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Indagato il presidente del gruppo Multiversity

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    Incollo que l'articolo di oggi del Fatto Quotidiano (https://www.ilfattoquotidiano.it/202...tampa/8529994/).


    Napoli, inchiesta su università telematiche: “Pressioni sulla ministra Bernini tramite Bisignani (non indagati)”. I pm: “E un sistema per avere buona stampa”

    La procura accusa di associazione a delinquere Fabio Domenico Vaccarono, presidente del gruppo UniPegaso-Multiversity. L’ipotesi di corruzione tra privati e i vertici editoriali e giornalistici di quasi tutte le principali testate nazionali: anche l'ad di Seif Monteverdi e il direttore del fatto.it Gomez

    È accusato di aver fatto pressioni, tramite Luigi Bisignani, sulla ministra dell’Università Anna Maria Bernini per prorogare la disciplina “eccezionale” che regolamentava gli esami a distanza. È una delle contestazioni mosse a Fabio Domenico Vaccarono, presidente del gruppo UniPegaso-Multiversity, che ieri è stato perquisito su mandato della Procura di Napoli. Secondo i pm partenopei Vaccarono per “avallare” la “gestione illecita di corsi, titoli e attestati formativi da parte degli esponenti della compagine dell’Ateneo” puntava a “tenere ferme” le modalità di “espletamento degli esami a distanza” (già introdotte dal suo predecessore e coindagato Danilo Iervolino) grazie alle quali veniva “demandata al personale amministrativo la visione, la validazione e anche la verbalizzazione delle tracce audio/video delle singole prove d’esame”. Senza che fosse quindi necessaria la presenza dei docenti. Per ottenere questo obiettivo, sempre secondo l’ipotesi della Procura, faceva “pressioni” con il “tramite di Luigi Bisignani, sul Ministero dell’Università e della Ricerca On. Anna Maria Bernini affinché quest’ultima prorogasse la disciplina ‘eccezionale’ disposta con decreto Ministeriale n. 1835 del 6.12.2024 (…) che aveva previsto – appunto in via eccezionale e in ragione e in concomitanza con l’epidemiaa del Covid – l’espletamento degli esami a distanza”. Bisignani e Bernini non sono indagati nell’ambito dell’inchiesta. Nel caso della ministra, secondo un’intercettazione riportata dal sito de La Stampa, viene definita al telefono da Bisignani e Vaccarono come “Una rigida e str…”.

    La Procura di Napoli indaga anche su un’ipotesi di corruzione tra privati tra il gruppo UniPegaso-Multiversity guidato da Vaccarono e dall’ad Francesco Durante, e i vertici editoriali e giornalistici di quasi tutte le principali testate nazionali, tra cui la nostra: l’ad di Seif Cinzia Monteverdi e il direttore de ilfattoquotidiano.it e condirettore de Il Fatto Peter Gomez sono indagati per concorso in corruzione tra privati (leggi il comunicato di Seif e la lettera del direttore). Nelle scorse ore sono partite le notifiche degli avvisi di garanzia: in totale 22 gli indagati. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, Vaccarono, Durante, Andrea Ferrante e Gianpiero Mazza in qualità di referenti apicali del fondo Cvc Italia proprietario del gruppo, Gianluca Comin e Gianluca Giansante, in qualità rispettivamente di presidente e socio operativo della ‘Comin Partners’, e Andrea Buonomo, in Pegaso già durante la gestione di Iervolino e poi cooptato da Vaccarono nella nuova gestione, avrebbero formato un’associazione a delinquere con lo scopo di commettere “una serie indeterminata di corruzioni tra privati, di istigazioni alla corruzione e, ove necessario, di estorsione”, per avere in cambio, in sostanza, articoli che non ledessero l’immagine del gruppo.

    L’operazione sarebbe stata avviata pochi mesi fa, a maggio 2026. Poco prima di una data spartiacque, il 9 giugno, quando uscirono le prime notizie su una inchiesta di Napoli per associazione a delinquere riguardante la gestione Pegaso di Iervolino, accusata di falsificare esami e lauree: Buonomo era già indagato in quel filone. Le notizie peraltro erano il frutto della discovery di alcune carte non più coperte da segreto, ed in particolare di un decreto di perquisizione eseguito nella scorsa primavera, poi impugnato al Riesame.

    I vertici di Multiversity-UniPegaso sarebbero riusciti ad ottenere buona stampa, si legge nell’avviso firmato dagli aggiunti Sergio Ferrigno e Sergio Amato e dai pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesca Paola Colonna Romano attraverso “una rete di rapporti con gruppi editoriali, concessionarie pubblicitarie, direttori di testate e agenzie di stampa” costruita nel tempo. Sarebbe stata utilizzata la leva della “promessa, erogazione, riattivazione e incremento di investimenti pubblicitari”, tramite la quale “condizionare, silenziare, attenuare, ritardare la pubblicazione di notizie riguardanti le indagini in relazione all’Università Telematica Pegaso e al gruppo Multiversity in modo da ridurne l’impatto economico e reputazionale”. Viene contestata tra l’altro l’assicurazione di una “preventiva interlocuzione col gruppo Multiversity” sulle notizie di loro interesse.

    L’elenco dei gruppi editoriali, delle testate e delle relative concessionarie di pubblicità citato nel decreto di perquisizione è lunghissimo e comprende praticamente la maggiori società dell’informazione in edicola e sul web: Gedi (Repubblica, La Stampa), Rcs (Corriere della Sera), Editoriale Domani (Domani), Ciao people (Fanpage.it), l’agenzia Italpress, Il Foglio, Piemme spa in qualità di concessionari pubblicitari delle testate edite dal gruppo Caltagirone (Il Mattino, il Messaggero, il Gazzettino e Leggo), la società editrice di Libero del gruppo Angelucci e de ‘Il Sole 24Ore’, CityNews quale società editrice della rete di testate locali comprendente “Napoli Today”, Seif, società editrice de ‘Il Fatto quotidiano’ e la sua concessionaria di pubblicità Sport Network. Risultano indagati, oltre a una serie di amministratori, anche alcuni direttori di testata: Mario Orfeo, in qualità di direttore di Repubblica fino a luglio scorso; Francesco Cancellato, direttore di Fanpage; Andrea Malaguti, ex direttore de La Stampa, Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio. Per tutti i fatti contestati sarebbero avvenuti “in data antecedente e prossima al 30 giugno 2026”. Nella mattinata del 7 ottobre, Gianluca Comin e Gianluca Giansante hanno diffuso una nota con scritto: “Personalmente non abbiamo mai ricevuto prima d’ora una comunicazione di garanzia e da oggi faremo il nostro mestiere sapendo cosa prova chi si trova in questa situazione. Abbiamo rispetto della magistratura e siamo certi di poter chiarire la correttezza del nostro operato. Ma una cosa la vogliamo dire, nel merito. Pensiamo di aver sempre rispettato la professione del giornalista e di aver sempre difeso, con serietà ed educazione le ragioni delle aziende e dei manager per cui lavoriamo, stando sempre dentro i confini deontologici e professionali. È il nostro mestiere e pensiamo di averlo fatto correttamente. Siamo grati ai tanti che ci stanno facendo arrivare privatamente e pubblicamente messaggi per testimoniare la loro amicizia e la loro stima”.

  • #2
    molto interessante l'articolo da parte di Breaking Italy

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    • #3
      Originariamente inviato da F3d3r1c0 Visualizza il messaggio
      molto interessante l'articolo da parte di Breaking Italy
      Ci sono molti errori nel video, comunque non ho capìto se questa è l'ennesima indagine che non porterà a niente oppure è sempre la stessa che certi giornali hanno rilanciato.
      Comunque la Pegaso è realmente parte offesa (non «parte lesa»).
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Ah, ma è Woodcock? Vabbe'
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Sono due indagini: la prima su presunte irregolarità nel riconoscimento di CFU e modalità di esame, la seconda (di questi giorni) su presunte manipolazione dell'informazione: in pratica i giornali che sponsorizzano la stessa università telematica sarebbero stati poco solleciti a diffondere le informazioni sulla prima indagine... quindi indagano anche i direttori dei giornali/siti di informazione...

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          • #6
            Quindi per valutare se ad un esame uno ha "imbrogliato" bisogna essere professore della specifica materia d'esame?
            Del personale addestrato non va bene?
            Sono esami a risposta multipla dove la correzione è automatica, quindi un docente della materia avrebbe 0 valore in questa fase.
            Nel caso venissero rilevate irregolarità, il personale segnala al docente il fatto, che dopo una sua attenta valutazione decide se invalidare o meno l'esame.
            Per quanto riguarda la modalità d'esame poi, è da mesi che sono splittati in 2: parte online con sistemi quali room tour, LockDown Browser e Monitoraggio e Proctoring con AI (Respondus Monitor), e parte scritta in presenza.

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            • #7
              Originariamente inviato da Nyko683 Visualizza il messaggio
              Quindi per valutare se ad un esame uno ha "imbrogliato" bisogna essere professore della specifica materia d'esame?
              Del personale addestrato non va bene?
              Sono esami a risposta multipla dove la correzione è automatica, quindi un docente della materia avrebbe 0 valore in questa fase.
              Nel caso venissero rilevate irregolarità, il personale segnala al docente il fatto, che dopo una sua attenta valutazione decide se invalidare o meno l'esame.
              Per quanto riguarda la modalità d'esame poi, è da mesi che sono splittati in 2: parte online con sistemi quali room tour, LockDown Browser e Monitoraggio e Proctoring con AI (Respondus Monitor), e parte scritta in presenza.
              Per gli esami in presenza quest'anno (che prevedevano un "orale" sono state fatte domande del tipo "a cosa ti serve la materia nel tuo percorso professionale" spesso da docenti di materie differenti...Le modalita future prevedono invece una parte scritta online da casa dove puoi raggiungere max 24, poi una parte in presenza, sempre a quiz su un tablet dove puoi beatamente sparare a caso e tenerti il voto acquisito on line.

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              • #8
                Originariamente inviato da Lara_S Visualizza il messaggio
                i giornali che sponsorizzano la stessa università telematica
                I giornali non la sponsorizzano. Semmai si fanno sponsorizzare da essa.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio

                  Per gli esami in presenza quest'anno (che prevedevano un "orale" sono state fatte domande del tipo "a cosa ti serve la materia nel tuo percorso professionale" spesso da docenti di materie differenti...Le modalita future prevedono invece una parte scritta online da casa dove puoi raggiungere max 24, poi una parte in presenza, sempre a quiz su un tablet dove puoi beatamente sparare a caso e tenerti il voto acquisito on line.
                  Sì, lo so, sono al terzo anno.
                  Comunque le modalità negli ultimi anni sono passate da:
                  - Online o in presenza (orale o scritto)
                  - Online o Orale (ma solo in presenza a Roma)
                  - Prova intermedia online (30 domande) + finale in presenza orale (2 domande)
                  - Prova intermedia online (30 domande) + finale in presenza scritta (2 domande)

                  Da Novembre: Prova intermedia online (24 domande) + finale in presenza scritta (7 domande) oppure prova unica scritta in presenza da 31 domande.

                  Sul "puoi beatamente sparare a caso", dipende dal voto dell'intermedia: sì se hai già raggiunto il 18 e ti accontenti, no se devi ancora raggiungere la sufficienza o cerchi un voto alto.

                  Quanto all'idea che "da casa" equivalga per forza a copiare... lasciamo stare, va.

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