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L-18, quale scegliere?

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  • L-18, quale scegliere?

    Buonasera a tutti,
    sto valutando l'iscrizione alla telematica in quanto lavoratore. Sono indeciso tra: Pegaso, Unimarconi ed Unitelma. Per quanto riguarda la Pegaso mi è tutto chiaro. Per la Marconi l'unico dubbio riguarda lo studio richiesto: visto che i libri sono obbligatori per la maggior parte degli esami, è al pari della tradizionale? Unitelma rimane quella con più dubbi sia perché non ho trovato molte informazioni sia perché ha una valutazione più bassa delle due menzionate. Lo studio richiesto è al pari della tradizionale? Oltre al materiale didattico fornito, è obbligatorio l'acquisto dei libri?

    Grazie

  • #2
    Buongiorno,

    in nessuna università d'Italia i libri sono obbligatorî, nemmeno Sapienza, Federico II, Statale di Milano, Alma mater studiorum, Aldo Moro, Padova, Firenze e Torino, giusto per citare gli atenei di dimensioni maggiori.

    A volte mi chiedo da cosa derivino certi convincimenti.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Buongiorno,
      questa cosa mi incuriosisce perché ho scartato la tradizionale proprio per questo motivo. Premetto che sono ignorante per la maggior parte delle cose che riguardano l’ambiente universitario. Se una persona non frequenta, non ha appunti, non è nell’ambiente universitario con altri studenti, come dovrebbe studiare? La mia convinzione è nata anche perché ho perso il conto di tutti i commenti negativi che ho letto online nei confronti della Pegaso da parte di ex studenti della tradizionale perché si studia principalmente sulle slide e non sui testi, come hanno fatto loro. Sostengono appunto che la preparazione di questa università sia inferiore alle altre perché la maggior parte dei frequentanti non apre mezzo libro. Lo stesso pensiero l’ho sentito confrontandomi con altra gente. È un luogo comune?

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      • #4
        Originariamente inviato da stefcst Visualizza il messaggio
        Buongiorno,
        questa cosa mi incuriosisce perché ho scartato la tradizionale proprio per questo motivo. Premetto che sono ignorante per la maggior parte delle cose che riguardano l’ambiente universitario. Se una persona non frequenta, non ha appunti, non è nell’ambiente universitario con altri studenti, come dovrebbe studiare? La mia convinzione è nata anche perché ho perso il conto di tutti i commenti negativi che ho letto online nei confronti della Pegaso da parte di ex studenti della tradizionale perché si studia principalmente sulle slide e non sui testi, come hanno fatto loro. Sostengono appunto che la preparazione di questa università sia inferiore alle altre perché la maggior parte dei frequentanti non apre mezzo libro. Lo stesso pensiero l’ho sentito confrontandomi con altra gente. È un luogo comune?
        stefcst, io ho conseguito 6 titoli senza frequentare. Ovvio che vent'anni fa comprassi i libri: non esistevano i social network, non esistevano le applicazioni di messaggistica istantanea sul cellulare (in verità neanche lo smartphone esisteva, anche se mi pare che il termine venisse utilizzato da Nokia già per il 9000 communicator, che in italiano veniva chiamato palmare) e il web non era quello che è adesso, per cui senza frequentare procurarsi appunti era impossibile. Ogni tanto mi recavo all'università e guardavo sulle bacheche se c'erano annunci di chi vendeva o scambiava riassunti o appunti, in particolare le trascrizioni (localmente dette sbobinature o, a Torino, sbobine) delle lezioni (al riguardo, come sono diventate pulite oggi le università! E sulle bacheche con i vetri chiusi a chiave spesso a volte si trova ancora roba dei primi anni 2000!).
        Quando erano i docenti a distribuire fotocopie e dispense, cercavo di procurarmele andando a rintracciare i frequentanti in ateneo o nei fora (strumento all'epoca più usato di oggi).
        In ogni caso per le materie giuridiche ho sempre studiato sui libri scegliendoli di testa mia a prescindere dalle indicazioni dei docenti, che, legalmente, sono dei meri consigli, suggerimenti privi di valore prescrittivo. Ma studiavo sui libri per passione, non perché fosse indispensabile. Se avevo bisogno di togliermi di torno l'esame studiavo in maniera tale da massimizzare il risultato per il tempo che avevo a disposizione, poi dopo aver portato a casa il risultato mi mettevo ad approfondire per conto mio la materia in un secondo momento, come del resto faccio tuttora.

        Oggi ci sono Facebook, la nuova versione di Whatsapp con i gruppi, Telegram, StuDocu, UniDocs, DocSity, appuntiuniversitari.com, Tesi online, Quaestiones e chi più ne ha più ne metta. E ci sono anche i video di YouTube.

        Per quanto concerne la Pegaso, come anche altre telematiche, non è che si studia sulle dispense perché è necessario studiare sulle dispense. Se vai sulle pagine degli insegnamenti, trovi il syllabus e l'elenco dei libri consigliati; oltretutto i programmi a parità di crediti sono mediamente più ampi rispetto a tutte le università tradizionali che io conosca.
        I docenti però forniscono lezioni registrate, come tali rivedibili tutte le volte che si vuole, le dispense con i riassunti degli argomenti trattati a lezione e spesso anche le slides proiettate all'interno delle lezioni. Questo semplifica moltissimo il modo di studiare ma non vedo perché debba dare luogo a una preparazione minore, francamente.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Originariamente inviato da stefcst Visualizza il messaggio
          Buongiorno,
          questa cosa mi incuriosisce perché ho scartato la tradizionale proprio per questo motivo. Premetto che sono ignorante per la maggior parte delle cose che riguardano l’ambiente universitario. Se una persona non frequenta, non ha appunti, non è nell’ambiente universitario con altri studenti, come dovrebbe studiare? La mia convinzione è nata anche perché ho perso il conto di tutti i commenti negativi che ho letto online nei confronti della Pegaso da parte di ex studenti della tradizionale perché si studia principalmente sulle slide e non sui testi, come hanno fatto loro. Sostengono appunto che la preparazione di questa università sia inferiore alle altre perché la maggior parte dei frequentanti non apre mezzo libro. Lo stesso pensiero l’ho sentito confrontandomi con altra gente. È un luogo comune?
          Premessa: sto modificando adesso il messaggio per inserire questa piccola nota, dato che ho notato solo adesso la risposta di dottore, in cui sostanzialmente dice le mie stesse cose. Comunque...

          Cinquant'anni fa era come dici te, ossia poteva essere un problema essere "non frequentanti" in quanto si rimaneva "fuori dal giro".

          Nel 2024 non funziona più così: basta che apri il sito dell'università, e hai il programma dell'insegnamento (ossia il "syllabus") in cui è indicato tutto, ossia le modalità di esame, i testi da utilizzare e via dicendo; fermo restando che al giorno d'oggi girano ottimi riassunti su piattaforme come Studocu e Docsity (spesso c'è veramente l'imbarazzo della scelta, e devi essere tu a scegliere il riassunto che ritieni più esaustivo).
          Io, che mi sono laureato in Scienze politiche L-36 in un'università tradizionale, per esami come diritto internazionale o storia moderna non ho mai comprato i costosi (e prolissi) manuali consigliati, ma semplicemente dei riassunti che avrà pagato pochi euro l'uno sui siti sopracitati, e che mi sono stampato in copisteria.

          Io non credo che la qualità delle università telematiche sia inferiore, pur non avendo mai frequentato una telematica. Secondo me sono luoghi comuni al pari dei pregiudizi riservati nei confronti delle università non statali medio-piccole. Semplicemente, credo che le telematiche offrano più materiale ad una "clientela" (passami il termine) composta per lo più da lavoratori, o da persone che per problemi familiari o altro non possono frequentare fisicamente un'università tradizionale. Ma se non studi, all'esame ti steccano tanto quanto in una tradizionale.

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          • #6
            A proposito di copisterie, ricordo che a Firenze nei primi anni Duemila spesso i docenti lasciavano appunti e dispense in copisterie a loro scelta (uno addirittura in una tipografia, rilegate a mo' di libro). Si usava anche così nel mondo offline.
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            • #7
              Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
              Io non credo che la qualità delle università telematiche sia inferiore, pur non avendo mai frequentato una telematica. Secondo me sono luoghi comuni al pari dei pregiudizi riservati nei confronti delle università non statali medio-piccole. Semplicemente, credo che le telematiche offrano più materiale ad una "clientela" (passami il termine) composta per lo più da lavoratori, o da persone che per problemi familiari o altro non possono frequentare fisicamente un'università tradizionale. Ma se non studi, all'esame ti steccano tanto quanto in una tradizionale.
              Per la cronaca, a Napoli quelli della Federico II dicono che la Parthenope è una università di second'ordine e la Suor Orsola una barzelletta, per non parlare della non-considerazione che hanno della Vanvitelli. Eppure io conosco fior di capre belanti uscite dalla Federico II ed eccellenti avvocati formatisi alla Suor Orsola e alla Parthenope. Conosco anche diversi laureati magistrali in Giurisprudenza alla Pegaso che hanno superato l'esame di avvocato al primo colpo mentre fridericiani (o federiciani, come dice l'Ateneo) pieni di spocchia e prosopopea non ci sono riusciti dopo 3 volte (un compagno di scuola di mio fratello credo ci abbia provato 4 prima di rinunciare). La Vanvitelli ha il record di gente che vince il concorso per uditori giudiziari. Un mio professore mi ha detto in camera caritatis che nel mondo universitario Bologna ha sempre fatto rima con fogna, eppure Bologna ha una fama che sembra inscalfibile (però a Padova sanno bene che a Bologna andavano quelli che non avevano voglia di studiare prima che fosse disponibile il passaggio intermedio di Ferrara). Ma vuoi vedere che la differenza è fatta dallo studente e non dall'ateneo?
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Ringrazio entrambi per le risposte. Penso anche io che la grande differenza stia nello studente piuttosto che nell'ateneo salvo proprio le eccellenze (es. Bocconi). Il problema grande ,secondo me, è che rimane l'incognita dei recruiter: mi sembra di capire che una buona parte di questi, diano maggior importanza proprio al nome dell'ateneo piuttosto che ad altre valutazioni dando per scontato che la preparazione di un laureato tradizionale sia superiore rispetto ad un laureato in telematica ignorando che possono trovarsi davanti persone non preparate nonostante il titolo in tradizionale. Poi non capirò mai perché in ogni ambito, dallo studio, al lavoro ecc. ci sia questa sorta di pensiero della fatica: bisogna a tutti i costi scegliere la via più difficile (con tutto quello che inevitabilmente comporta, anche a livello psicologico) nonostante la più "facile" arrivi allo stesso risultato ,anche migliore, come nell'ultimo esempio.

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                • #9
                  Originariamente inviato da stefcst Visualizza il messaggio
                  Ringrazio entrambi per le risposte. Penso anche io che la grande differenza stia nello studente piuttosto che nell'ateneo salvo proprio le eccellenze (es. Bocconi).
                  La Bocconi non è un'eccellenza. La Bocconi è una fabbrica di lavoratori a costo zero per le multinazionali.
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                  • #10
                    Io spesso alla statale ho studiato su dispense o su riassunti condivisi, quando ancora non esistevano i siti citati da dottore .

                    Alcuni esami, invece, li studiavo su libri, spesso quando scritti dalla stesso professore per ovvi motivi.

                    Ho concluso i miei studi alla Mercatorum L18 "Gestione di impresa" e ti posso confermare che le dispense ma particolarmente le videolezioni, che puoi rivedere e rivedere aiutano moltissimo. Il vero tesoro però oggi è internet, c'è di tutto e di più per qualsiasi esame, dispense del professore, riassunti di libri, riassunti di dispense, schemi.

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                    • #11
                      Buonasera, mi inserisco perché anche a me interessa lo stesso argomento. Anche io sarei orientato sulla L-18 ed ho notato che la unimarconi indica come obbligatorio lo studio dei testi indicati, oltre al materiale fornito. In Pegaso mi pare di capire che i testi indicati siano solo consigliati. Per uno come me, anziano, con 2 figli e lavoro (per fortuna) il tempo è essenziale e, detto brutalmente (per il mio specifico caso) se trovassi meno materiale da ingurgitare, ma solo quello strettamente necessario mi faciliterebbe non poco.

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                      • #12
                        Per favore smettiamo di raccontare l'assurdità secondo cui una università indicherebbe i libri come obbligatori. Ribadisco per l'ennesima volta che nessun ateneo può farlo. I libri di testo sono sempre e solo consigliati. Anzi, tecnicamente neanche si può parlare di libri di testo all'università, ma di bibliografia di riferimento; dopodiché lo studente ha un programma e sa che le domande d'esame verteranno su quello, il che è l'unica cosa giuridicamente vincolante. Se un docente vi chiede di visionare i vostri libri, commette un abuso.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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