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Tasse universitarie e decadenza
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Tasse universitarie e decadenza
Buongiorno, scrivo perché spero qualcuno mi possa aiutare. Mi sono iscritta ad una magistrale di UniTo nell’anno accademico 2019/2020, ma per via del lavoro non ho mai sostenuto esami. Da novembre 2022, causa problemi lavorativi e di salute ho smesso di pagare le tasse, ma non ho inviato regolarmente la domanda di rinuncia agli studi. Sicura che non mi sarei mai re iscritta ho pensato di far decadere la carriera e mandare in prescrizione i pagamenti arretrati. Purtroppo ora mi attanaglia un dubbio, vorrei evitare di essere iscritta a registro dei cattivi pagatori o che questo compromettesse eventualmente la possibilità di ottenere un giorno prestiti e mutui. Quindi sto valutando di sanare prima la mia posizione ed effettuare rinuncia agli studi. Ciò che mi preoccupa è che in questi anni non ho presentato ISEE universitario. Mi chiedevo quindi come agire, se inviare una mail all’ufficio tasse per capire ammettendo la mia posizione debitoria o fare altrimenti. Ho letto inoltre che si potrebbe pagare un contributo fisso per gli anni di inattività e di mancata iscrizione, ma non lo trovo citato nel regolamento Tasse universitario. L’ammontare del debito in questi anni potrebbe superare i 6000 euro calcolando la tassa massima per ogni anno, quindi sono preoccupata di non avere le possibilità di sanarlo. Come mi consigliate di agire?Tag: Nessuno
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Ciao, provo a risponderti con calma perché capisco l’ansia, ma stai mettendo insieme aspetti diversi che in realtà vanno tenuti separati. Parto dalla cosa che preoccupa di più: i debiti universitari non comportano in alcun modo l’iscrizione a registri dei cattivi pagatori e non hanno effetti su mutui o prestiti futuri. Le università non segnalano a CRIF o banche dati creditizie, quindi sotto questo profilo puoi stare tranquilla.
Per quanto riguarda la tua posizione, l’iscrizione universitaria non si rinnova automaticamente di anno in anno: si rinnova solo pagando la prima rata. Se dal 2022 in poi non hai pagato la prima rata, per quegli anni non risulti iscritta, anche se non hai presentato formalmente la rinuncia agli studi. La carriera rimane sospesa, ma questo non significa che maturino tasse. L’ateneo può chiederti solo gli importi relativi agli anni in cui l’iscrizione è stata effettivamente rinnovata, cioè quelli in cui hai pagato la prima rata; non può invece pretendere le tasse complete per anni in cui non sei stata iscritta.
Il fatto di non aver presentato l’ISEE non cambia questo quadro: l’ISEE serve solo a determinare l’importo delle tasse per gli anni in cui si è iscritti. Se non eri iscritta, l’ISEE è irrilevante. Quanto al contributo fisso per gli anni di inattività e di mancata iscrizione, quello esiste davvero anche se spesso non è immediato trovarlo nel regolamento tasse: di solito nei manifesti tasse degli atenei è indicato come “tassa di ricognizione” o “ricognizione della carriera” ed è dovuto solo nel caso in cui si voglia riattivare la carriera dopo un periodo di interruzione. Non è una tassa arretrata e non si applica se si fa rinuncia agli studi o se non si intende riprendere il percorso.
Se stai valutando la rinuncia agli studi, sappi che con la rinuncia l’università può chiederti esclusivamente eventuali arretrati relativi agli anni in cui eri regolarmente iscritta (ad esempio rate non pagate di un anno per cui avevi già versato la prima rata), ma non può chiederti nulla per gli anni successivi in cui non hai rinnovato l’iscrizione. Per questo motivo l’idea di un debito che cresce automaticamente di anno in anno fino a cifre molto elevate non è corretta.
Un’ultima cosa sulla segreteria: prima di scrivere io sentirei anche il parere di qualcun altro o mi muoverei con molta cautela. Una mail fatta male, in cui si riconosce genericamente un debito o si chiede “quanto devo”, potrebbe essere interpretata come riconoscimento del debito e, se esistono rate non pagate relative all’ultimo anno in cui hai rinnovato l’iscrizione, rischierebbe anche di interrompere la prescrizione, che di norma decorre dopo cinque anni dalla scadenza dell’ultima rata dovuta per quell’anno. Per questo è meglio non scrivere d’impulso e valutare bene come muoversi.
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Ciao.
Le banche dati private del merito creditizio hanno a che fare con prestiti, mutui e concessione di linee di credito da parte di istituti bancari e finanziari; non c'entrano niente con la fattispecie. Non esistono banche dati relativi alle debenze nei confronti di pubbliche amministrazioni.
All'Università di Torino non si decade mai ed è possibile richiedere l'interruzione degli studi, non la rinunzia.
Per tutto il resto Franko0928 è stato perfetto.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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