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UniCusano Biomedica: dubbi su esami, reputazione, LM statale e costi (scusate il bis)
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Nella valutazione complessiva dei costi occorre tenere conto anche delle spese di trasferta e soggiorno connesse ad esami, laboratori e corsi a frequenza obbligatoria nelle università tradizionali, spese che non si sostengono invece nelle università telematiche.
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Appunto e hai ragione al 100%, voi non avete idea di quanto siano alti gli affitti in città come Pisa o Firenze (sono toscano). Perché se abiti molto lontano è quasi impossibile frequentare da pendolare e in più i prezzi degli abbonamenti di Trenitalia sono salatissimi. Alla fine, per quanto riguarda la mia situazione, considerando tutto, andrei a spendere più o meno la stessa cifra.Originariamente inviato da Lara_S Visualizza il messaggioNella valutazione complessiva dei costi occorre tenere conto anche delle spese di trasferta e soggiorno connesse ad esami, laboratori e corsi a frequenza obbligatoria nelle università tradizionali, spese che non si sostengono invece nelle università telematiche.
Preferisco avere lezioni sempre registrate e servizi annessi, più il fatto di non perdere tempo in spostamenti, piuttosto che frequentare a singhiozzo con spostamenti improbabili lavoro/università e farsi dare gli appunti dai compagni.
Ovviamente questo ragionamento è ricamato sulla mia persona e sulle mie esigenze.
Comunque, per chi stesse leggendo e avesse dubbi sulla preparazione posso dire che, avendo sentito decine di ragazzi che hanno frequentato sia Unicusano che università "tradizionali" nella media, praticamente non c'è differenza.
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Quello che indichi tu è interessante, però non sono molto propenso all'impiantistica industriale.Originariamente inviato da Lara_S Visualizza il messaggioConviene scegliere in base all’indirizzo che più ti interessa: se il settore biomedicale ti appassiona, punta su quello. Se invece vuoi mantenere aperte anche altre possibilità nell’ambito dell’ingegneria industriale, il Corso di Laurea interclasse L-7 e L-9 in Ingegneria per l’Innovazione e la Sostenibilità dell’Università Marconi può essere una scelta molto interessante.
Peccato, perché Unimarconi sarebbe stata la mia prima scelta.
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mynameis_no
Considera che Ing. Biomedica e' la più debole, fra i corsi di ingegneria, per sbocchi lavorativi nel privato. Tanti si rivendono in ambito accademico accedendo a dottorati. Nel privato hai la strada della progettazione (ma avresti la concorrenza dei meccanici e l'abilitazione e' un "nice to have", Quindi scegli bene l'ateneo...) o la consulenza in società che operano in ambito sanitario (ma avresti a concorrenza dei gestionali, che non si occupano solo di impiantistica industriale..)
In che tipo di ambito ti piacerebbe lavorare una volta conseguita la laurea?
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Sì quello lo so, ma quella di Unicusano è un'ingegneria industriale di base, biomedico è il curriculum, quindi volendo la vendo come un'ing. ind. e detta sinceramente mi piacciono di più gli ssd.Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggiomynameis_no
Considera che Ing. Biomedica e' la più debole, fra i corsi di ingegneria, per sbocchi lavorativi nel privato. Tanti si rivendono in ambito accademico accedendo a dottorati. Nel privato hai la strada della progettazione (ma avresti la concorrenza dei meccanici e l'abilitazione e' un "nice to have", Quindi scegli bene l'ateneo...) o la consulenza in società che operano in ambito sanitario (ma avresti a concorrenza dei gestionali, che non si occupano solo di impiantistica industriale..)
In che tipo di ambito ti piacerebbe lavorare una volta conseguita la laurea?
Quanto alla tua domanda, con la laurea mi piacerebbe arrivare a progettare protesi, studiare biomateriali e/o progettare apparecchiature mediche.
Però, in realtà, dopo la laurea vorrei fare la magistrale in Ingegneria delle nanotecnologie presso una statale se riesco. L'obiettivo finale è di andare all'estero a lavorare.
Sì però non mi piace il fatto che sia sotto Multiversity e che gli esami siano a crocette.Originariamente inviato da Lara_S Visualizza il messaggioAnche l’Università Telematica San Raffaele di Roma offre Ingegneria Biomedica (L-9): l’hai valutata?
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Con l’obiettivo di arrivare preparato alla LM-53, facendo due calcoli UniCusano L-9 Biomedico offre più CFU specifici su materiali (ING-IND/22 = 18 CFU) e chimica CHIM/03 da 9 CFU (utile anche lato scienza dei materiali) + moduli biomedici dove le nanotecnologie sono spesso applicate (biomateriali, dispositivi).
Accetto comunque consigli, sono molto aperto
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Yess questo è quello che voglio. La magistrale sicuramente la farò in presenza (quando sarà il momento), ora come ora sono impossibilitato dal lavoro ma sto mettendo da parte il gruzzolo!Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggioHai le idee chiare e il tuo entusiasmo mi piace. Opterei quindi per la laurea in Ing. Industriale con ind. Biomedico in Unicusano e poi la magistrale in un politecnico dove avrai la possibilità di fare progetti concreti con team di sviluppo.
Ora mi hai messo la pulce in testa su Unicusano ahah.
Effettivamente ho letto molte lamentele a riguardo (sul fatto che spillino soldi e che sembra che boccino apposta per farti ripetere l'anno), però questo rientra nella sfera delle opinioni personali per me.
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La storia della “bocciatura per far ripetere l’anno” mi sa di leggenda metropolitana. Comunque, se dovessi optare per un ateneo telematico (io alla fine ho scelto un percorso tutto in presenza), non avrei dubbi: Marconi o Uninettuno.
Il percorso industriale–aerospaziale è molto interessante e ricco di sbocchi: l’industria aerospaziale sta diventando un settore trainante. Anche il biomedico crescerà molto. In Italia la triennale di Ingegneria Biomedica può appartenere a due diverse classi di laurea:
• L-8 – Ingegneria dell’Informazione (elettronica/informatica/automazione): più elettronica, segnali, sensori, strumentazione, imaging, software/AI in medicina.
• L-9 – Ingegneria Industriale (meccanica/materiali/energetica): più meccanica/biomeccanica, progettazione di dispositivi e protesi, materiali e fluidodinamica biomedica.
Ingegneria Aerospaziale è a sua volta una L-9, quindi potresti seguire quel percorso e poi, con le dovute integrazioni, passare alla LM-21 – Ingegneria Biomedica in presenza: percorso più solido.
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Sì è sicuramente una novella che va a raccontare chi non riesce a passare gli esami.Originariamente inviato da Lara_S Visualizza il messaggioLa storia della “bocciatura per far ripetere l’anno” mi sa di leggenda metropolitana. Comunque, se dovessi optare per un ateneo telematico (io alla fine ho scelto un percorso tutto in presenza), non avrei dubbi: Marconi o Uninettuno.
Io tra tutte preferisco Unimarconi di gran lunga (perché so che dà una preparazione ottima e che sono molto seri), sto tentennando perché c'è molta impiantistica, cosa che non mi entusiasma...
Per Unicusano ho letto cose su Bandecchi, utilizzo di soldi improprio e tassa di rinuncio agli studi di 500€; in più non so se prepara bene per un'eventuale magistrale in statale (di Unimarconi ho molte testimonianze invece), quindi non sono per nulla convinto.
Eh sì, però non saprei, io comunque sono orientato su nanotech per la magistrale. Dici che sia uguale?Originariamente inviato da Lara_S Visualizza il messaggioIngegneria Aerospaziale è a sua volta una L-9, quindi potresti seguire quel percorso e poi, con le dovute integrazioni, passare alla LM-21 – Ingegneria Biomedica in presenza: percorso più solido.
Aerospaziale è molto affascinante, anche se SSD come Fisica tecnica ambientale e Idraulica (meccanica dei fluidi) non mi fanno impazzire.
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Ni, se sei giovanissimo/a, ti sei laureato ad una statale prestigiosa e con un buon punteggio allora hai qualche minima possibilità di entrare in quel campo.Originariamente inviato da Lara_S Visualizza il messaggioIl percorso industriale–aerospaziale è molto interessante e ricco di sbocchi: l’industria aerospaziale sta diventando un settore trainante. Anche il biomedico crescerà molto.
Se sei già oltre di età (vicino ai 30) e il percorso di studi non è di rilievo, le possibilità sono pressoché nulle
e lo dico con cognizione di causa, ben 4 miei amici sono laureati in Ingegneria aerospaziale ma ad oggi fanno tutt'altro.
Ovvio che comunque rimane una delle lauree che apre moltissime porte in molti ambiti diversi.
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In teoria anche per biomedica è difficile entrare nel settore medico. Però è molto più generica e forse ti dà più libertà nella scelta di una magistrale diversa.Originariamente inviato da Nyko683 Visualizza il messaggioe lo dico con cognizione di causa, ben 4 miei amici sono laureati in Ingegneria aerospaziale ma ad oggi fanno tutt'altro.
Ovvio che comunque rimane una delle lauree che apre moltissime porte in molti ambiti diversi.
D'altro canto, conosco 2 ingegneri aerospaziali i quali si sono laureati tardi (32-35 anni) che ora lavorano in Germania proprio nel settore (però diciamocelo, sono dati troppo ristretti questi per essere presi in considerazione).
Con una laurea come ingegneria dipende tutto dalla predisposizione allo spostamento di una persona, per me fa la differenza e non poco.
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Nelle mie ricerche mi sono imbattuta nel corso di Meccatronica di Uninettuno, e l’ho tenuto in considerazione.
Secondo me conviene comunque sentire direttamente l’ufficio orientamento dell’università dove pensi di proseguire con la magistrale in Ingegneria Biomedica (per esempio il Politecnico di Milano o l’Università di Padova, che sono tra le più quotate e riconosciute anche all’estero). Loro sapranno dirti con precisione quale laurea telematica considerano più compatibile, sia per quanto riguarda le materie, sia per la qualità formativa.
È probabile che richiedano un certo numero di crediti integrativi se arrivi da una telematica, ma questo dipende dall’ateneo: una Uninettuno o una Marconi, in linea di massima, sono più facilmente paragonabili a un’università tradizionale, mentre altre realtà, con un’impostazione più “commerciale”, possono risultare meno adatte per accedere a una magistrale in presenza e più orientate invece a una rapida immissione nel mondo del lavoro.
Per quanto riguarda la difficoltà di trovare lavoro per i neo-ingegneri aerospaziali, posso portare la mia esperienza personale: ho tre amici (un campione certo poco significativo dal punto di vista statistico) che hanno trovato lavoro subito in Italia, anzi sono stati praticamente assunti direttamente durante lo stage universitario.
Nel nostro Paese operano circa 500 aziende del settore aerospaziale, con un indotto di altre 4.000 imprese, mentre i laureati in ingegneria aerospaziale non sono numerosissimi. Va anche detto, però, che loro erano molto giovani e con votazioni davvero eccellenti.
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