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Indagato il presidente del gruppo Multiversity

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  • #16
    Il test a risposta multipla potrebbe includere un calcolo, ad esempio:

    Un proiettile viene sparato dall'alto di una torre di 60 mcon velocità iniziale di 100 m/sinclinata di 30∘sopra l'orizzontale, la sua gittata è
    ☐ 850 m
    ☐ 978 m
    ☐ 1120 m
    ☐ 420 m

    a questo punto devi aver studiato la teoria, conoscere le formule e fare il calcolo, pur essendo a risposta multipla...
    quindi non demonizzerei il test a risposta multipla, dipende da come sono formulati...

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    • #17
      Chiaro che bisogna aver studiato la teoria, ma e' altrettanto chiaro che questo quiz lo trovi in un qualunque testo di Fisica per licei scientifici.
      Prova a dare un'occhiata alle traccie di Fisica I di un Politecnico ma anche di Uninettuno e (con onesta' intellettuale) vedrai delle significative differenze.

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      • #18
        Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
        Chiaro che bisogna aver studiato la teoria, ma e' altrettanto chiaro che questo quiz lo trovi in un qualunque testo di Fisica per licei scientifici.
        Prova a dare un'occhiata alle traccie di Fisica I di un Politecnico ma anche di Uninettuno e (con onesta' intellettuale) vedrai delle significative differenze.
        Su questo sono d'accordo, Mercatorum è molto più focalizzata sull'apprendere la teoria che sull'analisi e l'applicazione pratica. Io ora sono a metà del terzo anno di L-9 e noto questa cosa soprattutto per alcune materie. Si apprendono molti concetti e molti esercizi, ma indubbiamente più semplici... senza però fare esercizi dove ci si deve scervellare a trovare una soluzione, attività che sarebbe invece utile a creare la forma mentis di un ingegnere. Con questo non voglio dire che sia facile e che non ci si debba applicare, ma che come modalità di studio la vedo bene per alcune materie e molto meno per altre.

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        • #19
          OK, chiaro, in Unimarconi invece ti danno una solida preparazione scientifica, con esami a risposta aperta ed esercizi di calcolo anche aricolati e complessi, penso che starò alla larga dal gruppo Multiversity, non amo le cose facilitate, sul lavoro poi servirà una buona preparazione di base: già ti manca l'esperienza, se poi manca anche la preparazione teorica...

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          • #20
            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
            Una precisazione: la parola "annualità" nel gergo universitario ha un preciso significato. Non è sinonimo di anno, né solare né accademico.
            Lo so, e credo che lo sappiano tutti.

            Ma grazie.

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            • #21
              Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio

              L'universita dovrebbe preparare e selezionare, non solo essere "comoda".
              L'Università, ma ci metterei in senso più ampio tutta l'istruzione superiore, ha un solo scopo: diffondere conoscenza di livello superiore.

              Non seleziona, e non prepara al lavoro: quello è un problema tuo, l'Ateneo ha il compito di fornirti le basi (spesso, imprescindibili) per svolgerlo nel futuro.

              Ma non ha altri scopi e, soprattutto (mi si permetta il piccolo off-topic), non è un ufficio di collocamento, né deve rendere conto della 'spendibilità' dei titoli che rilascia.

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              • #22
                Originariamente inviato da Lara_S Visualizza il messaggio
                sul lavoro poi servirà una buona preparazione di base
                Occhio che, spesso, c'è una netta discordanza pratica tra quello che studi e cosa poi, in effetti, dovrai fare nel lavoro.

                Quello che ti servirà maggiormente a lavoro è il ragionamento, la forma mentis che, questa sì, teoricamente un'istruzione superiore dovrebbe garantire prima di qualsiasi altra conoscenza.

                Sempre teoricamente, e con le dovute differenze, in linea di principio è questo che dovrebbe essere ricercato (e valutato) da chi ricerca personale laureato, ma così poi, spesso, non accade.

                Ed ecco perché ci si trova dunque a visionare annunci di lavoro indecenti, scritti da sub-umani, che richiedono un titolo accademico per posizioni che non ne necessiterebbero affatto.

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                • #23
                  Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio

                  La differenza e' che in Uninettuno (come in Unimarconi o nella maggior parte delle tradizionali) gli esami vengono corretti da una persona umana, in alcuni atenei telematici da un software..
                  Diciamo che se facilitassero il lavoro del revisore, magari programmando un piccolo gestionale interno per l'invio di PDF con un semplice software di videoscrittura (ipotizzo che, con le conoscenze di base, riuscirei anche io a costruirlo con l'aiuto di Claude), forse se ne potrebbe beneficiare tutti.

                  Molto del lavoro del revisore, ipotizzo, è tentare di capire cosa cavolo c'è scritto sul foglio, e non la sua semantica.

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                  • #24
                    Originariamente inviato da Lara_S Visualizza il messaggio
                    OK, chiaro, in Unimarconi invece ti danno una solida preparazione scientifica, con esami a risposta aperta ed esercizi di calcolo anche aricolati e complessi, penso che starò alla larga dal gruppo Multiversity, non amo le cose facilitate, sul lavoro poi servirà una buona preparazione di base: già ti manca l'esperienza, se poi manca anche la preparazione teorica...
                    Diciamo che a un giovane, avendone la possibilità, sconsiglierei a prescindere la telematica.
                    Riguardo a Multiversity, non è "più facile" nel senso comune del termine: è semmai più efficiente nel ridurre i tempi morti.
                    Hai materiale e riassunti già pronti, senza dover impazzire a cercare fonti esterne.
                    Anche sul fronte esami, la differenza è nel formato, non necessariamente nella difficoltà: un singolo quesito può sembrare più semplice, ma dovendo rispondere a 31 domande in soli 45 minuti la pressione sul tempo è altissima (rispetto ai classici 3 problemi da svolgere in diverse ore). È un approccio diverso, non per forza più leggero.
                    La mia riflessione precedente verteva proprio su questo: sulla modalità, non sulla facilità.
                    A livello di teoria di base le differenze sono minime; le vere difformità emergono su alcune materie specifiche e nel modo in cui si affronta il problem solving.
                    Infine, sul piano lavorativo, che si esca da Multiversity o da Unimarconi per un recruiter cambia ben poco: resta comunque un titolo conseguito in una telematica, fuori dai soliti circuiti dei Politecnici o delle università più blasonate. Che piaccia o no, ad oggi la realtà del mercato è questa.

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