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  • #16
    in che senso non centra niente? io so per certo che la legge 104 parla dei diritti di inclusione scolastica dei disabili. il punto è che non si capisce se ordina che sia l'educatore professionale ad esercitarla oppure no

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    • #17
      1. C'entra si scrive con l'apostrofo. Non è il verbo centrare.

      2. «So per certo» quando si parla di fonti del diritto non esiste. In un sistema di diritto positivo quale è il nostro, le fonti del diritto normalmente sono scritte e dunque vanno lette. E vanno anche citate correttmente: «legge 104» non significa niente perché gli atti normativi non sono a numerazione perpetua, ma si azzerano ogni anno.
      Si legge spesso in giro che l'assistente specialistico per l'autonomia e la comunicazione è una figura professionale prevista dall'art. 42 del DPR 616/1977 e/o dall’art. 13 della legge 104/1992, ma io vorrei capire queste persone, che palesemente si scopiazzano tra di loro (uno ha detto la stupidaggine e gli altri gli sono andati appresso), dove la leggono, questa cosa.

      3. Vorrei capire in quale perversa fantasia la legge 104/1992 parlerebbe di «diritti di inclusione»: questo sarebbe un nuovo genus? La legge 104/1992 parla di integrazione delle persone ​​​​​​handicappate e l'altra norma da me citata parla di assistenza scolastica, on riferimento, tra altro, agli interventi rivolti ai minorati psico-fisici. I «diritti di inclusione» non esistono. Esiste semmai l'inclusione, parola che fa molto trendy e molto chic perché usata dai benpensanti di sinaitra, quelli dei salotti e del Pride, che però in concreto significa ben poco e infatti, laddove usata in testi legislativi (ivi comprese alcune parti, per fortuna minoritarie, della legge 104/1992 così come modificate in tempi più recenti), è foriera solo di ambiguità, per non parlare del sintagma "diversamente abili", ipocrita e sbeffeggiante, infatti ho parenti nonché carissimi amici con varie disabilira motorie e sensoriali, anche gravi, che non vogliono essere definiti così perché dicono che si sentono presi in giro, esattamente come l'Unione italiana ciechi rigetta la locuzione "non vedente" e le associazioni dei sordi usano l'aggettivo "sordo" e non la locuzione "non udente" (semmai, ritengono sbagliato l'aggettivo "sordomuto" perché il mutismo è tipicamente una conseguenza diretta della sordità primaria e non a sua volta una minorazione).
      ​​​
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #18
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        1. C'entra si scrive con l'apostrofo. Non è il verbo centrare.

        2. «So per certo» quando si parla di fonti del diritto non esiste. In un sistema di diritto positivo quale è il nostro, le fonti del diritto normalmente sono scritte e dunque vanno lette. E vanno anche citate correttmente: «legge 104» non significa niente perché gli atti normativi non sono a numerazione perpetua, ma si azzerano ogni anno.
        Si legge spesso in giro che l'assistente specialistico per l'autonomia e la comunicazione è una figura professionale prevista dall'art. 42 del DPR 616/1977 e/o dall’art. 13 della legge 104/1992, ma io vorrei capire queste persone, che palesemente si scopiazzano tra di loro (uno ha detto la stupidaggine e gli altri gli sono andati appresso), dove la leggono, questa cosa.

        3. Vorrei capire in quale perversa fantasia la legge 104/1992 parlerebbe di «diritti di inclusione»: questo sarebbe un nuovo genus? La legge 104/1992 parla di integrazione delle persone ​​​​​​handicappate e l'altra norma da me citata parla di assistenza scolastica, on riferimento, tra altro, agli interventi rivolti ai minorati psico-fisici. I «diritti di inclusione» non esistono. Esiste semmai l'inclusione, parola che fa molto trendy e molto chic perché usata dai benpensanti di sinaitra, quelli dei salotti e del Pride, che però in concreto significa ben poco e infatti, laddove usata in testi legislativi (ivi comprese alcune parti, per fortuna minoritarie, della legge 104/1992 così come modificate in tempi più recenti), è foriera solo di ambiguità, per non parlare del sintagma "diversamente abili", ipocrita e sbeffeggiante, infatti ho parenti nonché carissimi amici con varie disabilira motorie e sensoriali, anche gravi, che non vogliono essere definiti così perché dicono che si sentono presi in giro, esattamente come l'Unione italiana ciechi rigetta la locuzione "non vedente" e le associazioni dei sordi usano l'aggettivo "sordo" e non la locuzione "non udente" (semmai, ritengono sbagliato l'aggettivo "sordomuto" perché il mutismo è tipicamente una conseguenza diretta della sordità primaria e non a sua volta una minorazione).
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        concordo che la legge 104/92 non introduce la figura dell'assistente specialistico, ma disciplina una funzione che deve essere prevista nelle scuole, quella appunto del'assistenza specialistica e per la comunicazione. quello che vorrei capire io è che è vero che da nessuna parte in quella legge ne in altre leggi è previsto che tale funzione debba essere svolta dall'educatore professionale, e dunque di conseguenza potrebbe svolgere questa funzione anche qualcuno solo con la quinta elementare, o con la terza media, o con solo la maturità. a me risulta così, per la normativa vigente attualmente

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        • #19
          Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio

          concordo che la legge 104/92 non introduce la figura dell'assistente specialistico, ma disciplina una funzione che deve essere prevista nelle scuole, quella appunto del'assistenza specialistica e per la comunicazione.
          Non disciplina la funzione. Dice solo che «l'integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.» (art. 12, c. 3) e, richiamando il DPR 616/1977, nelle scuole vige «l'obbligo per gli enti locali [comuni per la scuola dell'obbligo, province e città metropolitane per la secondaria di secondo grado, ndr] di fornire l'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali» (art. 13, c. 3). Dopodiché non dice da nessuna parte questa assistenza come va fornita e da parte di chi. La figura di un assistente per l'autonomia e la comunicazione è richiamata solo al comma 3 dell'articolo 16 per aiutare gli alunni delle sole scuole secondarie di secondo grado a svolgere prove scritte e grafiche equipollenti (leggasi personalizzante) in tempi più lunghi di quelli ordinari, ma non dice se questa figura debba avere competenze e/o conoscenze e/o formazione specifiche.

          quello che vorrei capire io è che è vero che da nessuna parte in quella legge ne in altre leggi è previsto che tale funzione debba essere svolta dall'educatore professionale, e dunque di conseguenza potrebbe svolgere questa funzione anche qualcuno solo con la quinta elementare, o con la terza media, o con solo la maturità. a me risulta così, per la normativa vigente attualmente
          Trattandosi di dipendenti di enti locali, dipende dal singolo ente, avendo questi una ampia autonomia sulla definizione dei profili professionali e sulla loro riconduzione alle categorie (o aree) legali. Di sicuro non possono avere solo la licenza elementare, poiché è un titolo di studio che non esiste più, e non possono essere in ogni caso ricondotti all'area degli operatori (ex categoria A) in quanto si tratta di un livello gerarchico-funzionale meramente ausiliario e totalmente eterodiretto. Gli addetti all'assistenza igienica personale degli alunni con disabilità, cosiddetti assistenti materiali, sono di solito inquadrati nell'area degli operatori esperti (ex categoria B, già carriera esecutiva), che richiede la scuola dell'obbligo (diploma di licenza della scuola media ovvero, attualmente, diploma del primo ciclo di istruzione) eventualmente seguìta da un attestato di formazione o qualifica. A giudicare dalle declaratorie delle categorie, ritengo che l'assistente per l'autonomia e la comunicazione, essendo deputato a svolgere compiti anche non predeterminati, che richiedono come tali un certo grado di autonomia e discrezionalità, e non mere attività che si apprendono con la scuola dell'obbligo e/o la normale vita di relazione, quali ad ese,mpio l'igiene della persona e degli ambienti e la preparazione di pasti per l'alimentazione quotidiana, possa essere inquadrato nell'area degli istruttori o degli assisstenti (ex categoria C), che richiede il titolo finale di scuola secondaria di secondo grado (diploma di maturità, oggi diploma conclusivo).
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #20
            interessante, quindi secondo il tuo parere, in pratica nonostante nei prossimi mesi verrà creato albo e ordine per gli educatori, non ci sarà nessun obbligo di iscrizione a tale albo per gli educatori/assistenti alla comunicazione che lavorano nelle scuole, in quanto per tale mansione sarà sufficiente possedere un qualsiasi diploma conclusivo

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            • #21
              Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
              interessante, quindi secondo il tuo parere, in pratica nonostante nei prossimi mesi verrà creato albo e ordine per gli educatori, non ci sarà nessun obbligo di iscrizione a tale albo per gli educatori/assistenti alla comunicazione che lavorano nelle scuole, in quanto per tale mansione sarà sufficiente possedere un qualsiasi diploma conclusivo
              Non sono educatori quelli. La differenza che passa tra loro e gli educatori è come quella che sussiste tra OSS e infermiere.
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              • #22
                e non è inquietante pensare che potenzialmente i nostri figli/nipoti/figli di amici con disabilità possano finire ad avere come assistente per l'inclusione gente che non ha neanche la L19? e quindi non ha neanche le minime conpetenze psicopedagogiche?

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                • #23
                  Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                  e non è inquietante pensare che potenzialmente i nostri figli/nipoti/figli di amici con disabilità possano finire ad avere come assistente per l'inclusione gente che non ha neanche la L19? e quindi non ha neanche le minime conpetenze psicopedagogiche?
                  Mia madre ha insegnato per 43 anni nella scuola primaria con la sola maturità magistrale e si mette in tasca 4 sciacquette di oggi con la laurea magistrale a ciclo unico di classe LM-85bis. E non lo dico perché è mia madre, visto che vale per il 90% delle sue colleghe diplomate. Tu hai idea di quale sia l'utenza media dei corsi di laurea L-19?
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #24
                    ma tu mi stai parlando di diplomi presi anni fa, che sicuramente sono molto più validi mediamente dei diplomi odierni, ormai alle superiori promuovono chiunque.

                    fosse per te, a chi assegneresti per legge le funzioni di assistenza ad autonomie e comunicazione per l'inclusione dei disabili? a quali figure professionali? ai "pissicologi" ?

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                    • #25
                      e aggiungo una domanda, per curiosità: qual è l'utenza media dei corsi di laurea L-19? io so solo che tale corso è frequentato quasi esclusivamente da studentesse

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                      • #26
                        Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                        ma tu mi stai parlando di diplomi presi anni fa, che sicuramente sono molto più validi mediamente dei diplomi odierni, ormai alle superiori promuovono chiunque.
                        Il che significa che bisogna intervenire lì, non allungare inutilmente i tempi di studio per ottenere gente nella migliore delle ipotesi egualmente qualificata in un tempo molto più lungo e pagandola una miseria.

                        fosse per te, a chi assegneresti per legge le funzioni di assistenza ad autonomie e comunicazione per l'inclusione dei disabili? a quali figure professionali? ai "pissicologi" ?
                        Lo psicologo fa lo psicologo, che è tutt'altra cosa. Per te le funzioni dell'OSS dovrebbero essere svolte dall'infermiere?
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #27
                          Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                          e aggiungo una domanda, per curiosità: qual è l'utenza media dei corsi di laurea L-19? io so solo che tale corso è frequentato quasi esclusivamente da studentesse
                          Prova a sentirne qualcuna quando sostiene esami orali
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #28
                            Il problema del nostro sistema universitario è che la stragrande maggioranza dei corsi esistono solamente per mantenere in piedi il sistema universitario stesso e dare da mangiare a baroni e alle uni, oltre al fatto che spesso si chiede semplicemente agli studenti di imparare a memoria dei concetti e ripeterli a pappagallo.

                            comunque il problema dell'assistenza agli studenti disabili è serio, le certificazioni aumentano di anno in anno, e di conseguenza sempre più di loro vengono affidati a educatori che non hanno competenze pedagogiche, e a insegnanti di sostegno che sono solamente interessati a guadagnare punti per poi passare su materia. tu come interverresti, dottore? forse cercando di diminuire le certificazioni dicendo a pissicologi e pissichiatri di distribuire certificati con meno generosità ? oppure aumentando i corsi di tfa magari diminuendone pure il costo? a contatto con gli studenti disabili serve gente preparata, è un lavoro delicato

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