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Università telematiche e invalidità civile

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  • Università telematiche e invalidità civile

    Buonasera a tutti, questo è il mio primo post.
    Vi scrivo perché vorrei una delucidazione in merito a un dubbio che mi affligge.
    Vorrei iscrivermi alla facoltà di Lettere presso un'università telematica e le tre università che offrono questo corso sono Unimarconi, Unipegaso e E-campus.
    Leggendo tutte le vostre discussioni credo che Unimarconi sia la scelta più giusta.
    Fatta questa premessa, ecco che sorge un problema. Io soffro di epilessia, e sono invalido al 92%, quindi avrei diritto all'esonero tasse ma mi pare di capire che offrano l'esonero totale solo E-campus e Uninettuno, per le altre (e non tutte) c'è solo una riduzione della retta. Dico bene? Se volessi buttarmi su Uninettuno dovrei scegliere Scienze della comunicazione mentre E-campus mi pare non goda di ottima fama.

    Domanda: le università telematiche possono applicare la legge a loro piacimento? Ho cercato nel forum e ho trovato un post simile che però risale a un anno fa...per caso nel frattempo qualcosa è cambiato?

    Vi ringrazio fin da ora.

  • #2
    In Uninettuno in realta' la facoltà  di lettere e' stata soppiantata da quella in beni culturali.
    Le due lauree sono entrambe L-1.

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    • #3
      Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
      In Uninettuno in realta' la facoltà  di lettere e' stata soppiantata da quella in beni culturali.
      Le due lauree sono entrambe L-1.
      Sì anche se beni culturali non è un indirizzo che mi interessa, il piano di studio si discosta parecchio... ovviamente c‘è molta storia dell‘arte e non è che mi faccia impazzire. Inoltre da ex iscritto al Consorzio Nettuno mi associo a chi dice che le videolezioni lascino un po‘ a desiderare. Scommetto che tuttora molte videolezioni siano ancora quelle del Consorzio.

      Grazie della risposta, Marius.

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      • #4
        Originariamente inviato da Gastone Visualizza il messaggio
        Buonasera a tutti, questo è il mio primo post.
        Vi scrivo perché vorrei una delucidazione in merito a un dubbio che mi affligge.
        Vorrei iscrivermi alla facoltà  di Lettere presso un'università  telematica e le tre università  che offrono questo corso sono Unimarconi, Unipegaso e E-campus.
        Leggendo tutte le vostre discussioni credo che Unimarconi sia la scelta più giusta.
        Fatta questa premessa, ecco che sorge un problema. Io soffro di epilessia, e sono invalido al 92%, quindi avrei diritto all'esonero tasse ma mi pare di capire che offrano l'esonero totale solo E-campus e Uninettuno, per le altre (e non tutte) c'è solo una riduzione della retta. Dico bene? Se volessi buttarmi su Uninettuno dovrei scegliere Scienze della comunicazione mentre E-campus mi pare non goda di ottima fama.

        Domanda: le università  telematiche possono applicare la legge a loro piacimento? Ho cercato nel forum e ho trovato un post simile che però risale a un anno fa...per caso nel frattempo qualcosa è cambiato?

        Vi ringrazio fin da ora.
        In base al decreto del 29 marzo 2012, n.68 tutte le università  statali e non devono esonerare dalla tasse di iscrizione e dai contributi universitari i disabili e gli invalidi con percentuale superiore al 66%....il fatto che comunque E-campus e uninettuno abbiano recepito questo decreto, significa che le altre telematiche non stanno rispettando tale decreto e sperano fino alla fine di farla franca (e di essere più furbe di altre)
        In teoria ci si dovrebbe iscrivere e poi nell' immediato chiedere il rimborso nelle sedi competenti ed opportune.

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        • #5
          Originariamente inviato da ingkratos Visualizza il messaggio
          In base al decreto del 29 marzo 2012, n.68 tutte le università  statali e non devono esonerare dalla tasse di iscrizione e dai contributi universitari i disabili e gli invalidi con percentuale superiore al 66%....il fatto che comunque E-campus e uninettuno abbiano recepito questo decreto, significa che le altre telematiche non stanno rispettando tale decreto e sperano fino alla fine di farla franca (e di essere più furbe di altre)
          In teoria ci si dovrebbe iscrivere e poi nell' immediato chiedere il rimborso nelle sedi competenti ed opportune.
          Ti ringrazio per avermi segnalato il decreto, proverò a chiedere citandolo.
          A mia moglie oggi il CFU ha risposto: "questa imposizione di legge vale, chiaramente, per le università  statali PUBBLICHE, se parliamo di università  telematiche invece parliamo sempre di università  PRIVATE, che quindi decidono a loro piacimento la retta accademica e se e come applicare agevolazioni a particolari categorie di studenti".

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          • #6
            Originariamente inviato da Gastone Visualizza il messaggio
            Ti ringrazio per avermi segnalato il decreto, proverò a chiedere citandolo.
            A mia moglie oggi il CFU ha risposto: "questa imposizione di legge vale, chiaramente, per le università  statali PUBBLICHE, se parliamo di università  telematiche invece parliamo sempre di università  PRIVATE, che quindi decidono a loro piacimento la retta accademica e se e come applicare agevolazioni a particolari categorie di studenti".
            Per CFU intendi Centro formativo universitario, giusto ? Se è così hanno dato quella risposta perchè pubblicizzando tutte le telematiche gli fa comodo girarsi dall' altra parte e assecondare le decisioni delle università  che hanno deciso di prorpria spontanea volontà  di non rispettare il decreto (anche perchè prendono delle provvigioni per le immatricolazioni ed iscrizioni)

            Se ti leggi all' inizio del decreto menzionato si parla di università  statali e non statali (il termine privato in italia non esiste al massimo si distinguono università  statali e non statali ma sono tutte pubbliche)

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            • #7
              Originariamente inviato da ingkratos Visualizza il messaggio
              Per CFU intendi Centro formativo universitario, giusto ? Se è così hanno dato quella risposta perchè pubblicizzando tutte le telematiche gli fa comodo girarsi dall' altra parte e assecondare le decisioni delle università  che hanno deciso di prorpria spontanea volontà  di non rispettare il decreto (anche perchè prendono delle provvigioni per le immatricolazioni ed iscrizioni)

              Se ti leggi all' inizio del decreto menzionato si parla di università  statali e non statali (il termine privato in italia non esiste al massimo si distinguono università  statali e non statali ma sono tutte pubbliche)
              Esatto il Centro Formativo Universitario e ho pensato la stessa cosa. L‘anno scorso mia moglie aveva scritto all‘e-campus per chiedere informazioni e in automatico ha ricevuto risposta dal CFU. Poi ha scelto di temporeggiare e nel corso dei mesi le sono arrivate altre mail sempre da parte del CFU e oggi mia moglie ne ha approfittato per chiedere questa cosa. Ma immagino che reggano il gioco alle università  che hanno scelto di non aderire.
              Proverò a informarmi senza passare per il CFU.
              Grazie per l‘aiuto.

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              • #8
                Buonasera,
                nella recensioni dell'università  Marconi, pubblicate sulla loro pagina in un noto social network,
                tra le più recenti, si parla proprio dell'argomento esonero tasse, con tanto di risposta da parte dell'università .

                So che la risposta non è risolutiva ai fini del problema, ma può aiutarci a comprenderne i motivi.
                Spero sia utile

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                • #9
                  Originariamente inviato da Millyna82 Visualizza il messaggio
                  Buonasera,
                  nella recensioni dell'università  Marconi, pubblicate sulla loro pagina in un noto social network,
                  tra le più recenti, si parla proprio dell'argomento esonero tasse, con tanto di risposta da parte dell'università .

                  So che la risposta non è risolutiva ai fini del problema, ma può aiutarci a comprenderne i motivi.
                  Spero sia utile

                  Grazie Millyna sono andato a leggere e pare che Marconi abbia un contenzioso aperto con il Ministero dal momento che non sono mai stati rimborsati per tutte le rette degli studenti esonerati e alla fine, loro malgrado, sono stati costretti a sospenderla fino a chiarimento di questa faccenda.
                  Ciò avvalora ulteriormente la tesi che tutte le università  dovrebbero garantire questa cosa, anche le telematiche...semplicemente preferiscono la via più semplice per evitare scocciature e ritardi nei rimborsi.
                  Ad ogni modo ho chiesto spiegazioni anche alla Pegaso, spero mi rispondano.

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                  • #10
                    Ho scritto a Pegaso. L'orientamento mi ha invitato a scrivere alla segreteria, la segreteria mi ha invitato a scrivere all'orientamento. E ho pensato: se queste sono le premesse...
                    alla fine la segreteria è stata costretta a rispondermi "Essendo un ateneo privato garantiamo solo un esonero parziale. Cordiali saluti", fregandosene del decreto citato o delle varie osservazioni fatte.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da Gastone Visualizza il messaggio
                      Ho scritto a Pegaso. L'orientamento mi ha invitato a scrivere alla segreteria, la segreteria mi ha invitato a scrivere all'orientamento. E ho pensato: se queste sono le premesse...
                      alla fine la segreteria è stata costretta a rispondermi "Essendo un ateneo privato garantiamo solo un esonero parziale. Cordiali saluti", fregandosene del decreto citato o delle varie osservazioni fatte.
                      Purtroppo è diventato un mantra da ripetere in continuazione. Come detto in precedenza(se qualcuno avesse intenzione comunque di intraprendere il percorso anche se lo sconsiglierei a priori)l' unico modo è pagare inizialmente e subito dopo andare nelle sedi competenti e chiedere il rimborso.

                      ps. anche la LUM Jean Monnet (Libera Universita Mediterranea) e il Policlinico Universitario Campus Biomedico di Roma applicano alla lettera il decreto ed esonerano totalmente, per chi detiene una invalidità  superiore al 66%, dai contributi universitari. E anche queste ultime sono università  non statali
                      Ultima modifica di ingkratos; 27-08-2020, 23:01.

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                      • #12
                        Il forum è un bellissimo strumento ma purtroppo ha un difetto: tende a disperdere le informazioni.

                        Già  in passato abbiamo affrontato l'argomento e abbiamo convenuto che l'esenzione degli studenti portatori di handicap o con invalidità  civile superiore al 66% è un obbligo che incombe anche sulle università  non statali. Prova ne sia che le università  non statali che la applicano non dichiarano che si tratta di una loro promozione o comunque di una loro libera iniziativa elettiva, ma di un adempimento normativo.

                        Nella fattispecie l'esenzione era originariamente prevista solo in favore dei mutilati e invaidi civili con diminuzione superiore ai due terzi della capacità  lavorativa appartenenti ai nuclei familiari di comprovata disagiata condizione economica; così ai sensi del decreto-legge 5/1971, convertito in legge 118/1971. Questa norma prevedeva l'esenzione dalle tasse e dalle imposte (dunque anche l'imposta di bollo) ma non dai contributi. Non so dirvi nella prassi come veniva applicata.
                        Attualmente con il DPCM 09/04/2001, attuativo dell'art. 4 della legge 390/1991 (anche se quasi tutti citano la legge 104/1992 e la successiva 17/1999, che l'ha modificata) in base all'art. 6, c. 2, del DPR 306/1997, sono previsti esoneri (non più esenzioni) obbligatorà® e facoltativi. In particolare tra gli esoneri obbligatorà® c'è quello in favore dei portatori di handicap con un'invalidità  riconosciuta di almeno il 66%, previsto dall'art. 8, c. 1, che dev'essere applicato anche dalle università  non statali ai sensi del comma 9, il quale statuisce che le università  non statali legalmente riconosciute riservano, ai fini degli esoneri di cui al precedente comma 1, una parte del contributo statale che ricevono ai sensi della legge 243/1991.

                        Tanto premesso, purtroppo l'applicazione della norma varia da università  a università . L'Università  degli studi di Firenze ad esempio la applica in maniera totalitaria, nel senso che non fa pagare né tasse né contributi di alcun genere, per nessun tipo di corso (nemmeno insegnamenti singoli e corsi di perfezionamento, che non rilasciano titoli di studio). Altri atenei, anche statali, oltre a richiedere talvolta un contributo unico annuale variamente denominato (e ricordo che nomina non substantia rerum sunt: è indubbio che qualsiasi importo richiesto abbia natura corrispettiva e pertanto, trattandosi di una controprestazione di un pubblico servizio, costituisce una tassa e non è altrimenti qualificabile giuridicamente), chiedono il pagamento di contributi per procedure amministrative (ad esempio a Fisciano pagano anche i disabili i contributi richiesti per i concorsi di ammissione ai corsi a numero programmato, ivi compresi quelli di dottorato di ricerca, e per la pratica di prevalutazione della carriera per i secondi titoli) e non applicano l'esonero a eventuali contributi aggiuntivi (ad esempio il contributo per la didattica a distanza, il contributo per i laboratorà®), laddove previsti. Diversi atenei intendono l'esonero, non si sa in base a quale criterio, limitato ai corsi di laurea e di laurea magistrale, tenendo fuori dunque i corsi di master, i corsi di specializzazione e gli insegnamenti singoli (per i corsi di dottorato di ricerca tasse e contributi sono stati aboliti, eppure c'è una università  telematica, mi pare la Nettuno, che ancora chiede un contributo agli studneti non borsisti), oppure solo i corsi di master.
                        Forse da qualche parte nel forum c'è una discussione in cui faccio degli esempi. Mi ero ripromesso di preparare una tabella, ma il lavoro è veramente pesante. Se qualcuno mi volesse dare una mano, magari ci organizziamo.
                        Siccome la legge 118/1971 non è stata formalmente abrogata, ritengo altresì che tuttora viga, in quanto non superata da norme di pari rango incompatibili (per i non giuristi: laddove l'abrogazione non sia esplicita, rimane l'applicabilità  residuale di quelle norme che non siano incompatibili con il diritto successivamente emanato), l'esenzione dall'imposta di bollo, tuttavia non ho mai trovato un ateneo che consideri gli invalidi e/o i portatori di handicap esenti dalla stessa. Per molte pratiche alcune università  non la fanno pagare proprio a nessuno, ma semplicemente perché evadono (magari inconsapevolmente) il DPR 642/1972 (tale evasione è largamente facilitata dal fatto che oramai certe pratiche si svolgono solo online*).

                        Chiudo con una notizia di consolazione: il sindacato su tasse e contributi rientra nella giurisdizione civile, non in quella amministrativa, sicché a seconda dell'entità  dell'importo potete recuperare il maltolto rivolgendovi al giudice di pace o al tribunale ordinario.
                        Sono invece di pertinenza del giudice tributario le imposte di bollo (ma si tratta di poca roba).



                        ________________
                        * Quando mi iscrissi all'Università  di Firenze, nella mia facoltà  tutti gli iscritti ai corsi di laurea c.d. triennali erano tenuti a presentare il piano di studi secondo tempistiche definite dai singoli regolamenti (se non ricordo male nel mio corso andava presentato all'inizio del secondo anno). I piani erano soggetti ad approvazione con delibera della struttura didattica, tuttavia se lo facevi online nessuno ti chiedeva di pagare niente, mentre se lo presentavi cartaceo in segreteria volevano la marca da bollo, all'epoca da euro 14.62, e l'addetto te la annullava con un timbro seduta stante. All'Università  di Trento, invece, per una pratica di prevalutazione carriera ho versato l'imposta all'Erario in modo virtuale mediante un sistema di pagamento elettronico.
                        Alla facoltà  di Lettere e filosofia Alma mater studiorum Università  di Bologna negli anni accademici 2002-2003 e 2003-2004 invece il piano si presentava cartaceo senza bollo all'ufficio didattico, ma c'era una ragione: era tutto precompilato e bisognava solo scegliere gli esami opzionali e quelli a scelta libera, procedimento che non richiedeva nessuna attività  discrezionale, ragion per cui l'atto non era considerato istanza e come tale non era soggetto a imposta di bollo. Invece per gli studenti del vecchio ordinamento il piano di studi indivduale, soggetto ad approvazione, era soggetto a imposta di bollo. Tuttavia per il corso di laurea in Scienze della comunicazione avevano escogitato questo sistema: anziché in segreteria, i piani venivano raccolti presso la portineria del dipartimento di Discipline della comunicazione in un'apposita cassetta (mi pare di cartone), quindi venivano lavorati dalla segreteria didattica del dipartimento, nella persona della mitica Giusi Longhi, la quale si raccordava con i docenti (mi pare che all'epoca si occupasse di queste pratiche Pina Lali), sicché in caso di problemi lo studente veniva contattato per apportare le modifiche. Questo aveva una duplice funzione: da un lato snelliva il processo e consentiva allo studente di risparmiare tempo e denaro (in caso di mancata approvazione avrebbe dovuto ripresentare istanza, magari l'anno dopo, con ulteriore esborso dell'obolo erariale), dall'altro consentiva all'amministrazione di evitare inutili questioni (vale a dire: se io mi accordo con lo studente per approvare modifiche manderò in approvazione un piano che sicuramente sarà  approvato e quindi spegnerò eventuale contenzioso sul nascere. Infatti la versione del piano che veniva formalmente depositata era quella già  corretta).
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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