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Contestazione Richiesta di Pagamento per Anno Accademico 2023-2024 non Frequentato

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  • Contestazione Richiesta di Pagamento per Anno Accademico 2023-2024 non Frequentato

    Nel periodo 2022-2023 ero iscritta all'Università Telematica di San Raffaele. Premetto che non sono italiana, e ho trovato difficile continuare gli studi a causa della barriera linguistica. Per questo motivo, ho deciso di non proseguire. Ad aprile 2023 ho scritto una mail al Centro Universitario che mi aveva consigliato di contattare per comunicare la mia intenzione di ritirarmi. Mi hanno detto di fare una richiesta di "rinuncia agli studi", ma all'epoca non sapevo cosa significasse esattamente "rinuncia". Ho pensato che dovessi solo chiudere il pagamento per quell'anno, quindi l'ho fatto e ho inviato una mail confermando di aver saldato i pagamenti per l'anno accademico 2022-2023.


    Dopo di ciò, non ho fatto più nulla né ho avuto alcun contatto con l'università. Tuttavia, a settembre 2024, ho ricevuto una mail in cui mi chiedevano di pagare 2.500 euro per l'Anno Accademico 2023-2024, anno per cui non ho mai fatto alcun pagamento né ho mai avuto notifiche di iscrizione.


    Nel contratto, è scritto chiaramente che:

    "Il rapporto contrattuale e il relativo impegno economico dello studente si rinnova automaticamente di anno in anno a prescindere dall’iscrizione esplicita agli anni accademici (che avviene tramite il pagamento della prima rata di ciascun anno)."


    Non ho mai fatto alcun pagamento per l'Anno Accademico 2023-2024. Non ho ricevuto nessuna comunicazione dall'università riguardo a una presunta iscrizione o il dovere di pagare. Ho spiegato tutto ciò all’università, ma mi hanno risposto sarcasticamente dicendo che l’iscrizione è automatica e mi hanno detto che "si scusano per non avermi chiamata". Ho quindi deciso di procedere con la rinuncia formale.


    Adesso, 12 giorni dopo aver inviato la mia rinuncia, mi hanno scritto un'altra email in cui dicono che:


    "La informiamo che, qualora non provvedesse al saldo dell’importo dovuto, questo Ateneo si riserva il diritto di agire per il recupero della somma ad esso spettante."


    Adesso la somma richiesta è diventata quasi 2800 euro. Mi sembra assurdo che mi abbiano inviato la richiesta di pagamento alla fine dell'anno, sembra quasi una frode. Non mi sono mai collegata al loro sistema, non ho mai frequentato né fatto nulla per quell'anno, e il mio italiano non è nemmeno abbastanza buono per capire questi dettagli.

    Non ho la somma di denaro che mi stanno chiedendo. Mi chiedo se alla fine mi obbligheranno davvero a pagare. Cosa dovrei fare?

  • #2
    Ciao,

    il tuo italiano è pressoché perfetto e migliore del 90% (e oltre) di quello di ciò che si legge su Facebook: sei sicura di avere una barriera linguistica?

    Comunque avresti dovuto consultare il forum prima, visto che con il tuo comportamento non hai fatto altro che peggiorare la situazione.

    Il procedimento di iscrizione all'università ha natura amministrativa, non civilistica, dunque è regolato da fonti pubblicistiche (leggi e regolamenti), non da contratti. E la normativa non consente di rinnovare l'iscrizione d'ufficio di anno in anno, tanto è vero che con la prima rata di iscrizione a un anno accademico versi pure 16 euro di imposta di bollo, assolta in modo virtuale, sulla domanda tacita di rinnovo dell'iscrizione stessa; tra l'altro il decreto legislativo 68/2012 attribuisce rilievo giuridico all'interruzione di fatto laddove stabilisce (e questo vale sia per le università statali che per quelle non statali) che qualora lo studente non abbia rinnovato l'iscrizione per due anni consecutivi e dunque si ritrovi in una situazione di interruizone può ottenere la ricognizione (o ricongiunzione, o reintegro) della carriera versando un diritto fisso per ogni anno di interruzione anziché pagando tutti gli anni accademici per intero.

    Le tasse, i contributi, le rette e ogni altro emolumento comunque denominato costituiscono una controprestazione per i servizi dovuti e come tali sono materia civilistica.
    L'università sa bene quanto sopra e infatti nel contratto di cui hai citato uno stralcio dice chiaramente che lo studente si impegna a pagare tutti gli anni a prescindere dall'eventuale iscrizione, la quale si rinnova con il pagamento della prima rata, il che significa che non si rinnova senza che la prima rata sia stata pagata.
    Ma se l'iscrizione non si è rinnovata come può pretendere la controparte il corrispettivo? Corrispettivo di cosa, visto che l'obbligazione civile è diretta conseguenza della posizione amministrativa, cioè deriva, discende, dalla carriera universitaria, alla cui vita è strettamente correlata?
    Inoltre, si tratterebbe di una clausola pesantemente vessatoria, che come tale dorebbe essere oggetto di accettazione specifica ai sensi del capoverso dell'articolo 1341 del codice civile (sempre volendo considerare non applicabile, vista la natura di servizio pubblico, il codce del consumo, a mente del quale la clausola sarebbe totalmente abusiva e come tale invalida e inefficace, senza che ciò implichi la nullità del contratto).

    Viepiù, se loro stessi ammettono che il procedimento amministrativo e le obbligazioni civili viaggiano su due binari separati, come mai non prendono atto adesso della rinuncia agli studi e ne subordinano l'accettazione all'estinzione dei debiti? Debiti che peraltro si incrementeranno sempre più a causa del loro comportamento, che avviene in violazione del principio secondo cui il creditore si deve astendere da condotte determinanti l'aggravamento del danno a suo carico, di cui all'articolo 1227 del codice civile.

    Il problema è che tu rispondendo al loro sollecito di pagamento hai implicitamente riconosciuto di aver preso conoscenza del loro tentativo di esercitare la loro pretesa (a prescindere dalla relativa fondatezza), sicché hai interrotto la prescrizione. Se poi hai scritto esplicitamente che non intendi pagare, senza contestare l'esistenza del debito, ancora peggio.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Buongiorno, professore,

      Volevo condividere la mia situazione e chiedere il suo parere. Ho utilizzato ChatGPT per tradurre la mia domanda e la risposta ricevuta.

      Non ho detto che non intendo pagare; ho solo menzionato che mi sembra ingiusto non essere stata informata riguardo il mio anno accademico, l’iscrizione o eventuali pagamenti. Se fossi stata avvisata, avrei sicuramente agito prima.

      Inoltre, il contratto afferma che l’iscrizione è automatica dopo aver pagato la prima rata di ciascun anno, ma continuano a insistere sul fatto che devo presentare la "rinuncia". Mi sembra che non abbiano chiarito bene questa clausola. Dopo aver inviato la "rinuncia", ho smesso di rispondere, pensando che la questione fosse risolta ma mi hanno mandato un altra mail oggi che hanno ricevuto la rinuncia e stanno aspettando il mio pagamento.

      Ora mi chiedo se dovrei aspettare una comunicazione via PEC o se sarebbe meglio consultare un avvocato. Cosa ne pensa?

      La ringrazio per qualsiasi consiglio!

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