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La Procura di Napoli indaga su UniPegaso

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  • La Procura di Napoli indaga su UniPegaso

    https://www.ansa.it/campania/notizie...4e370b359.html

    "Oltre 4200 tra corsi, lauree e master alla Pegaso, indaga la Procura di Napoli.
    La ministra Bernini ascoltata come testimone, 40 indagati e sequestri dei finanzieri.

    Sono oltre 4.200 le iscrizioni all'Università Telematica Pegaso ritenute irregolari, che riguarderebbero, secondo quanto si apprende, corsi di formazione, laurea e master, su cui si sta concentrando l'attenzione della Procura di Napoli nell'ambito di un'inchiesta che al momento vede 40 persone iscritte nel registro degli indagati e i tra i testimoni ascoltati anche la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, estranea a tutti i fatti ipotizzati.

    Rispetto all'inchiesta c'è stata piena collaborazione da parte del ministero dell'Università.

    L'inchiesta, anticipata da la Repubblica, Il Mattino e Il Fatto Quotidiano, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e diretta dai sostituti procuratori Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francescapaola Colonna Romano (quest'ultima in forza alla Procura di Nola ma applicata a questo procedimento), ha già portato i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria a eseguire una serie di perquisizioni personali, domiciliari e informatiche.

    Le contestazioni riguardano in particolare i corsi per la formazione degli educatori professionali socio-pedagogici, oltre a ulteriori vicende relative a corsi di laurea, master e percorsi post laurea. Sono coinvolti ex dirigenti, funzionari amministrativi, referenti territoriali e persone esterne alla Pegaso ma collegate alla rete dei poli di orientamento convenzionati con l'ateneo. Nel corso dell'indagine sono state già celebrate numerose udienze davanti al Tribunale del Riesame, chiamato a pronunciarsi sulle impugnazioni proposte contro i provvedimenti di sequestro e perquisizione disposti dalla Procura, con decisioni che, secondo quanto emerge dagli atti, ne hanno confermato la legittimità.

    Fonti vicine all'università precisano che l'ateneo ha avviato un audit interno che ha portato alla presentazione di un esposto formale alle autorità, principalmente relativo ai controlli dei requisiti di iscrizione ad un corso professionalizzante. Si tratta di casi isolati risalenti a diversi anni fa, e circoscritti a un numero molto limitato di studenti che hanno prodotto dichiarazioni mendaci ed ex dipendenti. Tali dipendenti non sono più associate all'istituzione, essendo state allontanate a seguito delle verifiche interne e dei procedimenti disciplinari dell'Università. Pegaso si considera parte lesa nel procedimento.

    Tra gli indagati figurano anche Danilo Iervolino, fondatore e proprietario dell'Università Pegaso fino al maggio 2022, e Andrea Buonomo, già direttore operativo e commerciale del gruppo Multiversity. Le ipotesi di reato formulate sono, a vario titolo, associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e altri reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica.

    Secondo la ricostruzione degli investigatori, basata anche su verifiche tecniche svolte dagli organismi istituzionali competenti, i fatti oggetto di contestazione sarebbero riconducibili al periodo in cui a guidare la Pegaso era Iervolino e sarebbero proseguiti anche negli anni successivi, fino a tutto il 2025, con l'obiettivo di accrescere la competitività dell'università sul mercato, ampliando la platea degli iscritti e incrementando i ricavi derivanti dall'offerta formativa.

    Gli inquirenti contestano presunte carenze nei sistemi di controllo e vigilanza interni, nella gestione delle procedure di immatricolazione, dei rapporti con i poli territoriali convenzionati e nell'organizzazione dei corsi, dei tirocini e degli esami svolti a distanza. Il ministero dell'Università è intervenuto sul settore delle università telematiche con il decreto ministeriale n. 1835 del 2024, che ha introdotto regole più rigorose per la didattica a distanza e previsto il ritorno degli esami in presenza come modalità ordinaria.
    Agli esami a distanza risposte agli studenti via TeamViewer e AnyDesk

    E' composta da diversi filoni l'inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura di Napoli sui corsi di formazione, di laurea e master all'Università Telematica Pegaso che, al momento, vede 40 persone indagate. Uno dei filoni riguarda anche lo svolgimento degli esami a distanza: sarebbero stati utilizzati software di accesso remoto come TeamViewer e AnyDesk sui dispositivi degli studenti e sarebbero stati condivisi preventivamente panieri contenenti domande e risposte delle prove d'esame.

    Al centro dell'attenzione degli inquirenti le presunte irregolarità nelle procedure di immatricolazione e nel riconoscimento dei crediti formativi, presunti episodi di alterazione delle modalità di svolgimento degli esami universitari e dei tirocini, nonché il conseguimento di titoli accademici in assenza dei requisiti richiesti dalla legge. Dall'indagine emergerebbe un vero e proprio "mercimonio di corsi, titoli e attestati formativi". Un ulteriore filone riguarda le verifiche sui corsi per educatori professionali socio-pedagogici e su alcuni percorsi dell'area sanitaria, per i quali vengono ipotizzate anomalie nella gestione dei tirocini e delle attività didattiche. Un altro filone riguarda gli accertamenti sulla responsabilità amministrativa del gruppo ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001: secondo gli investigatori Multiversity e Università Pegaso si sarebbero avvantaggiate delle condotte contestate attraverso l'ampliamento della base degli iscritti e il conseguente incremento dei ricavi.
    Pegaso: 'noi parte lesa, continuiamo a collaborare con la giustizia'

    L'Universitá Telematica Pegaso si considera "parte lesa nel procedimento" in corso e rende noto di aver avviato "nello spirito di tutela della propria qualità accademica e integrità istituzionale", un audit interno che ha portato alla presentazione di un esposto formale, principalmente relativo ai controlli dei requisiti di iscrizione ad un corso professionalizzante. "Si tratta - spiega l'ateneo in una nota - di casi isolati risalenti a diversi anni fa, e circoscritti a un numero molto limitato di ex dipendenti e studenti che hanno anche prodotto dichiarazioni mendaci.

    I dipendenti in questione non sono più associati all'istituzione, essendo stati allontanati a seguito delle verifiche interne e dei procedimenti disciplinari dell'Università". "Sono emersi - prosegue l'ateneo - anche casi passati di hackeraggio informatico contro l'Università subito riportati alle autorità anche se da anni l'ateneo si è dotato di tecnologie che impediscono di attuare comportamenti non corretti degli studenti emersi nelle indagini interne. L'Università Telematica Pegaso ha sottoposto la questione alle autorità giudiziarie competenti ed è stata anche riconosciuta come parte lesa nel procedimento. L'Università continua a collaborare pienamente e con trasparenza con le autorità e con il Ministero".
    Bernini: 'su Pegaso chiederemo atti, ottimo tutto ciò che chiarisce'

    "Ho personalmente collaborato con la procura di Napoli, che ringrazio, per una vicenda che riguarda una porzione delle università telematiche di cui chiederemo l'acquisizione degli atti. Sarà importante capire le verifiche fatte dalla procura per poter noi agire: uno dei gli obiettivi del ministero e del governo è non avere ombre, per noi non c'è distinzione tra presenza e a distanza ma deve essere buona l'offerta formativa: tutto quello che può illuminare per noi è benvenuto". Così la ministra dell'Università Anna Maria Bernini in conferenza stampa a Palazzo Chigi sulla vicenda che ha riguardato l'ateneo telematico Pegaso."
    L-14 Guglielmo Marconi

  • #2
    Ragazzi, tutte le indagini giudiziarie che stanno investendo la Pegaso sono conseguenti a denunce sporte dalla Pegaso stessa. Per cortesia evitiamo di fare il gioco di certa stampa che oramai vive di clickbaiting.
    È stata la Pegaso, dopo il caso Boccia (che ha fatto da apripista), ad annullare a tappeto, d'ufficio in autotutela, una marea di titoli rilasciati, caducando eventuali immatricolazioni successive e conseguenti, nonché a denunciare all'autorità giudiziaria penale (cosa che peraltro era tenuta a fare per legge) i soggetti a cui erano stati annullati i titoli per irregolarità, accertate in via amministrativa, potenzialmente rilevanti in sede penale.
    Inoltre ho già spiegato molte volte che i proprietari delle università non esistono.

    Condividere i cosiddetti panieri (termine che fu inventato per la eCampus e che si è rapidamente diffuso per tutti gli altri atenei; in precedenza si parla di banche dati) non è illegale. Lo si fa perfino per i concorsi pubblici, in cui è in gioco molto di più che un semplice esame universitario.

    La Pegaso è parte lesa, rectius persona offesa; del resto, essendo una persona giuridica non potrebbe stare nella posizione di indagato o stare nel processo come imputato, ma solo come parte civile (in quanto danneggiata) se si costituirà tale, dato che la responsabilità penale pertiene solo alle persone fisiche (la responsabilità delle persone giuridiche per i reati commessi dai loro amministratori e dipendenti è amministrativa, non penale).

    L'unica vicenda in cui forse la Pegaso ha una qualche responsabilità, ma a mio avviso non penalmente rilevante (ferma restando l'eventuale rilevanza penale in capo a person fisiche), è quella che riguarda un centro studi spagnolo che si occupa di formazione in materia di criminologia, criminalistica, difesa e sicurezza. Questo centro studi aveva stipulato una convenzione con Pegaso e faceva pertanto da intermediario per il rilascio di master universitari di primo e secondo livello pegasini. Secondo le notizie apparse su stampa (peraltro minore), in base a una versione attribuita a questo stesso intermediario, una volta che questi titoli sono stati presentati alle autorità competenti del Regno di Spagna per l'omologazione essi non sono stati riconosciuti poiché ritenuti non validi, in quanto privi di efficacia giuridica, nello Stato di origine. Insomma, si è verificato ciò che avevo preconizzato io anni fa, sulla base di quanto riportato qui: c'è almeno una discussione in cui dico che prima o poi qualcuno avrebbe portato il master all'estero per il riconoscimento e, trattandosi di un mero attestato di frequenza e non di un titolo, sarebbe rimasto con il cerino in mano. Avevo anche specificato che la cosa sino ad allora non era mai accaduta perché la stragrande maggioranza degli iscritti a corsi di master della Pegaso non è iscritta al corso di master tanto per conseguire un master: l'interesse reale è quello di abbreviare un successivo corso di laurea magistrale risparmiando soldi; ottenuto il risultato il master viene felicemente affossato, salvo ritrovarselo nel caso in cui possa tornare utile per qualche concorso o altra procedura pubblicistica.
    Evito di linkare gli articoli che parlano della vicenda di cui sopra perché sono pieni di falsità: le più vistose sono che il competente dicastero spagnolo avrebbe considerato la Pegaso istituzione non abilitata a rilasciare titoli aventi valore legale in Italia e che sarebbero state truffate decine di studenti ai quali era stato promesso che con quei master avrebbero potuto accedere al ciclo di dottorato. In merito a quest'ultimo aspetto va precisato che: a) laddove si tratti di master di secondo livello, il titolare già possiede sicuramente il titolo per l'accesso al corso dottorale; b) laddove si tratti di master di primo livello, essi non danno accesso neanche in Italia al terzo ciclo e dunque dubito fortemente che la Pegaso abbia fatto questa promessa. Verosimilmente, essi potrebbero essere riconosciuti in Spagna come másters proprios e non come másters universitarios oficiales. Solo questi ultimi corrispondono alle nostre lauree magistrali e dànno accesso ai corsi di dottorato.
    Ultima modifica di dottore; oggi alle, 16:33.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Dottore dove hai letto che la Pegaso ha annullato in autotutela i titoli? Nell'articolo dell'ansa c'è scritto chiaramente che sono gli investigatori che stanno contestando 4200 iscrizioni irregolari, va a capire però cosa si intende per iscrizioni irregolari. Se fosse stata l'università a "denunciare" queste 4200 irregolarità, che credo siano di carattere amministrativo(ovviamente è solo un ipotesi) non penso che l'ateneo parlerebbe di "casi isolati" come riportato nell'articolo postato....secondo me stiamo davanti a un caso che farà scuola perchè i numeri sembrano veramente impressionanti e potenzialmente potrebbe creare un "terremoto" devastante per le telematiche, davanti a questi numeri il MUR non potrà non prendere decisioni drastiche

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      • #4
        Francesco90, a parte il fatto che la Pegaso ha fatto almeno un comunicato stampa per comunicare che aveva presentato un esposto-denuncia alla Procura di Napoli (ora non ricordo se fosse lo stesso comunicato del caso Boccia o un altro che non lo richiamava espressamente) e credo che se ne fosse anche parlato sul forum, so da fonti interne che Pegaso nei mesi scorsi ha inviato una serie di raccomandate a nastro dal contenuto sempre identico: una lettera standard, che ho visto personalmente con i miei occhi, in cui si dice che la tesi del laureato è stata posta a revisione e ne è stata rilevata una percentuale di plagio superiore a una certa soglia (mi pare che la percentuale precisa delle singole fattispecie sia specificata) e si concede un termine al laureato per produrre una memoria difensiva, decorso infruttuosamente il quale si procederà a emanare provvedimento di autotutela con decreto del direttore generale (poi francamente non so se si tratta dell'organo competente poiché in altri atenei il provvedimento è emanato per decreto rettorale(*).
        In altre versioni della lettera, più rare, si contestano invece mendacità nelle dichiarazioni sostitutive di certificazione e/o di atto notorio rese per ottenere l'immatricolazione e/o l'abbreviazione della carriera (o comunque la convalida di esami). Ora non ricordo se nella nota si specifica che il tutto sarà riferito all'autorità giudiziaria, il che è comunque obbligatorio dato che parliamo di pubblici ufficiali e gestori di pubblici servizi. Inoltre va da sé, sempre sans dire, che tutti gli atti conseguenti decadono automaticamente ex tunc, in quanto nulli in radice: se si è usata una laurea annullata per immatricolarsi a un corso di laurea magistrale, la carriera di quest'ultima se ne va a farsi benedire e gli esami sostenuti è come se non esistessero.

        Per la cronaca, la cosa è talmente venuta fuori che se cominci a scrivere su Google Search senza account (prova tu stesso con finestra anonima senza effettuare login, browser non basato su Chromium e magari VPN) «Pegaso a» il primo suggerimento che il sistema ti dà è «Pegaso annullamento laurea», e compaiono decine di fonti più o meno qualificate in cui se ne discute, comprese discussioni di avvocati che stanno seguendo la questione. I casi sono talmente tanti che l'Ateneo ha dovuto attivare un'apposita casella e-mail.

        A proposito di avvocati, se vuoi farti una risata leggiti la sentenza della IV sezione del Tar Campania Napoli n. 1408/2026 nel ricorso n. 4003/2025: una tizia beccata con le mani nella marmellata ha avuto pure il barbaro coraggio di fare ricorso sperando di spuntarla sul piano amministrativo, incartandosi con le sue stesse mani dato che ha aggiunto un tassello al quadro probatorio già molto grave che sarà utilizzato contro di lei in sede penale.



        _________
        * Il direttore generale è il vertice amministrativo (organo di gestione), il rettore è il vertice 'politico' (organo di indirizzo).
        Ultima modifica di dottore; oggi alle, 16:53.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Per curiosità ho fatto la ricerca nella modalità che mi hai suggerito e mi è uscita una discussione di un reddit ma nulla di particolare, ho provato a cercare anche la sentenza che dicevi ma anche lì con esiti infruttuosi. Comunque nei mesi scorsi anche io vidi su diverse piattaforme social che si parlava di queste raccomandate in cui si chiedevano chiarimenti però non ho letto da nessuna parte di successivi provvedimenti.
          La cosa strana di tutta la vicenda, a parer mio, è il commento alla notizia da parte dell'Ateneo che minimizza in modo esagerato parlando di casi "isolati" mentre l'agenzia di stampa parla di oltre 4200 iscrizioni sospette, per questo non si capisce se sono numeri sensazionalistici in ottica clickbait oppure derivano effettivamente da fonti della Procura. Per quanto riguarda gli annullamenti, ripeto, non ne ho letto notizia da nessuna parte e onestamente mi sembra strano vista la "portata" dell'evento

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