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Rinuncia agli studi senza pagare le tasse arretrate

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  • Rinuncia agli studi senza pagare le tasse arretrate

    Buongiorno!
    La mia situazione è abbastanza complicata. Praticamente mi sono iscritta all'università  nel 2014 dopodiché per vari motivi non ho potuto ne proseguire gli studi né pagare le tasse. Volevo rinunciare nello stesso 2014, ma l'ufficio tasse non l'ha permesso a fare in quanto avevo la prima rata non pagata... Quest'anno ho deciso di riprendere gli studi ma cambiando la facoltà  in quanto finalmente ho capito cosa mi piacerebbe a fare nella vita. Il problema ora è che l'università  mi chiede di pagare quasi 3000 euro delle tasse dell'anno 2014 per fare la rinuncia e riprendere i miei documenti anche se non ho ne frequentato essa ne sostenuto gli esami che trovo abbastanza ingiusto. Vorrei capire se esiste qualche legge che mi potrebbe aiutare in questo caso. Magari almeno ridurre tale importo perché per me è troppo alto, ho sempre lavorato e ora mi trovo pure in cassa integrazione mantenendo me ed i miei genitori. Poi avendo già  quasi 30 anni vorrei finalmente prendere la strada giusta e laurermi per garantirmi il futuro diverso e non vorrei aspettare più.
    Anticipatamente vi ringrazio per le risposte.
    Ultima modifica di dottore; 30-06-2020, 11:15.

  • #2
    Buongiorno.

    Innanzitutto si cambia corso di studi, non di facoltà .

    Come detto più volte, la rinuncia gli studi è un atto amministrativo vincolato; l'ateneo dopo aver verificato la forma e il contenuto non può che prenderne atto e darvi esecuzione.
    Certamente è legittimato a riscuotere tasse e contributi arretrati, ma deve farlo nelle forme e nei modi previsti, cioè tramite riscossione coattiva.

    Le tasse e i contributi universitari, a differenza dell'imposta di bollo (che ha natura tributaria e dunque è iscrivibile a ruolo), hanno natura corrispettiva, dunque rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, competente in materia civile.
    La carriera di per sé rientra invece nell'esclusiva sfera di cognizione del giudice amministrativo.
    Subordinare l'esecuzione di un atto amministrativo, quale è la cessazione della carriera in séguito al fatto che la rinuncia agli studi resa dallo studente è entrata a conoscenza dei competenti organi dell'ateneo, all'assolvimento delle obbligazioni civili non sta né in cielo né in terra; io lo chiamerei ricatto.
    Ovviamente ti sconsiglio di ricorrere al Tar, perché costa probabilmente di più degli arretrati che devi versare (e comunque non ti garantirebbe che successivamente non provino a riscuoterli coattivamente, dunque la tua sarebbe una vittoria di Pirro). Potresti tuttavia presentare la rinuncia per iscritto a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento o posta elettronica certificata e quindi:
    - in caso di diniego scritto, impugnare l'atto di diniego internamente con una istanza di riforma in autotutela;
    - in caso di inerzia, presentare un sollecito diffidandoli ai sensi dell'art. 328 cod. pen. (omissione/abuso dei doveri d'ufficio).

    Tutto ciò premesso e considerato, siccome il problema si presenta spessissimo sul forum e questo mi induce a ritenere che costituisca prassi ricorrente smettere improvvisamente di pagare le tasse universitarie pensando che questo basti se si vuole interrompere la propria carriera, ribadisco per l'ennesima volta che l'iscrizione ad anni successivi al primo avviene d'ufficio sino a decadenza, anche se non si sono mai sostenuti esami, e l'iscrizione a un anno accademico obbliga nei confronti dell'università  al versamento di tasse, contributi e diritti per l'intero anno accademico, indipendentemente da eventuali rateizzazioni, dilazioni o frazionamenti dei pagamenti. Per questo motivo, quando si decide di abbandonare l'università  bisogna presentare rinuncia subito, non appena si è maturata la decisione, salvo che sia possibile chiedere la sospensione dell'iscrizione nei casi previsti, tanto più che oggi la sospensione non comporta la perdita irreversibile dei crediti maturati.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Grazie mille per la risposta.
      Infatti volevo rinunciare agli studi ancora nel 2014 quando avevo capito di non poter continuare né economicamente né fisicamente, ma mi è stato negato questo diritto dagli impiegati universitari. All'epoca purtroppo non parlavo molto bene la lingua italiana e non ho potuto oppormi. Riconosco la mia ignoranza assoluta in questo ambito, di sicuro non era la mia intenzione di iscrivermi all'università  ed accumulare i debiti con essa e se avessi potuto rinunciare gli studi ancora 6 anni fa, l'avrei fatto senza complicare la propria vita.
      Domani invierò la raccomandata e attenderò la loro risposta.
      Grazie ancora per la disponibilità .
      Ultima modifica di dottore; 30-06-2020, 19:40.

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      • #4
        Attenzione: non parliamo di diritti, ma di interessi legittimi, che sono tutt'altro. Se parlassimo di diritti soggettivi, avrebbero ragione loro, in quanto saremmo in presenza di un sinallagma e dunque aòll'esercizio del diritto da parte tua potrebbe corrispondere l'obbligo di estinguere il debito. Invece, in realtà , parliamo di due cose diverse: da un lato un procedimento amministrativo, e il tuo interesse legittimo a che venga svolto in un certo modo, e dall'altro il non direttamente correlato obbligo civilistico.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Ciao maryanka,
          Ma le tasse del 2014 hai dovuto pagarle?
          Cioè anche se non decidevi di iscriverti quest anno devi pagarle comunque?

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          • #6
            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
            Buongiorno.

            Innanzitutto si cambia corso di studi, non di facoltà .

            Come detto più volte, la rinuncia gli studi è un atto amministrativo vincolato; l'ateneo dopo aver verificato la forma e il contenuto non può che prenderne atto e darvi esecuzione.
            Certamente è legittimato a riscuotere tasse e contributi arretrati, ma deve farlo nelle forme e nei modi previsti, cioè tramite riscossione coattiva.

            Le tasse e i contributi universitari, a differenza dell'imposta di bollo (che ha natura tributaria e dunque è iscrivibile a ruolo), hanno natura corrispettiva, dunque rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, competente in materia civile.
            La carriera di per sé rientra invece nell'esclusiva sfera di cognizione del giudice amministrativo.
            Subordinare l'esecuzione di un atto amministrativo, quale è la cessazione della carriera in séguito al fatto che la rinuncia agli studi resa dallo studente è entrata a conoscenza dei competenti organi dell'ateneo, all'assolvimento delle obbligazioni civili non sta né in cielo né in terra; io lo chiamerei ricatto.
            Ovviamente ti sconsiglio di ricorrere al Tar, perché costa probabilmente di più degli arretrati che devi versare (e comunque non ti garantirebbe che successivamente non provino a riscuoterli coattivamente, dunque la tua sarebbe una vittoria di Pirro). Potresti tuttavia presentare la rinuncia per iscritto a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento o posta elettronica certificata e quindi:
            - in caso di diniego scritto, impugnare l'atto di diniego internamente con una istanza di riforma in autotutela;
            - in caso di inerzia, presentare un sollecito diffidandoli ai sensi dell'art. 328 cod. pen. (omissione/abuso dei doveri d'ufficio).

            Tutto ciò premesso e considerato, siccome il problema si presenta spessissimo sul forum e questo mi induce a ritenere che costituisca prassi ricorrente smettere improvvisamente di pagare le tasse universitarie pensando che questo basti se si vuole interrompere la propria carriera, ribadisco per l'ennesima volta che l'iscrizione ad anni successivi al primo avviene d'ufficio sino a decadenza, anche se non si sono mai sostenuti esami, e l'iscrizione a un anno accademico obbliga nei confronti dell'università al versamento di tasse, contributi e diritti per l'intero anno accademico, indipendentemente da eventuali rateizzazioni, dilazioni o frazionamenti dei pagamenti. Per questo motivo, quando si decide di abbandonare l'università bisogna presentare rinuncia subito, non appena si è maturata la decisione, salvo che sia possibile chiedere la sospensione dell'iscrizione nei casi previsti, tanto più che oggi la sospensione non comporta la perdita irreversibile dei crediti maturati.
            Ciao, purtroppo mi trovo nella stessa situazione.

            Mi ero iscritto all'anno accademico 2023/2024 di un corso di laurea magistrale presso una università telematica.
            Ho frequentato un solo corso e sostenuto alcun esame.
            Ho pagato 5 rate su 12, sulla 5 c'è stato un avvenimento che mi ha fatto capire che non volevo più continuare gli studi con quell'università telematica: per errore ho pagato la tassa 12/12 (sul sito mettono, a mio avviso, furbamente, le rate in ordine dall'ultima a quella più recente. Per errore quindi ho pagato l'ultima rata del corso e per poter sostenere eventuali esami dovevo pagare nello stesso mese anche la rata 5/12 ma purtroppo non ne avevo la possibilità, oltre che non ritenerlo giusto in quanto la segreteria ci ha messo ben 1 mese, con svariate email al rettorato per modificare il pagamento e farlo risultare valido per la rata 5/12 invece che per la 12/12 creandomi quindi un grosso danno.
            Successivamente a questo evento ho smesso di seguire il corso senza fare rinuncia.
            Ora mi trovo a non aver pagato 7 rate e a voler fare rinuncia per iscrivermi ad un altro corso.
            Ho fatto richiesta di rinuncia, dal punto di vista amministrativo mi sembra che siano obbligati ed accogliere la richiesta e a convalidare la rinuncia corretto? quindi teoricamente potrei iscrivermi all'altro corso, poi è compito dell'università richiedere i corrispettivi mancanti tramite riscossione coattiva, corretto?

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            • #7
              Inoltre, poiché sono obbligati ad accettare la rinuncia, sono obbligati anche a fornire un modulo che attesta l'effettiva rinuncia?

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              • #8
                Qualcuno può aiutarmi?

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                • #9
                  Situazione simile, la mia. Ho delle tasse arretrate, ho chiuso una carriera relativa all'a.a. 2021 ma la segreteria non sta emettendo il bollo d'imposta di 16 euro dicendomi che devo prima perfezionare la mia posizione. Ho mandato rinuncia tramite portale studenti e in effetti la carriera non mi risulta più, come posso tutelarmi pagando l'imposta senza dover attendere che sia l'università ad emetterla?

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