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Triennale in una telematica e specialistica alla statale

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  • Triennale in una telematica e specialistica alla statale

    Salve a tutti,
    vorrei sapere se è possibile conseguire una laurea triennale in scienze della formazione in una università  telematica e successivamente fare la specialistica nello stesso ramo (percorso che farei per poter ambire a diventare insegnante di scuola primaria) presso una università  pubblica. Se si, è mai capitato, se qualcuno avesse effettuato questo percorso, che l'università  pubblica abbia richiesto esami integrativi, oltre a quelli previsti dal piano di studio della specialistica?
    Grazie mille per l'attenzione.

  • #2
    Ciao.

    In Italia i titoli di studio hanno valore legale e possono essere rilasciati esclusivamente dallo Stato o da soggetti dallo Stato all'uopo abilitati. Nessuno senza autorizzazione può utilizzare le denominazioni dei titoli di studio ufficiali dei sistemi scolastico, universitario e AFAMC. Ne consegue che i titoli rilasciati dalle università  sono tutti uguali e in quanto tali non possono non essere riconosciuti da altre università .

    Tanto premesso,
    1. le lauree specialistiche non esistono più (decreto MIUR 270/2004).
    2. per insegnare nella scuola primaria ti serve la laurea magistrale di classe LM-85bis (Scienze della formazione primaria). Questa laurea magistrale non si consegue con un corso biennale post lauream come la maggior parte delle lauree magistrali, bensì con un corso quinquennale cui si può accedere con il titolo finale di scuola secondaria di secondo grado. Se consegui prima una laurea della classe L-19 (Scienze dell'educazione e della formazione) puoi richiedere l'abbreviazione di corso, ma, così come puoi trovare una università  tradizionale che ti convalida tutto il convalidabile e forse pure qualcosa in più (ad esempio l'Alma mater studiorum Università  di Bologna), ne potresti trovare una che non ti convalida nulla se non magari gli esami a scelta. Nel primo caso gli anni da 5 potrebbero diventare 2, ma nel primo rimarrebbero 5. Quindi pondera bene la tua scelta: se il tuo obiettivo è l'insegnamento primario e prima non ti interessa fare nient'altro, io al tuo posto opterei per iniziare direttamente con Scienze della formazione primaria.
    3. In Italia non esistono università  private! Ci sono università  pubbliche statali, istituite per legge o decreto ministeriale, e università  pubbliche non statali, istituite per decreto ministeriale a coronamento di un iter che parte da un soggetto, pubblico o privato, diverso dallo Stato. Gli statuti delle università  pubbliche non statali stabiliscono chi compone i loro consigli di amministrazione e possono prevedere un supporto anche di natura finanziaria da parte di soggetti esterni, anche privati, che comunque sono autonomi rispetto all'università  stessa (e viceversa).
    4. Personalmente conosco almeno una decina di persone che si sono iscritte a Scienze della formazione primaria dopo aver conseguito altri titoli accademici. Il caso più comune è proprio una laurea di classe 18 o L-19 (oppure il vecchio DL in Scienze dell'educazione del corso quadriennale), ma una mia collega e due mie conoscenti si sono iscritte a Scienze della formazione primaria dopo una magistrale LMG/01 (Giurisprudenza) oppure una specialistica 22/S (Giurisprudenza), quest'ultima a sua volta conseguita dopo una laurea. La LM 85-bis è una magistrale a ciclo unico e pertanto su di essa la maggior parte degli atenei riconoscono come fonti della convalida sia esami sostenuti in corsi di primo ciclo (corsi di laurea) sia esami sostenuti in corsi di secondo ciclo (laurea magistrale, master universitario di primo livello).
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Risposta non volutamente aggressiva a DottorDorian: siamo nel 2019 e bisogna lasciarci alle spalle la favolina per cui le lauree telematiche non contano. In tanti come te vogliono usare la telematica per la triennale e la statale per la magistrale per via del "titolo più importante", c'è addirittura chi tenta il passaggio poco prima della laurea in una telematica, ma è un modo di pensare che non va bene.
      Oggigiorno abbiamo telematiche che superano statali per qualità  nelle valutazioni ANVUR, altre che partecipano a scoperte da Nobel, altre ancora che hanno così tanti studenti da poter contenere 4 Bocconi.
      Vedrai che ti verrà  voglia di rimanere anche nella msgistrale, te lo garantisco.

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      • #4
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Ciao.

        In Italia i titoli di studio hanno valore legale e possono essere rilasciati esclusivamente dallo Stato o da soggetti dallo Stato all'uopo abilitati. Nessuno senza autorizzazione può utilizzare le denominazioni dei titoli di studio ufficiali dei sistemi scolastico, universitario e AFAMC. Ne consegue che i titoli rilasciati dalle università  sono tutti uguali e in quanto tali non possono non essere riconosciuti da altre università .

        Tanto premesso,
        1. le lauree specialistiche non esistono più (decreto MIUR 270/2004).
        2. per insegnare nella scuola primaria ti serve la laurea magistrale di classe LM-85bis (Scienze della formazione primaria). Questa laurea magistrale non si consegue con un corso biennale post lauream come la maggior parte delle lauree magistrali, bensì con un corso quinquennale cui si può accedere con il titolo finale di scuola secondaria di secondo grado. Se consegui prima una laurea della classe L-19 (Scienze dell'educazione e della formazione) puoi richiedere l'abbreviazione di corso, ma, così come puoi trovare una università  tradizionale che ti convalida tutto il convalidabile e forse pure qualcosa in più (ad esempio l'Alma mater studiorum Università  di Bologna), ne potresti trovare una che non ti convalida nulla se non magari gli esami a scelta. Nel primo caso gli anni da 5 potrebbero diventare 2, ma nel primo rimarrebbero 5. Quindi pondera bene la tua scelta: se il tuo obiettivo è l'insegnamento primario e prima non ti interessa fare nient'altro, io al tuo posto opterei per iniziare direttamente con Scienze della formazione primaria.
        3. In Italia non esistono università  private! Ci sono università  pubbliche statali, istituite per legge o decreto ministeriale, e università  pubbliche non statali, istituite per decreto ministeriale a coronamento di un iter che parte da un soggetto, pubblico o privato, diverso dallo Stato. Gli statuti delle università  pubbliche non statali stabiliscono chi compone i loro consigli di amministrazione e possono prevedere un supporto anche di natura finanziaria da parte di soggetti esterni, anche privati, che comunque sono autonomi rispetto all'università  stessa (e viceversa).
        4. Personalmente conosco almeno una decina di persone che si sono iscritte a Scienze della formazione primaria dopo aver conseguito altri titoli accademici. Il caso più comune è proprio una laurea di classe 18 o L-19 (oppure il vecchio DL in Scienze dell'educazione del corso quadriennale), ma una mia collega e due mie conoscenti si sono iscritte a Scienze della formazione primaria dopo una magistrale LMG/01 (Giurisprudenza) oppure una specialistica 22/S (Giurisprudenza), quest'ultima a sua volta conseguita dopo una laurea. La LM 85-bis è una magistrale a ciclo unico e pertanto su di essa la maggior parte degli atenei riconoscono come fonti della convalida sia esami sostenuti in corsi di primo ciclo (corsi di laurea) sia esami sostenuti in corsi di secondo ciclo (laurea magistrale, master universitario di primo livello).
        Ciao a te.
        Grazie mille per le delucidazioni.

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        • #5
          Comunque anch'io volevo fare la magistrale in una statale, più per farmi esperienza che per altro.
          Tenendo presente i costi di spostamento e tutti i casini annessi e connessi me ne sono stata alla Marconi.
          Anche tu quando arriverai al terzo anno ti terrai stretto la tua telematica.

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          • #6
            Io invece sono dell'idea che se uno prosegue gli studi debba farlo in una università  diversa, non importa se statale o no.
            Bisogna uscire dallo schema mentale che la magistrale è il completamento della laurea (già  dire «la triennale» mi fa venire l'orticaria). Questo è un effetto distorsivo; le norme non dicono questo e gli intenti della riforma non dicono questo. Il conseguimento dei titoli in atenei diversi nella mia esperienza rende più facilmente l'idea che si tratti di titoli distinti.

            Comunque, nella fattispecie, si parla di conseguire una laurea della classe L-19 (Scienze dell'educazione e della formazione) seguìta da una laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria (classe LM-85bis). Attualmente mi risulta che nessun ateneo telematico abbia attivo un corso di laurea magistrale in SFP.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              A Dotto', na curiosità .
              Acclarato che in Italia non esistono università  non pubbliche, cioè non esistono università  che non siano organismi della pubblica amministrazione o che non siano gestite da enti privati di diritto pubblico; tu che cosa intenderesti per "università  privata"?
              Negli Stati Uniti, dove non esiste il valore legale dei titoli di studio e l'accreditamento di scuole ed università  è molto meno vincolante e rigoroso del controllo ministeriale dei curriculum esercitato nella maggior parte degli stati europei, esiste la distinzione fra private non-profit institution e private for-profit institution, laddove fra le prime rientrano alcune fra le università  più influenti al mondo (tutta la Ivy League, Stanford, Johns Hopkins), mentre fra le seconde rientrano tante istituzioni minori di varia natura (business school, scuole professionali avanzate, college biennali, università  confessionali e seminari del variopinto cristianesimo protestante americano), molte oneste, ma con numerosi degree mill in mezzo (quelli che in italiano chiameremmo "diplomifici", sostanzialmente dei paga e prendi la laurea). La tua distinzione tra pubblico e privato è data da questa caratteristica, cioè quella di generare profitti autonomi?
              Che caratteristiche di "privatezza" dovrebbe avere un'università  italiana per definirsi privata? Basterebbe il dato aziendale o entrerebbero in gioco fattori più filosofici legati al concetto economico-giuridico di "bene privato" (come l'uso limitato, le restrizioni in accesso etc.)?

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              • #8
                Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
                Acclarato che in Italia non esistono università  non pubbliche, cioè non esistono università  che non siano organismi della pubblica amministrazione o che non siano gestite da enti privati di diritto pubblico; tu che cosa intenderesti per "università  privata"?
                Non esistono enti privati di diritto pubblico.
                Le università  sono enti pubblici, dunque hanno personalità  giuridica di diritto pubblico: questa consente di agire anche come privati (ad esempio stipulando contratti, nei termini previsti dalla legge), ma non viceversa. L'università  non ha gestori: è un soggetto dotato di personalità  giuridica e autonomia patrimoniale perfetta.
                L'università  può essere promossa anche da soggetti dotati di personalità  giuridica di diritto privato e per statuto può prevedere che tali soggetti entrino nel proprio consiglio di amministrazione.

                ma con numerosi degree mill in mezzo (quelli che in italiano chiameremmo "diplomifici", sostanzialmente dei paga e prendi la laurea).
                Non è esattamente la stessa cosa.
                Negli Usa, proprio perché non esiste il valore legale del titolo di studio, non è illegale vendere pezzi di carta. In Italia sì. Quindi il diplomificio italiano o si basa su una serie di reati oppure agisce in modalità  border line.

                La tua distinzione tra pubblico e privato è data da questa caratteristica, cioè quella di generare profitti autonomi?
                No. Un'associazione senza scopo di lucro non genera profitti, ma ha natura privatistica.
                Un ente pubblico economico in teoria può o addirittura dovrebbe generare profitti, ma ha natura pubblicistica.
                La natura pubblicistica consente di emanare atti autoritativi, che rientrano nella giurisdizione amministrativa (Tar, Consiglio di Stato). É la famosa potestà  amministrativa. Tali atti vengono emanati d'imperio e producono effetti sui soggetti su cui incombono a prescindere dalla loro volontà , in quanto non hanno natura negoziale, ma per l'appunto pubblicistica. Essi sono sindacabili per l'appunto dal giudice amministrativo.

                Che caratteristiche di "privatezza" dovrebbe avere un'università  italiana per definirsi privata?
                Nessuna, visto che è semplicemente vietato ai privati, salvo che rappresentino università  estere (e debbono specificarlo chiaramente nella denominazione), di chiamarsi università  (è tollerato l'uso della locuzione "università  popolare" in quanto rende evidente che non si tratta di un'istituzione universitaria). Sedicenti università  private come la Leibniz, la Giovanni Paolo II e tante altre sono state fatte fuori in men che non si dica dalla pubblica autorità .
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                  Io invece sono dell'idea che se uno prosegue gli studi debba farlo in una università  diversa, non importa se statale o no.
                  Questo è un punto di vista condivisibilissimo, comunque rimane la comodità  di iniziare in una telematica e di finire lì, senza troppi spostamenti di curricula accademici.

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                  • #10
                    Non sposti proprio niente, Marika. Ogni corso di studi è a sé.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      Cioè?

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