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Da magistrale all'estero a LM-59

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  • #16
    Per insegnare la A 18 è solamente un filino meno satura della A45 e A47, ma più satura della A21, in ogni caso ci sarebbero moltissimi CFU da integrare.

    Diciamo che l'insegnamento per essere concretamente possibile in ognuno dei due casi necessità di TFA, ma almeno con la LM 56 si inserisce subito nella A 45 (senza integrazioni di CFU) e poi fa il TFA.

    il rischio in ogni caso è che non faranno moltissime altre "edizioni" del TFA quindi l'insegnamento in ogni caso è una strada molto tortuosa, possibilità più teorica che pratica, almeno nel breve periodo.

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    • #17
      Originariamente inviato da Anto'facaldo Visualizza il messaggio
      Comunque solitamente i commercialisti sono anche revisori, il binomio commercialista/revisore si può fare solo con la LM 56.
      I dottori e i ragionieri commercialisti sono anche revisori perché prima della riforma il praticantato unico di dottore commercialista o ragioniere commercialista consentiva l'accesso anche alla professione di revisore dei conti, come era denominata prima la professione. Non ricordo nemmeno se fosse necessario un esame a parte o se addirittura l'abilitazione di dottore/ragioniere commercialista fosse sufficiente per potersi qualificare anche come revisori (ovviamente previa iscrizione all'apposito elenco ministeriale).
      Adesso le due professioni sono distinte e separate e peraltro il praticantato di revisore dura il doppio di quello di dottore commercialista o esperto contabile.
      Per la cronaca, nella mia città risultano 78 revisori, 95 tra dottori e ragionieri commercialisti e solo 3 esperti contabili. Di questi ultimi nessuno è anche revisore, mentre i 78 revisori a occhio mi sembrano tutti anche dottori o ragionieri commercialisti. La cosa che mi sorprende è, in forte controtendenza rispetto al dato nazionale, sono più dei medici (perlomeno a occhio, visto che purtroppo non posso fare una ricerca dei medici per comune e senza specificare almeno il cognome) e perfino degli avvocati.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #18
        Vi ringrazio infinitamente per le dritte, ma probabilmente dovrò scartare anche il corso di UPO perché, dando un'occhiata migliore anche al piano di studi, non me la sento di entrare a lezioni già iniziate su materie come statistica (che mi hanno fatto tribolare e non poco in triennale), oltre al fatto che i collegamenti da e per Alessandria sono abbastanza penosi. Dunque mi resta la LM-62, salvo sorprese... Che potrei però irrobustire cercando un lavoro e prendendomela part-time nel frattempo.

        Sono venuto però a conoscenza, grazie ad alcuni interventi passati del Dottore, che l'UniMORE (Modena e Reggio Emilia) offrirebbe un corso LM-77 accessibile con la L-36 e questa università, a quanto pare, offrirebbe ancora una sorta di didattica a distanza. Avete delle conferme in tal merito? L'università sarebbe al 100% seguibile a distanza, eccetto esami? Sembrerebbe troppo bello per essere vero.
        Inoltre, se conoscete altri corsi con questa particolarità, sarei felice di sentirli.

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        • #19
          Alla Unimore le lezioni vengono registrate tutte.
          Visto che ti interessa la LM-59, sappi che tra le varie LM-77 dell'Unimore cui puoi accedere ce n'è una che si chiama «Management e comunicazione d'impresa» che è praticamente come una LM-59, però ti rilascia titolo LM-77.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #20
            Proverò a dare un'occhiata! Volevo inoltre spendere parole di elogio per voi, perché mi rendo conto che alcune domande possano essere ripetute, ma trovate sempre la volontà di rispondere a tutti i nuovi arrivati in modo esaustivo su questioni che non sono per nulla semplici. In un'epoca dove, spesso e volentieri, si manca di una "bussola" non è cosa da poco.

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            • #21
              Originariamente inviato da Anto'facaldo Visualizza il messaggio
              Giusto. Però bisogna anche farsi selezionare da uno studio di revisione per accedere al praticantato regolamentato e dubito che venga preso un laureato magistrale LM 62 con una laurea non inerente l'ambito dell'economia aziendale.
              Sono assolutamente d'accordo.
              Qui dentro si ragiona davvero troppo per titoli, ma tra avere un titolo e fare un determinato lavoro, c'è una bella differenza. Nessun datore di lavoro sarebbe così fesso da assumere per un praticantato come revisore legale (il cui termine poi è davvero fuorviante, trattandosi in tutto e per tutto di un commercialista) qualcuno laureato con una LM-62 Scienze della politica.

              Per fare il revisore legale (inteso come farlo bene) bisogna avere un background altamente quantitativo, essendo tutta, tutta contabilità. Un laureato con una LM-62 non riuscirebbe a fare proprio un tubo, così come chi esce da una magistrale economica poco quantitativa.
              È anche un percorso abbastanza lungo, in linea con la mentalità italiana, dato che si tratta di tre anni di praticantato e poi l'esame di abilitazione, che mica è detto che si passi.

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              • #22
                Infatti sono d'accordo, bisogna considerare il titolo ma anche quello che uno sa fare e come eventualmente si "vende" nel privato. Non da ultimo anche le attitudini. Poi certo sono il primo a dire che le lauree magistrali che legalmente hanno un peso "debole" vanno evitate.

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                • #23
                  Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
                  Nessun datore di lavoro sarebbe così fesso da assumere per un praticantato come revisore legale (il cui termine poi è davvero fuorviante, trattandosi in tutto e per tutto di un commercialista) qualcuno laureato con una LM-62 Scienze della politica.
                  Infatti non lo deve assumere. Il praticantato si può svolgere in forma di lavoro autonomo, anzi quello di avvocato si deve per forza svolgere sotto forma di lavoro autonomo (per meglio dire, diventa lavoro autonomo nel momento in cui, ottenuta l'abilitazione al patrocinio, si apre la partita IVA).

                  (il cui termine poi è davvero fuorviante, trattandosi in tutto e per tutto di un commercialista)
                  La locuzione, composta da due termini, indica una professione che ha alcune attribuzioni esclusive in comune con quelle del dottore o ragioniere commercialista, o meglio con quelle che il dottore o ragioniere commercialista detiene e può esercitare solo in Italia.

                  Per fare il revisore legale (inteso come farlo bene) bisogna avere un background altamente quantitativo, essendo tutta, tutta contabilità. Un laureato con una LM-62 non riuscirebbe a fare proprio un tubo, così come chi esce da una magistrale economica poco quantitativa.
                  Falso, falsissimo.
                  Tra ex compagni di scuola, ex fidanzati delle mie cugine, zii, cugini, amici, colleghi (che hanno abbandonato la professione) e parenti vari conosco almeno 30 dottori commercialisti. Alcuni di essi sono laureati in Scienze politiche v.o. (e non necessariamente nell'indirizzo politico-economico), altri sono semplici ragionieri (parliamo di gente che si è abilitata nella prima metà degli anni '90), nessuno di essi è mai stato una cima in matematica e tra di essi coloro che sono laureati in Economia e commercio v.o. sono la maggioranza ma nessuno di essi ha seguìto un indirizzo particolarmente quantitativo (anche perché col vecchio ordinamento non c'erano). Qualcuno è laureato in Economia aziendale, alcuni in Commercio internazionale e mercati valutarî al Navale (attuale Parthenope) e una perfino, all'Università di Perugia (sede di Assisi), in Economia del turismo, la meno quantitativa di tutte.
                  Quella di dottore/ragioniere commercialista è una professione che dopo il conseguimento del titolo e prima del sostenimento dell'esame di Stato si impara praticamente da zero, un po' come quella di avvocato; non è come il medico, l'architetto o l'ingegnere. Inoltre con i calcoli la digitalizzazione aiuta tantissimo.

                  Non fare quelli che «dopo la Pegaso nessuno ti prenderà mai a fare il praticantato» e poi solo io ho già conosciuto una dozzina di avvocati con la LMG/01 della Pegaso.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #24
                    La matematica non serve quasi a nulla, ma la contabilità sì.

                    Se fai una LM 62 o anche una LM 77 senza esami di contabilità puoi legalmente accedere al praticantato di revisore ma la materia la conosci solo per "sentito dire". Molto meglio un ragioniere appena diplomato di un laureato in economia di oggi (queste sono le parole del mio ex dominus).

                    Io in generale consiglio a chi volesse svolgere il revisore di fare laurea e anche laurea magistrale in economia e professione, nei pochi corsi rimasti, afferenti alla LM 77.

                    Ti posso solo dire che a me, nessuno mi ha voluto come revisore praticante dopo una L-36 conseguita con 101 e una LM 77 (curriculum management) conseguita con 108 a 24 anni. Per trovare l'unico studio che mi ha tenuto solo un mese ho dovuto faticare non poco.

                    Sempre meglio avere un curriculum in famose università per avventurarsi in questi percorsi ardui.
                    Se hai conseguito una L-18 o L-33 e una LM 77 sempre a Bologna, Milano, Luiss, Bocconi hai di certo maggiori possibilità di essere preso dopo una l-36 e poi una LM 77 in una telematica...



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                    • #25
                      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                      Infatti non lo deve assumere. Il praticantato si può svolgere in forma di lavoro autonomo, anzi quello di avvocato si deve per forza svolgere sotto forma di lavoro autonomo (per meglio dire, diventa lavoro autonomo nel momento in cui, ottenuta l'abilitazione al patrocinio, si apre la partita IVA).
                      Ovvio, qualcuno ti deve assumere nel senso che ti deve fare da dominus (ti scongiuro, cerca quantomeno di leggere facendo riferimento sicuramente ad un lessico articolato che io stesso uso, seppur pur sempre colloquiale, ma non alla lettera come se stessi leggendo una sentenza della Corte di Cassazione, altrimenti ogni volta comunicare nella vita di tutti i giorni diventerebbe veramente un'impresa). Se hai una LM-62 o una magistrale economica poco quantitativa (per capirci, quelle dal nome "Comunicazione d'impresa" e via dicendo), nessuno ti prende per fare il revisore legale.
                      Falso, falsissimo.
                      Sì, ma bisogna pure vedere quanto è bravo come revisore legale un laureato in Scienze politiche v.o, al di là che lo abbia fatto. Oltretutto un conto è farlo in proprio, un conto è cercare lavoro e doverlo fare in uno studio.
                      Non fare quelli che «dopo la Pegaso nessuno ti prenderà mai a fare il praticantato» e poi solo io ho già conosciuto una dozzina di avvocati con la LMG/01 della Pegaso.
                      Certo, se ti prende lo zio o l'amico di famiglia. Tra l'altro un po' tutti, se ti riferisci agli studi legali normali, prendono per fare il praticantato da avvocato: è lavoro gratis.

                      Originariamente inviato da Anto'facaldo Visualizza il messaggio
                      La matematica non serve quasi a nulla, ma la contabilità sì.
                      Quoto. E c'è una bella differenza dalla "matematica" che lui menziona rispetto alla contabilità.
                      Serve un background altamente quantitativo, non va bene nemmeno una magistrale economica poco quantitativa (vedi quelle in "management") perché non si hanno proprio le basi. Sì, ok, legalmente puoi accedere al tirocinio e poi al relativo esame, ma tocca vedere se ci arrivi e ci riesci.

                      Chi parla dicendo che si possa fare il revisore legale provenendo da qualsiasi tipo di studi, non sa nemmeno di cosa si stia parlando, secondo me.

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                      • #26
                        Originariamente inviato da Anto'facaldo Visualizza il messaggio
                        Se fai una LM 62 o anche una LM 77 senza esami di contabilità puoi legalmente accedere al praticantato di revisore ma la materia la conosci solo per "sentito dire".
                        La puoi sempre imparare

                        Molto meglio un ragioniere appena diplomato
                        I ragionieri appena diplomati non esistono perché per diventare ragioniere devi avere il diploma in ragioneria + praticantato triennale concluso entro il 1997.

                        Io in generale consiglio a chi volesse svolgere il revisore di fare laurea e anche laurea magistrale in economia e professione, nei pochi corsi rimasti, afferenti alla LM 77.
                        «Economia e professione» è semplicemente una denominazione dell'Alma mater studiorum Università di Bologna, che esiste solo lì.
                        Comunque le lauree e le lauree magistrali si prendono, non si fanno.

                        Ti posso solo dire che a me, nessuno mi ha voluto come revisore praticante dopo una L-36 conseguita con 101 e una LM 77 (curriculum management) conseguita con 108 a 24 anni.
                        Una mia amica l'ha fatto in una piccola città del Nord-est con vecchia 15 (corrispondente all'attuale L-36) + vecchia 60/s (corrispondente all'attuale LM-52) + vecchia LM-56 alla Pegaso. Non ricordo i voti precisi ma mi pare che siano il primo intorno al 100, il secondo 110 e il terzo intorno al 105.

                        Per trovare l'unico studio che mi ha tenuto solo un mese ho dovuto faticare non poco.
                        Ti credo, ma secondo me è una difficoltà che incontrano tutti (compresa la mia amica di sopra, che non lo ha trovato subito) quelli che non hanno parenti che possano fare da dominus. Qui da me nella mia città di 70mila abitanti praticamente tutti hanno almeno un cugino avvocato e uno commercialista.

                        Sempre meglio avere un curriculum in famose università per avventurarsi in questi percorsi ardui.
                        Se hai conseguito una L-18 o L-33 e una LM 77 sempre a Bologna, Milano, Luiss, Bocconi hai di certo maggiori possibilità di essere preso dopo una l-36 e poi una LM 77 in una telematica...
                        Anche qui non lo so; dei miei colleghi della Mercatorum diversi oggi sono dottori commercialisti. Hanno trovato lo studio tramite l'università, che, oramai come tutte o quasi, ha una convenzione con l'Ordine. Chi aveva la L-18 o la L-33 ha potuto pure anticiparlo rispetto al conseguimento della laurea magistrale.
                        Quanto al prestigio degli atenei, premesso che la Luiss è in decadenza da anni e gli atenei del Centro-Sud che possono competere con Bologna e la Statale di Milano, risultando più prestigiosi di entrambe perlomeno in alcuni àmbiti, sono altri, secondo me questo è un falso mito. A Napoli si riempiono tutti la bocca di Federico II e vituperano la Parthenope, poi vai a vedere AlmaLaurea e scopri che i parthenopei hanno esiti occupazionali migliori rispetto ai federiciani sia in termini di rapidità sia in termini di retribuzione (e non parlo degli orsolini per carità di patria). A Milano non è che la Statale sia in grado di garantire esiti occupazionali significativamente diversi rispetto alla Bicocca, mentre con la Bocconi c'è un abisso (e sappiamo perché). Dubito peraltro che la massima aspirazione di un bocconiano sia fare il dottore commercialista.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #27
                          Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
                          sentenza della Corte di Cassazione, altrimenti ogni volta comunicare nella vita di tutti i giorni diventerebbe veramente un'impresa). Se hai una LM-62 o una magistrale economica poco quantitativa (per capirci, quelle dal nome "Comunicazione d'impresa" e via dicendo), nessuno ti prende per fare il revisore legale.
                          Questa è una cosa che dici tu. Siccome il dominus si trova tramite passaparola e non ti paga, non è così impossibile trovarlo se hai una rete di conoscenze.

                          Sì, ma bisogna pure vedere quanto è bravo come revisore legale un laureato in Scienze politiche v.o, al di là che lo abbia fatto.
                          Parlavo di dottore commercialista; all'epoca il revisore legale non esisteva. E la tua controdeduzione è inconferente: hai riformulato.

                          Oltretutto un conto è farlo in proprio, un conto è cercare lavoro e doverlo fare in uno studio.
                          Non puoi fare il praticantato in proprio.

                          Certo, se ti prende lo zio o l'amico di famiglia. Tra l'altro un po' tutti, se ti riferisci agli studi legali normali, prendono per fare il praticantato da avvocato: è lavoro gratis.
                          Appunto.

                          Quoto. E c'è una bella differenza dalla "matematica" che lui menziona rispetto alla contabilità.
                          Serve un background altamente quantitativo, non va bene nemmeno una magistrale economica poco quantitativa (vedi quelle in "management") perché non si hanno proprio le basi.
                          La contabilità sarebbe altamente quantitativa? Stai confondendo ‒ e non è la prima volta ‒ la matematica finanziaria e la statistica per applicazioni economiche con la ragioneria, che si basa sulla matematica, sì, ma non a un livello così avanzato!

                          Sì, ok, legalmente puoi accedere al tirocinio e poi al relativo esame, ma tocca vedere se ci arrivi e ci riesci.
                          Non sono pochi quelli che ci sono riusciti. E comunque anche stavolta stai riformulando: prima sostenevi che era impossibile che qualcuno ti prendesse, ora stai dicendo che non ci riusciresti. Entrambe le affermazioni sono false.

                          Chi parla dicendo che si possa fare il revisore legale provenendo da qualsiasi tipo di studi, non sa nemmeno di cosa si stia parlando, secondo me.
                          Anche qui c'è una virgola di troppo.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #28
                            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                            Non puoi fare il praticantato in proprio.
                            Non parlavo di praticantato infatti.
                            La contabilità sarebbe altamente quantitativa? Stai confondendo ‒ e non è la prima volta ‒ la matematica finanziaria e la statistica per applicazioni economiche con la ragioneria, che si basa sulla matematica, sì, ma non a un livello così avanzato!
                            Chi si laurea con una LM-62 Scienze della politica non ci capisce un tubo di contabilità, e non è una cosa facile come tu pretendi che sia.
                            Non sono pochi quelli che ci sono riusciti. E comunque anche stavolta stai riformulando: prima sostenevi che era impossibile che qualcuno ti prendesse, ora stai dicendo che non ci riusciresti. Entrambe le affermazioni sono false.
                            Non riformulo proprio niente: puoi legalmente accedere al tirocinio, ma ammesso e non concesso che qualcuno ti si accolli, bisogna vedere se riesci ad arrivarci a fare tre anni come revisore legale e a superare il relativo esame (non facile) con zero conoscenze pregresse in ambito di contabilità.
                            Anche qui c'è una virgola di troppo.
                            Trovo di uno squallore infinito chi sta lì a cercare ogni minimo segno di interpunzione o refuso dell'altro nella speranza di darsi un tono. Io infatti non lo faccio mai, è semplicemente maleducazione. Oltretutto questa non è né la Bibbia né un tribunale, ma un contesto assolutamente informale per comunicare. Non solo: ritengo la frase correttissima in termini di punteggiatura. Inoltre tendo anche a frequentare piattaforme anglofone, in cui la punteggiatura è spesso diversa dalla nostra, quindi non sto a ricontrollare cento volte un testo come fai tu dato che questo non è l'unico forum che frequento.

                            ​​​​​​La puoi sempre imparare
                            Certo, anch'io potrei diventare uno statistico imparando la statistica per conto mio. Però è enormemente preferibile se provengo da un background adeguato e relativi esami. Perché mai si dovrebbe assumere uno statistico improvvisato rispetto ad uno che la statistica l'ha studiata?

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                            • #29
                              Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
                              Non parlavo di praticantato infatti.
                              Ah no?
                              Strano perché la discussione era partita dalle presunte scarse possibilità di trovare un dominus con una LM-62 e tu stesso avevi detto che quando avevi usato il termine "assumere" intendevi riferirti a chi ti deve prendere per farti da dominus (messaggio #25). Ogni volta che qualcuno ti contesta ciò che hai detto tendi a riformulare, dissimulando e tergiversando. Cerca di rimanere sul pezzo, anche perché in forum se pure si è persa la memoria basta tornare un po' indietro per vedere di cosa si stesse parlando.
                              Una volta terminato il praticantato e superato l'esame di Stato, non si ha più il problema di chi ti deve "assumere".

                              Chi si laurea con una LM-62 Scienze della politica non ci capisce un tubo di contabilità
                              A parte il fatto che anche in un corso LM-62 si può sostenere un esame denominato Economia aziendale, che di solito è ragioneria, e spesso sono presenti come obbligatori esami come Scienze delle finanze e Contabilità di Stato o Contabilità pubblica (quindi magari un dottore commercialista con questo background formativo potrebbe specializzarsi sugli organismi indipendenti di valutazione delle pubbliche amministrazioni), la riforma universitaria, rispetto al previgente ordinamento, presenta due caratteristiche intrinseche:
                              una larghissima autonomia degli atenei in materia di ordinamenti didattici, tale per cui a due titoli aventi lo stesso valore legale (determinato dalla classe, che è stata inventata proprio per questo) possono corrispondere percorsi formativi estremamente dissimili e viceversa a due titoli conseguiti sulla base di percorsi formativi pressoché identici possono corrispondere due valori legali dfiferenti;
                              una strutturazione degli studi accademici in cicli che consentono di combinare in maniera del tutto personalizzata studi di aree disciplinari anche molto diverse sul ciclo inferiore e su quello intermedio, che sono quelli rilevanti ai fini dell'accesso a professioni regolamentate.
                              Con riferimento al punto 2, una LM-62 si potrebbe innestare su una pluralità di lauree ed evidentemente, per il bagaglio culturale del singolo, non è la stessa cosa averla conseguita dopo una L-36 oppure dopo una L-18 o una L-33, o magari dopo una L-41. Ma questo non ha nessuna importanza in quanto la conoscenza delle materie necessarie a esercitare la professione viene accertata mediante l'esame di Stato: al quale si può accedere solo dopo un praticantato volto a insegnare la professione, cosa che non viene fatta in nessun corso di studi, altrimenti il titolo di studio sarebbe abilitante in re ipsa come hanno fatto con altre professioni.
                              Per la cronaca, in un passato neanche tanto lontano da oggi era possibile diventare commercialista (oggi totalmente equiparato al dottore commercialista, sezione A dell'albo, salvo che il titolo professionale è ragioniere commercialista anziché dottore commercialista) con un semplice diploma di ragioneria (istituto tecnico commerciale) oppure con un'unica laurea rilasciata da una facoltà di Economia (una qualsiasi, comprese Marketing all'Unipr, Scienze della comunicazione all'Unimore e Giurisprudenza alla Bocconi e all'Unisannio) o ancora una laurea in Scienze politiche: parliamo di titoli unici rilasciati all'esito di corsi di durata quadriennale, ad eccezione del corso di laurea in Discipline economiche e sociali, che durava 5 anni. Ebbene, di tutti i corsi sin qui sinteticamente raggruppati quest'ultimo era quello con l'impianto più fortemente quantitativo, ma era attivo in due sole università italiane (Bocconi e Unical) e raramente i suoi laureati accedevano alla profssione di dottore commercialista. Seguivano, per numero di insegnamenti quantitativi, le molto simili tra loro lauree in Economia politica e in Scienze politiche con indirizzo politico-economico, che pure producevano pochi dottori commercialisti, e Commercio internazionale e mercati valutarî, che ne produceva un po' ma comunque pochissimi sul totale visto che esisteva in un solo ateneo (l'Istituto universitario navale, oggi Università di Napoli Partheope). La maggior parte dei dottori commercialisti era laureata o in Economia e commercio con indirizzo aziendalistico o in Economia aziendale e – sorpresa! – i corsi finalizzati a conseguire queste lauree erano i meno quantiativi di tutto il panorama economico.
                              Faccio presente che per l'abilitazione alla professione di dottore commercialista bisogna sostenere due prove scritte, una di economia aziendale che tanto potrebbe capitare quantitativa quanto qualitativa (le materie sono infatti ragioneria, tecnica commerciale, tecnica bancaria e professionale, tecnica industriale: nessuna di queste tre viene impartita all'università, per la cronaca) e l'altra giuridica (le materie sono diritto e pratica civile e commerciale, tecnica e legislazione tributaria, diritto del lavoro e della previdenza sociale). Considerando lo sbilanciamento sulle materie giuridiche, che poi sono quelle su cui tipicamente cadono i candidati (chissà perché), appare invece un'ingiustizia che con la LM-62 non si possa fare il dottore commercialista; anzi appare evidente che una L-14 da sola, senza laurea magistrale, integrata da un semplice esame di Economia aziendale possa fornire maggiori conoscenze tra quelle necessarie a superare l'esame di Stato rispetto a quelle in possesso di un medio laureato L-18/L-33+LM-56/LM-77. Paradossalmente sono molto più quantitative le materie dell'esame di revisore legale, al quale è invece possibile accedere con una rosa più ampia di titoli. A proposito di questa fissa sul quantitativo, segnalo che con lauree in Matematica, Fisica, Statistica e Finanza non è possibile accedere alle professioni contabili: come mai? Evidentemente perché il problema non è quantitativo versus non quantitativo, ma l'àmbito disciplinare di cui trattasi: solo per Finanza ho qualche perplessità, ma mi pare evidente che un percorso in Fisica o in Matematica non costruisca la forma mentis adeguata a occuparsi di contabilità, che poi è una materia che, al contrario di quanto si possa pensare a primo acchito, ha una forte componente qualitativa, in quanto non è strettamente finanziaria ma anche economica (che è un concetto assai più ampio). Diciamo che la scriminante fondamentale dovrebbe essere tra aziendale ed economico, che sono due cose ben diverse (e solo in Italia le buttiamo insieme nello stesso calderone), tenendo presente che sia gli studi aziendali sia l'economia hanno parti qualitative e quantitative e che la scienza economica tocca vette quantitative molto più elevate delle scienze aziendali (vedi processi stocastici), alla quale le professioni contabili risultano alquanto estranee (mentre sono tutt'altro che indifferenti a diverse branche del diritto, anche non trattate negli esami di abilitazione).
                              Altro errore che tu commetti è attribuire un significato specifico alle denominazioni dei corsi di studio. La LM-77 della Mercatorum si chiama Management ma è chiaramente improntata alla formazione di dottori commercialisti: ha esami obbligatorî di Diritto commerciale avanzato, Diritto tributario e perfino Diritto fallimentare, poi Principî contabili, Programmazione e controllo e Business planning; quest'ultimo è di economia aziendale (SECS-P/07) ma è qualitativo, però per la tua gioia ci hanno piazzato Statistica aziendale, che è quantitativo ma ai fini delle professioni contabili e degli esami per abilitarsi a esse non ha rilevanza (come non la avrebbe Econometria).

                              e non è una cosa facile come tu pretendi che sia.
                              La ragioneria è una materia abbastanza semplice, dopodiché se uno è una frana in matematica da non sapersi destreggiare neanche con mastrini… A proposito, cosa dire di quegli esami di Economia aziendale che hanno in programma tecniche contabili in disuso da decennî=

                              Non riformulo proprio niente: puoi legalmente accedere al tirocinio, ma ammesso e non concesso che qualcuno ti si accolli, bisogna vedere se riesci ad arrivarci a fare tre anni come revisore legale e a superare il relativo esame (non facile) con zero conoscenze pregresse in ambito di contabilità.
                              Il fatto che siano zero lo dici tu. Potrebbero essere zero anche per un laureato L-18+LM-77, mentre le tue potrebbero essere più ampie delle sue.

                              Trovo di uno squallore infinito chi sta lì a cercare ogni minimo segno di interpunzione o refuso dell'altro nella speranza di darsi un tono.
                              Non è quello lo scopo.

                              Io infatti non lo faccio mai, è semplicemente maleducazione.
                              Appena ricommesso.

                              ritengo la frase correttissima in termini di punteggiatura.
                              Ritieni male.

                              Inoltre tendo anche a frequentare piattaforme anglofone, in cui la punteggiatura è spesso diversa dalla nostra
                              Effettivamente in lingua inglese si tende a usare la virgola come jolly al posto del punto e virgola e dei due punti. Dopodiché, anche in inglese mettere la virgola prima del predicato o della copula è un errore e anche in inglese incapsulare un soggetto o un complemento tra due virgole è sbagliato (le proposizioni incidentali sono altra cosa).

                              quindi non sto a ricontrollare cento volte un testo come fai tu
                              Già è tanto che legga una volta.

                              Certo, anch'io potrei diventare uno statistico imparando la statistica per conto mio. Però è enormemente preferibile se provengo da un background adeguato e relativi esami. Perché mai si dovrebbe assumere uno statistico improvvisato rispetto ad uno che la statistica l'ha studiata?
                              Qua di improvvisato non c'è niente. Parliamo di professioni caratterizzate da conoscenze ad ampio spettro e per questo il legislatore consente di esercitarle con titoli diversi; in ogni caso sarà necessaria, durante il praticantato, un'integrazione rispetto a quanto studiato.
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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