Una volta ho mostrato il programma di Statistica aziendale, 9 crediti, persona a me vicina che era in quel momento docente a contratto di Statistica e mi disse che lei, laureata in Statistica e con laurea magistrale sempre in àmbito statistico (ha pure un dottorato di ricerca), il tutto in una università statale, aveva studiato le stesse cose spalmate tra due esami e mezzo, e considerando che i crediti minimi di ogni esame erano 6 parliamo perlomeno di 15 crediti.
Non ricordo onestamente la lunghezza delle dispense, ma una cosa è certa: trovavo più comodo studiare su materiale reperito online. Tanto una caratteristica delle università telematiche è il totale scollegamento tra la didattica e la ricerca, per cui la didattica è sempre basata sulla manualistica di base. Mi spiego meglio: mentre in tutte le altre università che ho studiato gli esami prevedevano sempre almeno una parte speciale o monografica atta a connettere il discente con le ultime evoluzioni della disciplina o con un tema di approfondimento molto specifico, spesso a scelta in una rosa di opzioni, alla Mercatorum ciascun insegnamento prevede come programma le istituzioni fondamentali della materia d'esame e questo a mio avviso è un grosso limite specie a livello di master e laurea magistrale (nel primo ciclo il discorso è diverso poiché è necessario fornire le basi, specie oggi che il livello dell'istruzione secondaria è precipitato e in cui abbiamo una quota consistente di studenti che non proviene da licei).
D'altro canto, questo approccio consente di mantenere i programmi stabili per anni e dunque utilizzare sempre le stesse videolezioni, mentre i docenti non dovendo fare didattica dedicano la maggior parte del proprio tempo alla ricerca di quanto potrebbero fare i colleghi degli atenei presenziali (la cosa assurda è che le le registrazioni riciclate potenzialmente all'infinito vengono conteggiate ogni anno come didattica erogata ai fini del computo delle ore di didattica minime obbligatorie, che così si considerano assolte). Il problema è che, se è vero che la ricerca dovrebbe essere la missione principale delle università (e infatti alcune telematiche sono state valutate negativamente per anni proprio perché facevano praticamente solo didattica, spesso basata su un massiccio ricorso a contrattisti non accademici), è anche vero che la missione didattica e la c.d. terza missione dovrebbero realizzarsi mediante l'avvalimento dei frutti della ricerca medesima, altrimenti più che accumulo di conoscenza vi sarebbe archivio di conoscenza, del tutto autoreferenziale.

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