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Dilemma LM77 mercatorum...o corso che appassiona davvero?

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  • #16
    Originariamente inviato da UAbea Visualizza il messaggio
    Ragazzi, leggo la testimonianza di questo funzionario, è inferno http://www.mininterno.net/fmess.asp?idt=22316 non che non succeda nel privato, ma se la situazione è questa proprio no.
    Sia nel privato sia nel pubblico possono esserci esperienze negative, come dicevo sopra l’esperienza del singolo non fa statistica, per cui non lasciarti scoraggiare da una testimonianza simile né esaltare da una di segno contrario.

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    • #17
      Originariamente inviato da UAbea Visualizza il messaggio
      Prego? Il significato di "illegittimo", dottore, lo conosco: ricostruisci bene le conversazione e le domande prima, lo hai detto tu e io chiedevo perché fosse così (vedi anche osservazione di ryan)
      Peace&love.
      Se ti riferisci a rainydays (non ryan), avevo giustappunto commentato la sua osservazione dicendo che la laurea magistrale è illegittima. E tu hai commentato «Cosa intendi dire con "la richiesta della laurea magistrale è illegittima", per il concorso locale? cioè se io ho una magistrale intendi che non fa punti in più rispetto a chi ha solo triennale?». Ebbene, come avrei dovuto risponderti? Esiste un unico concetto di «illegittimo» (a parte quelli traslati, estensivi o comunque retorici, ma era evidente che qui non ricorressero), quindi se tu lo conosci perché mi chiedi in che senso, se il senso può essere solo quello? Vieppiù, aggiungi «se io ho una magistrale intendi che non fa punti in più rispetto a chi ha solo triennale?»: questo non c'entra niente con la legittimità o l'illegittimità della supposta norma concorsuale contestata e converrai con me che costituisce ulteriore elemento da cui si poteva facilmente dedurre che non conoscessi il significato dell'aggettivo da me utilizzato.
      Il fatto che richiesta di laurea magistrale è illegittima ovviamente non c'entra niente con l'eventuale punteggio attribuito ai titoli.

      Originariamente inviato da UAbea Visualizza il messaggio
      Ragazzi, leggo la testimonianza di questo funzionario, è inferno http://www.mininterno.net/fmess.asp?idt=22316 non che non succeda nel privato, ma se la situazione è questa proprio no.
      Sono esperienze personali molto relative; in alcune cose scritte non mi riconosco, ma comunque potrei raccontarne di ben peggiori.
      Diciamo che per grandi linee si può individuare una notevole differenza tra gli enti provvisti di dirigenza e quelli non provvisti: in questi ultimi il funzionario è apicale, esercita i poteri dirigenziali e come tale è stimato, rispettato ed effettivamente autonomo nel suo lavoro (salvo ingerenze degli organi politici), mentre nei primi, specie se sono enti particolarmente strutturati (magari quelli con la dirigenza a due fasce), il lavoro del funzionario anziché situarsi tra quello del dirigente e quello dell'istruttore risulta frequentemente compresso verso quest'ultimo, mentre, al contrario, spesso gli istruttori e perfino gli esecutori risultano supermansionati. Però la responsabilità del funzionario, interna e a volte anche esterna, lo spinge decisamente più verso il dirigente e la minima differenza retributiva esistente con le categorie inferiori è decisamente insufficiente a compensare l'enorme divario. Paradossalmente, però, tra indennità e altro si finisce a godere di trattamenti economici più favorevoli negli enti con dirigenza che in quelli senza, malgrado in questi ultimi si esercitino le attribuzioni proprie dei dirigenti.
      Poi c'è un problema più o meno dappertutto e cioè che si viene assegnati in maniera del tutto casuale agli uffici, e a volte sembra che qualcuno negli uffici del personale si diverta davvero a fare il gioco delle tre carte.

      Originariamente inviato da rainydays Visualizza il messaggio
      Beh, l’esperienza personale non fa statistica. So bene come funzionino le cose e la mobilità interna è spesso concessa a chi non si sa come collocare piuttosto che a chi sa lavorare bene e vorrebbe cimentarsi in qualcosa di diverso. Resta comunque un’eventualità da tenere in considerazione, così come va tenuto a mente che talvolta le mansioni cambiano in virtù di riorganizzazioni interne. Pensare che il tipo di lavoro sia dato una volta per tutte una volta preso servizio è un ragionamento sbagliato così come lo sarebbe credere di poter ottenere un trasferimento interno col solo schiocco delle dita.
      Non è la mia esperienza. Nella maggior parte degli enti non è presente un regolamento per la mobilità interna e laddove sia presente esso di solito prevede la mobilità solo per avvicinamento alla sede (il che per un ente territoriale è abbastanza ridicolo, perché significa che se prima ero a 3 chilometri da casa e mi occupavo di energia nel momento in cui chiedo di spostarmi a 500 metri da casa mi mandano alla cultura in quanto quello è l'ufficio più vicino) oppure incompatibilità ambientale. La mobilità ratione materiae non è generalmente consentita, quando non espressamente vietata o fortemente osteggiata. Le riorganizzazioni interne degli uffici comportano mobilità d'ufficio, raramente è satisfattiva delle esigenze del dipendente (se lo è, è per caso). Poi posso parlare anche della mia esperienza personale (che comunque ha qualcosa di straordinario visto che secondo i dati Aran solo l'1% dei dipendenti rieece a ottenere la mobilità esterna), ma questa è una situazione abbastanza generalizzata. Trovo sia inutile alimentare illusioni: se si sta cercando il lavoro dei propri sogni e chissà quale carriera, la pubblica amministrazione non è il posto ideale, a meno che non si scelgano posizioni con mansioni chiare e certe all'origine (insegnamento, alcune figure presso il Ministero della giustizia) e/o con step di carriera predefiniti (segretario comunale, prefetto, diplomatico, esperto Banca d'Italia, funzionario di autorità amministrative indipendenti). Queste ultime, guarda caso, sono rimaste a ordinamento pubblicistico, così come il pubblico impiego al di fuori della PA (magistratura, posti alle camere e alla Presidenza della Repubblica etc.).
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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