Ne deduco che la Bocconi ha più sbocchi lavorativi di altre università , ma solo per qualcuno e solo per i corsi di laurea.
E' logico: non possono garantire paghe da 3.000 euro a tutti.
La Bocconi ha ancora un certo appeal che è assolutamente indipendente dalla sua qualità intrinseca: è solamente una questione di posizionamento di mercato.
Come ho già avuto modo di dire altre volte, anche in alcune zone del Nord hanno pregiudizi, in questo caso negativi, sulle lauree prese al Sud, come se la Federico II fosse la stessa cosa dell'Università della Basilicata e dell'Università del Molise (con tutto il rispetto per queste ultime), mentre, laddove il pregiudizio è positivo, nelle realtà di provincia, dove non sanno che nelle grandi città esiste più di un ateneo, tendono a beneficiarne tutti gli atenei della città (a Bologna la maggior parte della gente, datori di lavoro inclusi, pensa che, come esiste l'Università di Bologna, esista l'Università di Napoli. Perfino a Milano c'è gente che pensa che la Bocconi sia una sede della Statale, perché non si capacità che possano esistere due università statali nella stessa città ).
La Bocconi, nata come scuola di specializzazione per ragionieri, nel tempo si è costruita una grossa fama come scuola di management, non perché produca ricerca di chissà quale livello qualitativo (e anche quantitativamente non mi pare ne faccia chissà quanta), non perché laurei dei genà® (che magari ci saranno pure, ma viste le modalità con cui vengono esaminati difficilmente emergono), ma perché investe tantissime risorse in attività di lobbying e comunicazione istituzionale, specialmente all'estero.
Tieni presente che una certa componente dei bocconiani è costituita da figli di imprenditori destinati ad andare a ricoprire ruoli di management nelle imprese di famiglia, i quali, ovviamente, rientrano nel novero degli occupati quando si vanno a fare le rilevazioni.
Tolti quelli, la scelta della Bocconi (e anche della Iulm) negli ultimi anni di concentrarsi sulle carriere internazionali non è casuale. La crisi vale anche per loro, eh, quindi sul territorio italiano non sono più in grado di garantire un'occupazione, peraltro di un certo livello, come prima. Ma questo non dipende di certo dalle modalità scandalose con cui fanno gli esami. Personalmente ritengo ”“ senza ironia ”“ che un medio laureato Bocconi non sia più preparato di un medio laureato Pegaso, anzi forse il laureato Pegaso lo è anche di più, considerato che il laureato Pegaso tipico è uno che si è iscritto alla Pegaso dopo anni di sfinimento in una università statale.


In realtà i dati dicono ben altro e a questo punto mi domando se davvero non li sanno leggere o fanno finta



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