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Telematica? Passaggio da telematica a statale fattibile?

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  • Telematica? Passaggio da telematica a statale fattibile?

    Salve,
    con una collega non laureata come me, stiamo valutando di iscriverci ad una telematica per migliorare la nostra posizione lavorativa. Abbiamo pensato a questa soluzione per evitare la bolgia degli atenei statali, spesso disorganizzati e con segreterie gestite male.
    Non ne so veramente molto, ma notavo che sono quotate la Unitelma e Unimarconi. La mia collega "furba" suggeriva di fare la maggior parte degli esami in telematica e poi spostarsi in Statale per laurearsi, ma questa cosa è oggettivamente fattibile? (Tra l'altro tutto lo spostamento a mio avviso vanifica l'idea iniziale di tagliare le incazzature con le Statali, ma già  che ci sono chiedo tutto). Ah dimenticavo di dire che ci iscriveremmo alla Facoltà  di Economia.
    Scusate se le domande vi appaiono sciocche, ma è il motivo per cui sono qui a chiedere lumi

  • #2
    Ciao,
    secondo me è fattibile. Dovete solo stare attente a scegliere bene a quanti esami dalla fine fare il "salto della quaglia" considerando che c'è la grossa possibilità  che degli esami non vi vengano riconosciuti nel passaggio.
    In ogni caso, pensare già  adesso a questa opzione mi sembra prematuro. Iniziate ad iscrivervi ad una telematica ed a fare un po' di esami, più in là  deciderete il da farsi.

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    • #3
      Si può fare, ma non tutte le statali accettano il passaggio, quindi prima di iscrivervi a una telematica con quel progetto informatevi bene presso la statale che vi interessa se effettivamente riconosce esami dalle telematiche.

      Molte statali sono a conoscenza di alcuni esami "facilitati" che non riguardano tutte le telematiche ma solo qualcuna, ad esempio quelli dell'Unipegaso che consistono in 30+1 crocette e che poco tempo fa corrispondevano in tutto e per tutto alle esercitazioni in piattaforma.

      Una piccola tirata di orecchie devo comunque farla alla tua amica o a te se usi la figura dell'amica per mascherare il tuo progetto (): come pensata ci sta, ma se e quando deciderete di farlo rinuncerete alla vostra dignità , sappiatelo.
      Non c'è niente di male nel cambiare università , ma sfruttare le falle dell'università  italiana non è il massimo prima di tutto come studentesse e poi come persone.

      Un'ultima cosa: in Italia il "privato" è visto male per un retaggio sinistroide discutibile, ad esempio in USA e in Giappone se ti laurei nel "privato" sei Dio. Ma non per tutte le aziende è così: la Marconi ha un ufficio tirocini e placement con collegamenti ad aziende come Italo e Aubay, la Cusano ha un career service che organizza career day, workshop e seminari.
      Attenzione a fare affidamento sulle statali, perchè poi si finisce così.

      https://www.msn.com/it-it/video/amic...ese/vi-BBWcowb

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      • #4
        Guarda fosse stata una mia idea l'avrei ammesso, perché tanto non sono mica riconoscibile qui
        Scherzi a parte io punterei a iniziare a chiudere nella telematica, che scelgo per le motivazioni che ho già  espresso, perché credo che il cambio mi allungherebbe il corso di studi. Tra le altre cose mi basta sia riconosciuta come laurea, di far la **************** con il titolo della Bocconi (per dirne una con cui tutti si riempiono la bocca, anche se non è Statale) non mi importa molto, lavoro già , non devo comunque "impressionare" nessuno.
        Grazie per le risposte comunque.

        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
        Si può fare, ma non tutte le statali accettano il passaggio, quindi prima di iscrivervi a una telematica con quel progetto informatevi bene presso la statale che vi interessa se effettivamente riconosce esami dalle telematiche.

        Molte statali sono a conoscenza di alcuni esami "facilitati" che non riguardano tutte le telematiche ma solo qualcuna, ad esempio quelli dell'Unipegaso che consistono in 30+1 crocette e che poco tempo fa corrispondevano in tutto e per tutto alle esercitazioni in piattaforma.

        Una piccola tirata di orecchie devo comunque farla alla tua amica o a te se usi la figura dell'amica per mascherare il tuo progetto (): come pensata ci sta, ma se e quando deciderete di farlo rinuncerete alla vostra dignità , sappiatelo.
        Non c'è niente di male nel cambiare università , ma sfruttare le falle dell'università  italiana non è il massimo prima di tutto come studentesse e poi come persone.

        Un'ultima cosa: in Italia il "privato" è visto male per un retaggio sinistroide discutibile, ad esempio in USA e in Giappone se ti laurei nel "privato" sei Dio. Ma non per tutte le aziende è così: la Marconi ha un ufficio tirocini e placement con collegamenti ad aziende come Italo e Aubay, la Cusano ha un career service che organizza career day, workshop e seminari.
        Attenzione a fare affidamento sulle statali, perchè poi si finisce così.

        https://www.msn.com/it-it/video/amic...ese/vi-BBWcowb

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        • #5
          Guarda che alcune statali sono molto svalutate, anche più di alcune telematiche.
          Buona fortuna!

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          • #6
            Buongiorno a tutti.

            Senza offesa per nessuno, in un paio d'anni (credo) di frequentazione questo forum questo è il thread in cui ho letto il maggior numero di sciocchezze.
            Non intendo le corbellerie più eclatanti, ma proprio quantitativamente il maggior numero di informazioni non corrette concentrate nella medesima discussione.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              1. La distinzione corretta non è tra atenei telematici e atenei statali, ma tra atenei telematici e atenei tradizionali. In questi ultimi purtroppo la burocrazia produce molti problemi (e io ne so qualcosa perché ne ho frequentato più d'uno) e finisce con l'incidere in misura determinante sul percorso di studi, innanzitutto per il tempo sottratto e poi per lo stress arrecato.

              2. Non è possibile effettuare un passaggio da una università  telematica a una statale (con l'iniziale minuscola se usato come aggettivo; «la Statale», con la maiuscola, è il nome con cui è informalmente nota l'Università  degli studi di Milano), ma semmai un trasferimento, compatibilmente con le procedure di entrambi gli atenei (non tanto le telematiche, ma le università  tradizionali hanno dei calendari accademici con scadenze ben precise).

              3. Non è vero che non tutte le università  statali accettano passaggi, rectius trasferimenti, in ingresso, in quanto il trasferimento è semplicemente una procedura amministrativa, tipica e non discrezionale, di spostamento della carriera di uno studente da una sede all'altra del sistema universitario italiano.
              Il passaggio è invece il cambio di corso di studi all'interno dello stesso ateneo.

              4. É vero, semmai, che con il trasferimento si corre il rischio di non vedersi riconosciuti tutti gli esami sostenuti. Questo per due ragioni fondamentali: la prima, e più importante, è certamente quella che i piani degli studi a causa della (o grazie alla) autonomia sono profondamente diversi da ateneo ad ateneo, anche a parità  di classe (e dunque di valore legale); d'altro canto è facile che due corsi di classi differenti (e dunque con valore legale diverso) siano invece molto simili (ad esempio io per la mia seconda laurea sono passato da un corso di una classe a un'altra e nel precedente corso mi rimanevano 3 esami, mentre nel nuovo me ne rimanevano 2 più una integrazione).
              Detto questo, se per ipotesi trovate il corso identico, dovete vedere quali sono i criteri che applica l'ateneo di destinazione per le abbreviazioni dei propri corsi o del corso specifico. Ovviamente criteri come «l'università  è più facile» non esistono e non possono esistere in un sistema basato sul valore legale, ma è chiaro che i modi per aggirare l'ostacolo ci sono. Nel senso che possono non convalidarvi gli esami adducendo motivazioni formalmente corrette o ”“ peggio ”“ senza addurre alcuna motivazione. L'attuale normativa (che ho citato svariate volte in altre discussioni e che ora ”“ scusatemi ”“ non ho né il tempo né la voglia di cercare) obbliga gli atenei ad adottare criteri di riferimento predeterminati, cosa che però non tutti fanno, nonché a convalidare almeno il 50% dei crediti nello stesso settore scientifico-disciplinare a parità  di classe, fatta eccezione per i corsi teledidattici (e ovviamente sono teledidattici tutti i corsi delle università  telematiche, compresi quelli erogati in modalità  blended) non accreditati (che al momento non esistono). La normativa medesima prevede che in ogni caso eventuali rifiuti debbano essere «adeguatamente motivati». Io però nella mia ultradecennale esperienza, in mezzo a centinaia di delibere di convalida, non ho mai e dico mai visto una motivazione scritta (e le spiegazioni fornite a voce, per quello che valessero, non erano mai giuridicamente fondate). Quindi cosa fai se non ti sta bene? Proponi ricorso al Tar? Costa talmente tanto in termini di tempo, denaro e rischio (perché magari hai subito la sospensiva, ti laurei in quattro e quattr'otto e poi dopo dieci anni esce la sentenza definitiva che respinge il ricorso e quindi l'università  annulla la laurea, ammesso che l'abbia rilasciata: in questi casi generalmente il procedimento amministrativo viene avviato con riserva e poi sospeso. Si tenga presente che si possono avere tutte le ragioni del mondo ma le logiche della giustizia amministrativa sono un po' particolari, visto che le sue valutazioni concernono il rapporto tra l'interesse pubbblico e l'interesse legittimo che un atto amministrativo eventualmente lede e non strettamente la conformità  alla legge dell'atto amministrativo; i diritti soggettivi, poi, non possono neanche essere oggetto di discussione) che faresti prima a ripetere gli esami da capo.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                5. I crediti non sono un orpello! I crediti indicano la misura teorica del lavoro e il peso specifico che il singolo esame occupa all'interno della carriera. Siccome il numero di crediti complessivi convalidati non può essere superiore alla somma dei crediti maturati (considerato che ci sono università  che convalidano esami di un ciclo su un altro, cosa a mio avviso non corretta, se non ci fosse perlomeno il limite dei crediti minimi da maturare per ogni ciclo sarebbe una barzelletta perché si potrebbero regalare lauree magistrali a chiunque semplicemente convalidando i crediti della LM, che sono 120, dai 180 maturati per conseguire la laurea), se hai sostenuto un esame da 6 crediti e nel corso in cui chiedi di proseguire la tua carriera c'è un esame con identica denominazione e identico settore scientifico-disciplinare ma da 12 crediti, non te lo possono convalidare per intero, a meno che non vadano a coprire i 6 rimanenti prendendoli da altre attività  formative; va da sé che queste ultime non potranno però essere utilizzati come fonti per convalidare altri esami (sarebbe un doppio riconoscimento). Il che significa che non si sacrificano crediti ma magari si è costretti a ripetere qualche esame o a doverlo integrare. A titolo esemplificativo formulo un'ipotesi qui di séguito con due pezzi di piani di studio con gli esami simili ma con pesi differenti. Per comodità  e chiarezza espositiva userò la seconda persona singolare, ma ovviamente in funzione esclusivamente logica e non semantica.
                **********************
                PIANO A (origine)
                • IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico 9 crediti
                • IUS/09 Diritto dell'informazione 3 crediti
                • SPS/08 Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa 6 crediti
                • SPS/08 Sociologia della comunicazione 6 crediti
                • SECS-P/01 Economia politica 6 crediti
                • SECS-S/01 Statistica 6 crediti
                • M-PSI/01 Psicologia cognitiva 6 crediti
                • SPS/04 Comunicazione politica 9 crediti
                • SPS/04 Politica comparata 6 crediti
                TOTALE CREDITI 57
                --------------------
                PIANO B (destinazione)
                • IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico 12 crediti
                • SPS/08 Sociologia della comunicazione 6 crediti
                • SPS/08 Teorie e tecniche dei media 12 crediti
                • SECS-P/01 Microeconomia 6 crediti
                • SECS-S/01 Statistica 6 crediti
                • M-PSI/01 Psicologia generale 6 crediti
                • SPS/04 Scienza politica e politica comparata 9 crediti
                • SPS/08 Comunicazione pubblica 9 crediti
                TOTALE CREDITI 66
                **********************
                Ipotizziamo che gli esami del piano A sono tutti quelli che tu hai sostenuto al momento di trasferirti presso altro ateneo, richiedendo di proseguire il tuo cursus studiorum su un corso che ha il piano B, del quale ho indicato solo gli esami simili. L'ateneo di destinazione è noto per convalidare tutto a parità  di crediti e settori scientifico-disciplinari, quindi ti ritroverai certamente convalidati Psicologia generale (tu hai sostenuto Psicologia cognitiva), Statistica e Microeconomia. Ti convalidano anche Istituzioni di diritto pubblico per intero, coprendolo con i 9 crediti del tuo esame omonimo e con 3 crediti del tuo esame di Diritto dell'informazione. Ti convalidano altresì Scienza politica e poitica comparata, che è da 9 crediti, prendendo 6 crediti da Politica comparata e 3 da Comunicazione politica; ti avanzano a questo punto 6 crediti in Comunicazione politica che, per non farteli perdere e considerando l'affinità  culturale, la coerenza generale e la congruità  con il percorso di destinazione, ti vanno a togliere 6 crediti da Comunicazione pubblica, che, pertanto, dovrai sostenere per i rimanenti 3 crediti, concordando un esame integrativo con il responsabile (titolare, affidatario, supplente etc.) dell'insegnamento (e capirai che concordare un programma integrativo per un esame che non hai sostenuto diventa un bel problema: nella migliore delle ipotesi ti fornirà  un programma parziale, cioè ti esonererà  da una parte del programma. Ci sono alcuni docenti che si impuntano e pretendono che gli porti l'intero programma perché sostengono che non conosci la materia). Infine, Teorie e tecniche dei media ti viene convalidato per intero in quanto considerato equivalente alla somma di Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa e Sociologia della comunicazione, ma poi paradossalmente ti toccherà  sostenere nuovamente Sociologia della comunicazione (magari il programma sarà  identico o comunque molto simile. Se ne parli con il docente, potrebbe confermarti il voto che già  hai avuto, ma magari potrebbe richiederti di portare un programma differente, ad esempio una parte monografica complementare a quella generale già  sostenuta).
                • Istituzioni di diritto pubblico 12 CONVALIDATO PER INTERO (9+3)
                • Teorie e tecniche dei media 12 crediti CONVALIDATO PER INTERO
                • Sociologia della comunicazione 6 DA SOSTENERE PER INTERO
                • Microeconomia 6 CONVALIDATO PER INTERO
                • Statistica 6 CONVALIDATO PER INTERO
                • Psicologia generale 6 CONVALIDATO PER INTERO
                • Scienza politica e politica comparata CONVALIDATO PER INTERO (6+3)
                • Comunicazione pubblica 9 CONVALIDATI 6 CREDITI, DA SOSTENERE INTEGRAZIONE DA 3
                TOTALE CREDITI CONVALIDATI 57

                L'ipotesi da me descritta è la più rosea che ci si possa aspettare da quell'ateneo, ma, a seconda di chi materialmente prende in mano la pratica, ci si può attendere anche altri esiti, ad esempio:
                • Istituzioni di diritto pubblico 12 CONVALIDATO PER INTERO (9+3 come sopra)
                • Psicologia generale 6 CONVALIDATO PER INTERO
                • Statistica 6 CONVALIDATO PER INTERO
                • Microeconomia 6 CONVALIDATO PER INTERO
                • Scienza politica e politica comparata 9 CONVALIDATO PARZIALMENTE (9 crediti da Comunicazione politica); DA SOSTENERE INTEGRAZIONE PER 3 CREDITI
                • Sociologia della comunicazione 6 CONVALIDATO PER INTERO (da Sociologia della comunicazione)
                • Teorie e tecniche delle comunicazioni dei media 12 CONVALIDATO PARZIALMENTE (6 crediti da Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa); DA SOSTENERE INTEGRAZIONE PER 6 CREDITI
                ------------------------
                TOTALE CREDITI CONVALIDATI 51
                Avanzano 6 crediti nel settore SPS/04 che magari usano per coprirti una parte di ipotetici 12 crediti a scelta libera, altrimenti li perdi (rimangono comunque in carriera per eventuali usi futuri).

                Nella prima ipotesi non perdi neanche un credito ma devi sostenere da capo un esame e in più un parziale.
                Nella seconda ipotesi perdi 6 crediti e devi sostenere due parziali, quindi probabilmente può risultare più favorevole della prima anche se nella prima hai formalmente recuperato tutto.

                Poi i concetti possono essere talmente larghi da arrivare a riconoscerti esami in settori L-ART di carattere storico (ad esempio Storia del teatro) per Storia contemporanea (caso reale sperimentato all'Università  di Bologna) oppure talmente stretti da non ritenere congrui tra loro esami omonimi o con denominazioni molto simili e comunque con programmi affini solo in quanto afferenti a settori diversi (penso a Diritto dell'informazione o Diritto dell'informazione e della comunicazione o analoghe denominazioni, i quali si trovano in settori IUS/09, IUS/10, IUS/08 e talvolta perfino IUS/20 ma hanno sempre gli stessi programmi). Pensa che addirittura Uninettuno, che per fortuna effettua una valutazione preliminare alla formalizzazione dell'iscrizione, si è rifiutata categoricamente di convalidare un unico esame SPS/08 a una persona che aveva maturato una quarantina di crediti in questo settore: secondo la persona con cui è avvenuta l'interlocuzione, l'esame SPS/08 di Uninettuno (che se non sbaglio era Teorie e tecniche della pubblicità ) «non sembra c'entrare [sic] molto» con nessuno degli esami sostenuti nel medesimo settore da questo mio conoscente (tra cui Sociologia della comunicazione, Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa, Teorie e pratiche del giornalismo d'attualità  e Comunicazione d'impresa). Di contro, a me Unitelma Sapienza ha convalidato esami psicologici afferenti al settore M-PSI sulla base di esami da me sostenuti in settori SPS, non perché ritenuti equipollenti tra loro ma semplicemente in quanto i miei settori erano compatibili con l'ordinamento del corso di laurea. A Tor Vergata tempo addietro mi dissero che il criterio da loro seguìto era la compatibilità  con la tabella di classe, quindi potevano infilare dentro qualsiasi cosa. In ogni caso quello che dicono a parole non ha molta importanza e spesso le commissioni non rispettano neanche regolamenti scritti, che peraltro lasciano il tempo che trovano dal momento che nella maggior parte dei casi sono emanati dalla stessa autorità  che approva i riconoscimenti delle carriere, cioè la struttura didattica competente in composizione collegiale (nella scuola di Scienze politiche "Cesare Alfieri" dell'Università  di Firenze da qualche anno invece l'organo che adotta l'atto finale è monocratico ed è il presidente del corso), quindi non solo nella gerarchia delle fonti del diritto non possono essere considerati preordinati e dunque vincolanti, ma addirittura la specifica pratica viene considerata superiore al regolamento generale secondo il criterio di specialità .
                Se le cose vanno male, l'unica via per cercare di risolvere il problema è spesso il garante dei diritti degli studenti (talvolta chiamato garante d'ateneo o semplicemente garante; a volte non è solo per gli studenti ma anche per il personale), qualora previsto, che è una sorta di ombudsman (difensore civico) cui ci si può rivolgere in caso di controversie, cui tuttavia sono sovente attribuiti poteri solamente consultivi. Ad esempio quello dell'Università  di Firenze può emettere solamente pareri non vincolanti che si traducono in meri consigli, spesso e volentieri non seguìti; non può attivare neanche tavoli di conciliazione.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  3. Non è vero che non tutte le università  statali accettano passaggi, rectius trasferimenti, in ingresso, in quanto il trasferimento è semplicemente una procedura amministrativa, tipica e non discrezionale, di spostamento della carriera di uno studente da una sede all'altra del sistema universitario italiano.
                  Il passaggio è invece il cambio di corso di studi all'interno dello stesso ateneo.

                  4. É vero, semmai, che con il trasferimento si corre il rischio di non vedersi riconosciuti tutti gli esami sostenuti. Questo per due ragioni fondamentali: la prima, e più importante, è certamente quella che i piani degli studi a causa della (o grazie alla) autonomia sono profondamente diversi da ateneo ad ateneo, anche a parità  di classe (e dunque di valore legale); d'altro canto è facile che due corsi di classi differenti (e dunque con valore legale diverso) siano invece molto simili (ad esempio io per la mia seconda laurea sono passato da un corso di una classe a un'altra e nel precedente corso mi rimanevano 3 esami, mentre nel nuovo me ne rimanevano 2 più una integrazione).
                  La domanda di Cloud9 era: posso dare gran parte delle materie nella telematica e spostarmi in una statale?
                  Anche se la mia risposta non era corretta nei termini confermo quello che intendevo dire e cioè lo fanno molti (scemi), ma ci sono università  statali che non riconoscono gli esami delle telematiche, anche totalmente.
                  Questo perchè, come detto, in alcuni dipartimenti di alcune statali non si accettano come alcune telematiche fanno gli esami (vedi caso Unipegaso).
                  Il problema l'hanno creato alcune telematiche e tutte pagano pegno, anche se è una prassi che sta venendo meno.

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                  • #10
                    non si accettano come alcune telematiche
                    Scusatemi per gli errori ma vado di fretta.

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                    • #11
                      6. Se la telematica a cui vi iscrivete vi riconosce l'attività  lavorativa e/o certificazioni non universitarie di abilità  linguistiche e/o informatiche, può esonerarvi da un massimo di 12 crediti. Solitamente tali crediti non vengono però registrati come convalidati, bensì come dispensati. Ora non sto qui a spiegarvi la differenza tra convalida e dispensa, anche perché il significato di questi termini cambia da una sede all'altra secondo prassi che in alcuni atenei sono percepite come obbligatorie in quanto hanno assunto il carattere di consuetudine, vigente però solamente in quella specifica sede (o addirittura in singole strutture in cui è ripartita quella sede a fini didattici). Passo direttamente alle definizioni usate dal sistema Esse3, che oramai utilizzano tutte le università  italiane o quasi. Per Esse3, che è stato progettato a livello centrale (CINECA), l'attività  si dice «convalidata» quando il presupposto del suo assolvimento è un'attività  formativa universitaria, «riconosciuta» quando manca questo presupposto. Nel primo caso il sistema consente a scelta dell'ateneo di mettere o meno il voto (Esse3 può essere poi variamente modificato secondo le esigenze delle singole università ; ad esempio nel caso di Unitelma Sapienza se un esame viene convalidato usando come fonti più esami esso calcola in automatico la media ponderata dei voti conseguiti nei crediti che vengono usati per convalidarlo. Ad esempio se io ho preso 25 in un esame da 6 crediti e 30 in un esame da 9 crediti e mi viene convalidato un esame da 12 crediti prendendo 3 crediti dal primo e 9 dal secondo, la media sarà  pesata computando il 25 per 3 crediti e il 30 per 9 crediti, dunque verrà  fuori 28.75. I decimali debbono poi essere corretti manualmente dalla segreteria, almeno credo perché nel mio caso mi è capitato un voto decimale e dovetti inviare una segnalazione per farmelo rettificare secondo la consuetudine generalmente riconosciuta anche nello scambio monetario, che prevede l'arrotondamento per difetto sino a 0.4 e per eccesso da 0.5 in avanti). In alcuni atenei infatti gli esami convalidati non fanno media e dunque vengono riportati in carriera senza voto. Per quanto concerne invece quello che Esse3 chiama riconoscimento, che è sostanzialmente quella che all'UniFi e alla Federico II veniva tradizionalmente chiamata dispensa (poi su quando si adotta l'una o l'altra formula ci sarebbe da aprire un capitolo a parte), il voto non esiste proprio in quanto è come se l'attività  venisse derubricata dal piano di studi (poi non so se Esse3 per assurdo consente di inserirlo lo stesso; adesso non vorrei dire una fesseria ma non escludo, tra le centinaia che ho letto, di avere trovato un regolamento didattico che prevedeva che una determinata tipologia di attività  riconosciuta venisse registrata in carriera con 30).
                      Ordunque, gli esami riconosciuti senza il presupposto di una corrispondente attività  formativa accademica non sono riportabili quando fate il trasferimento, in quanto il loro riconoscimento presuppone valutazioni di merito che nascono e muoiono all'interno della singola università . Non tutte le università  prevedono il riconoscimento di crediti per competenze professionali e in ogni caso tali crediti quasi sempre vengono riconosciuti al posto di attività  aventi già  natura pratica o comunque diversa dall'esame al termine della classica lezione frontale (stages, laboratorà®, seminarà®, cosiddette conoscenze di contesto”¦), mentre nelle telematiche spesso questi 12 crediti vengono usati per colmare frammenti di esami rimasti scoperti (onde evitare integrazioni) o addirittura veri e propri esami.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                        La domanda di Cloud9 era: posso dare gran parte delle materie nella telematica e spostarmi in una statale?
                        Anche se la mia risposta non era corretta nei termini confermo quello che intendevo dire e cioè lo fanno molti (scemi), ma ci sono università  statali che non riconoscono gli esami delle telematiche, anche totalmente.
                        Questo perchè, come detto, in alcuni dipartimenti di alcune statali non si accettano come alcune telematiche fanno gli esami (vedi caso Unipegaso).
                        Il problema l'hanno creato alcune telematiche e tutte pagano pegno, anche se è una prassi che sta venendo meno.
                        quali sono le statali che non riconoscono gli esami delle telematiche?

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                        • #13
                          Andrew881, a Bologna li riconsocono senza problemi. Altrove non diranno mai che non li riconoscono perché sarebbe illegale. Però magari trovano scuse al momento. Ti posso dire che nella mia esperienza di tre lustri non ho mai visto una e una sola sede motivare per iscritto i mancati riconoscimenti, malgrado quest'obbligo discenda non dal D.M. 270/2004, ma in primo luogo dalla legge 241/1990, trattandosi di procedimento amministrativo.
                          L'Alma mater studiorum è inoltre l'unica sede in cui abbia visto sempre il massimo riconoscimento possibile per i casi specifici. Dicono che anche alla Gabriele d'Annunzio siano larghi di maniche, ma non ho esperienza diretta.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #14
                            Originariamente inviato da andrew881 Visualizza il messaggio
                            quali sono le statali che non riconoscono gli esami delle telematiche?
                            Hai fatto crossposting.
                            Già  risposto qui.

                            http://www.università .com/universit...lematiche.html

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                            • #15
                              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                              Andrew881, a Bologna li riconsocono senza problemi. Altrove non diranno mai che non li riconoscono perché sarebbe illegale. Però magari trovano scuse al momento. Ti posso dire che nella mia esperienza di tre lustri non ho mai visto una e una sola sede motivare per iscritto i mancati riconoscimenti, malgrado quest'obbligo discenda non dal D.M. 270/2004, ma in primo luogo dalla legge 241/1990, trattandosi di procedimento amministrativo.
                              L'Alma mater studiorum è inoltre l'unica sede in cui abbia visto sempre il massimo riconoscimento possibile per i casi specifici. Dicono che anche alla Gabriele d'Annunzio siano larghi di maniche, ma non ho esperienza diretta.
                              Sono sicuro che se questa notizia si diffondesse ci sarebbero ondate di laurandi UNipegaso che si riverserebbero per fare gli ultimi esami a Bologna e poter esibire con orgoglio la laurea di una università  un pizzico più prestigiosa.

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