione) l'atto emanato da un organo collegiale, determina(zione) quello emanato da un organo monocratico. Nella maggior parte degli atenei, questi atti sono di competenza collegaile e solitamente l'organo deliberante è il consiglio della struttura didattica, cioè il consiglio del corso di studi oppure quelloche svolge le sue funzioni a seocnda dell'organizzazione statutaria (consiglio di classe o interclasse o intercorso, consiglio di area didattica etc.). Molto più raramente è un organo superiore (consiglio di dipartimento, scuola o facoltà). Laddove sia presente una commissione specifica, questa generalmente ha compiti meramente istruttorî, ma per esempio al dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino delibera direttamente e, peraltro, con la firma di uno solo dei tre componenti. In un caso a me noto, di cui non fornisco dettagli perché sono passati molti anni e potrebbe essere cambiato qualcosa, il provvedimento era monocratico del presidente del consiglio del corso. Si tenga presente che normativa e prassi potrebbero variare tra varie strutture all'interno della medesima università.

    Il sito riporta testualmente "L'eventuale riconoscimento è un atto discrezionale della Struttura Didattica"
    Ut supra, sono parole prive di valore giuridico.

    Temo che con quanto dichiarato sopra di tutelino da ciò..
    Se fosse così facile tutelarsi da un contenzioso, lo farebbero tutti e le aule giudiziarie non sarebbero così affollate.

    alla Marconi che al contrario mi ha valutato tutto il possibile e anche di più.
    In che senso anche di più?
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

    Commenta


    • #17
      Se fosse così facile tutelarsi da un contenzioso, lo farebbero tutti e le aule giudiziarie non sarebbero così affollate.
      Al di là dell' effettiva possibilità di ricorso, credi che abbia senso in termini di tempistiche? Mi spiego meglio, non credo che si possa sperare in una risoluzione a breve termine, quindi durante il tempo trascorso tanto vale che prosegua gli studi in qualche altra maniera.


      In che senso anche di più?
      Nel senso che mi hanno approvato ovviamente tutti gli esami con medesimo nome, numero cfu e ssd, ma anche altri in cui cambiavano alcuni di questi tre fattori, "splittando" i crediti tra vari esami che avevano ssd simile, ma non uguale (per esempio Mat/05 e Mat/03).
      Magari è una pratica comune a tutti, semplicemente non ne ero a conoscenza e mi ha stupito in positivo.
      Ultima modifica di dottore; 22-07-2024, 11:30.

      Commenta


      • #18
        Originariamente inviato da Moody Visualizza il messaggio
        Al di là dell' effettiva possibilità di ricorso, credi che abbia senso in termini di tempistiche? Mi spiego meglio, non credo che si possa sperare in una risoluzione a breve termine, quindi durante il tempo trascorso tanto vale che prosegua gli studi in qualche altra maniera.
        Il problema dei ricorsi giurisdizionali amministrativi non è il tempo, ma il costo, poiché, a meno che tu non abbia i requisiti per l'accesso al patrocinio a spese dello Stato e dunque non paghi neanche l'avvocato, devi pagare circa 500 euro solo di contributo unificato.
        Il ricorso amministrativo interno (in autotutela o gerarchico), invece, spesso viene ignorato e quello gearchico improprio viene sistematicamente ignorato. Siccome essi non sospendono i termini per proporre ricorso dinanzi al giudice, essi sono pertanto molto pericolosi.
        Con il ricorso giurisdizionale puoi ottenere la sospensiva, cioè un provvedimento cautelare d'urgenza che sospende gli effetti dell'atto amministrativo impugnato, in tempi brevissimi, anche solo una settimana, e comunque al massimo un mese e mezzo e anche meno. Dopodiché l'amministrazione tende magicamente a venirti incontro e pertanto si rinuncia al giudizio di merito per intervenuta carenza di interesse.

        Nel senso che mi hanno approvato ovviamente tutti gli esami con medesimo nome, numero cfu e ssd, ma anche altri in cui cambiavano alcuni di questi tre fattori, "splittando" i crediti tra vari esami che avevano ssd simile, ma non uguale (per esempio Mat/05 e Mat/03).
        Magari è una pratica comune a tutti, semplicemente non ne ero a conoscenza e mi ha stupito in positivo.
        La compensazione è prassi diffusa in molti atenei. L'importante è che i crediti totali convalidati o dispensati non risultino superiori a quelli effettivamente maturati.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

        Commenta

        Sto operando...
        X