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Unicusano/Sapienza: idea malvagia?

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  • Unicusano/Sapienza: idea malvagia?

    Salve a tutti. Ho una serie di quesiti che vorrei chiarire prima di prendere una decisione avventata e poi pentirmene. Per quanto possa essere una discriminante minore, ho già  28 anni, quindi già  abbastanza "stagionata" per studiare, però non ho mai perso la voglia e la determinazione fortunatamente. Ero curiosa di sapere se è conveniente studiare all'Unicusano, nello specifico Scienze e Tecniche Psicologiche per poi, dopo aver superato il primo anno alla telematica, valutare un trasferimento alla Sapienza. L'idea è di vedere qual è il mio rendimento prima di passare a una statale e investire lì le mie energie per poter avere un titolo più competitivo, eventualmente valutando poi una successiva magistrale nello stesso ateneo. So già  che c'è possibilità  di avere problemi nel trasferimento perché i programmi di studio non sono uniformati e c'è il rischio di non vedersi convalidati molti esami, o di doverne integrare alcuni, ma appunto cercavo un parere su quanto sia fattibile questo piano. Sono aperta a tutti i suggerimenti, sia sulla scelta degli atenei che sull'iter proposto.

  • #2
    Ciao.
    A scanso di equivoci è meglio specificare che le telematiche non sono università  "usa e getta" per arrivare al titolo delle statali: sempre più persone ci stanno pensando e sempre più persone si stanno ricoprendo di ridicolo sul forum.
    L'Unicusano è una buona università  con un ottimo servizio di placement, non si può dire lo stesso della Sapienza che tra rave vari (durante i quali ci è scappato pure il morto) ogni tanto infila qualche scandalo scioccante (non ultimo questo).
    Punta pure alla Sapienza, ma la Cusano con tutti i suoi problemi non avrà  mai il titolo su Repubblica "Perchè il Rettore tollera l'illegalità ?" come la Sapienza.
    Non sono una fan dell'Unicusano, ma cominciamo a dire le cose come stanno e a parlarci chiaramente.

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    • #3
      Il mio thread non era volto in nessuna maniera a screditare o il contrario nessuno degli atenei che ho citato, il mio cruccio è che essendo grandicella ho il timore di prendere una laurea non spendibile. Avere la pergamena con su scritto "telematica" è ancora, purtroppo, una grossa discriminante per quanto riguarda la selezione nell'ambiente lavorativo. Quindi, ponendo il caso io studi all'Unicusano e ottenga la laurea in quell'ateneo, dopo potrò iscrivermi a una magistrale all'università  pubblica o faranno storie per le competenze accademiche non coerenti con il corso di laurea della pubblica?

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      • #4
        Lasciamo stare i congiuntivi, oggi non carburo

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        • #5
          Originariamente inviato da Oxygen Visualizza il messaggio
          Il mio thread non era volto in nessuna maniera a screditare o il contrario nessuno degli atenei che ho citato, il mio cruccio è che essendo grandicella ho il timore di prendere una laurea non spendibile. Avere la pergamena con su scritto "telematica" è ancora, purtroppo, una grossa discriminante per quanto riguarda la selezione nell'ambiente lavorativo.
          Oxygen, questo lo stai dicendo tu a te stessa, non c'è nessun'altra fonte in internet che lo sostiene se non qualche messaggio che fa tanto "chiacchiera da bar".
          Prima di iscriverti a una telematica informati se il suo ufficio di placement dà  garanzie, sui tirocini che offrono e sui contatti con le aziende: non ti verranno mai offerti incarichi da dirigente alla Pirelli, ma almeno non si raggiungeranno i livelli della statale di Torino che sulla carta dovrebbe essere prestigiosa ma che manda i suoi studenti a innaffiare le piante.

          https://torino.corriere.it/cronaca/1...df09d884.shtml

          In questo forum abbiamo avuto anche un caso limite di un utente che per queste assurde convinzioni sta rifacendo (lo riscrivo perchè sembra incredibile: rifacendo) la magistrale in psicologia presso una statale, convinto che la laurea Unicusano non sia all'altezza.
          Tu come lui dovreste capire che lo studio non è una ricerca di cos'è meglio per gli altri, ma dovrebbe essere un periodo della propria vita che sprona a diventare migliori per se stessi, con o senza statale, con o senza telematica.

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          • #6
            La laurea in sé è il mio obiettivo a migliorarmi ma, senza troppi giri di parole, la validità  della laurea per un eventuale uso futuro non è data dalla mia esperienza personale, ci sono dei criteri oggettivi per i quali si va anche incontro ad alcuni sbarramenti (per esempio, una magistrale in Neuroscience in lingua inglese, con 40 posti di cui 20 esteri, che presuppone anche l'esibizione di una lettera di raccomandazione, per chi esce da una telematica risulta essere off-limits) o giudizi parziali da parte di chi legge il curriculum sul quale c'è scritto "telematica", e non è una cosa che possa dipendere dal mio percorso di studi o da quello che io ritengo legittimo/sensato o meno. Non metto in dubbio che l'Unicusano sia una buona università  ma sto vagliando delle opportunità , che poi sia possibile che appenderò la laurea in salotto perché sta bene coi quadri non lo nego, intanto mi sto premurando di avere più pareri oggettivi possibili per informarmi su come procedere al meglio delle mie possibilità .

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            • #7
              Mi sembri una persona che si spiega bene e in gamba, quindi non c'è niente che non puoi fare.
              Il mio ero un discorso molto generico sul fatto che nel 2019 è un pò assurdo pensare che avere la laurea "griffata" in studio o in salotto cambi le cose (tra l'altro generalmente le pergamene delle statali sono bruttissime): quando un cliente verrà  da te vorrà  soluzioni, quando un datore di lavoro ti ascolterà  vorrà  che tu sia in grado di svolgere una mansione o più mansioni specifiche.
              Capisco cosa intendi, però più che telematica-non telematica pensa a specializzarti.

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              • #8
                Originariamente inviato da Oxygen Visualizza il messaggio
                Salve a tutti. Ho una serie di quesiti che vorrei chiarire prima di prendere una decisione avventata e poi pentirmene. Per quanto possa essere una discriminante minore, ho già  28 anni, quindi già  abbastanza "stagionata" per studiare, però non ho mai perso la voglia e la determinazione fortunatamente. Ero curiosa di sapere se è conveniente studiare all'Unicusano, nello specifico Scienze e Tecniche Psicologiche per poi, dopo aver superato il primo anno alla telematica, valutare un trasferimento alla Sapienza. L'idea è di vedere qual è il mio rendimento prima di passare a una statale e investire lì le mie energie per poter avere un titolo più competitivo, eventualmente valutando poi una successiva magistrale nello stesso ateneo. So già  che c'è possibilità  di avere problemi nel trasferimento perché i programmi di studio non sono uniformati e c'è il rischio di non vedersi convalidati molti esami, o di doverne integrare alcuni, ma appunto cercavo un parere su quanto sia fattibile questo piano. Sono aperta a tutti i suggerimenti, sia sulla scelta degli atenei che sull'iter proposto.
                In tutta sincerità  io in generale consiglierei le statali, sempre e comunque, a chi inizia a 19-20-21 anni e soprattutto non lavora, è piuttosto motivato e non ha problemi particolari a frequentare le lezioni regolarmente; in tutti gli altri casi, che si tratti di iscrizioni tardive, lavoratori, gente che non sa bene che fare della vita, investire la quantità  di energie e di tempo che ti chiede una università  statale (per la mia esperienza, per essere regolare devi investire la tua vita full time negli studi e soprattutto devi fare tutto con le cadenze previste; finchè fai così può anche essere accettabile, quando inizi a deviare dalla loro strada unica ti rendono la vita impossibile, ti fanno fare esamini da 6 cfu con carico di lavoro assurdo giusto perchè non sei frequentante, ti obbligano a studiare daccapo una materia intera perchè il programma dell'anno prima non vale più l'anno dopo, etc), ecco in tutti questi casi vai diretta per le telematiche e non guardarti indietro.
                La statale ha senso solo se fatta in un certo modo (il loro modo, esattamente e pedissequamente) e se sei sempre più o meno in pari, altrimenti diventa soltanto un supplizio inutile.
                Per la mia esperienza, per molti professori, se sei "ripetente" (non necessariamente fuori corso, ma ad es sei iscritto al quinto anno e devi fare esami del terzo, magari materie che hai frequentato interamente e studiato ma per cui non hai superato l'esame, o non lo hai dato) sei di serie b, anche se non lo dicono espressamente te lo fanno capire, e soprattutto non hanno la minima attenzione verso le tue esigenze per non parlare della tua psicologia (e non sarebbe cosa fuori luogo, visto che ci sono stati casi di suicidi di gente che era solo fuori corso), non cercano di venirti incontro, perchè fondamentalmente non hanno alcun interesse a farlo.
                Io per esempio ho assistito personalmente alla umiliazione pubblica di un ragazzo che non riusciva a superare un esame piuttosto difficile (diritto amministrativo), ha dovuto frequentare le lezioni per più anni consecutivi ed il professore, oltre a guardarlo con quasi disprezzo e far battute agli esami, durante le stesse lezioni gli faceva domande ribadendo al centinaio di ragazzi lì presenti che lui era lì come ripetente e che quindi doveva sapere quelle cose.
                Ecco, non dico che tutti i professori siano così stronzi, per fortuna, ma ce n'è sempre anche qualcuno così.
                Io ricordo che questo stesso professore che umiliava questo povero studente al mio esame disse qualcosa tipo "... quando finisce di balbettare questo qua, ce ne andiamo, mi sa che faremo presto con lui", ecco, ora io non sono un tipo che si fa problemi, però immagino che su una persona molto sensibile queste parole possono essere traumatizzanti. E come questo esempio di umana empatia ce n'erano anche altri, in modo diverso.
                Viceversa nelle telematiche questa distinzione tra i "bravi" in corso e gli "sfigati" poveracci fuori corso, o ripetenti, o piuttosto indietro, non c'è, con tutto ciò che ne consegue.
                Ora, di fronte al problema manifesto di studenti rimasti indietro in modo tragico, invece di creare delle prassi per cui ad esempio il programma di un anno si può portare pure gli anni successivi, oppure far sì che i professori tengano in conto le specifiche esigenze del singolo, hanno messo questi ragazzetti-"tutor" che sono totalmente inutili e che se va bene possono dirti le stesse cose che ti potrebbe dire un qualsiasi compagno di corso. Di fatto il vero problema della università  statali è che sono ancora basate sulle esigenze dei professori-baroni e non su quelle degli studenti, che a volte sembrano star lì per giustificare il loro lavoro.
                Ultima modifica di andrew881; 26-07-2019, 23:22.

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                • #9
                  Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                  Ciao.
                  A scanso di equivoci è meglio specificare che le telematiche non sono università  "usa e getta" per arrivare al titolo delle statali: sempre più persone ci stanno pensando e sempre più persone si stanno ricoprendo di ridicolo sul forum.
                  L'Unicusano è una buona università  con un ottimo servizio di placement, non si può dire lo stesso della Sapienza che tra rave vari (durante i quali ci è scappato pure il morto) ogni tanto infila qualche scandalo scioccante (non ultimo questo).
                  Punta pure alla Sapienza, ma la Cusano con tutti i suoi problemi non avrà  mai il titolo su Repubblica "Perchè il Rettore tollera l'illegalità ?" come la Sapienza.
                  Non sono una fan dell'Unicusano, ma cominciamo a dire le cose come stanno e a parlarci chiaramente.
                  Io ci ho pensato e non vedo perchè porsi delle domande porti a coprirsi di ridicolo. Ci possono essere situazioni in cui questo passaggio è fattibile e potenzialmente anche utile. Non sto a dilungarmi ma ci si può arrivare.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da andrew881 Visualizza il messaggio
                    In tutta sincerità  io in generale consiglierei le statali, sempre e comunque, a chi inizia a 19-20-21 anni e soprattutto non lavora, è piuttosto motivato e non ha problemi particolari a frequentare le lezioni regolarmente; in tutti gli altri casi, che si tratti di iscrizioni tardive, lavoratori, gente che non sa bene che fare della vita, investire la quantità  di energie e di tempo che ti chiede una università  statale (per la mia esperienza, per essere regolare devi investire la tua vita full time negli studi e soprattutto devi fare tutto con le cadenze previste; finchè fai così può anche essere accettabile, quando inizi a deviare dalla loro strada unica ti rendono la vita impossibile, ti fanno fare esamini da 6 cfu con carico di lavoro assurdo giusto perchè non sei frequentante, ti obbligano a studiare daccapo una materia intera perchè il programma dell'anno prima non vale più l'anno dopo, etc), ecco in tutti questi casi vai diretta per le telematiche e non guardarti indietro.
                    Posso comprendere le difficoltà  di cui parli, la mia fortuna è che lavoro part time a 65 ore mensili, cioè 3 ore al giorno raggruppate in 5 ore su tre giorni di lavoro, ed ho uno stipendio ridottissimo (uno dei motivi, oltre all'insicurezza cronica, per cui ho dovuto faticare molto per raggranellare i soldi per poter frequentare; per quanto brutto sia parlare di vil denaro, così è stato per me) quindi di tempo da dedicare a una statale da non frequentante potenzialmente lo avrei. A questo punto ti chiederesti perché non andare direttamente alla statale e qui ti risponderei dicendo che, da persona ansiosa, non ne avrei il coraggio senza prima aver saggiato ciò che comporta studiare per una laurea. Non vorrei essere invischiata in un meccanismo di inerzia e contemporaneamente di insofferenza verso quello che faccio.

                    Per la mia esperienza, per molti professori, se sei "ripetente" (non necessariamente fuori corso, ma ad es sei iscritto al quinto anno e devi fare esami del terzo, magari materie che hai frequentato interamente e studiato ma per cui non hai superato l'esame, o non lo hai dato) sei di serie b, anche se non lo dicono espressamente te lo fanno capire, e soprattutto non hanno la minima attenzione verso le tue esigenze per non parlare della tua psicologia (e non sarebbe cosa fuori luogo, visto che ci sono stati casi di suicidi di gente che era solo fuori corso), non cercano di venirti incontro, perchè fondamentalmente non hanno alcun interesse a farlo.
                    Per esperienza, lo fanno anche alle superiori e non è che sia meno o più grave, semplicemente il ruolo di educatore a quanto pare è soggetto a interpretazione, secondo alcuni insegnanti illuminati. Immagino che con la mole di studio esponenzialmente più grande di un corso universitario il fattore di ansia e disagio sia amplificato, e anche questo rientra nella risposta sopra del farsi prima il giro con le rotelle e poi eventualmente andare senza.

                    Di fatto il vero problema della università  statali è che sono ancora basate sulle esigenze dei professori-baroni e non su quelle degli studenti, che a volte sembrano star lì per giustificare il loro lavoro.
                    Lo capisco, ed è traumatico pensare che un ambiente dove si dovrebbe tenere in considerazione anche la crescita individuale, non solo accademica, si riveli invece essere una trappola per gli studenti più sensibili e uno zoo per gli insegnanti più aridi. Ma questo è un argomento che vale sì e no, dipende dalla resistenza mentale dell'individuo o dalla determinazione dello stesso.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da andrew881 Visualizza il messaggio
                      Io ci ho pensato e non vedo perchè porsi delle domande porti a coprirsi di ridicolo. Ci possono essere situazioni in cui questo passaggio è fattibile e potenzialmente anche utile. Non sto a dilungarmi ma ci si può arrivare.
                      Non ho mai scritto che porsi delle domande porta a coprirsi di ridicolo.
                      Ho detto che in questo forum c'è un fenomeno inquietante in crescita: l'uso delle telematiche per l'iscrizione alle statali.
                      C'è chi le utilizza come spintina per superare lo sbarramento del numero chiuso, chi per i primi esami, chi si trasferisce poco prima della laurea e addirittura chi rifà  parte del corso dopo la laurea per prendere la stessa laurea.
                      Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma su questo forum c'è stato chi si è pavoneggiato di rifare alla statale lo stesso corso di laurea intrapreso in una telematica (peraltro con poco criterio visto che ha scritto dati personali ovunque).
                      Va bene che il percorso accademico è personale, però si sta passando il limite e ho preferito dire la mia.

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                      • #12
                        Buongiorno.

                        Il motivo per cui non convalidano gli esami non è perché i programmi non sono «uniformati», ma perché i piani di studio sono oggettivamente diversi.
                        Laddove la richiesta si riferisca a un corso di laurea della medesima classe, la quota di crediti riconosciuti non può essere inferiore al 50% dei crediti dello stesso settore scientifico-disciplinare di cui si sia richiesta la convalida. Cioè, se tu hai conseguito 30 crediti nel settore M-PSI/01 in un corso di classe L-24, richiedendo il passaggio o il trasferimento ad altro corso di classe L-24 ti devono convalidare non meno del 50% dei crediti dello stesso settore, a condizione che siano presenti anche nel corso di laurea di destinazione. Il settore in quest'ultimo potrebbe finanche non essere rappresentato affatto, oppure potrebbe essere rappresentato per 60 crediti dei quali essere obbligati a convalidare non meno del 50% dei crediti già  maturati significa che te ne convaliderebbero obbligatoriamente 15.
                        Dunque quanto tu proponi è fattibile a condizione da valutare attentamente i piani di studio e cercarsene uno alla Sapienza il più possibile simile a quello di Unicusano, in termini di settori, crediti e possibilmente anche denominazione degli esami, e che siano anche ordinati nello stesso modo, visto che alla Cusano non puoi sostenere esami di anni successivi a quello di iscrizione. Praticamente è come prendere un terno al lotto.

                        Per l'accesso ai corsi di laurea magistrale la questione è differente: devi consultare i singoli regolamenti didattici dei corsi delle lauree magistrali cui sei interessata, che comunque possono prevedere solo requisiti di accesso oggettivi e legittimi (discriminare tra atenei in Italia non lo è in virtù del valore legale del titolo di studio).

                        Infine, le università  telematiche sono pubbliche.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #13
                          Andrew881, come si vede che sei giovane. Dal 2001-2002 al 2004-2005 sono esistiti corsi di laurea con esami da 5 CFU (la norma alla facoltà  di Lettere e filosofia dell'Alma mater studiorum Università  di Bologna, che aveva svariati corsi di laurea dei quali molti avevano esclusivamente esami da 5 crediti, dunque 35 esami compreso quello finale in tre anni), 3 CFU (la norma alla facoltà  di Scienze politiche dell'Università  di Firenze, che aveva ben 8 corsi di laurea solo nel primo ciclo, alcuni dei quali basati su esami da 3 crediti), 2 CFU (la norma alla facoltà  di Sociologia dell'Università  di Urbino, che aveva se non ricordo male 3 corsi di laurea nel primo ciclo, uno dei quali interamente basato su moduli da 2 crediti) e perfino 1 CFU (fortunatamente singoli esami e non l'intero corso).
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #14
                            Originariamente inviato da andrew881 Visualizza il messaggio
                            Io per esempio ho assistito personalmente alla umiliazione pubblica di un ragazzo che non riusciva a superare un esame piuttosto difficile (diritto amministrativo), ha dovuto frequentare le lezioni per più anni consecutivi ed il professore, oltre a guardarlo con quasi disprezzo e far battute agli esami, durante le stesse lezioni gli faceva domande ribadendo al centinaio di ragazzi lì presenti che lui era lì come ripetente e che quindi doveva sapere quelle cose.
                            Capisco cosa intendi perché anni fa accompagnai una mia cara amica a sostenere un esame (uno dei primi se non addirittura il primo) alla Federico II di Napoli, facoltà  di Giurisprudenza (all'epoca avente solamente il primo corso di laurea in Scienze giuridiche, suddiviso se non ricordo male in sei cattedre, se il secondo corso di laurea in Scienze giuridiche, suddiviso in due cattedre. Non esistevano ancora le lauree magistrali e la laurea specialistica era prevista ma non attivata). Era una materia del primo anno, ma non ricordo quale. Io avevo già  dato diversi esami alla mia università  e non avevo mai visto niente del genere. Un'aula gigantesca con una cattedra enorme dietro alla quale erano sedute non meno di sei persone. Dopo pochi minuti dall'orario di convocazione la commissione non accettava più nessuno (adesso non ricordo se chiusero proprio le porte). Non ricordo se fece l'appello o meno; sta di fatto che ritirò tutti i libretti ai presenti e se li fece mettere sulla cattedra: le interrogazioni procedevano a pesca di libretto, cioè non in ordine di arrivo né di iscrizione (a dispetto del fatto che si chiamasse, come penso si chiami tuttora, "prenotazione"), e neanche in ordine alfabetico, ma proprio in ordine casuale, a seconda del libretto pescato. Arrivavi, ti sedevi e la prima cosa che facevano era farti firmare l'allora cartaceo verbale, in bianco (illegale, e il fatto che accadesse in una facoltà  di Giurisprudenza è una cosa che trovo moralmente gravissima). Gli esami avevano una durata per me inconcepibile: dopo che un assistente ti teneva sotto torchio per venti minuti, ti passava al docente con un bigliettino con su scritto il voto (che non ti veniva comunicato; mi veniva però riferito che il biglietto, che io da una certa distanza non riuscivo a vedere, era aperto ed esposto alla vista del candidato, nonché che il voto non potesse essere al di sopra di una certa soglia); a questo punto sostenevi praticamente un altro esame e il docente ti congedava con il voto definitivo. Non oso immaginare cosa succedesse se rifiutavi un voto, visto che il verbale era già  firmato: ma vidi una marea di bocciature (non so se messe a verbale o meno perché con la cattedra di quelle dimensioni lontana dai banchi ed essendoci almeno una decina di persone che parlavano contemporaneamente, tra esaminati ed esaminandi, era impossibile sentire quello che dicevano) e soprattutto quello che mi colpì erano le ragazze che se ne andavano piangendo, nonché la marea di candidati accompagnati da genitori (generalmente madri). I candidati erano centinaia e la seduta sarebbe proseguita a oltranza sino a che il docente non si fosse scocciato, rinviandola a suo insindacabile giudizio; da quello che mi veniva riferito non di rado le sedute iniziavano alle otto del mattino per terminare alle otto di sera.
                            A quei tempi la situazione era simile a Firenze, alla Sapienza, alla Statale di Milano, probabilmente pure alla Cattolica.
                            Oggi tuttavia le cose mi paiono assai cambiate; i docenti universitari oramai frequentano Facebook e non mi pare abbiano in generale l'atteggiamento baronale di una volta. Atteggiamento peraltro assai influenzato dall'ambiente, poiché non era infrequente, a quei tempi, vedere lo stesso docente, di ruolo alla Federico II o alla Sapienza, comportarsi in maniera diametralmente opposta nell'università  meno prestigiosa in cui teneva una docenza per contratto.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #15
                              e che siano anche ordinati nello stesso modo, visto che alla Cusano non puoi sostenere esami di anni successivi a quello di iscrizione. Praticamente è come prendere un terno al lotto.
                              Salve dottore, grazie della risposta esaustiva. Contrariamente a quanto scrive lei, almeno secondo quando mi è stato detto dalla segreteria di Unicusano, è possibile laurearsi in anticipo con un minimo di due anni e quattro mesi. Dunque questo pone un dubbio non indifferente.

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