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Diritto allo studio (150 ore)
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Teoricamente si, ma dipende tutto dalla PA (o dal datore di lavoro).Originariamente inviato da Library&Coffee Visualizza il messaggioPer i dipendenti della pubblica amministrazione, si possono usufruire delle 150 ore del diritto allo studio per seguire le lezioni (videoregistrate) di corsi di laurea o master di università telematiche (quindi in modalità asincrona)?
Io a suo tempo per la fruizione del permesso studio in caso di videolezioni dovevo scaricare dal sito della telematica un log con insegnamento, titolo della lezione, orario di inizio collegamento, orario di fine collegamento e durata dello stesso. Per 8 ore di permesso ricordo che dovevo produrre documentazione per almeno 4 ore di fruizione di videolezioni.
Non tutte le telematiche sono però attrezzate per farti scaricare un report dettagliato (ricordo ad esempio che con la nettuno era impossibile e bisognava telefonare ogni volta in segreteria e alla fine avevo rinunciato ai permessi per la troppa burocrazia nella procedura)
Parlo comunque di qualche anno fa, non so ora se le cose sono cambiate, sicuramente dottore potrà essere più preciso di me.
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Il problema non è il report ma, leggedo su google, il fatto che alcuni uffici richiedono che le lezioni si devono poter necessariamente seguire solo durante l'orario di lavoro. Siccome nelle telematiche puoi guardarti le lezioni di notte, allora non hai diritto alle 150 ore di studio.Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
Teoricamente si, ma dipende tutto dalla PA (o dal datore di lavoro).
Io a suo tempo per la fruizione del permesso studio in caso di videolezioni dovevo scaricare dal sito della telematica un log con insegnamento, titolo della lezione, orario di inizio collegamento, orario di fine collegamento e durata dello stesso. Per 8 ore di permesso ricordo che dovevo produrre documentazione per almeno 4 ore di fruizione di videolezioni.
Non tutte le telematiche sono però attrezzate per farti scaricare un report dettagliato (ricordo ad esempio che con la nettuno era impossibile e bisognava telefonare ogni volta in segreteria e alla fine avevo rinunciato ai permessi per la troppa burocrazia nella procedura)
Parlo comunque di qualche anno fa, non so ora se le cose sono cambiate, sicuramente dottore potrà essere più preciso di me.
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Confermo che purtroppo molti datori di lavoro, sopratutto pubblici, pretendono per concedere i permessi una prova (attestazione o dichiarazione dell'università o del docente della presenza a lezione) del fatto che le lezioni si siano tenute in presenza o, se a distanza, in modalità sincrona, in entrambi i casi in orario coincidente con quello di lavoro. Tale orientamento è oramai generalizzato nella PA a causa di un parere Aran.
In precedenza, molte amministrazioni chiedevano solo l'attestazione di frequenza e per quello erano sufficienti i tracciamenti in piattaforma, anche se lezioni erano registrate.
Purtroppo fanno così pure per i master in convenzione Inps Valore PA e altre iniziative espressamente dedicate ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni. So di un ente che invece aveva inserito nel piano di formazione un master (mi pare di secondo livello) dell'Alma mater studiorum Università di Bologna per il quale le lezioni si tenevano a distanza e in quel caso, che fossero registrate o meno, la loro frequenza rientrava nelle ore di aggiornamento professionale obbligatorio e dunque valeva come servizio a tutti gli effetti.
È peraltro consolidato – e questo direi da sempre – il principio per cui le 150 ore sono tassativamente dedicate alle attività didattiche (lezioni frontali e laboratorî), esclusi sia ogni altra attività – ivi compresi il ricevimento dei docenti, la ricerca bibliografica ai fini della redazione della tesi, la redazione della tesi stessa, il disbrigo di pratiche burocratiche – sia i tempi di trasporto. Laddove, invece, molti datori di lavoro privati consentono di fruire delle 150 ore anche per sostenere esami (specie se il CCNL non contempla permessi specifici a tal fine) e perfino per lo studio individuale.Ultima modifica di dottore; 13-12-2023, 03:28.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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E infatti nelle mie prime due righe della risposta te lo avevo detto. "Teoricamente si, ma dipende tutto dalla PA (o dal datore di lavoro)".Originariamente inviato da Library&Coffee Visualizza il messaggio
Il problema non è il report ma, leggedo su google, il fatto che alcuni uffici richiedono che le lezioni si devono poter necessariamente seguire solo durante l'orario di lavoro. Siccome nelle telematiche puoi guardarti le lezioni di notte, allora non hai diritto alle 150 ore di studio.
Io lavorando in una SpA pubblica non ho mai avuto problemi a prendere i permessi negli orari (lavorativi) che volevo per seguire le videolezioni asincrone, ma come avevo anche detto si trattava di almeno 5 anni fa e ora le cose potrebbero essere cambiate.
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Roba che secondo me non ha senso. Da una parte si crea una discriminazione, perché chi abita/lavora in una città universitaria o comunque vicino l'università può esercitare tale diritto allo studio. Chi invece lavora in provincia e lontano ovviamente no. E le università telematiche esistono, ci sono e funzionano. C'è, finalmente (rispetto al passato), questa possibilità e la PA rompe le scatole?
Lo stesso discorso delle lezioni asincrone fa ridere. Ok, chi sceglie (o meglio, ha la necessità di scegliere) un università telematica può decidere quando seguire le lezioni asincrone e farle corrispondere con l'orario di lavoro. Ma anche nelle università non telematiche, le lezioni quando si svolgono? La domenica? Di notte? Dalla mia esperienza le lezioni si svolgono principalemente di mattina e nel primo pomeriggio, che corrispondono con i classici orari lavorativi.
Ovviamente chi ha le lezioni asincrone ha moltà più libertà e discrezionalità e quindi ha sicuramente dei vantaggi in più da questo punto di vista. Però mi sembra davvero esagerato negare completamente tale diritto. In quale altro modo si potrebbe esercitare tale diritto allo studio per chi logisticamente non si trova vicino all'università?
Vantaggio che comunque deve essere ponderato con i contro delle lezioni asincrone. Una lezione "frontale" è tutt'altra storia. Non serve che la PA intervenga in tal discorso.
Ricordo comunque che esiste un limite per questo diritto allo studio, del 3% del personale se non ricordo male, quindi non ci sarebbe neanche un eventuale problema generalizzato di un abuso di tale diritto.
Non mi spiego dunque assolutamente tale assurda interpretazione.
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Quindi ti riconoscevano pure il tempo per il trasporto o lo studio individuale.Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggioPer 8 ore di permesso ricordo che dovevo produrre documentazione per almeno 4 ore di fruizione di videolezioni.
Se è per questo alcune amministrazioni non si accontentano del report dei tracciamenti ma vogliono un documento ufficiale firmato e magari timbrato. Che poi su certe cose si dovrebbe poter fare dichiarazione sostitutiva di atto notorio.Non tutte le telematiche sono però attrezzate per farti scaricare un report dettagliato (ricordo ad esempio che con la nettuno era impossibile e bisognava telefonare ogni volta in segreteria e alla fine avevo rinunciato ai permessi per la troppa burocrazia nella procedura)
Che non è né una pubblica amministrazione né un ente pubblico.Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggioIo lavorando in una SpA pubblicaBA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Non ti seguo. Ci sono molte città medie che non sono sede universitaria e diverse piccole e piccolissime città, o perfino borghi extraurbani, che sono sedi universitarie, anche molto antiche quali Macerata, Urbino e Camerino.Originariamente inviato da Library&Coffee Visualizza il messaggiochi abita/lavora in una città universitaria o comunque vicino l'università può esercitare tale diritto allo studio. Chi invece lavora in provincia e lontano ovviamente no.
Un'universitàun università
Proprio per questo ti dànno i permessi. Il problema è che i permessi a mio avviso dovrebbero valere anche per lo studio individuale.Ma anche nelle università non telematiche, le lezioni quando si svolgono? La domenica? Di notte? Dalla mia esperienza le lezioni si svolgono principalemente di mattina e nel primo pomeriggio, che corrispondono con i classici orari lavorativi.
L'abuso di dietro è tutt'altra cosa.abuso di tale diritto.
BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Dottore cerco di spiegarmi meglio. C'è un problema logistico se non abiti/lavori vicino un'università. Problema che negli ultimi anni si può "risolvere" con i corsi telematici.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioNon ti seguo. Ci sono molte città medie che non sono sede universitaria e diverse piccole e piccolissime città, o perfino borghi extraurbani, che sono sedi universitarie, anche molto antiche quali Macerata, Urbino e Camerino.
Un'università
Proprio per questo ti dànno i permessi. Il problema è che i permessi a mio avviso dovrebbero valere anche per lo studio individuale.
L'abuso di dietro è tutt'altra cosa.
I permessi, queste 150 ore, te li danno, a quanto pare, solo per i corsi non telematici, lezioni non asincrone. Quindi se riesci ad accedere ad un corso non telematico (perché più o meno "vicino" logisticamente) allora hai questi permessi, che non devi recuperare. Piuttosto che 4 ore di lavoro, ti fai 4 ore di lezioni.
Se invece abiti troppo lontano da una sede universitaria, puoi scegliere la telematica, però senza permessi. Le 4 ore di lezioni te le devi fare di sera/notte dopo la giornata lavorativa.
Quindi in soldoni se hai una sede universitaria vicina puoi esercitare tale diritto allo studio (queste 150 ore), altrimenti niente.
Non so, a me, "a pelle", non sembra tanto "giusto".
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Infatti ci vorrebbe un intervento del legislatore per una interpretazione autentica. Anche per chiarire che i permessi spettano per qualsiasi tipologia di corso universitario, perlomeno di quelli finalizzati a conseguire un titolo di studio, e non solo per corsi di laurea o di laurea magistrale.Originariamente inviato da Library&Coffee Visualizza il messaggio
Dottore cerco di spiegarmi meglio. C'è un problema logistico se non abiti/lavori vicino un'università. Problema che negli ultimi anni si può "risolvere" con i corsi telematici.
I permessi, queste 150 ore, te li danno, a quanto pare, solo per i corsi non telematici, lezioni non asincrone. Quindi se riesci ad accedere ad un corso non telematico (perché più o meno "vicino" logisticamente) allora hai questi permessi, che non devi recuperare. Piuttosto che 4 ore di lavoro, ti fai 4 ore di lezioni.
Se invece abiti troppo lontano da una sede universitaria, puoi scegliere la telematica, però senza permessi. Le 4 ore di lezioni te le devi fare di sera/notte dopo la giornata lavorativa.
Quindi in soldoni se hai una sede universitaria vicina puoi esercitare tale diritto allo studio (queste 150 ore), altrimenti niente.
Non so, a me, "a pelle", non sembra tanto "giusto".BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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