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Lettere L-10 UniCusano

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  • Lettere L-10 UniCusano

    Ciao a tutti! Consigli sul corso di laurea L-10 Lettere (curriculum Materie letterarie e linguistiche) all'università Cusano?
    Mi piaceva anche il piano di studi in L-10 proposto dalla Pegaso ma informandomi nei gruppi di studenti presenti online ho saputo che si richiede una conoscenza della lingua latina come prerequisito per passare l'esame di lingua e letteratura latina (le lezioni vertono solo sulla letteratura, la grammatica bisogna studiarla da autodidatti). Invece alla UniCusano la lingua latina viene insegnata, ci sono due corsi con seminari sulla traduzione. Questo è un punto che tengo assolutamente in considerazione nella mia scelta. Confermate?

    Inoltre, quanto durano le singole lezioni e quante sono per cfu? Si riesce a non andare fuori corso tenendo il ritmo di un esame ogni mese/ogni due mesi prendendo voti soddisfacenti? Il piano di studio contiene ben 8 esami all'anno.

    Insomma, se qualcuno è così gentile da rispondermi, ne sarei grata! Grazie :)

  • #2
    Ciao!

    Che intenzioni hai lavorativamente parlando?
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Ciao!

      Che intenzioni hai lavorativamente parlando?
      Ciao, mi piacerebbe accrescere la mia cultura personale in quanto amo le materie umanistiche. Attualmente lavoro come impiegata amministrativa ma non escludo la possibilità di insegnare nel futuro

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      • #4
        Cioè, fammi capire: tu vuoi accrescere la tua cultura personale e andare a insegnare senza aver studiato latino alle superiori, cioè senza aver frequentato un liceo?
        Poi ci lamentiamo che abbiamo una scuola da schifo.
        Visto che fai l'impiegato amministrativo, non ti conviene puntare su quell'àmbito?
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          Cioè, fammi capire: tu vuoi accrescere la tua cultura personale e andare a insegnare senza aver studiato latino alle superiori, cioè senza aver frequentato un liceo?
          Poi ci lamentiamo che abbiamo una scuola da schifo.
          Visto che fai l'impiegato amministrativo, non ti conviene puntare su quell'àmbito?
          ***ELIMINATI ATTACCHI AL MODERATORE***
          Ultima modifica di dottore; 26-04-2025, 07:38.

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          • #6
            ***ELIMINATI ATTACCHI AL MODERATORE***
            Ultima modifica di dottore; 26-04-2025, 07:38.

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            • #7
              Originariamente inviato da AC93 Visualizza il messaggio

              Hai proprio ragione sulla supponenza del Dottore! Se ti piace vai avanti per questa strada, impegnati e studia tanto!
              Grazie :) cercherò di raggiungere questo traguardo!

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              • #8
                Partecipare al forum non è obbligatorio. E se lo fate per cercare conferme avete sbagliato indirizzo. Se chiedete consigli, dovete essere pronti a scontrarvi con la realtà.
                La realtà è che qualsiasi insegnamento universitario di latino presuppone che il latino si sia già studiato. Del resto, non si può pretendere che in un insegnamento da 6 crediti, cioè da una quarantina di ore frontali, si recuperi il latino che non si è fatto in centinaia di ore a scuola.
                Comunque, anche nei licei in cui l'insegnamento del latino è impartito per 5 anni, solo il primo biennio è dedicato alla grammatica. Quindi nel tuo caso lo hai studiato e una cosa è un ripasso, altra è partire da zero. Tuttavia continuo a sconsigliarti di intraprendere un percorso del genere, suggerendoti di valutare di investire risorse per migliorare la tua attuale posizione lavorativa, che probabilmente è già ex se più soddisfacente dell'insegnamento. Lo dico per te, eh, ché (aferesi di perché) a me non me ne cale niente.


                PS
                Se non vuoi commenti sulla tua «vita personale e lavorativa», non metterla in piazza.
                Ultima modifica di dottore; 26-04-2025, 07:40.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Originariamente inviato da vale998 Visualizza il messaggio
                  Ciao a tutti! Consigli sul corso di laurea L-10 Lettere (curriculum Materie letterarie e linguistiche) all'università Cusano?
                  Mi piaceva anche il piano di studi in L-10 proposto dalla Pegaso ma informandomi nei gruppi di studenti presenti online ho saputo che si richiede una conoscenza della lingua latina come prerequisito per passare l'esame di lingua e letteratura latina (le lezioni vertono solo sulla letteratura, la grammatica bisogna studiarla da autodidatti). Invece alla UniCusano la lingua latina viene insegnata, ci sono due corsi con seminari sulla traduzione. Questo è un punto che tengo assolutamente in considerazione nella mia scelta. Confermate?

                  Inoltre, quanto durano le singole lezioni e quante sono per cfu? Si riesce a non andare fuori corso tenendo il ritmo di un esame ogni mese/ogni due mesi prendendo voti soddisfacenti? Il piano di studio contiene ben 8 esami all'anno.

                  Insomma, se qualcuno è così gentile da rispondermi, ne sarei grata! Grazie :)
                  Ciao! Non conosco UniCusano, anche se a quanto pare lì si partirebbe da zero con la lingua latina, e questo può essere un bel vantaggio. In più, avendo tu già un’infarinatura, con un po’ di impegno dovresti riuscire a colmare il gap abbastanza bene.

                  Io personalmente venivo da un liceo classico e ho studiato lettere classiche in una università statale. Effettivamente, senza conoscere bene il latino e il greco non ce la si fa: bisogna avere buone basi.

                  Mi permetto di consigliarti anche UniMarconi, dove c’è l’esame di letteratura latina. È vero che si richiede una base di lingua, ma conosco persone che, pur senza conoscere il latino, sono riuscite a superare l’esame, anche se con una valutazione più bassa. Gran parte dell’esame verte comunque sulla letteratura, e se non si conosce bene la parte linguistica, la docente parte da 24 come voto massimo.

                  Io attualmente sono un docente di lettere nella scuola secondaria, di ruolo da qualche anno. Eppure, un po’ per cultura personale, un po’ per avere la possibilità di scappare dalla scuola, ho conseguito delle lauree in LM-56, ho appena concluso LM-77 e a luglio concludo LM-31.

                  Ti parla una persona che fin da piccolo voleva insegnare, ma ti dico con tutta sincerità: la scuola non è più quella che abbiamo vissuto da alunni. Da docente, in questo periodo storico, è un vero inferno. Oltre al fatto che è difficile entrare di ruolo in tempi ragionevoli, la scuola si è trasformata in una sorta di centro sociale o comunità di recupero, dove non assume importanza l’insegnamento dei contenuti disciplinari – quindi la cultura e la preparazione dei ragazzi – ma solo il loro benessere psico-fisico. Molti studenti hanno situazioni familiari disastrate e non hanno un equilibrio psichico o mentale. Noi docenti siamo costretti a veicolare i contenuti in modo tanto elementare per evitare problemi con le famiglie, che sono sempre pronte ad attaccare e a puntare il dito contro la nostra presunta incapacità di capire i loro figli. I dirigenti fanno lo stesso, perché “il cliente ha sempre ragione”.

                  È davvero avvilente. Per questo, a meno che tu non abbia una particolare tendenza a fare tutto quello che la scuola di oggi richiede, non ti consiglio di puntare su questa strada. Piuttosto, come ha suggerito Dottore, ti direi di puntare su carriere che possano dare maggiore stabilità e più soddisfazione anche a livello economico.

                  Naturalmente ognuno è diverso e ognuno ha le sue aspirazioni. Se proprio senti questo desiderio, segui pure il tuo cuore: sappi solo che comporterà impegno e sacrificio in ogni caso.


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                  • #10
                    Originariamente inviato da bach94 Visualizza il messaggio
                    la docente parte da 24 come voto massimo.
                    Immagino che tu intenda dire che arriva a 24 come voto massimo.

                    Io attualmente sono un docente di lettere nella scuola secondaria, di ruolo da qualche anno. Eppure, un po’ per cultura personale, un po’ per avere la possibilità di scappare dalla scuola, ho conseguito delle lauree in LM-56, ho appena concluso LM-77 e a luglio concludo LM-31.
                    Complimenti!

                    la scuola si è trasformata in una sorta di centro sociale o comunità di recupero, dove non assume importanza l’insegnamento dei contenuti disciplinari – quindi la cultura e la preparazione dei ragazzi – ma solo il loro benessere psico-fisico.
                    Sante parole. Musica per le mie orecchie. E sarebbe ora di finirla con questa dittatura dell'inclusività. La scuola deve tornare a selezionare e la selezione non può essere che esclusiva.

                    Molti studenti hanno situazioni familiari disastrate e non hanno un equilibrio psichico o mentale. Noi docenti siamo costretti a veicolare i contenuti in modo tanto elementare per evitare problemi con le famiglie, che sono sempre pronte ad attaccare e a puntare il dito contro la nostra presunta incapacità di capire i loro figli.
                    E poi tirano fuori i certificati di DSA e BES, che oramai si dispensano come il prezzemolo.
                    I genitori. Il male della scuola.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      Quindi dottore sei contrario a tutte quelle regole che presuppongono che gli studenti con dsa abbiano dei vantaggi nelle interrogazioni, come ad esempio poter tenere gli schemi sotto agli occhi ? oppure decidere loro quando essere interrogati? oppure avere più tempo per gli esami? oppure avere l'insegnante di sostegno che gli dà un supporto didattico? oppure avere l'educatore che gli dà un supporto educativo? (per avere sostegno o educatore non basta solo una diagnosi di dsa ma serve anche in aggiunta una diagnosi di una disabilità) anche negli altri paesi europei funziona cosi' ? oppure non esistono sostegni ed educatori? è vero che qeusto modello che aiuta i dsa l'abbiamo copiato dagli usa?

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                      • #12
                        Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                        Quindi dottore sei contrario a tutte quelle regole che presuppongono che gli studenti con dsa abbiano dei vantaggi nelle interrogazioni, come ad esempio poter tenere gli schemi sotto agli occhi ? oppure decidere loro quando essere interrogati? oppure avere più tempo per gli esami? oppure avere l'insegnante di sostegno che gli dà un supporto didattico? oppure avere l'educatore che gli dà un supporto educativo? (per avere sostegno o educatore non basta solo una diagnosi di dsa ma serve anche in aggiunta una diagnosi di una disabilità) anche negli altri paesi europei funziona cosi' ? oppure non esistono sostegni ed educatori? è vero che qeusto modello che aiuta i dsa l'abbiamo copiato dagli usa?

                        Personalmente, da docente di scuola secondaria, vedo ogni giorno quanto l’idea di inclusione scolastica, che in teoria sarebbe una cosa bellissima, sia stata profondamente travisata in Italia. L’inclusione nasce per permettere a tutti, anche a chi ha difficoltà, di raggiungere il massimo delle proprie possibilità. Non nasce per abbassare il livello o per promuovere tutti indistintamente, eppure da noi è andata a finire proprio così.

                        Intanto, va chiarito che gli studenti con DSA o BES non hanno diritto a un insegnante di sostegno. Il sostegno spetta solo a chi ha una certificazione di disabilità ai sensi della Legge 104/1992. E nemmeno per tutti i certificati c’è il sostegno pieno: dipende dalla "gravità" riconosciuta dalla commissione medica. Solo nei casi più gravi, art. 3 comma 3 della 104, si può arrivare ad avere un sostegno con copertura quasi completa (18 ore) o anche la presenza di un educatore, che comunque viene assegnato solo per disabilità molto serie, soprattutto motorie o psichiche.

                        Per i DSA invece — riconosciuti dalla Legge 170/2010 — si parla di strumenti compensativi (ad esempio poter usare mappe, schemi, calcolatrice) e misure dispensative (come avere più tempo per le prove scritte o ridurre il carico di lavoro). Questo è corretto, ed è giusto che ci sia un supporto personalizzato. Ma la deriva a cui stiamo assistendo è che spesso tutto questo si traduce nel fatto che gli studenti con DSA o BES, e più in generale con qualsiasi forma di "bisogno educativo", sembrano avere la patente per essere sempre promossi.

                        La scuola italiana, così, ha completamente perso la funzione di selezione e di valorizzazione del merito. Il livello generale si è abbassato, le eccellenze si sono appiattite, e molti ragazzi brillanti non sono più stimolati a migliorarsi. È un sistema che finisce per danneggiare tutti: sia chi ha bisogno di essere supportato davvero, sia chi potrebbe raggiungere traguardi più alti ma si ritrova in un contesto che livella tutto verso il basso.

                        A tutto questo si aggiunge una burocrazia soffocante che grava sulle spalle dei docenti. Ogni scelta didattica deve essere giustificata, documentata, verbalizzata, e il tempo che potremmo dedicare all'insegnamento vero viene spesso bruciato tra carte, moduli, PEI, PDP, verbali, griglie, programmazioni individualizzate, piani di recupero e chi più ne ha più ne metta. Il docente è sempre più visto come un "amministrativo" anziché come un formatore.

                        In questo clima, i genitori sono spesso diventati più tifosi che educatori: difendono i figli a prescindere, anche davanti all’evidenza di mancanze gravi. Invece di essere alleati della scuola, in molti casi si pongono in aperta opposizione, pronti a contestare voti, richiami e anche semplici osservazioni, come se l'obiettivo fosse proteggere il ragazzo da ogni frustrazione, anche a costo di privarlo di una crescita reale. La scuola, più che un'istituzione formativa, sta diventando sempre di più una specie di centro sociale, dove si accoglie, si coccola, si protegge, ma si forma sempre meno.

                        Non sono affatto contrario all’inclusione, anzi: il principio di fondo è sacrosanto. Ma messo in pratica in questo modo, in un sistema scolastico e culturale che non era assolutamente pronto, l'inclusione si è trasformata in un’operazione distruttiva. Da noi si è pensato che inclusione volesse dire "tutti uguali" e "tutti promossi", invece dovrebbe significare "tutti messi nelle condizioni di dare il meglio di sé". Sono due cose completamente diverse.

                        E guardando all'estero, si capisce ancora meglio dove abbiamo sbagliato. In Germania e in Francia, ad esempio, esistono ancora scuole speciali o classi differenziali per studenti con disabilità più gravi. In Svezia, Norvegia e Finlandia, l'inclusione è molto più avanzata di quella italiana, ma senza abbassare gli standard scolastici: gli studenti ricevono supporti, sì, ma vengono comunque stimolati e valutati con serietà. Non si rinuncia mai all'idea che la scuola debba formare, selezionare, eccellere. In nessuno di questi paesi si è mai pensato che il supporto debba trasformarsi in una promozione automatica.

                        Quindi sì, forse abbiamo copiato alcune idee dagli Stati Uniti, dove i famosi IEP esistono da molto tempo, ma come al solito in Italia abbiamo preso solo la parte "comoda", quella che consente di abbassare la fatica senza mantenerne l'essenza.

                        La verità è che abbiamo applicato un concetto straordinario — l'inclusione — senza la preparazione culturale e organizzativa per sostenerlo. E ora vediamo le conseguenze: una scuola che promuove sempre di più, che chiede sempre di meno, che abbassa continuamente l’asticella. Una scuola che fa credere ai ragazzi che basti esserci per essere premiati, senza costruire davvero le loro competenze.

                        Sta di fatto che il livello generale peggiora di anno in anno, e se non si torna seriamente a rimettere al centro sia il diritto allo studio per tutti sia la qualità dell'insegnamento, il futuro non può che peggiorare.




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                        • #13
                          Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                          Quindi dottore sei contrario a tutte quelle regole che presuppongono che gli studenti con dsa abbiano dei vantaggi nelle interrogazioni, come ad esempio poter tenere gli schemi sotto agli occhi ?
                          Contrarissimo.

                          oppure decidere loro quando essere interrogati?
                          Questo è un discorso diverso. Secondo me una pianificazione degli studi con verifiche non a sorpresa ma in date prestabilite non è di per sé elemento negativo. Non ho mai creduto nella costanza e nella continuità degli studi: io posso essere in ritardo per mille motivi, ma se quando affronto la prova sia preparato che importanza ha quando ho studiato e quanto tempo ci ho messo?
                          Secondo me sarebbe anche molto produttivo, nella scuola secondaria, che il valutatore sia diverso dall'insegnante di classe. Questo da un lato assicurerebbe l'imparzialità, dall'altro costituirebbe un boost per la maturazione scientifica e personale dello studente, che verrebbe abituato a considerare lo studio non come un qualcosa di autoreferenziale, "a circuito chiuso", ma come un qualcosa di finalizzato a padroneggiare conoscenze e competenze da impiegare al momento opportuno illustrandole a perfetti sconosciuti.
                          Non per niente sono sempre stato contrario agli esami finali con le commissioni tutte interne o miste. Se un membro interno ci dev'essere, deve avere una mera funzione di garanzia. Tutti gli studi dimostrano che gli insegnanti diretti sono condizionati da bias, positivi e negativi. Inoltre è ampiamente dimostrato che le femmine sono enormemente favorite, cioè a parità di rendimento (misurato attraverso strumenti per la comparazione oggettiva delle skills) tendono a ricevere valutazioni migliori, tra l'altro con una curva significativamente più alta nell'area circostante la sufficienza, il che, in altre parole, significa che a parità di profitto un maschio prende 5 una femmina 6, con le ovvie conseguenze in termini di prosecuzione degli studi.

                          oppure avere più tempo per gli esami?
                          Contrarissimo. I voti devono consentire la comparabilità: a tal fine, le scale devono essere universali. Il mio 10/10 o 30/30 o 110/110 o quel che sia non significa che ho raggiunto la pienezza e la completezza dell'obiettivo individuale che mi è stato assegnato secondo un piano personalizzato, ma che ho raggiunto l'eccellenza rispetto a un parametro comune. Altrimenti non ha senso.

                          oppure avere l'insegnante di sostegno che gli dà un supporto didattico?
                          Solo per chi ha problemi cognitivi gravi di origine neurologica o di natura psichica (e dunque di pertinenza psichiatrica), che tuttavia non è nelle condizioni di poter conseguire il titolo ma solo un attstato di frequenza.

                          anche negli altri paesi europei funziona cosi' ?
                          Dipende. In alcuni ordinamenti sono ancora previste scuole simili a quelle che una volta da noi si chiamavano differenziali.

                          è vero che qeusto modello che aiuta i dsa l'abbiamo copiato dagli usa?
                          Più che altro da UK e Scandinavia.
                          Ultima modifica di dottore; 27-04-2025, 19:45.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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