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Laurea magistrale dopo Scienze della comunicazione

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  • Laurea magistrale dopo Scienze della comunicazione

    Salve a tutti, sono nuovo nel forum .
    Siccome sono in dirittura d'arrivo per quanto riguarda la laurea triennale in scienze della comunicazione (a Bari), vi vorrei chiedere dei consigli su come proseguire/che cosa fare nell'immediato futuro. Prima però vi faccio un breve recap di ciò che mi è successo negli ultimi anni, per farvi capire la situazione.

    Innanzitutto al terzo anno di geometra alle scuole superiori ho capito che non era assolutamente la strada che potevo percorrere, perlomeno in relazione alla mie capacità /volontà , dunque ho preso la decisione di fare l'ultimo biennio al liceo delle scienze umane (scelta di cui non mi pentirò mai per quanto è stata voluta e sofferta). Dopodichè è arrivato il fatidico momento della scelta dell'Università , e alla fine tra mille dubbi e indecisioni ho scelto la tanto bistrattata scienze della comunicazione. A ottobre mi laureo se tutto va bene, e adesso il problema si ripropone: Cosa prendere dopo?

    Devo dire purtroppo che questo corso di laurea non mi ha offerto chissà  quali opportunità  lavorative o competenze: tutto è stato parecchio approssimativo, per dire noi abbiamo studiato a grandi linee che cos'è la comunicazione, ma non come farla, ad esempio.
    Mi è sembrato più una sorta di liceo che altro, tutto molto teorico, cioè alla fine a che mi serve? Io vedo la mia ragazza che fa architettura, che studia non per andare a far l'esame, ma perchè quelle conoscenze/competenze le serviranno per un futuro ambito lavorativo (com'è giusto che sia!).
    Certo non avevo poi così tante aspettative su questo corso di laurea, ma d'altro canto volevo poter avere un aggancio al mondo del giornalismo. Ebbene si, mi è sempre piaciuto scrivere di qualcosa e su qualcosa, in particolare il mio sogno più grande è scrivere per una rivista sportiva o videoludica: negli ultimi tempi infatti ho fatto diversi provini per alcune testate online, senza però mai trovare una certa stabilità .

    La scelta più logica a questo punto della mia vita sarebbe percorrere un accademia giornalistica al Nord, però sono ben consapevole della miseria che fa guadagnare questo mestiere, così come sono consapevole della crisi del settore. Il fatto è che ho una visione dell'esistenza molto idealista, vorrei applicare le mie passioni (interesse per il calcio, interesse per i videogiochi, musica, ecc.) a un futuro lavoro, vorrei che il mio lavoro mi piacesse e mi divertisse, per questo sono molto riluttante all'idea di un lavoro "standard". D'altra parte so anche però che bisogna pur lavorare per portare a casa la pagnotta, tradotto: si deve essere disposti a fare qualsiasi cosa pur di non stare al verde.

    Non so ragazzi, a volte penso che non riuscirò mai ad integrarmi in questa società , che soffoca ogni sogno e ogni desiderio, che ci omologa e ci standardizza tutti. Questo lo penso anche e sopratutto dopo la mia esperienza lavorativa ad una nota catena di videogiochi (il Gamestop), dove ho approcciato per la prima volta al mondo del lavoro, in maniera abbastanza traumatizzante sotto certi aspetti. Fatte queste premesse,e tenendo conto che prediligo per lo più materie umanistiche, secondo voi che master/specialistica potrei prendere? Io avevo sentito parlare molto bene della VIGAMUS a Roma, un'università  dedicata ai videogiochi.
    In verità  la scorsa estate sono andato anche a fare un colloquio e mi sono sembrati molto professionali, inoltre è una facoltà  riconosciuta dal MIUR, quindi mi sembra ok. Il problema è sempre quello: sbocchi lavorativi effettivi? Attualmente, quale corso di laurea ti da la certezza lavorativa, a parte le facoltà  scientifiche/mediche?

    Grazie a tutti in anticipo per le risposte!
    Ultima modifica di dottore; 06-06-2020, 15:58.

  • #2
    Ciao Dave, benvenuto nel forum.
    Allora, ciò che sto per dirti non ti suonerà  benissimo però ci sono cose che secondo me vanno dette. Sei un ragazzo che si esprime bene e che ha delle belle passioni ma parti da tre presupposti che non sono proprio il massimo.

    1. Il giornalismo. Non serve una laurea per diventare giornalisti. Su questo forum l'abbiamo scritto più di una volta. Trovati una testata on line, fai il praticantato e puoi diventare pubblicista con poco. In un secondo momento puoi fare l'esame "di completamento" per diventare professionista.

    2. Il mondo videoludico che è bello se segui Youtube ma che invece è una chimera. Youtube offre la falsa convinzione che coi giochi si possa diventare milionari ma è roba per grandi aziende orientali o USA che poi fanno product placement a youtuber che sono l'ultima ruota del carro. Personaggi come Favij, Fraws, Zeb89, Cicciogamer hanno alle spalle manager, aziende e appoggi di ogni genere. Fanno credere di avere raggiunto il successo da soli ma non è così: in quel campo non c'è più mercato.
    Il discorso cambia se vuoi diventare un programmatore di videogiochi, anche in quel caso non ci vuole la laurea o meglio: datti a ingegneria informatica e buttati sui giochi come hobby. Ogni tanto qualche università  italiana butta giù l'idea di un corso sui videogiochi o sugli esports ma sarebbe come laureare migliaia di disoccupati, ad oggi nessuno ha avuto il fegato di farlo.

    3. Questa Vigamus non è un'università , è un nome commerciale per dei corsi della Link Campus, un'università  maltese collegata al CEPU.
    Saranno seri e professionali quanto vuoi, ma quando c'è da immatricolare lo sono tutti, piuttosto chiedi garanzie sul dopo-laurea che non sia un pulcioso tirocinio.

    Attualmente i corsi con più sbocchi lavorativi sono medicina, ingegneria ed economia, la "triade magica".
    Fra qualche anno anche ingegneria avrà  la sua crisi, per il momento sta reggendo.

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    • #3
      Ciao Marika ti ringrazio per la risposta e ti rispondo ad ogni punto che mi hai elencato.

      1. Si lo so che si può fare i giornalisti anche senza laurea, il problema è che o si hanno conoscenze nei luoghi di lavoro oppure si fa una lunghissima gavetta online, quasi certamente senza alcuna retribuzione. Inoltre in chiave futura io non so veramente quanto convenga affidarsi a un mestiere così "evanescente", nel senso che nel più ottimistico dei casi andrei a guadagnare 700 euro al mese e non potrei costruire praticamente nulla nella mia vita. Quindi boh, forse è una strada da lasciar perdere.

      2. Con passione videoludica non intendevo certo dire che vorrei essere uno youtuber o simili, al massimo il mio sogno sarebbe entrare in riviste specializzate quali Multiplayer, Ign e simili, fare insomma il tester/recensore di videogiochi in qualche grossa azienda (o per il versante calcistico, qualche rivista specializzata appunto nell'argomento del calcio). Per fare il programmatore di videogiochi avrei dovuto percorrere la strada dell'informatica, e quindi nada anche quella, anche perché poi c'è tanta tanta matematica e programmazione, materie per le quali non sono esattamente tagliato.

      3. Guarda di Vigamus ho visto un po' la presentazione, i programmi, ecc. A me non sembra male come facoltà , è anche bello che in Italia ci sono queste piccole realtà  che cominciano ad affermarsi come nel resto del mondo. Certo ci sarebbe poi da combattere un certo pregiudizio sociale generale e dello scetticismo anche da parte dei miei, però ripeto onestamente sembra pure carina come idea di prosecuzione, perlomeno se andasse male non potrei dire di non averci provato a collegare il mio futuro lavoro ad una mia passione.

      Una strada che sto mettendo in considerazione che esula da questi ragionamenti è quella del professore (scuole medie/liceo), che tutto sommato non mi dispiacerebbe, ma con la laurea che mi ritrovo non potrei insegnare proprio niente.

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      • #4
        Il mondo del giornalismo è strano perchè ci vuole la gavetta ma deve esserci anche qualità  altrimenti non vai da nessuna parte. Confermo quello che dici ma io ad esempio ho un amico che non è riuscito a sfondare on line, si è stufato, si è aperto il suo sito, ha messo banner pubblicitari e con quelli dopo 5 anni ha cominciato a farsi 800 euro al mese quando va male.
        Non il massimo ma si è realizzato anche senza testata giornalistica e appoggi.
        E' anche vero che quella strada non dà  certezze perchè questo ragazzo deve sempre cambiare campagne pubblicitarie ed è quasi più il lavoro di manutenzione del sito che il fare articoli.
        Le riviste specializzate: tutto bello e ti auguro di farcela, certo c'è molta competizione.
        La Vigamus aka Link Campus al contrario di altri progetti CEPU ha una certa trasparenza ma qui tocchiamo il punto dolentissimo della retta nonostante le borse di studio.

        1° anno
        A.A. 2017/2018 ”“ 1 rata da 2000 euro + 500 euro tassa di iscrizione più 2 rate da 2500 euro l'una (prima rata all‘atto della preiscrizione; tassa di iscrizione entro il 31 ottobre; seconda rata entro fine gennaio; terza entro fine marzo).

        2° anno
        A.A. 2018/2019 ”“ 1 rata da 2000 euro più 2 rate da 2500 euro l'una (prima rata entro fine settembre; seconda rata entro fine gennaio; terza entro fine marzo).


        Arriviamo a un costo che raggiunge quello della Cattolica per economia e ingegneria con ISEE alto, non so se mi spiego.
        E per cosa? Per sapere come funziona l'industria dei videogame e per conoscere come fare un modello 3D?
        Io dico "ma anche no", poi fai tu, alle passioni non si comanda.

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        • #5
          Quindi sostanzialmente farei bene a cercare qualche sito sul web invece di prendere fantomatiche facoltà  o accademie di giornalismo.

          Per quanto riguarda la Vigamus eh, il prezzo è effettivamente elevatissimo e non so quanto ne valga la pena come giustamente mi fai notare... poi magari mi trovo lo stesso disoccupato ma ho sborsato un capitale, anche se ripeto, credo che a parte le facoltà  troppo medicina/ingegneria niente ti possa dare la certezza lavorativa.

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          • #6
            Io ti ho detto il mio parere, ma non è detto che sia giusto: ascolta anche altre campane e se hai un grandissimo talento fuori dal comune buttati sui videogiochi.
            Una cosa importante: quasi tutti i giovani partono da disoccupati e spesso devono inventarsi lavori che prima non esistevano, vedi quel mio amico.
            La Grande Recessione del 2007 ha cambiato il mercato e adesso chi fa parte di quella che una volta (bei tempi) era la borghesia si trova non solo svantaggiato ma anche impossibilitato a iniziare qualsiasi attività : o alle spalle ci sono i genitori o nisba.
            Anch'io ci sono dentro e non è semplice.
            Riguardo la continuazione della tua carriera accademica secondo me, però sono sempre miei pareri personalissimi, non è troppo tardi per cominciare economia e marketing.
            Qui abbiamo avuto l'esempio di un ragazzo che da filosofia triennale è passato a economia specialistica senza integrazioni.

            http://www.università .com/i-servizi...filosofia.html

            Voi che vi siete scelti un corso settoriale della facoltà  di lettere prima non avevate questa possibilità  e rimanevate fregati. Con quel genere di corsi vi hanno aperto non una porta ma un portone dorato.

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            • #7
              Ho dato un occhiata a corsi quali economia e marketing, e sinceramente non so quanto mi può piacere fare comunque materie di tipo tecnico e che riguardano comunque studi matematici. D'altro canto ho visto pure cosa ci può essere all'università  di Torino, ho trovato un paio di facoltà  che forse potrebbero fare al caso mio ( questo il link dei corsi di laurea magistrale disponibili):

              1) CAM ”“ Cinema, arti della scena, musica e media (Classe LM-65)
              già  Cinema e media (Classe LM”“65)
              (Sede di Torino)
              Dipartimento: Studi umanistici.

              2) Comunicazione e culture dei media (Classe LM”“92)
              (Sede di Torino)
              Dipartimenti: Filosofia e scienze dell'educazione, Studi umanistici, Culture, politica e società .

              Ho dato un occhiata e queste facoltà  non mi sembrano male, sono più o meno in linea anche con il mio corso di studi(comunicazione). In particolare della seconda ho letto anche gli insegnamenti e sembrano materie interessanti (anche se non so poi come sia spendibile a livello lavorativo una facoltà  simile).

              Altrimenti potrei prendere in considerazione l'idea di una strada estrema... ovvero azzerrare tutto e ripartire daccapo, prendendo una lettere, filosofia (farei il professore di liceo quindi?) o simili, oppure lanciarmi sull'ambito medico (fisioterapia). Ma questo vorrebbe dire buttare al vento 3 anni della mia vita, e sarebbe (anche psicologicamente parlando) difficile accettare una cosa simile: sono arrivato ad un punto della mia vita in cui onestamente vorrei allontanarmi dai libri e cominciare effettivamente a lavorare, se scelgo di percorrere una strada simile aumenterò a dismisura gli anni in cui dovrò avere ancora a che fare con libri, riassuntini ecc. senza contare che continuerò a gravare sulle spalle dei miei genitori.

              Non lo so veramente quale sia la cosa giusta da fare.

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              • #8
                Se posso darti un consiglio qualunque strada sceglierai non aspettare altri 2 anni per metterti a lavorare: informati su tirocini e lavori part time che offre la tua università  e non solo perchè i corsi di laurea umanistici danno una grossa infarinatura di concetti che poi nella pratica non vengono applicati. Paradossalmente il corso della Link sarebbe più pratico di tutti quelli da te citati.
                Un altro percorso a cui hai già  fatto riferimento è quello dell'insegnamento: tentar non nuoce, ma credo che, una volta laureato, dovresti fare degli esami singoli integrativi di economia e giurisprudenza.
                Sul ripartire da capo: l'età  media dei laureati magistrali in Italia è 27-28 anni quindi io non vedo il perdere 3 anni come una tragedia, più che altro diventerebbe un discorso economico e di eventuale scontro coi genitori.
                Altre strade: corsi ibridi ma con classe di economia. Esistono LM77 in marketing e comunicazione che aprirebbero la strada a... tutto... anche senza matematica (vedi Urbino), il problema è se ti riconoscono la triennale e quante integrazioni dovresti fare.
                Ultima modifica di Marika; 16-03-2018, 14:16.

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                • #9
                  Originariamente inviato da dave96 Visualizza il messaggio
                  Innanzitutto al terzo anno di geometra alle scuole superiori ho capito che non era assolutamente la strada che potevo percorrere, perlomeno in relazione alla mie capacità /volontà , dunque ho preso la decisione di fare l'ultimo biennio al liceo delle scienze umane (scelta di cui non mi pentirò mai per quanto è stata voluta e sofferta).
                  Bravo. Solitamente, per una questione di comodità , si fa la scelta inversa. Tu invece hai preso una decisione veramente ammirevole. E coraggiosa.

                  Dopodichè è arrivato il fatidico momento della scelta dell'Università , e alla fine tra mille dubbi e indecisioni ho scelto la tanto bistrattata scienze della comunicazione. A ottobre mi laureo se tutto va bene, e adesso il problema si ripropone: Cosa prendere dopo?
                  Da voi si fa ancora la classica tesi? In questo caso, in quale materia la stai preparando?

                  Devo dire purtroppo che questo corso di laurea non mi ha offerto chissà  quali opportunità  lavorative o competenze: tutto è stato parecchio approssimativo, per dire noi abbiamo studiato a grandi linee che cos'è la comunicazione, ma non come farla, ad esempio.
                  Quello è tipico di qualsiasi corso di laurea in Scienze della comunicazione.

                  Mi è sembrato più una sorta di liceo che altro, tutto molto teorico
                  Quello è tipico dell'università , fatte salve poche eccezioni.

                  volevo poter avere un aggancio al mondo del giornalismo.
                  Allora hai sbagliato corso

                  Ebbene si, mi è sempre piaciuto scrivere di qualcosa e su qualcosa, in particolare il mio sogno più grande è scrivere per una rivista sportiva o videoludica:
                  E vuoi proseguire gli studi per questo

                  negli ultimi tempi infatti ho fatto diversi provini per alcune testate online, senza però mai trovare una certa stabilità .
                  Provini?
                  E che è, il mondo dello spettacolo?

                  La scelta più logica a questo punto della mia vita sarebbe percorrere un accademia giornalistica al Nord
                  Innanzitutto un'accademia, con l'apostrofo.
                  In secundis, lascia perdere.

                  Il fatto è che ho una visione dell'esistenza molto idealista, vorrei applicare le mie passioni (interesse per il calcio, interesse per i videogiochi, musica, ecc.) a un futuro lavoro
                  La tua visione è sin troppo idealistica. Perché non solo vuoi fare il giornalista, ma vorresti farlo in un settore di nicchia, per riviste specializzate, sulle quali oltretutto di solito non scrivono giornalisti (queste riviste sono considerate «ad alto contenuto tecnico, scientifico o professionale» dalla legge sulla stampa, che vale a dire stampa di settore, infatti la legge 69/1963, che per l'informazione generalista prescrive che il direttore responsabile debba essere iscritto all'albo come pubblicista o professionista, per questa tipologia di pubblicazioni consente l'iscrizione temporanea del direttore a un elenco speciale al quale sono iscritti su domanda con allegata la nomina a direttore responsabile e rimangono iscritti per tutta la durata dell'incarico).

                  vorrei che il mio lavoro mi piacesse e mi divertisse, per questo sono molto riluttante all'idea di un lavoro "standard". D'altra parte so anche però che bisogna pur lavorare per portare a casa la pagnotta, tradotto: si deve essere disposti a fare qualsiasi cosa pur di non stare al verde.
                  Passiamo da un eccesso all'altro.

                  secondo voi che master/specialistica potrei prendere? Io avevo sentito parlare molto bene della VIGAMUS a Roma, un università  dedicata ai videogiochi.
                  Le lauree specialistiche non esistono più e la Vigamus non rilascia né master né lauree magistrali, non essendo una università .

                  è una facoltà  riconosciuta dal MIUR
                  Non esistono facoltà  riconosciute dal Miur.
                  In Italia il termine "università " può essere utilizzato solo da soggetti istituiti per legge o, a partire dal 1997, decreto ministeriale. Quindi un soggetto o è una università  o non lo è. E Vigamus non è una università .
                  Esistono delle scuole private del sistema AFAMC (alta formazione artistica, musicale e coereutica) o per la formazione di mediatori linguistici (in séguito al riordino delle scuole superiori per interpreti e traduttori) che sono autorizzate a rilasciare titoli equipollenti alle lauree, ma ancora una volta non è il caso di Vigamus.

                  Attualmente, quale corso di laurea ti da la certezza lavorativa, a parte le facoltà  scientifiche/mediche?
                  Solamente il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e i corsi di laurea in Infermieristica e Ostetricia ti dà nno proprio la certezza.
                  Nei corsi di laurea scientifici, abbiamo la maggior fuga di cervelli.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                    1. Il giornalismo. Non serve una laurea per diventare giornalisti. Su questo forum l'abbiamo scritto più di una volta. Trovati una testata on line, fai il praticantato e puoi diventare pubblicista con poco. In un secondo momento puoi fare l'esame "di completamento" per diventare professionista.
                    Infatti. Tanto oramai riconosco il praticantato d'ufficio a tutti. Almeno te lo sarai fatto gratis (e se vai in causa te lo fai pure pagare, ma la cosa bella è che negli ultimi anni riconoscono i praticantati d'ufficio anche senza previo accertamento giudiziale di un rapporto di lavoro subordinato ), invece di mettere in mano svariate migliaia di euro in improbabili scuole di giornalismo nelle quali il tesserino si compra per finanziare le casse dell'Ordine, la previdenza integrativa e complementare dei giornalisti di lungo corso (ivi compresi quelli in cassa integrazione) e le pensioni erogate con i vecchi sistemi.

                    2. Il mondo videoludico che è bello se segui Youtube ma che invece è una chimera. Youtube offre la falsa convinzione che coi giochi si possa diventare milionari ma è roba per grandi aziende orientali o USA che poi fanno product placement a youtuber che sono l'ultima ruota del carro.
                    Personaggi come Favij, Fraws, Zeb89, Cicciogamer hanno alle spalle manager, aziende e appoggi di ogni genere. Fanno credere di avere raggiunto il successo da soli ma non è così: in quel campo non c'è più mercato.
                    Spietata ma giusta.

                    3. Questa Vigamus non è un'università , è un nome commerciale per dei corsi della Link Campus, un'università  maltese collegata al CEPU.
                    Attenzione: la Link campus da filiazione italiana dell'Università  di Malta (che rilasciava titoli accademici inglesi, anche se su alcuni corsi garantiva il doppio titolo in convenzione con atenei italiani) è diventata una università  a sé, di dritto italiano. Non sapevo fosse in qualche modo collegata al Cepu, francamente. Suo fondatore è considerato l'ex parlamentare Scotti.

                    Attualmente i corsi con più sbocchi lavorativi sono medicina, ingegneria ed economia, la "triade magica".
                    Economia non direi più, oramai. E anche per Ingegneria non è più come una volta, anche se tiene.
                    Medicina e 'contorni' certamente.

                    Fra qualche anno anche ingegneria avrà  la sua crisi, per il momento sta reggendo.
                    Ah, ecoc. Mi avevi anticipato
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      Originariamente inviato da dave96 Visualizza il messaggio
                      1. Si lo so che si può fare i giornalisti anche senza laurea, il problema è che o si hanno conoscenze nei luoghi di lavoro oppure si fa una lunghissima gavetta online, quasi certamente senza alcuna retribuzione. Inoltre in chiave futura io non so veramente quanto convenga affidarsi a un mestiere così "evanescente", nel senso che nel più ottimistico dei casi andrei a guadagnare 700 euro al mese e non potrei costruire praticamente nulla nella mia vita. Quindi boh, forse è una strada da lasciar perdere.
                      La Rete ha precarizzato molto il lavoro del giornalista, ma non credere che prima fossero, come si suol dire, rose e fiori. Un giornalista dipendente lavora ancora molto bene: la difficoltà  sta nell'essere assunti. Nella mia esperienza questo è assai difficile se non hai la raccomandazione di una persona assai influente oppure hai fatto una gavetta decennale e poi citi in giudizio il tuo editore vincendo la causa (ma oggi, con la riforma Fornero, la reintegrazione non è più obbligatoria!). Le scuole di giornalismo producono solo precari con il tesserino di professionisti, che gli editori non assumono volentieri in quanto devono essere pagati subito come redattori ordinari nonostante non abbiano mai fatto i giornalisti in vita loro, mentre un praticante in formazione costa molto meno e nel frattempo impara (quello di praticante in formazione è il livello iniziale del CNLG; dopo 12 mesi diventa praticante anziano e dopo 18 mesi, se supera la prova di idoneità  professionale, diventa automaticamente redattore ordinario).

                      2. Con passione videoludica non intendevo certo dire che vorrei essere uno youtuber o simili, al massimo il mio sogno sarebbe entrare in riviste specializzate quali Multiplayer, Ign e simili, fare insomma il tester/recensore di videogiochi in qualche grossa azienda
                      Ma non c'è bisogno di essere giornalisti professionisti (e neanche pubblicisti)

                      A me non sembra male come facoltà 
                      Non è una facoltà 

                      Una strada che sto mettendo in considerazione che esula da questi ragionamenti è quella del professore (scuole medie/liceo), che tutto sommato non mi dispiacerebbe, ma con la laurea che mi ritrovo non potrei insegnare proprio niente.
                      Si può insegnare solo con le magistrali. Qui trovi un motore di ricerca aggiornato all'ultima riforma delle classi di abilitazione: Titoli di accesso alle classi di concorso.
                      Come vedi, hai diverse opzioni.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                        Io dico "ma anche no", poi fai tu, alle passioni non si comanda.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                          Voi che vi siete scelti un corso settoriale della facoltà  di lettere
                          Finché sono esistite le facoltà , Scienze della comunicazione solo in alcune sedi era sotto Lettere; nella maggior parte delle università , ove non ci fosse una facoltà  specifica, era sotto Sociologia, Scienze politiche, Scienze della formazione, in qualche caso Giurisprudenza. Padova e Perugia interfacoltà  Lettere - Scienze politiche. Insubria Scienze matematiche, fisiche e naturali (vabbe' che qui era una barzelletta perché gli insegnamenti erano tutti coperti per contratto), MoRe Economia e Cassino interfacoltà  tra Lettere, Giurisprudenza, Economia, Ingegneria. Statale di Milano un corso sotto Lettere e un altro sotto Scienze politiche, molto diversi tra loro, più uno a indirizzo musicale sotto Scienze mm.ff.nn.. Bicocca un corso sotto Psicologia, un corso sotto Scienze della formazione e un corso magistrale, a indirizzo informatico, sotto Scienze mm.ff.nn..
                          E ti posso assicurare che i corsi si caratterizzavano in maniera completamente diversa a seconda della facoltà  di afferenza.
                          Se ti laureavi in Media e giornalismo all'Università  di Firenze su 180 crediti ne avevi 140 in comune con Scienze politiche e non più di 12 in comune con Comunicazione linguistica e multimediale. Entrambi i corsi facevano parte della classe di scienze della comunicazione, il primo sotto Scienze politiche e il secondo sotto Lettere e filosofia. Non per niente anche con le vecchie specialistiche (non le attuali magistrali) da Media e giornalismo ci si riusciva facilmente a iscrivere a corsi di area politico-economica, o magari storica, senza o con pochi debiti formativi, mentre da Scienze della comunicazione di Bologna, tanto per fare un esempio, era impossibile.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #14
                            Originariamente inviato da dave96 Visualizza il messaggio
                            Ho dato un occhiata
                            Un'occhiata

                            a corsi quali economia e marketing, e sinceramente non so quanto mi può piacere fare comunque materie di tipo tecnico e che riguardano comunque studi matematici.
                            Economia e diritto per l'impresa e la pubblica amministrazione all'Università  di Modena e Reggio Emilia non ha matematica.

                            D'altro canto ho visto pure cosa ci può essere all'università  di Torino, ho trovato un paio di facoltà  che forse potrebbero fare al caso mio
                            :
                            Non sono facoltà 

                            1) CAM ”“ Cinema, arti della scena, musica e media (Classe LM-65)
                            già  Cinema e media (Classe LM”“65)
                            (Sede di Torino)
                            Dipartimento: Studi umanistici.
                            Corso inutile

                            2) Comunicazione e culture dei media (Classe LM”“92)
                            (Sede di Torino)
                            Dipartimenti: Filosofia e scienze dell'educazione, Studi umanistici, Culture, politica e società .
                            La classe LM-92? Ma anche no, per l'amor di Dio.

                            Ho dato un occhiata
                            Un'occhiata

                            queste facoltà 
                            Non sono facoltà 

                            non mi sembrano male, sono più o meno in linea anche con il mio corso di studi(comunicazione). In particolare della seconda ho letto anche gli insegnamenti e sembrano materie interessanti (anche se non so poi come sia spendibile a livello lavorativo una facoltà  simile).
                            Non è una facoltà  e non è spendibile.
                            Almeno con la LM-59 puoi insegnare sulla classe A065 e, con opportune integrazioni (da maturare attraverso insegnamenti singoli), sulla A018. Quindi se vuoi rimanere in à mbito comunicazione tieni in considerazione questa classe.

                            Altrimenti potrei prendere in considerazione l'idea di una strada estrema... ovvero azzerare tutto e ripartire daccapo, prendendo una lettere, filosofia (farei il professore di liceo quindi?)
                            Dipende dalla magistrale l'accesso all'insegnamento, non dalla laurea. Dunque non c'è bisogno di ripartire dal primo ciclo.
                            Ultima modifica di dottore; 16-03-2018, 15:19.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #15
                              Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                              Esistono LM77 in marketing e comunicazione che aprirebbero la strada a... tutto... anche senza matematica (vedi Urbino), il problema è se ti riconoscono la triennale e quante integrazioni dovresti fare.
                              Non possono non riconoscerla; tutt'al più potrebbe non costituire un titolo di accesso ai sensi del regolamento (comunque in larga parte questi regolamenti sono solo indicativi, nel senso che facilmente vengono aggirati con deliberazioni della struttura didattica competente, che ha facoltà  di derogarli in quanto si tratta dello stesso potere che ha emanato i regolamenti stessi, dunque in virtù di atti equiordinati).
                              Questa è LM-77 e da requisiti di accesso ci rientra senza obblighi formativi aggiuntivi.

                              Ah, dimenticavo: con la LM-77 si può accedere al praticantato per l'abilitazione alla professione di dottore commercialista e insegnare su svariate classi: A021 e A46 con integrazioni, A045 e A047 senza integrazioni (sembrerà  ridicolo dato l'oggetto di queste due classi, ma è così).
                              Ultima modifica di dottore; 16-03-2018, 15:20. Motivo: aggiunta
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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