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  • Consiglio università

    Buongiorno a tutti mi chiamo Andrea e ho 30 anni,lavoro per una azienda pubblica e faccio il tecnico sulla rete idrica.Da un po‘ di tempo mi balla l‘idea di riprendere gli studi,più che altro per una crescita professionale all‘interno dell‘azienda
    Ero intenzionato ad iscrivermi ad una laurea triennale in ingegneria meccanica,visto anche il mio ambito lavorativo.
    Sono diplomato in tecnico delle industrie elettriche IPSIA e detto sinceramente non ero un super studioso,oggi sicuramente sono molto più maturo e ambizioso rispetto a 10 anni fa,però la facoltà di ingegneria mi ha sempre spaventato per la matematica.
    Quello che voglio chiedervi qual è secondo voi un università che faccia al caso mio
    Abito nella provincia di Pavia.
    Ringrazio anticipatamente per un eventuale risposta.

  • #2
    Buongiorno.

    Se lavori in un'azienda pubblica non puoi fare carriera senza concorso. Forse stai parlando di una società  a controllo pubblico? In questo caso è un soggetto di diritto privato.

    Onestamente essere iscritti all'IPIA (la «s» sta per statale) ed essere super studiosi mi parrebbe una contraddizione, dunque non credo che tu fossi diverso dagli altri.

    I corsi di laurea in (non facoltà  di) Ingegneria sono basati sulla matematica.

    «Un'università » si scrive con l'apostrofo e non possiamo sapere quella che fa al caso tuo se non sappiamo cosa ti interessa e/o serve
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Una curiosità  : ma un dipendente pubblico può scalare i livelli solo per titoli se è impiegato in una struttura pubblica tipo comuni e regioni ?
      Nella pubblica amministrazione non esistono i livelli, ma le categorie (o aree) giuridiche, che determinano uno status gerarchico-funzionale e sostituiscono le vecchie qualifiche funzionali.
      Una volta era possibile ottenere le progressioni verticali, che potevano essere bandite per procedure interne, con criteri definiti dalla singola amministrazione e dunque anche per soli titoli, anche se di solito si preferiva farle per esami. La legge altresì consentiva la deroga al titolo di studio richiesto per l'accesso dall'esterno, purché della medesima deroga non si fosse usufruito in precedenza (in sostanza, bisognava possedere almeno il titolo di studio immediatamente inferiore a quello richiesto per l'accesso dall'esterno).
      Sennonché ci sono stati vari pronunciamenti della Corte costituzionale, uno dei quali ha dichiarato illegittima la norma che consentiva la deroga ai titoli e una delle quali ha dichiarato illegittima una norma che consentiva le progressioni verticali per un determinato comparto, entrambe censurate dalla Consulta quali incompatibili con l'articolo 97 della Costituzione. In una sentenza interpretativa la Corte ha chiarito che non vi è illegittimità  costituzionale nella previsione di riserve di posti pari a non più della metà  di quelli complessivi, a condizione che il concorso sia pubblico e purché non siano previste discriminazioni sui titoli rispetto ai candidati esterni.
      In barba ai pronunciamenti della Corte costituzionale, alcuni contratti collettivi continuano a riportare norme sulle progressioni verticali e ho scoperto con mia grande sorpresa che alcuni enti del mio comparto continuano a farne imperterriti, sebbene senza prevedere deroghe sul titolo di studio.
      Faccio presente che sto parlando di pubblica amministrazione civile, poiché quella militare (nonché le forze di polizia a ordinamento civile) è regolata da una disciplina speciale con altri fondamenti costituzionali; inoltre l'art. 97 riguarda la pubblica amministrazione strictu sensu, e non tutto ciò che è pubblico è pubblica amministrazione (la giustizia non lo è, il Senato e la Camera e la Presidenza della Repubblica non lo sono, le autorità  amministrative indipendenti lo sono ma con una lunga serie di "ma", gli enti pubblici economici non lo sono, i soggetti che a determinati fini sono qualificati come organismi di diritto pubblico non lo sono; lo sono invece, anche se a qualcuno sembra strano, la sanità  e la scuola).

      Oppure è necessario effettuare delle vere e proprie prove concorsuali scritte ed orali ? Chiedo questo perchè conosco persone che grazie a dei cosiddetti interpelli per soli titoli hanno ottenuto una elevazione di livello da categoria C alla D ad esempio (nel corso degli anni)
      Nella mia amministrazione ci sono persone che sono entrate in categoria B tramite liste di disoccupazione da collocamento, poi con le progressioni verticali sono diventate C con la licenza media e D col diploma e oggi sono pure titolari di posizione organizzativa senza essere laureate. Oggi tuttavia non è più possibile. C'è stato anche un direttore generale della Sapienza con diploma di geometra, ma stiamo parlando di uno entrato nella P.A. quando il sistema contrattuale (c.d. privatizzato) non esisteva e non c'era nemmeno la dirigenza; essendo arrivato alla X qualifica funzionale, con il passaggio al nuovo regime è diventato automaticamente dirigente, un po' come è accaduto ai direttori didattici delle scuole dell'infanzia e primarie e ai prèsidi delle scuole secondarie.
      Ultima modifica di dottore; 06-04-2020, 16:47.

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      • #4
        Buongiorno,scusate non ho proprio detto le cose corrette,come dice dottore lavoro per una società  partecipata al 100% da un ente pubblico però alla fine applica dei ccnl nazionali di diritto privato e quindi non si è classificati dipendenti pubblici,anche se si entra con concorso ad evidenza pubblica con relativa graduatoria.
        Ultima modifica di dottore; 07-04-2020, 18:15.

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        • #5
          Scusatemi. Anziché rispondere avevo scritto dentro al messaggio di Andre. Non mi sono ancora abituato alla mia nuova funzione
          Comunque l'ho recuperato così com'era originariamente (sebbene sia marcato come modificato da me)

          Originariamente inviato da Andre
          Buongiorno,scusate non ho proprio detto le cose corrette,come dice dottore lavoro per una società  partecipata al 100% da un ente pubblico però alla fine applica dei ccnl nazionali di diritto privato e quindi non si è classificati dipendenti pubblici,anche se si entra con concorso ad evidenza pubblica con relativa graduatoria.
          Ma quel concorso costituisce un'offerta al pubblico, soggetta a cognizione della magistratura civile (nelle vesti del giudice del lavoro) e non sindacabile dal giudice amministrativo (come saprai sono due giurisdizioni diverse). In ogni caso, se si tratta di una società  che si occupa di cose vicine al corso di studi che sceglierai, facilmente ti riconosceranno il tirocinio, se previsto nel piano di studi, altrimenti 12 crediti per competenze e abilità  professionali.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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