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Da Ingegneria biomedica telematica a una magistrale in Ingegneria dei materiali

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  • Da Ingegneria biomedica telematica a una magistrale in Ingegneria dei materiali

    Ciao a tutti, sono un nuovo utente del forum.

    Frequento il corso di laurea triennale in Ingegneria biomedica presso l’Università Niccolò Cusano e sono quasi alla fine del primo anno. Ho scelto un’università telematica principalmente perché lavoro e avevo quindi bisogno di poter studiare da casa e di organizzare autonomamente il mio tempo. Mi avevano attirato anche il piano di studi e gli insegnamenti proposti.

    Finora mi sto trovando abbastanza bene. I materiali didattici forniti dall’ateneo mi sembrano completi, ben organizzati e di ottima qualità. Anche gli esami sono tutt’altro che semplici: pur svolgendosi ancora a distanza, la prova scritta viene seguita immediatamente da un colloquio orale con il docente. L’aspetto più negativo è quello economico, perché la contribuzione universitaria è davvero elevata.

    Il mio dubbio principale riguarda però il futuro. Dopo la triennale vorrei proseguire con una laurea magistrale in Ingegneria dei materiali, possibilmente presso un ateneo statale con didattica prevalentemente in presenza, come l’Università di Pisa o il Politecnico di Torino.

    Ho già confrontato il mio piano di studi con i requisiti curriculari delle magistrali che mi interessano e, almeno sulla base dei CFU e dei settori scientifico-disciplinari richiesti, sembrerebbe che il percorso seguito alla Cusano mi consenta di presentare domanda di ammissione. Naturalmente so che la valutazione definitiva spetta sempre all’ateneo e alla commissione competente.

    La mia preoccupazione è soprattutto un’altra: una laurea triennale conseguita presso un’università telematica potrebbe rappresentare, nella pratica, uno svantaggio per l’ammissione alla magistrale o per il successivo percorso accademico e professionale? Mi riferisco non tanto alla validità legale del titolo, quanto alla preparazione effettiva, alla reputazione dell’ateneo e agli eventuali pregiudizi nei confronti delle università telematiche. Online si leggono giudizi molto negativi sulla Cusano, ma non riesco a capire quanto siano fondati e quanto derivino invece da semplici luoghi comuni.

    Per questo sto valutando anche la possibilità di chiedere il trasferimento a un ateneo statale già durante la triennale, con il riconoscimento degli esami e dei CFU sostenuti, scegliendo a Pisa o eventualmente a Firenze un corso affine all’Ingegneria dei materiali.

    Il problema è che, continuando a lavorare, avrei una possibilità di frequenza piuttosto limitata. Mi domando quindi se un percorso del genere sia concretamente gestibile per uno studente lavoratore, soprattutto considerando eventuali laboratori, attività con frequenza obbligatoria e la reperibilità del materiale didattico. Alla Cusano, infatti, lezioni e materiali sono disponibili online e organizzati in modo da consentire lo studio autonomo.

    Le ragioni che mi spingerebbero a valutare il trasferimento sono principalmente tre: ridurre la contribuzione universitaria, evitare eventuali problemi legati alla reputazione della Cusano e rendere forse più lineare il successivo accesso alla magistrale. D’altra parte, non vorrei lasciare un percorso che, sul piano dei contenuti e dell’organizzazione dello studio, finora mi sta soddisfacendo, per ritrovarmi in una situazione difficilmente conciliabile con il lavoro.

    Prenderei in considerazione anche il trasferimento presso un’altra università telematica legalmente riconosciuta, se offrisse un corso di laurea in Ingegneria con un piano di studi compatibile con i requisiti di accesso alle magistrali in Ingegneria dei materiali. Non conosco però abbastanza bene le diverse università telematiche italiane: qualcuno saprebbe consigliarmi un ateneo serio, con materiali didattici validi, esami rigorosi, una buona organizzazione e costi più contenuti? Mi interesserebbero soprattutto esperienze dirette, sia positive sia negative.

    Ho inoltre alcuni dubbi pratici, perché l’anno accademico è già iniziato e sono regolarmente iscritto alla Cusano. In caso di trasferimento ad altro ateneo, dovrei versare comunque tutta la contribuzione prevista per l’intero anno oppure soltanto le rate già scadute? Le rate future continuerebbero a essere dovute anche dopo la presentazione della domanda di trasferimento? Immagino che dipenda dal regolamento e dalle condizioni di iscrizione dell’ateneo, ma vorrei sapere se qualcuno si è trovato concretamente in questa situazione.

    Vorrei capire anche se sia ancora possibile effettuare il trasferimento durante l’anno accademico in corso oppure se sia necessario aspettare l’inizio del prossimo. In quest’ultimo caso, potrei continuare a sostenere esami alla Cusano e chiedere successivamente il riconoscimento dei relativi CFU? Sarebbe più opportuno procedere con un trasferimento formale oppure con la rinuncia agli studi e una nuova immatricolazione, chiedendo poi il riconoscimento della carriera precedente?

    Mi farebbe quindi molto piacere conoscere l’esperienza di chi ha già affrontato una situazione simile:
    • avete conseguito una laurea triennale presso un’università telematica e poi frequentato una magistrale in un ateneo statale?
    • avete incontrato difficoltà nell’ammissione, nella preparazione iniziale o nel rapporto con i docenti?
    • ritenete realistico trasferirsi durante la triennale e proseguire presso un ateneo con didattica in presenza, continuando a lavorare?
    • conoscete altre università telematiche valide e meno costose della Cusano?
    • come avete gestito le tasse, le rate residue e le tempistiche del trasferimento?

    Grazie in anticipo a chi vorrà condividere la propria esperienza????

  • #2
    Ciao,

    benvenuto nel forum. Presèntati nell'apposita sezione.

    Naturalmente so che la valutazione definitiva spetta sempre all’ateneo e alla commissione competente.
    E sai male, perché la commissione è vincolata a quanto indicato nel regolamento.

    La mia preoccupazione è soprattutto un’altra: una laurea triennale conseguita presso un’università telematica potrebbe rappresentare, nella pratica, uno svantaggio per l’ammissione alla magistrale o per il successivo percorso accademico e professionale?
    Nel 2026 non voglio più lèggere certe cose. Basta.

    Prenderei in considerazione anche il trasferimento presso un’altra università telematica legalmente riconosciuta
    Se non è legalmente riconosciuta non si può chiamare università.

    In caso di trasferimento ad altro ateneo, dovrei versare comunque tutta la contribuzione prevista per l’intero anno oppure soltanto le rate già scadute?
    Le rate sono una dilazione di un'unica debenza; peraltro l'obbligazione deriva da un potere pubblicistico e non da un rapporto contrattuale.

    Le rate future continuerebbero a essere dovute anche dopo la presentazione della domanda di trasferimento?
    Devi pagare tutto insieme.

    Vorrei capire anche se sia ancora possibile effettuare il trasferimento durante l’anno accademico in corso
    Devi vedere le finestre di entrambi gli atenei coinvolti.

    oppure se sia necessario aspettare l’inizio del prossimo.
    Per evitarlo puoi sempre rassegnare rinuncia, ma devi sempre vedere se dall'altro lato le immatricolazioni sono aperte.

    In quest’ultimo caso, potrei continuare a sostenere esami alla Cusano e chiedere successivamente il riconoscimento dei relativi CFU?
    Se non individui un corso di laurea con esami simili (identici è impossibile) è inutile stare a parlare, perché in astratto è tutto possibile.

    [*]avete conseguito una laurea triennale presso un’università telematica e poi frequentato una magistrale in un ateneo statale?
    Per quanto sia più comune, il contrario, in parecchi sul forum lo hanno fatto.

    [*]avete incontrato difficoltà nell’ammissione
    Ancora?

    [*]conoscete altre università telematiche valide e meno costose della Cusano?
    Per Ingegneria Marconi, Nettuno.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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