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Università telematica? come fare trasferimento da statale a telematica?

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  • Università telematica? come fare trasferimento da statale a telematica?

    Per il passaggio alla laurea magistrale a ciclo unico presso altra facoltà , secondo la segreteria della mia Università , che è UniBS, statale, posso fare o rinuncia o trasferimento, indifferentemente. Non mi hanno spiegato la differenza, se non in termini di costi. Se rinuncia: pagamento della sola marca da bollo; se trasferimento pagamento di una sorta di tassa di ricognizione di 80 euro per anno degli ultimi due a.a. che non ho pagato (18/19 iscritta ma non ho pagato, 2019/20 non iscritta). Cosa è meglio fare?



    Risposta di dottore
    Stiamo facendo un po' di confusione.
    1. Passaggio = cambio di corso di studi all'interno della medesima sede (cioè del medesimo ateneo).
    2. Trasferimento = prosecuzione degli studi in altra sede (cioè in altro ateneo).
    3. Rinuncia agli studi = interruzione immediata della carriera universitaria, in séguito a cui è possibile presentare domanda di immatricolazione ex novo nello stesso o in altro ateneo richiedendo il riconoscimento (qualcuno la chiama ricognizione) degli esami oggetto di rinuncia (alcuni atenei fanno pagare una tassa/contributo specifico per questa operazione, non le telematiche), al fine di ottenere un'abbreviazione di corso, mentre la carriera cui si è rinunciato è persa per sempre.
    4. Ricognizione (qualcuno la chiama ricongiunzione) interna allo stesso ateneo: se non sei in regola con tasse e contributi e l'iscrizione non era stata sospsesa, alcuni atenei anziché richiedere il pagamento degli arretrati fanno pagare una tassa/contributo fisso per ogni anno arretrato.
    5. Facoltà : struttura di raccordo ai fini amministrativi e didattici di corsi di studio di tipologia, ciclo e livello diverso; in séguito alla legge 240/2010, la maggior parte degli atenei ha abolito le facoltà . I corsi di studio nelle università statali afferiscono infatti, adesso, ai dipartimenti, che prima si occupavano solo di ricerca; la legge consente la previsione di strutture di raccordo interdipartimentale che, ove istituite, sono state quasi sempre chiamate "scuole" (talvolta anche "facoltà ", ma con significato completamente diverso rispetto al passato).
    In questo caso tu puoi alternativamente richiedere:
    1. trasferimento (non passaggio) verso altra università (non verso altra facoltà ), per proseguire gli studi nel relativo corso di laurea magistrale in Giurisprudenza (classe LMG/01);
    2. rinuncia agli studi, in séguito alla quale potrai presentare istanza di immatricolazione alla stessa o ad altra università presentando una dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa agli esami oggetto di rinuncia al fine di richiederne il riconoscimento per ottenere un'abbreviazione di corso.

    Terminato il preambolo burocratico, passiamo al merito. A te mancano solo due esami e personalmente ritengo folle richiedere un trasferimento a due esami dalla fine. Questo si poteva fare con il vecchio ordinamento, quando, fatti salvi istituti universitari a ordinamento speciale e università non statali (Orientale di Napoli, Navale di Napoli, Suor Orsola Benincasa di Napoli, Cattaneo di Castellanza, Stranieri di Perugia, Stranieri di Siena, Bocconi, Luiss, Lum, Iusm), i corsi di laurea erano tutti uguali, definiti a livello ministeriale (nelle tabelle annesse al TUIS, emanato con RD 1592/1933 e ss.mm.ii.; successivamente, con la legge 341/1990, venne introdotto il principio dell'autonomia didattica, che comunque ha trovato scarsa attuazione sino alla riforma di cui all'art. 17, c. 95, della legge 127/1997). Infatti la gente a Napoli, che a lungo è stata l'unica città in cui esistevano più atenei statali (poi hanno fatto la seconda e la terza università di Roma, rispettivamente Tor Vergata e Roma Tre, e la seconda università di Milano, Bicocca), si scriveva all'università a, sosteneva tutti gli esami e poi si andava a fare la tesi nell'università b, ritenuta (spesso a torto, ma questo è un altro discorso) più prestigiosa. Ora tu vorresti fare il contrario, per sostenere solo due esami, senza tener conto del fatto che i piani di studio oggi variano da ateneo ad ateneo e tu provieni dal previgente ordinamento, per cui passando sul nuovo i tuoi esami sicuramente non coincidono. Ora, ammettiamo pure che l'università che sceglierai sarà così generosa da volere riconoscere 15 crediti per ognuno degli esami annuali da te sostenuti, visto che sostanzialmente per il vecchio ordinamento non esistono limiti, a parte l'equiparazione di un esame semestrale a 6 crediti e di uno annuale a 12 crediti ai fini dell'accesso all'insegnamento secondario, che da molti atenei è applicata in via analogica anche alle abbreviazioni di corso(*). In questo caso, se hai maturato 19 annualità (sostenendo 19 esami annuali o 38 semestrali oppure una combinazione di esami annuali e semestrali) sei a 285 crediti, che comunque sono meno dei 300 previsti dalla laurea magistrale a ciclo unico (60 per anno); oltretutto, tale riconoscimento sarebbe incoerente con i principà® dell'European credit transfer system, a cui si ispira il sistema italiano dei crediti formativi universitari, in base al quale un titolo conseguibile in 4 anni non può essere valorizzato che per 240 crediti (30 per semestre). Va detto, di verso, che siamo alla mera teoria in quanto nel piano di studi di destinazione non troverai una sequela di esami da 15 crediti, pertanto semplicemente, sempre se non pongono limiti agli esami del vecchio ordinamento, ti convalideranno tutti gli esami con denominazione uguale o con denominazione riconducibile al medesimo settore scientifico-disciplinare (nel previgente ordinamento il SSD non esisteva) seguendo il criterio un esame per un esame (per evitarti integrazioni), quindi alla fine molto probabilmente non ti rimarranno due esami, e forse nemmeno un anno intero di esami (considerando anche il peso della tesi), ma tre-quattro esami come minimo sicuramente.

    Ora, tu sei proprio sicura di voler lasciare un corso di laurea di vecchio ordinamento a due esami dalla fine, considerando peraltro che sul mercato del lavoro il vecchio ordinamento ha ancora (inspiegabilmente) un appeal maggiore del nuovo, e considerando che i laureati del vecchio ordinamento sono straordinariamente privilegiati, per un'ipotesi come quella che descrivo sopra?
    Tieni presente che la tua vecchia laurea in Italia (fuori dall'Italia no) è stata equiparata alla laurea magistrale. Per l'accesso all'insegnamento secondario sulla classe A-46 (cfr. DD.MM. 390/1998 e 22/2005, DPR 19/2016, DD.MM. 92/2016, 93/2016, 259/2017) con tale laurea ti sarebbe sufficiente recuperare i seguenti esami annuali (se non già sostenuti): Economia politica, Politica economica, Economia aziendale, Statistica economica. Se l'avessi conseguita prima del 2016 ti basterebbero ancora meno esami e se l'avessi conseguita entro l'anno accademico 2000-2001 addirittura nessun esame. Per poter considerare assolto questo requisito ti sarebbe sufficiente sostenere un esame per ciascuna di quelle denominazioni, oppure afferente a un settore scientifico-disciplinare avente quella epigrafe, da 12 crediti, oppure più esami sino a raggiungere i 12 crediti. Se invece passi al nuovo ordinamento ti servono la bellezza di 96 crediti (pari a oltre un anno e mezzo di studi) di cui 12 SECS-P/01, 12 SECS-P/02, 12 SECS-P/07, 12 SECS-S/03, 12 IUS/01, 12 IUS/04, 12 IUS/09, 12 IUS/10, tenendo presente che ogni esame sostenuto con il vecchio ordinamento varrebbe per come è stato sostenuto, non per come è stato convalidato, pertanto se hai maturato una annualità o due semestralità Diritto costituzionale dovrai considerare 12 crediti nel settore IUS/08 anche se te lo avessero convalidato per 9 crediti in Istituzioni di diritto pubblico (IUS/09) + 6 in Diritto pubblico comparato (IUS/21).

    Pensaci bene.

    _____________
    * Molti ma non tutti. In questo regolamento dell'Università di Pisa, ad esempio, agli esami del previgente ordinamento vengono assegnati 4 crediti se semestrali e 8 se annuali. Stessa cosa in questo e quest'altro dell'Alma mater studiorum Università di Bologna, ove invece in passato ne riconoscevano rispettivamente 5 e 10.
    Ultima modifica di dottore; 26-04-2020, 13:27.

  • #2
    Buonasera dottore e grazie per la dovizia di spiegazioni. In effetti ho fatto confusione nella terminologia: correttamente Unibs mi parlava di ricognizione nel caso volessi re-iscrivermi da loro,mentre nel caso di trasferimento ad altra università  le opzioni erano: trasferimento in uscita (con pagamento uguale alla ricognizione) o rinuncia.

    Ho alcune domande:

    Mi scrivi che:
    In questo caso tu puoi alternativamente richiedere:
    1. trasferimento (non passaggio) verso altra università  (non verso altra facoltà ), per proseguire gli studi nel relativo corso di laurea magistrale in Giurisprudenza (classe LMG/01);
    2. rinuncia agli studi, in séguito alla quale potrai presentare istanza di immatricolazione alla stessa o ad altra università  presentando una dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa agli esami oggetto di rinuncia al fine di richiederne il riconoscimento per ottenere un'abbreviazione di corso.


    1) In base a cosa scegliere tra rinuncia e trasferimento? UniCusano che ho contattato (come UniPegaso) mi diceva di fare la rinuncia perchè più veloce, oltrechè un po' più economica. A livello però legale ci sarà  una qualche differenza?

    Venendo alla seconda parte della tua risposta. Non nascondo che ho molti dubbi e perplessità  rispetto a tale cambiamento. Hai ragione, facendo la valutazione carriere con UniPegaso dovrei dare 8 esami e con UniCusano dovrei darne 4. Tra l'altro con Unicusano in virtù del mio C.V. mi abbuonano l'idoneità  di informatica e di inglese (inizialmente mi aveva detto 6). Da notare che io non ho alcuna certificazione di inglese, nè fatto alcun corso, e per informatica ho fatto un corso di Informatica di base nel 2000...e ho detto tutto. Sulla base di cosa mi hanno tolto inglese e informatica non saprei, visto che anche come esperienze professionali posso vantare un curriculum ricco sì di lavori, ma di certo non attinenti alle due discipline.
    Perchè sto valutando questo cambiamento?
    Il fatto è che i due esami mancanti sono le due procedure...ho provato due volte proc penale ma la commissione da noi è abbastanza ostica, per usare un eufemismo e ho avuto un mezzo esaurimento dopo la seconda bocciatura. Ho pensato che cambiare ambiente e anche una migliore organizzazione dello studio data dall'e-learnig potesse giovarmi
    2) In che senso dici che i laureati del vecchio sono straordinariamente privilegiati? Solo per il discorso che è equiparata alla laurea magistrale quinquennale ai fini concorsuali?

    Se l'avessi conseguita prima del 2016 ti basterebbero ancora meno esami e se l'avessi conseguita entro l'anno accademico 2000-2001 addirittura nessun esame. Per poter considerare assolto questo requisito ti sarebbe sufficiente sostenere un esame per ciascuna di quelle denominazioni, oppure afferente a un settore scientifico-disciplinare avente quella epigrafe, da 12 crediti, oppure più esami sino a raggiungere i 12 crediti.
    3) Qui stai parlando di sostenere il singolo esame prima o dopo il 2016? Non mi è chiara la frase, chiedo scusa.
    Ultima modifica di dottore; 26-04-2020, 13:28.

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    • #3
      Originariamente inviato da eneri Visualizza il messaggio
      1) In base a cosa scegliere tra rinuncia e trasferimento? UniCusano che ho contattato (come UniPegaso) mi diceva di fare la rinuncia perchè più veloce, oltrechè un po' più economica. A livello però legale ci sarà  una qualche differenza?
      Con la domanda di trasferimento instauri un unico procedimento amministrativo, che coinvolge due università  diverse, con il quale ottieni la prosecuzione della carriera attiva nell'università  A nello stesso o in altro croso di studi dell'università  B. Siccome tu sei iscritta con un ordinamento che non esiste più, va da sé che il corso nella nuova dev'essere necessariamente un altro. Tuttavia, nel caso in cui il procedimento amministrativo per una qualsiasi ragione non dovesse andare a buon fine, hai salva la precedente carriera. Se il procedimento va a buon fine è irrevocabile (non mi risulta esistano università  che consentano di tornare indietro; bisogna vedere cosa dice la giurisprudenza in materia, ma meglio evitare che le cose vadano storte che pensare sin d'ora a un ricorso al Tar!).
      La rinuncia e la successiva immatricolazione sono due procedimenti amministrativi distinti che coinvolgono ciascuno un unico ateneo.

      Venendo alla seconda parte della tua risposta. Non nascondo che ho molti dubbi e perplessità  rispetto a tale cambiamento. Hai ragione, facendo la valutazione carriere con UniPegaso dovrei dare 8 esami e con UniCusano dovrei darne 4. Tra l'altro con Unicusano in virtù del mio C.V. mi abbuonano l'idoneità  di informatica e di inglese (inizialmente mi aveva detto 6).
      Tutti esami interi o alcuni sono parziali (integrazioni)?
      Hai provato con Unitelma Sapienza?

      Da notare che io non ho alcuna certificazione di inglese, nè fatto alcun corso, e per informatica ho fatto un corso di Informatica di base nel 2000...
      Sì, ma la normativa vigente (vedi, in ultimo, l'art. 14 della legge 240/2010) consente di regalare sino a un massimo di 12 crediti per corso di studi sulla base di competenze/abilità  professionali debitamente certificate.

      Sulla base di cosa mi hanno tolto inglese e informatica non saprei, visto che anche come esperienze professionali posso vantare un curriculum ricco sì di lavori, ma di certo non attinenti alle due discipline.
      Se si tratta di esami di mera idoneità , se svolgi un lavoro d'ufficio l'informatica è data per scontata; per quanto riguarda l'inglese anche quello è dato per scontato perché presumono che chiunque lavori in ufficio lo debba conoscere
      Tieni presente che alcuni atenei adottano dei criteri bizzarri; ad esempio per principio Unitelma Sapienza non abbuona mai per abilità /competenze l'esame di Diritto amministrativo, anche ai dipendenti pubblici di ruolo con mansioni amministrative, perfino se direttivi (ad esempio categoria D enti locali) o dirigenti (mi è capitato con un dirigente scolastico, ad esempio). Però poi magari ti fa passare esami che non c'entrano un tubo con quello che fai. Anche se, a dire la verità , tende a utilizare i crediti per competenze per concorrere agli esami a cui manca qualche credito (ad esempio ti convalidano un esame per 10 crediti su 12, un altro per 7 crediti su 8 etc. perché non riescono a trovare negli esami da te sostenuti crediti degli stessi settori scientifico-disciplinari, allora per evitarti piccole integrazioni distribuiscono i crediti per competenze per andare a completare i crediti mancanti sino a esaurimento). All'Università  di Firenze invece per le seconde lauree e seconde lauree magistrali (non per passaggi e trasferimenti) usano ancora l'istituto consuetudinario, a mio avviso desueto, della dispensa, ragion per cui dispensano gli esami indipendentemente dai crediti degli esami corrispondenti nella precedente carriera (secondo me non è corretto, ma comunque la cosa non può essere contestata finché la somma dei crediti dispensati sarà  pari o inferiore a quelli effettivamente maturati). Però la dispensa è senza voto, come se l'esame fosse riconosciuto per abilità /competenza, quindi non fa media: la media in questo caso è calcolata unicamente sugli esami sostenuti.

      2) In che senso dici che i laureati del vecchio sono straordinariamente privilegiati? Solo per il discorso che è equiparata alla laurea magistrale quinquennale ai fini concorsuali?
      Attenzione: ai fini dei concorsi pubblici il DL dell'ordinamento previgente è equiparato non solo alla laurea magistrale a ciclo unico, ma anche alla laurea magistrale di solo secondo ciclo (biennale). Quest'ultima cosa è folle, perché in sostanza si considera il laureato v.o. come se avesse due titoli anziché uno. Considera che le lauree magistrali spesso affrontano à mbiti che nel vecchio ordinamento non esistevano. C'è gente laureata in Pedagogia alla facoltà  di Magistero nel 1970 che si ritrova ope legis equiparata a chi ha conseguito una laurea magistrale in Teorie e metodologie dell'e-learning e della media education, magari dopo una laurea in Media e giornalismo afferente alla classe di Scienze della comunicazione o in Comunicazione d'impresa afferente alla classe di Scienze dell'economia e della gestione aziendale.
      A questo va aggiunto che:
      • ai fini dell'accesso all'insegnamento secondario, ai laureati v.o. sono richiesti requisiti molto meno stringenti (per alcune lauree conseguite sino all'anno accademico 1996-1997 o all'anno accademico 2000-2001 requisiti blandissimi o, a volte, nessun requisito).
      • malgrado i decreti di equiparazione stabiliscano espressamente che ogni laurea v.o. può essere equiparata a una sola, unica, classe delle lauree magistrali, e la singola equiparazione va attestata dalle università  che hanno rilasciato ciascun titolo, di fatto vige una interpretazione estensiva tale per cui ogni laurea v.o. è equiparata ad almeno due classi delle lauree magistrali (alcune arrivano a quattro) e tale interpretazione estensiva, oltre che per l'accesso ai concorsi pubblici, è applicata ai fini dell'accesso agli esami di Stato per le abilitazioni professionali. C'è gente laureata in Scienze della cultura (che non si capisce che è) che ha avuto accesso all'esame di Stato per assistente sociale specialista (sezione A dell'albo degli assistenti sociali)!

      Altresì i laureati v.o. godono di una reputazione migliore sul mercato del lavoro. Tale reputazione si è costruita negli anni di passaggio dal vecchio al nuovo (quando i due ordinamenti erano parzialmente sovrapposti; io me li ricordo bene perché ho iniziato l'università  quando era appena entrato in vigore il decreto MURST 509/1999, attuativo dell'art. 17, c. 95, della legge 127/1997) e personalmente la ricondurrei alle seguenti tre motivazioni:
      1. campagne di decongestionamento attraverso le quali molti atenei hanno spinto gli studenti fuoricorso a passare al nuovo ordinamento, incentivandoli attraverso valutazioni assai generose dei loro esami. Grazie a ciò persone che erano impantanate da anni si ritrovarono laureate compilando un modulo e consegnando una tesina che non era neanche i papers che venivano richiesti per superare gli esami. Da questo punto di vista io ho assistito a situazioni veramente al limite dell'assurdo. Esami del vecchio ordinamento convalidati come due esami da 5 crediti del nuovo e fin qui andrebbe pure bene (non era un regalo dal momento che gli insegnamenti da 5 crediti erano da 30 ore e quelli annuali del v.o. da 60) se non fosse stato che il primo coincideva o qunatomeno era nello stesso à mbito disciplinare, mentre il secondo era scelto veramente a casaccio (ad esempio un esame annuale di Istituzioni di diritto pubblico convalidato per Diritto dell'informazione da 5 crediti + Geografia della comunicazione da 5 crediti). Gente passata dal corso di laurea quadriennale in Filosofia al corso di laurea triennale in Scienze antropologiche (inesistente nel v.o.) che si laureava senza aver sostenuto neanche un esame di quest'ultimo corso di laurea. Questo contribuì fortemente alla formazione dell'idea che l'università  con la riforma fosse diventata una barzelletta, come se non bastasse il fatto che la precedente denominazione della laurea magistrale, che era «laurea specialistica», faceva percepire il titolo di secondo ciclo come specializzante rispetto alla laurea, il che determinò (malgrado gli atenei a quei tempi continuassero a ripetere il mantra che la laurea nuova valeva quanto la vecchia e cercavano di disincentivare le iscrizioni al secondo ciclo attraverso sbarramenti all'accesso nonché tasse e contributi esorbitanti) una riversamento pressoché totale dei laureati nuovi sul secondo ciclo (cosa che non avvenne con i passati dal vecchio ordinamento al nuovo, che furono gli unici che riuscirono a spendere la laurea nuova con il valore della vecchia).
      2. progetto Laureare l'esperienza, con il quale in forza di convenzioni con ordini e collegi professionali, associazioni di categoria e perfino sindacati e partiti politici le università  rilasciarono centinaia di lauree sulla base del riconoscimento dell'esperienza professionale maturata dagli studenti.
      3. semestralizzazione degli esami. Al fine evidentemente di moltiplicare le cattedre per gli amici degli amici (soprattutto attraverso al ricorso a docenze a contratto, che costano poco e a volte niente ma ripagano molto in termini di prestigio), gli atenei parcellizzarono la didattica sino, in alcuni casi, a polverizzarla. C'erano interi corsi di laurea basati su esami da 6, 5, 4, 3 e perfino 2 crediti, che significa rispettivamente 30, 35, 45, 60 e 90 esamiin tre anni (compresi prova finale, idoneità  e, ove previsti, laboratorà® e/o tirocinà®). Il fatto che gli esami avevano tutti lo stesso numero di crediti provava che non c'era l'idea di assegnare un peso diverso alle diverse discipline. Siccome la quasi totalità  dei corsi di laurea nasceva dalla trasformazione di corsi del vecchio ordinamento, nella progettazione dei corsi di studio lungo l'arco del triennio venivano distribuite le stesse discipline che prima si facevano in quattro o cinque anni; in più con i crediti che avanzavano si aggiungeva qualche altra cosa che prima non c'era. Ovviamente gli esami del nuovo ordinamento con eguale denominazione avevano pertanto programmi estremamente più brevi, in quanto commisurati ai crediti ad essi attribuiti. Perciò si diffuse la leggenda secondo cui il nuovo ordinamento prevedeva esami drasticamente ridotti, che non teneva conto del carico didattico complessivo, che non era affatto inferiore al vecchio; la differenza è che, se prima si affrontava una singola materia tutta insieme mettiamo di 1000 pagine, adesso quella materia era divisa in suddue esami da 300 pagine ciascuno e poi era previsto un terzo esame da 400 pagine che col vecchio ordinamento non esisteva, peraltro concentrando su 3 anni quello che prima si faceva in 4 o in 5 (il ciclo unico per Giurisprudenza ancora non era stato introdotto/.

      Il modello non funzionava, né dal punto di vista formativo (star dietro al ritmo frenetico di 12, 15, 20, 30 esami all'anno imponeva uno studio mnemonico, superficiale, nozionistico) né dal punto di vista della produttività . Se all'inizio infatti la riforma era sembrata un successone, presto emerse che i dati erano falsati dai passaggi dal vecchio al nuovo ordinamento e dai laureati con crediti riconosciuti (gente che veniva iscritta direttamente al terzo anno e si laureava subito, facendo schizzare il numero di laureati in corso o addirittura precoci), il che indusse il ministro e il legislatore a introdurre limiti sulla riconoscibilità  di crediti, sulla didattica che andava garantita da docenti di ruolo, sui requisiti minimi che doveva avere un corso di studi per essere tenuto in vita e sul numero massimo degli esami, dopo che era emerso che per conseguire una laurea era necessario mediamente più del doppio degli anni della durata normale. Farei altresì notare che nelle rilevazioni statistiche iniziali i laureati specialisti (poi magistrali) erano considerati nuovi laureati, dunque il numero di laureati in Italia apparve estremamente aumentato (si contavano i titoli rilasciati anziché il numero di persone che ne avesse conseguito almeno uno).

      3) Qui stai parlando di sostenere il singolo esame prima o dopo il 2016? Non mi è chiara la frase, chiedo scusa.
      Non il singolo esame. La laurea andava conseguita entro l'anno accademico 2000-2001 per potere insegnare senza requisiti specifici. Se consegui la laurea sempre secondo il vecchio ordinamento ma successivamente a tale anno accademico, i requisiti diventano quelli che ho scritto. Se però passi al nuovo ordinamento e consegui la laurea magistrale a ciclo unico, allora dovrai dare tantissimi esami aggiuntivi, e ogni esame del vecchio ordinamento che avrai dato varrà  per 12 crediti, indipendentemente dagli esami che ti convalidano sulla laurea magistrale. Vedi tu se ti conviene. Io non lo farei.
      Ultima modifica di dottore; 27-04-2020, 07:52.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Tutti esami interi o alcuni sono parziali (integrazioni)?
        Tutti esami interi da quel che ho capito. UniPegaso mi riconosce 204 crediti
        e dovrei fare inglese, informatica, le due procedure, ovviamente, dr ecclesiastico, dr tributario, dr fallimentare e un istituzioni di diritto pubblico (vai a capire perchè, visto che ho dato ovviamente dr costituzionale, ma anche dr pubblico comparato e giustizia costituzionale...).
        UniCusano mi riconosce 224 crediti e, salvo il discorso su inglese e informatica dovrei dare le due procedure , dr ecclesiastico e politica economica.
        Va da sè che, anche per come ho letto qui, ero più orientata verso UniCusano, anche se la confusione è tanta, leggo che nelle ultimissime classifiche l' ANVUR ha assegnato un punteggio maggiore a UniPegaso rispetto a UNiCusano.
        Infine UniCusano (che ho sentito praticamente 4 giorni fa), mi proponeva l'iscrizione direttamente lunedì per potermi iscrivere all'anno solare in corso, dare 3 esami entro il 20 dicembre e poter fare un solo a.a.

        In tutto questo il tuo intervento mi ha fatto rimettere in discussione il discorso dell'università  telematica, a prescindere da quale essa sia e proprio questa è la vera questione di fondo.

        Hai provato con Unitelma Sapienza?
        Con Unitelma non ho ancora provato, mi sembra ne parliate molto bene in effetti. So che ci sono agevolazioni a livello di tasse per chi lavora nelle P.A.e io sono in graduatoria c/o alcuni enti locali...ora con l'emergenza Covid, ovviamente è tutto bloccato, ma spero davvero che ricomincino a scorrere le graduatorie perchè con l'altro lavoro sono in CIG e non sappiamo quando ricominceremo... Seguendo il vs forum ho intanto chiesto una prevalutazione anche a UniMarconi, ma rimane di base la questione telematica o tradizionale, come ho detto.

        Se si tratta di esami di mera idoneità , se svolgi un lavoro d'ufficio l'informatica è data per scontata; per quanto riguarda l'inglese anche quello è dato per scontato perché presumono che chiunque lavori in ufficio lo debba conoscere
        Però è assurdo, a pensarci bene: Unipegaso non mi ha chiesto nulla circa il mio cv professionale, per contro Unicusano sulla base di un CV dove si capisce che uso il pc semplicemente perchè sono cassiera, mi ha tolto inglese e informatica, considerando poi che ho spiegato bene che per il corso che ho fatto di informatica non ho alcun attestato perchè era uno di quei corsi patrocinati dal Comune per il tempo libero

        Non il singolo esame. La laurea andava conseguita entro l'anno accademico 2000-2001 per potere insegnare senza requisiti specifici. Se consegui la laurea sempre secondo il vecchio ordinamento ma successivamente a tale anno accademico, i requisiti diventano quelli che ho scritto. Se però passi al nuovo ordinamento e consegui la laurea magistrale a ciclo unico, allora dovrai dare tantissimi esami aggiuntivi, e ogni esame del vecchio ordinamento che avrai dato varrà  per 12 crediti, indipendentemente dagli esami che ti convalidano sulla laurea magistrale. Vedi tu se ti conviene. Io non lo farei.
        Da quello che dici non conviene molto in effetti abbandonare il v.o., tanto più che in effetti la strada dell'insegnamento è una di quelle che non vorrei precludermi e guardando agli esami che dici dovrei integrare, praticamente mi manca solo statistica economica se non ricordo male perchè gli altri li ho già  fatti tutti.
        La mia paura per quanto riguarda rimanere a UniBS è:
        -far "decadere" i miei esami perchè non riesco a passare proc. penale...sono passati 6 anni dall'ultimo, il limite è 8, giusto?
        -non avere il favore di una didattica più organizzata e coadiuvante. Attenzione, non sto parlando di aiuto nel superare l'esame, che anzi è una delle cose che leggendo, qua e là  ho visto fanno certe telematiche e non mi piace per niente, ma di e_learning, di tutor, di maggior avvicinabilità  dei docenti. Questo tipo di approccio ce l'ha anche Unitelma Sapienza?
        Grazie ancora, mi sento per la prima volta ascoltata e capita nei miei dubbi.
        Ultima modifica di dottore; 27-04-2020, 08:03. Motivo: sistemati tags quote

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        • #5
          Originariamente inviato da eneri Visualizza il messaggio
          istituzioni di diritto pubblico (vai a capire perchè, visto che ho dato ovviamente dr costituzionale, ma anche dr pubblico comparato e giustizia costituzionale...).
          Come ti avevo accennato, nel nuovo ordinamento Istituzioni di diritto pubblico e Diritto costituzionale appartengono a due settori scientifico-disciplinari diversi, rispettivamente IUS/09 e IUS/08. Diritto pubblico comparato IUS/21. Tutti questi settori non sono formalmente affini tra loro. In base alle indicazioni ministeriali, la corrispondenza tra il vecchio e il nuovo ordinamento va individuata tenendo conto della denominazione del settore, pertanto Diritto costituzionale ti è stato considerato come IUS/08 e Diritto pubblico comparato come IUS/21 e Giustizia costituzionale sicuramente come IUS/08 (in quanto il diritto processuale costituzionale rientra nella declaratoria di tale settore). So che alcune sedi (Firenze ad esempio) li convalidano comunque perché riconoscono l'affinità  di fatto (quella che la professoressa Lalli a Bologna chiamava «congruità  culturale»), considerato che comunque la tabella della classe prevede 18 crediti obbligatorà® da distribuire tra i settori IUS/08, IUS/09 e IUS/11 (Diritto ecclesiastico e diritto canonico), nell'à mbito costituzionalistico delle discipline di base (N.B.: solo per l'à mbito economico e pubblicistico è obbligatorio prevedere almeno 5 crediti nel settore IUS/12; in tutti gli altri à mbiti, i settori possono essere variamente combinati tra loro e non vanno necessariamente rappresentati tutti). Ma ricòrdati che ai fini dell'accesso all'insegnamento secondario contano gli esami da te effettivamente sostenuti e non quelli convalidati o oggetto di dispensa o esonero, sicché a farti sostenere un esame IUS/09 ti fanno un favore perché ti consentono di maturare crediti validi a tal fine. Ricordo che secondo l'ultimo ordinamento (decreto MURST 11/02/1994) il corso di laurea quadriennale in Giurisprudenza comprendeva 26 annualità , dunque suppongo tu abbia maturato 24 annualità  (salvo che i due processuali non fossero esami biennali). Ergo in linea puramente teorica ti possono convalidare sino a 288 crediti, calcolando 12 crediti per esame. Ma è anche vero che devono trovare una corrispondenza tra i tuoi esami e i loro.

          leggo che nelle ultimissime classifiche l' ANVUR ha assegnato un punteggio maggiore a UniPegaso rispetto a UNiCusano.
          Sì, ma fossi in te io le lascerei perdere.

          Infine UniCusano (che ho sentito praticamente 4 giorni fa), mi proponeva l'iscrizione direttamente lunedì per potermi iscrivere all'anno solare in corso, dare 3 esami entro il 20 dicembre e poter fare un solo a.a.
          Credo che se ti immatricoli lunedì sarai ancora iscritta nell'anno accademico (non solare) in corso e dunque 2019-2020.

          Però è assurdo, a pensarci bene: Unipegaso non mi ha chiesto nulla circa il mio cv professionale
          E non ti ha convalidato crediti per competenze, giusto?

          per contro Unicusano sulla base di un CV dove si capisce che uso il pc semplicemente perchè sono cassiera, mi ha tolto inglese e informatica, considerando poi che ho spiegato bene che per il corso che ho fatto di informatica non ho alcun attestato perchè era uno di quei corsi patrocinati dal Comune per il tempo libero
          Probabilmente in caso di effettiva immatricolazione ti chiederanno una dichiarazione sostitutiva di certificazione in cui dettaglierai datore di lavoro, CCNL, inquadramento etc..

          Da quello che dici non conviene molto in effetti abbandonare il v.o., tanto più che in effetti la strada dell'insegnamento è una di quelle che non vorrei precludermi e guardando agli esami che dici dovrei integrare, praticamente mi manca solo statistica economica se non ricordo male perchè gli altri li ho già  fatti tutti.
          Se rimani con il previgente ordinamento servono questi esami:
          - Economia politica;
          - Politica economica;
          - Economia aziendale;
          - Statistica economica.
          Le omogeneità  non valgono più e dunque, una volta laureata, per poter maturare i requisiti di cui sopra dovrai recuperare gli esami mancanti maturando per ognuno di quelli che ti mancano 12 crediti nei settori scientifico-disciplinari in tal modo denominati, privilegiando gli esami che abbiano identica denominazione.
          Se transiti al corso di laurea magistrale a ciclo unico servono 12 crediti per ciascuno di questi settori:
          - 12 SECS-P/01 (Economia politica);
          - 12 SECS-P/02 (Politica economica);
          - 12 SECS-P/07 (Economia aziendale);
          - 12 SECS-S/03 (Statistica economica);
          - 12 IUS/01 (Diritto privato);
          - 12 IUS/04 (Diritto commerciale);
          - 12 IUS/09 (Istituzioni di diritto pubblico ”’ non sostituibile con Diritto costituzionale né con Diritto pubblico comparato);
          - 12 IUS/10 (Diritto amministrativo).
          Se consegui la laurea magistrale, gli esami convalidati non valgono. Devi considerare gli esami effettivamente sostenuti secondo l'equivalenza una annualità  = 12 crediti, dunque un esame semestrale vale 6 crediti, mentre un esame biennale vale 24, riconducendo ciascun esame sostenuto al settore scientifico-disciplinare con denominazione identica o più simile.

          La mia paura per quanto riguarda rimanere a UniBS è:
          -far "decadere" i miei esami perchè non riesco a passare proc. penale...sono passati 6 anni dall'ultimo, il limite è 8, giusto?
          La decadenza, che ha gli stessi effetti della rinuncia, scatta dopo 8 anni che non hai sostenuto esami (anche non superandoli), salvo che il tuo ateneo abbia disposto diversamente. Infatti, il TUIS (RD 1592/1933) e il RS (RD 1269/1938) si applicano solo per le parti non superate, per abrogazione implicita, dalla legge 341/1990 e dai decreti minsiteriali che hanno dato attuazione all'art. 17, c. 95, della legge 127/1997, in quanto compatibili con gli accordi internazionali in materia. Tali norme lasciano un amplissimo spazio di autonomia alle singole sedi, delimitato esclusivamente dai decreti ministeriali secondo principio di sussidiarietà  (cioè le singole università  possono definire autonomamente tutto quanto non espressamente previsto dai decreti ministeriali e ovviamente dalla legge). Se il tuo ateneo non ha dunque emanato norme interne in materia di decadenza, si applicano in via residuale le norme antecedenti all'autonomia, in quanto non novellate dalle riforme.

          -non avere il favore di una didattica più organizzata e coadiuvante. Attenzione, non sto parlando di aiuto nel superare l'esame, che anzi è una delle cose che leggendo, qua e là  ho visto fanno certe telematiche e non mi piace per niente, ma di e_learning, di tutor, di maggior avvicinabilità  dei docenti. Questo tipo di approccio ce l'ha anche Unitelma Sapienza?
          Grazie ancora, mi sento per la prima volta ascoltata e capita nei miei dubbi.
          Guarda, io ho esperienza di università  statali, università  pubblica non statale di tipo tradizionale, Unitelma Sapienza e varie telematiche in quanto ho dato una mano a vari studenti, anche di Pegaso e Mercatorum.
          Ti posso dire che di Unitelma Sapienza non ho notato alcuna differenza rispetto alle università  statali da me frequentate (anche per motivi di lavoro o per aver aiutato altri studenti, oltre che per la mia prima laurea e un perfezionamento), se non nella modalità  di erogazione della didattica: con le lezioni online mi sono trovato veramente bene. I docenti però avevano gli stessi comportamenti delle università  statali a me note: alcuni disponibili, altri meno, altri neanche rispondono alle mail mentre alcuni ti danno sinanche il numero di cellulare. Alcuni bocciano solo perché risulti loro antipatico o perché prendono una fissa (non lo hanno fatto con me, ma ho visto scene assurde), altri ti prendono in simpatia e per questo ti trattano meglio; per il ricevimento alcuni perfino pretendono che ti rechi di persona in sede (e comunque quasi tutti sgradiscono le videoconferenze, nonostante l'ateneo suggerisca di usare Skype). In compenso la burocrazia delle università  mastodontiche è praticamente azzerata (anche se credo che con la digitalizzazione anche la Sapienza 'madre', che è il maggior ateneo d'Europa, l'abbia drasticamente ridimensionata).
          In Pegaso e in Mercatorum invece i docenti sono dei fantasmi. Non li vedi neanche quando vai a sostenere gli esami scritti, poiché le commissioni (sebbene siano composte da veri docenti e non meri vigilanti) sono uniche per esami diversi (che vengono verificati con un correttore). Avere voti alti è molto difficile perché gli esami sono a risposta multipla ma coprono veramente tutto il programma, per cui ti devi ricordare una marea di nozioni (spesso insignificanti) per azzeccare le risposte giuste (per quanto riguarda la questione delle banche dati, presto farò un post chiarificatore). Praticamente, se non sostieni esami orali, interagisci con loro solo per richiedere la tesi. E da questo punto di vista devo dire che non ho mai visto docenti più spocchiosi e arroganti, nemmeno alla Federico II di Napoli. Addirittura uno ha risposto a un mio amico, che si era rivolto a lui con tutta la gentilezza di questo mondo, «lei si sta rivolgendo a un docente universitario, quindi dovrebbe presentarsi quantomeno con nome, cognome e corso di laurea frequentato» e poi «prima di chiedere la tesi dovrebbe accertarsi che il docente le concede, e solo successivamente chiedergli la disponibilità  di seguirla. Inoltre l'argomento non deve essere proposto dallo studente, ma assegnato dal docente, che eventualmente può tenere conto degli interessi dello studente». E poi via a parlare di sé in terza persona, roba che neanche la regina Elisabetta! Fa' conto che: 1. il nome del mio amico appariva come mittente della mail, nella firma e nella labe automatica alla fine del messaggio; 2. il docente in questione nel rispondergli lo aveva chiamato per nome e dunque lo aveva letto (e non solo: aveva sostituito il «dott.» con «sig.», con il palese intento di sminuirlo); 3. il docente in parola insegna in un unico corso di studi (che è un corso di laurea magistrale di secondo ciclo, dunque di durata biennale post lauream e al quale pertanto si presume che chi sia iscritto sia come minimo già  laureato) e comunque quella materia, specificata nella richiesta, in tutto l'ateneo è attivata solo in quel corso. Il mio amico gli aveva scritto semplicemente «Egregio Professore [e già  mi sembra un atteggiamento abbastanza riverente], se fosse disponibile a farmi da relatore per una tesi nella materia X, quali sono gli argomenti su cui vertono i suoi à mbiti di ricerca? Sono laureato in ”¦, ho superato l'esame con questo voto, la mia media è questa e ritengo che la materia in parola, afferendo alla stessa area, sia coerente con il curriculum accademico e professionale. Cordiali saluti, Nome Cognome», o una cosa del genere (anzi, forse i saluti erano addirittura distinti). Mi sembra una nota sufficientemente formale, eppure il docente è andato in escandescenze. Un altro addirittura risponde col pluralia maiestatis, neanche fosse un papa preconciliare. Ho l'impressione che questo atteggiamento di diffidenza e superiorità  sia dovuto alla presunzione di avere a che fare con gente che ha scelto l'università  telematica per incapacità  o per seguire una scorciatoia; inoltre se hai avuto voti alti proprio ai loro esami se la tirano ancora di più poiché probabilmente pensano che hai superato l'esame con artifizi o sotterfugi. In compenso ti posso dire che una mia parente per un altro corso di laurea ha avuto un riscontro, con il proprio relatore di tesi, agli antipodi di questi per disponibilità  e cortesia.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Se rimani con il previgente ordinamento servono questi esami:
            - Economia politica;
            - Politica economica;
            - Economia aziendale;
            - Statistica economica.
            Le omogeneità  non valgono più e dunque, una volta laureata, per poter maturare i requisiti di cui sopra dovrai recuperare gli esami mancanti maturando per ognuno di quelli che ti mancano 12 crediti nei settori scientifico-disciplinari in tal modo denominati, privilegiando gli esami che abbiano identica denominazione.
            Se transiti al corso di laurea magistrale a ciclo unico servono 12 crediti per ciascuno di questi settori:
            - 12 SECS-P/01 (Economia politica);
            - 12 SECS-P/02 (Politica economica);
            - 12 SECS-P/07 (Economia aziendale);
            - 12 SECS-S/03 (Statistica economica);
            - 12 IUS/01 (Diritto privato);
            - 12 IUS/04 (Diritto commerciale);
            - 12 IUS/09 (Istituzioni di diritto pubblico ”’ non sostituibile con Diritto costituzionale né con Diritto pubblico comparato);
            - 12 IUS/10 (Diritto amministrativo).
            Se consegui la laurea magistrale, gli esami convalidati non valgono. Devi considerare gli esami effettivamente sostenuti secondo l'equivalenza una annualità  = 12 crediti, dunque un esame semestrale vale 6 crediti, mentre un esame biennale vale 24, riconducendo ciascun esame sostenuto al settore scientifico-disciplinare con denominazione identica o più simile.
            Vediamo se ho ben capito: se mi laureo con il v.o. x insegnare (classe concorso A46 o intendi anche altre?) devo comunque aver già  dato
            - Economia politica;
            - Politica economica;
            - Economia aziendale;
            - Statistica economica.
            A me mancherebbero politica economica e statistica economica che darei quindi come esami singoli post laurea. laureandomi alla magistrale invece dovrei dare non solo quelli (politica econ e statistica econ) ma anche quelli afferenti ai vari IUS1/ IUS/4/09/10 che mi sono stati abbuonati in sede di valutazione carriera ma che non corrispondono totalmente come crediti, perchè convalidati in vario modo.
            Giusto?
            Scusa ma per me è piuttosto complesso tutto ciò.
            Grazie ancora per la disponibilità .

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            • #7
              Originariamente inviato da eneri Visualizza il messaggio
              classe concorso A46 o intendi anche altre?
              Solo alla A-46 (ex A039) è possibile abilitarsi con il vecchio DL in Giurisprudenza (e anche con la LMG/01).

              devo comunque aver già  dato
              - Economia politica;
              - Politica economica;
              - Economia aziendale;
              - Statistica economica.
              Puoi sostenerli anche dopo, scegliendo insegnamenti ugualmente denominati e/o afferenti al SSD omonimo da almeno 12 crediti ciascuno.

              laureandomi alla magistrale invece dovrei dare non solo quelli (politica econ e statistica econ) ma anche quelli afferenti ai vari IUS1/ IUS/4/09/10 che mi sono stati abbuonati in sede di valutazione carriera ma che non corrispondono totalmente come crediti, perchè convalidati in vario modo.
              Se consegui la LM, devi tener conto non degli esami convalidati ma di quelli effettivamente sostenuti, considerando 12 crediti per ognuno di essi (non hanno i settori, ma puoi procedere in via analogica). A me sulla seconda laurea hanno riconosciuto esami SPS per convalidare esami M-PSI; questo non vuol dire che io abbia sostenuto esami M-PSI, poiché quella convalida ha effetti unicamente su quella carriera ed è valida ai soli fini accademici. Quindi sì: potresti dover sostenere molti più esami. Peraltro ci sono elevate probabilità  che se chiedi alla segreteria dell'università  non lo sappiano. Del resto, non sono tenuti a saperlo.


              Grazie ancora per la disponibilità .
              Grazie a te.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Gentilissimo dottore...la vexata quaestio è se abbandonare il mio v.o. in favore di Unitelma (uniMarconi non ha il fascino dell' essere costola della Sapienza, tutto qui). Torno ancora qui, a monte del ragionamento, e non per il discorso laurea v.o. vs LM.

                Alla luce anche di quanto mi hanno detto studenti di giurisprudenza a Unitelma gli esami devono per forza essere più facili. Non mi capacito altrimenti come sia possibile pensare di dare le due procedure e dr penale più tesi e avere la ragionevole sicurezza di laurearsi a dicembre (come mi è stato detto).
                Non che la cosa non mi piaccia, non sono masochista, però mi chiedo allora se questo non diventi poi penalizzante nel senso che l'essersi laureata ad una telematica sia poi una sorta di marchio (per quanto Unitelma assolutamente buona per il prestigio dei docenti e il nome). Sennò mi vien da pensare che chi fa la tradizionale lavorando all'incirca 30 ore a settimana (come ho sempre fatto io dall'inizio del percorso universitario) sia un fesso, se l'unica differenza rispetto alle tradizionali è che nelle telematiche manca l'aspetto della socialità  (del quale non ho peraltro mai molto usufruito, lavorando e frequentando poco).
                Mi dispiacerebbe, una volta laureata a Unitelma che mi si dicesse ti sei laureata a una Università  facilina quando ho fatto 24 esami seri, sputando sangue. Ripeto, non che non lo siano a Unitelma, ma probabilmente la mole di lavoro è inferiore per singolo esame. In questo mi sento vicina ai dubbi di
                codice:
                prometeo1405
                .
                Mi chiedo: mi laureo prima pur facendo più esami, non ho vincoli d'orario per la didattica, ho una laurea totalmente spendibile nel mondo del lavoro, pubblico e privato al pari di una laurea tradizionale (lasciando perdere il discorso relativo alla differenza tra v.o. e LM ciclo unico, che credo ci sarebbe comunque se valutassi chessò il trasferimento a UNIBG o UNIParma, visto che il mio corso è ormai disattivato), ma chi lo fa fare di continuare con la tradizionale? Apposta per questo ragionamento mi vien da pensare che ci sia qualche cosa che non torni.
                Scusami davvero se appaio ripetitiva, ma aver parlato con studenti proprio di giurisprudenza di Unitelma mi ha fatto molto pensare.

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                • #9
                  Originariamente inviato da eneri Visualizza il messaggio
                  Gentilissimo dottore...la vexata quaestio è se abbandonare il mio v.o. in favore di Unitelma (uniMarconi non ha il fascino dell' essere costola della Sapienza, tutto qui). Torno ancora qui, a monte del ragionamento, e non per il discorso laurea v.o. vs LM.

                  Alla luce anche di quanto mi hanno detto studenti di giurisprudenza a Unitelma gli esami devono per forza essere più facili. Non mi capacito altrimenti come sia possibile pensare di dare le due procedure e dr penale più tesi e avere la ragionevole sicurezza di laurearsi a dicembre (come mi è stato detto).
                  Non che la cosa non mi piaccia, non sono masochista, però mi chiedo allora se questo non diventi poi penalizzante nel senso che l'essersi laureata ad una telematica sia poi una sorta di marchio (per quanto Unitelma assolutamente buona per il prestigio dei docenti e il nome). Sennò mi vien da pensare che chi fa la tradizionale lavorando all'incirca 30 ore a settimana (come ho sempre fatto io dall'inizio del percorso universitario) sia un fesso, se l'unica differenza rispetto alle tradizionali è che nelle telematiche manca l'aspetto della socialità  (del quale non ho peraltro mai molto usufruito, lavorando e frequentando poco).
                  Mi dispiacerebbe, una volta laureata a Unitelma che mi si dicesse ti sei laureata a una Università  facilina quando ho fatto 24 esami seri, sputando sangue. Ripeto, non che non lo siano a Unitelma, ma probabilmente la mole di lavoro è inferiore per singolo esame. In questo mi sento vicina ai dubbi di
                  codice:
                  prometeo1405
                  .
                  Mi chiedo: mi laureo prima pur facendo più esami, non ho vincoli d'orario per la didattica, ho una laurea totalmente spendibile nel mondo del lavoro, pubblico e privato al pari di una laurea tradizionale (lasciando perdere il discorso relativo alla differenza tra v.o. e LM ciclo unico, che credo ci sarebbe comunque se valutassi chessò il trasferimento a UNIBG o UNIParma, visto che il mio corso è ormai disattivato), ma chi lo fa fare di continuare con la tradizionale? Apposta per questo ragionamento mi vien da pensare che ci sia qualche cosa che non torni.
                  Scusami davvero se appaio ripetitiva, ma aver parlato con studenti proprio di giurisprudenza di Unitelma mi ha fatto molto pensare.
                  Condividiamo gli stessi dubbi, ti ho anche in scritto in pvt. Attendiamo risposte

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                  • #10
                    Originariamente inviato da eneri Visualizza il messaggio
                    Alla luce anche di quanto mi hanno detto studenti di giurisprudenza a Unitelma gli esami devono per forza essere più facili. Non mi capacito altrimenti come sia possibile pensare di dare le due procedure e dr penale più tesi e avere la ragionevole sicurezza di laurearsi a dicembre (come mi è stato detto).
                    Non fidarti di chi ti parla di ragionevole sicurezza.
                    In Unitelma Sapienza ho visto gente bocciata due volte in Diritto amministrativo, perché il docente aveva preso la fissa che non lo stavi guardando negli occhi, e tre volte in Economia aziendale per poi prendere 18 al terzo tentativo. Onestamente non mi sembra proprio il caso di parlare di esami facili. A livello di programmi li ho trovati più grossi in rapporto al numero di crediti rispetto ad altri atenei; a livello di comportamento delle commissioni, ho visto gli stessi atteggiamenti baronali e dispotici che avevo visto alla Federico II di Napoli accompagnando mie amiche (ma con me non attacca perché ho la pelle dura e una faccia tosta più del marmo; inoltre ho lavorato all'università  a stretto contatto con i docenti).

                    Non che la cosa non mi piaccia, non sono masochista, però mi chiedo allora se questo non diventi poi penalizzante nel senso che l'essersi laureata ad una telematica sia poi una sorta di marchio (per quanto Unitelma assolutamente buona per il prestigio dei docenti e il nome). Sennò mi vien da pensare che chi fa la tradizionale lavorando all'incirca 30 ore a settimana (come ho sempre fatto io dall'inizio del percorso universitario) sia un fesso, se l'unica differenza rispetto alle tradizionali è che nelle telematiche manca l'aspetto della socialità  (del quale non ho peraltro mai molto usufruito, lavorando e frequentando poco).
                    Carissima, ti parlo per la mia esperienza: ciò che non ho trovato alle telematiche è stata la burocrazia, che porta via un sacco di tempo. Non frequentavo nemmeno alla vecchia statale (dove comuqnue ho conseguito una laurea).

                    Mi dispiacerebbe, una volta laureata a Unitelma che mi si dicesse ti sei laureata a una Università  facilina quando ho fatto 24 esami seri, sputando sangue.
                    Ti assicuro che anche gli esami di Unitelma Sapienza sono seri; come dappertutto, c'è qualche docente più rigido e qualcuno meno.

                    Ripeto, non che non lo siano a Unitelma, ma probabilmente la mole di lavoro è inferiore per singolo esame. In questo mi sento vicina ai dubbi di
                    codice:
                    prometeo1405
                    .
                    Gli esami con il nuovo ordinamento sono pesati in crediti. Un esame da 6 crediti deve per forza portarti via la metà  del tempo (ovviamente stimato) rispetto a uno da 12; è una questione normativa. Non cascare nell'errore classico che fanno quelli che fanno il paragone tra l'università  ante riforma e quella post riforma. Sarebbe come paragonare mele a pere: si somigliano, ma non sono la stessa cosa.

                    lasciando perdere il discorso relativo alla differenza tra v.o. e LM ciclo unico, che credo ci sarebbe comunque se valutassi chessò il trasferimento a UNIBG o UNIParma
                    Guarda, un mio amico passò dalla Carlo Bo di Urbino alla Sapienza quando già  c'era il nuovo ordinamento e, pur essendo fuori corso, lo fecero passare al corso di vecchio ordinamento ad esaurimento, iscrivendolo fuori corso essendo disattivato. Era se non ricordo male il 2004; non so se sia ancora consentito (certo che l'università  che accetta una cosa del genere in arrivo è masochista). Queste sono informazioni che online non mettono.

                    chi lo fa fare di continuare con la tradizionale?
                    L'unico vantaggio nel caso specifico sarebbe la possibilità  di accedere all'insegnamento con requisiti ridotti.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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