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Consiglio per preparazione esame di calcolo e algebra lineare (ingegneria gestionale)

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  • Consiglio per preparazione esame di calcolo e algebra lineare (ingegneria gestionale)

    Salve,
    mi sono iscritto al corso di Laurea in Ingegneria Gestionale ad indirizzo produzione di Uninettuno, a metà novembre 2023. Avendo fatto un ripasso generale dalle disequazioni alle derivate prima di iscrivermi, ho deciso di affrontare subito il primo esame di matematica prima di tutti gli altri. Ho iniziato quindi a seguire le videolezioni presenti sul sito dell'università, integrando man mano le lacune che emergevano via via. Devo dire che ho avuto un po' di difficoltà all'inizio, ma ora ho ingranato discretamente e penso di avere un buon ritmo.
    Tuttavia, più vado avanti e più ho dubbi sul mio metodo di studio e di apprendimento: nella maggior parte dei casi riesco a seguire e capire i teoremi e le dimostrazioni che vengono spiegati; quelle formule chilometriche piene di "per ogni... esiste almeno... tale che...contenuto in..." mi sembrano subito plausibili e intuitive, ma chiaramente se dovessi ripeterle o rispiegarle sarei in difficoltà.
    Quindi il mio dubbio è: ha senso impiegare tempo per capire e rieseguire le dimostrazioni di tali teoremi in un corso per l'ingegneria? Oppure mi basta raggiungere un livello di preparazione tale da saper applicare certi teoremi per affrontare gli esercizi in modo "meccanico"?

  • #2
    Ciao Deku (salutami All Might, quando lo vedi).
    Io posso darti solo la mia esperienza maturata con la laurea in Fisica presso l'università tradizionale.
    In quel contesto, imparare, ricordare e saper esporre la dimostrazione dei teoremi è obbligatorio per superare gli esami orali, che si focalizzano proprio su teoria e dimostrazioni (e, con taluni rari professori, anche per gli scritti).
    Non so se le cose siano diverse presso le telematiche. Attendi che ti risponda qualcuno con un'esperienza più vicina alla tua.
    Un caro saluto.

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    • #3
      Ciao!
      Rileggendo il mio messaggio di ieri, mi sono reso conto che potrebbe sembrare che io stia cercando scorciatoie o che possa aver fatto una domanda ridicola. Tutt'altro in realtà: voglio ottimizzare il più possibile il mio tempo e focalizzarmi su quanto necessario per preparare al meglio l'esame. In generale ho il "difetto" di voler capire al meglio qualunque argomento mi trovi ad affrontare. Magari in ambito lavorativo questo mio modo di fare mi è stato utile molte volte, ma se voglio provare a laurearmi in tempi ordinari devo darmi anche un limite e un metodo. Anche perché lavorando a tempo pieno e non abitando più con i genitori da anni, non ho molto tempo libero per studiare.
      Mi sono confrontato con dei colleghi ingegneri che hanno conseguito la laurea in università tradizionali, ma in periodi diversi. Praticamente tutti mi hanno detto di aver studiato solo su dispense e di aver applicato il "basta che torna l'esercizio" per passare l'esame con voti più che soddisfacenti. Inoltre, facendogli vedere il mio programma di matematica e gli appunti che ho preso, mi hanno detto che molti argomenti li avevano solo accennati per conoscenza: ad esempio a nessuno è mai stato chiesto di arrivare al calcolo di una derivata col metodo del limite del rapporto incrementale, ma bastava applicare e conoscere le regole base di derivazione.
      Magari in un corso di laurea in Fisica immagino che la dimostrazione dei fenomeni sia alla base di tante materie del corso. Quindi ci si focalizza più sulla teoria e sulle dimostrazioni, giusto?

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      • #4
        Io mi sono laureata in informatica ormai più di quindici anni fa in una università tradizionale. Complice anche la leggerezza dell’età , ho affrontato gli esami di analisi, algebra+algebra lineare in modo piuttosto meccanico con risultati medio-alti. Non puntavo al 30 e non avendo l’obbligo dell’orale ho evitato, confermando così i voti dello scritto.

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        • #5
          Ciao,
          Analisi 1 e' la base di parecchi esami di ingegneria. Ti consiglio di prenderti tutto il tempo necessario per imparare a dovere tutti gli argomenti.
          Se non ricordo male, l'esame consiste in uno studio di funzione, un integrale e il calcolo matriciale. Lo studio di funzione e' a step, quindi deve saper fare i limiti, le disequazioni e le derivate.
          Affronta singolarmente tutti gli argomenti e procedi al prossimo solo quando avrai acquisito dimestichezza. Sul web trovi davvero di tutto. Esistono portali dove trovi teoria ed esercizi svolti. Con impegno e' fattibile ma si tratta di un esame di base (o di sbarramento).
          Lascia perdere teoria e dimostrazioni. Servono per l'orale che tu non dovrai sostenere (al contrario degli studenti dei Politecnici)

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          • #6
            Originariamente inviato da Deku Visualizza il messaggio
            Ciao!
            Rileggendo il mio messaggio di ieri, mi sono reso conto che potrebbe sembrare che io stia cercando scorciatoie o che possa aver fatto una domanda ridicola.
            Tranquillo, zero giudizi da parte mia!

            Originariamente inviato da Deku Visualizza il messaggio
            Praticamente tutti mi hanno detto di aver studiato solo su dispense e di aver applicato il "basta che torna l'esercizio" per passare l'esame con voti più che soddisfacenti.
            Guarda, a questo punto forse mi viene da dire che non sono la persona adatta a rispondere a questo tuo quesito, e che quindi ti conviene sentire il parere di ingegneri.
            Personalmente ho sempre immaginato che fisica e ingegneria fossero corsi di laurea molto simili, pertanto mi parrebbe strana questa diversità di impostazione, ma non si può mai dire.
            A fisica solitamente ogni esame è composto di due parti: uno scritto e un'orale. Allo scritto bisogna saper risolvere esercizi (quasi sempre più complessi di quelli proposti per esercitazione, e quindi è fondamentale aver compreso la teoria per poterla adattare a ogni situazione). All'orale invece è quasi unicamente una sequela di richieste di dimostrazioni e quindi occorre prevedere sempre un mesetto di studio intenso per la memorizzazione di teoremi e principi.
            Naturalmente ci sono casi particolari di professori che chiedono anche dimostrazioni agli scritti o esercizi agli orali.

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            • #7
              Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
              Lascia perdere teoria e dimostrazioni. Servono per l'orale che tu non dovrai sostenere (al contrario degli studenti dei Politecnici)
              Ciao JMaskelyne. Quindi mi stai dicendo che l'orale, fra i molti dipartimenti di ingegneria italiani, si sostiene solo ai politecnici? Questa cosa mi lascia alquanto di stucco!

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              • #8
                L'esame di Analisi 1 nei Politecnici prevede una prova scritta e una prova orale. Per altri atenei tradizionali non saprei sinceramente. Nelle telematiche sicuramente non e' prevista una prova orale. In Pegaso e in Mercatorum (e in altri atenei telematici) per esame Analisi 1 e' prevista una prova a risposta multipla.

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                • #9
                  Intanto grazie a tutti per le risposte.
                  Stando alle prove di esami precedenti consultabili, viene sicuramente chiesto uno studio completo di funzione (di qualsiasi tipo o complessità) e altri due esercizi di qualunque tipo riguardanti gli argomenti del corso.
                  Chiaramente l'obbiettivo è arrivare al risultato e soprattutto argomentare quanto risolto e specificare bene i passaggi.
                  Di fatto c'è una bella differenza tra saper applicare un teorema e conoscere la sua dimostrazione matematica. Il mio dubbio è sul come distribuire il tempo di studio, se dare più peso alla pratica e gli esercizi invece che alla teoria delle dimostrazioni matematiche.

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                  • #10
                    Se questa è la struttura dell'esame, allora trascura le dimostrazioni e fai quanti più esercizi ti è possibile.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                      L'esame di Analisi 1 nei Politecnici prevede una prova scritta e una prova orale. Per altri atenei tradizionali non saprei sinceramente.
                      Cerchiamo di non dare informazioni sbagliate. Nella maggior parte delle università programma e modalità di esaminazione sono rimessi alla volontà del docente che tiene l'insegnamento (per titolarità, affidamento o supplenza) e i politecnici, che altro non sono che università che hanno la denominazione di politecnico (si chiamano così perché sono nate dalla trasformazione delle vecchie scuole di applicazione per ingegneri di ponti e strade nelle città in cui non c'erano università; a Napoli, essendoci l'università, la scuola di applicazione, la più antica in Italia, divenne invece facoltà di Ingegneria del preesistente ateneo, come a Roma), in questo senso non fanno eccezione.
                      Per la cronaca con il vecchio ordinamento, in cui gli esami ufficialmente esistevano solo orali, nella facoltà di Economia della Federico II di Napoli gli esami quantitativi venivano tutti sdoppiati in scritto e orale, dopodiché l'orale era l'esame effettivamente verbalizzato.
                      Ultima modifica di dottore; 06-02-2024, 01:01.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Deku Visualizza il messaggio
                        Mi sono confrontato con dei colleghi ingegneri che hanno conseguito la laurea in università tradizionali, ma in periodi diversi. Praticamente tutti mi hanno detto di aver studiato solo su dispense e di aver applicato il "basta che torna l'esercizio" per passare l'esame con voti più che soddisfacenti.
                        Per quella che è la mia esperienza tradizionale, la modalità d'esame la stabilisce il professore. Lo stesso corso, fatto con professori diversi e a parità di CFU, può avere un esame massacrante con uno e leggero con un altro.

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                        • #13
                          Si, è l'idea che mi sono fatto anche io.
                          Ovviamente finché non provo a sostenere l'esame non posso dire nulla riguardo alla mia esperienza. La cosa di cui sono sicuro, però, è che se dovessi prepararmi per saper esporre tutti gli enunciati e i teoremi con le loro dimostrazioni, mi ci vorrebbe almeno un anno di studi solo per matematica 1. A quel punto dovrei concentrarmi anche su altri esami per non perdere troppo tempo, dato che per ora sto investendo il mio tempo solo su matematica, tralasciando gli altri esami del primo anno che mi sembrano più gestibili (a parte Fisica, in cui dovrò impegnarmi allo stesso modo).

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                          • #14
                            Analisi I in Uninettuno (calcolo e algebra lineare) e' sicuramente un esame tosto. Ci vogliono mesi per prepararlo a dovere. Ma rinnovo il mio consiglio. Prenditi tutto il tempo necessario. Impara bene limiti, disequazioni e ripassa tutto il programma di algebra. Con i portali online e con YouTube si studia facilmente. Tutte queste nozioni ti serviranno per gli esami successivi (gli integrali in fisica e in fisica tecnica, le equazioni differenziali per analisi II, complementi ed elettrotecnica, il calcolo matriciale per scienze delle costruzioni).
                            Dai un occhio ai teoremi solo quando approcci un nuovo argomento. Poi fai solo esercizi (tanti). E' il modo migliore per affrontare in discesa tutta la didattica dei corsi di ingegneria

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                            • #15
                              Eh infatti. Dato che i prossimi appelli sono ad aprile e maggio volevo tentare l'esame. E' vero che c'è ancora tempo, ma non credo di riuscire a prepararmi al meglio in appena altri 2 mesi. Solo guardare le videolezioni obbligatorie porta via un sacco di tempo: una lezione da 40min mi impegna per circa 1h e mezza, dato che la fermo in continuazione per prendere appunti da rivedere successivamente. Probabilmente il mio non è proprio l'approccio ottimale, non saprei .
                              Le varie lacune che emergono le sto sanando con i libri di testo e con i vari portali online e youtube, di gente che spiega veramente ma veramente bene! Se solo ci fossero stati ai tempi dell'esame di maturità...

                              Forse per avere meno pensieri potrei slittare direttamente agli appelli successivi, ma vorrebbe dire aver dato un solo esame dopo 7 mesi dall'iscrizione. Mi sembra un (ipotetico) misero risultato personale.

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