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Laurea magistrale in area cinema dopo laurea in Scienze della comunicazione

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  • #16
    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
    Dipende da quali sono i tuoi obiettivi.
    Per quello che hai scritto, la laurea basta e avanza, anzi è addirittura superflua.
    Se proprio vuoi investire altro tempo nella tua formazione, il mio consiglio è quello di cercare di aprirti altre strade, anziché fossilizzarti su ciò in cui ti ritieni già  perfetto, così da avere un paracadute qualora malauguratamente le cose ti dovessero andare storte.
    E guarda che te lo dico per un'esperienza ampiamente maturata, anche se non mi piace fare il bacchettone solo perché sono più vecchio.
    É del tutto inutile conseguire titoli che non godono di alcun riconoscimento sul mercato, ed è velleitario pensare che questo surplus formativo possa fare la differenza nella selezione.
    L'Italia ha una vasta tradizione di professioni regolamentate (chiamiamola pure tradizione corporativa) e pertanto un titolo di studio che non abilita a una professione regolamentata non viene punto preso in considerazione sul mercato del lavoro. Ecco perché vi sono continuamente istanze di istituzionalizzazione di nuove professioni (credo che solo nelle ultime tre-quattro legislature i disegni di legge in tal senso abbiano sfiorato il centinaio, e qualcuno è stato pure approvato malgrado l'Unione europea abbia detto di darci un taglio).
    Altrimenti facciamo come quelli che si iscrivevano a Media e giornalismo all'Università  di Firenze o a Scienze politiche per il giornalismo all'Università  di Messina (due corsi molti simili, ancorché afferenti a classi diverse) pur sapendo che per fare i giornalisti la laurea non è necessaria, magari mandando a monte carriere già  avviate, autoconvincendosi che un ipotetico editore quantomeno a parità  di altre variabili avrebbe preferito loro rispetto a chi, il titolo, non lo aveva. Falso, talmente falso che entrambi gli atenei sono stati costretti a disattivare i corsi con tanto di ramanzina del Ministero, che nelle nuove linee-guida ha caldamente invitato gli atenei a evitare di fare riferimento a sbocchi professionali non giuridicamente correlati nelle epigrafi dei corsi. Tu magari potrai obiettare che invece i laureati in Giornalismo per uffici stampa dell'Università  di Palermo hanno trovato sbocchi: ma il corso di laurea in Giornalismo per uffici stampa prevedeva il praticantato di giornalista professionista come parte integrante del percorso formativo, riservato peraltro a una ristrettissima cerchia di aspiranti (il numero chiuso era a due cifre), ed è quello che garantiva l'accesso alla professione, non la laurea in sé, che non canalizzava da nessuna parte. Peraltro andrebbe anche indagato quanti di questi giornalisti professionisti sulla carta ha effettivamente un contratto di lavoro: per le motivazioni che abbiamo spiegato in altre discussioni, con il superamento dell'esame di Stato e l'iscrizione all'albo degli avvocati ci si può fregiare del titolo, ma non è detto che si eserciti effettivamente la professione.
    Prima di iscrivermi a Scienze della comunicazione, il mio obiettivo era realizzare pubblicità  per conto di aziende, ma nel corso del tempo mi sono accorto che il marketing non è il mio campo. Invece guardando gli sbocchi professionali che offrono le due lauree magistrali sopracitate, penso che siano le strade più adatte per me:

    Programmatore e organizzatore nel campo cinematografico e dell'audiovisivo.
    Direttore artistico di festival e rassegne di cinema e arti visive.
    Curatore di eventi culturali.
    Ideatore e gestore di impresa audiovisiva.
    Promotore culturale.
    Progettista multimediale.

    Ma se come ho ben capito, questo corso non serve, allora prenderò in considerazione un'altra strada, purchè sia una strada che mi porti a uno di questi lavori sopracitati.

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    • #17
      Oggi sono a casa per via di un problema di salute; meno male ch volevo approfittarne per fare da casalingo

      Già  avevi sbagliato corso di laurea, se ti volevi occupare di pubblicità , ma lasciamo perdere.

      Quello che mi chiedo è: ma davvero sei così ingenuo da credere che gli sbocchi professionali indicati nei regolamenti dei corsi di studio abbiano una qualche attinenza con la realtà ?. Sono cose che si scrivono tanto per, ma non hanno alcun valore.

      Vuoi fare il promotore culturale, l'organizzatore di eventi? Apriti una bella partita IVA e procedi. Io organizzavo eventi nella mia città , che non è esattamente un piccolo centro, quando non ero neanche maggiorenne e frequentavo il liceo classico. Lo facevo tramite associazioni senza scopo di lucro. Ho organizzato tanti di quegli eventi che, non avendone tenuto sempre traccia in maniera ordinata, nemmeno me li ricordo tutti. Per molti di questi eventi ho ottenuto patrocinà® pubblici (talvolta con contributo, più spesso puramente morali ma comunque prestigiosi). I finanziamenti provenivano sempre da sponsors privati che inserivano la loro pubblicità  all'interno degli eventi. Faccio qualche esempio: concerti di piazza, caberet, saggi di danza, sfilate di moda, commedie teatrali con dibattito, cineforum. Talvolta ho anche presentato, da solo oppure con altri (per un periodo ho fatto coppia fissa con una collega che poi è diventata una cara amica). Siamo anche andati in onda su emittenti televisive locali, abbiamo fatto collegamenti radiofonici etc.. Per me inizialmente era mero divertimento, poi ha cominciato a diventare una professione, o quantomeno qualcosa che mi consentiva di arrotondare la mia attività  giornalistica precaria, per quanto fosse proprio border line dal punto di vita deontologico. Ma, per come sono fatto io, e anche a causa del mio stato di salute, preferisco una vita più stabile, quindi ho fatto di tutto per sistemarmi e quando sono riuscito a trovare un lavoro 'serio' a tempo indeterminato ho preferito voltar pagina.
      Ho tre carissime amiche e due conoscenti che svolgono l'attività  di organizzatrici di eventi per professione. Una delle tre è laureata proprio in Scienze della comunicazione, senza ulteriori altri titoli, e organizza eventi legati soprattutto al mondo delle arti figurative, come mostre di pittura. In realtà  è una pittrice lei stesa e a volte tiene delle personali, ma solitamente organizza delle collettive. Un'altra è laureata in Scienze della comunicazione e poi ha conseguito una laurea magistrale in à mbito turistico. La sua idea era sempre stata quella di occuparsi di design, ma aveva scelto questo graduate programme perché pensava di aprirsi la strada per qualcosa nel marketing territoriale. Poi, per puro caso, ha conosciuto un personaggio famoso che l'ha incaricata di curare il suo ufficio stampa per uno specifico evento. Adesso si occupa prevalentemente di organizzazione di eventi per conto terzi, anche lei soprattutto nel mondo dell'arte (direi arti visive, nel suo caso, non solo figurative). Un'altra è laureata in Scienze della comunicazione con il previgente ordinamento e, dopo aver tentato invano di fare la giornalista, si è messa a organizzare eventi nel settore dell'enogastronomia, diventando un punto di riferimento per un determinato bacino territoriale. Un'altra ha una laurea e una laurea magistrale conseguite entrambe presso una facoltà  di Scienze matematiche, fisiche e naturali, ma non ricordo esattamente in cosa; inizialmente avrebbe voluto insegnare, ma tra una supplenza breve e un'altra ha scoperto pure lei una passione per il mondo dell'enogastronomia. Si è messa a curare una rubrica di cucina per un giornale locale ed è diventata giornalista pubblicista, poi ha mandato curricula in giro ed è stata contattata da una casa editrice specializzata in materia, per la quale, sempre da lavoratrice autonoma (o meglio parasubordinata: contratti a progetto), ha curato l'editing di alcuni volumi. Quindi ha lasciato questa casa editrice, che le dava quattro soldi, e si è messa a organizzare eventi, prima in nero e poi aprendosi la partita IVA. Oggi è una professionista a 360° nel settore della comunicazione enogastronomica: se vuoi aprirti un locale, vai da lei e ti aiuta a elaborare il concept, individuare la location, selezionare e formare il personale, curare le relazioni pubbliche etc. etc.. Lavora anche con piccoli artigiani, ma il suo core business è rappresentato dal cibo, con un focus particolare sulle tendenze del momento. Un'altra è iscritta da una vita a Scienze della comunicazione ma non si è mai laureata. É entrata in società  con il suo compagno, che se non sbaglio è laureato in Economia, e insieme gestiscono un'agenzia di relazioni pubbliche a ciclo completo. Organizzano soprattutto presentazioni di opere letterarie e sono attivi nella convegnistica e congressualistica in genere.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #18
        Lo so bene che gli sbocchi professionali indicati nei regolamenti dei corsi di studio non hanno alcun valore, ma era per fare un esempio di quello che a me piacerebbe fare.
        Tuttavia comincio a capire perchè in realtà  ho aperto questo topic; devo ammetterlo, è un campo per me molto misterioso il mondo del lavoro, e ho sempre dato per scontato, che per le mie capacità  e ciò che vorrei fare io, servisse la laurea prima e la laurea magistrale dopo.
        Adesso, piano piano, mi accorgo che in realtà  non funziona cosi.
        Però adesso mi chiedo, cosa potrei fare per entrare li'? Ad esempio, io pensavo che una volta laureato (o anche prima) potrei mandare il mio curriculum a qualche azienda che si occupa di ciò che ho scritto prima, o magari potrei usare Linkedin per individuare offerte che riguardano i settori in cui vorrei lavorare io.

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        • #19
          Diciamo che imparare a usare un po' meglio la punteggiatura non sarebbe male.
          Ciò premesso, tutte le attività  da te indicate si svolgono in forma di lavoro autonomo. Devi aprire la partita IVA come consulente ovvero come esercente una professione non organizzata in ordini o collegi (legge 4/2013). Non c'è nessun curriculum da mandare, perché si tratta di servizi B2B, cioè business to business, nei quali tu agisci come professionista/imprenditore(*), al pari delle controparti, che non saranno tuoi datori di lavoro, ma tuoi clienti.

          ___________
          * conviene comunque aprire la partita IVA come consulente e non come imprenditore individuale perché la ditta individuale deve essere iscritta anche alla CCIAA (RI e REA) e questo comporta ulteriori adempimenti, tra cui precisi obblighi contabili e maggiori oneri fiscali.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #20
            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
            Diciamo che imparare a usare un po' meglio la punteggiatura non sarebbe male.
            Ciò premesso, tutte le attività  da te indicate si svolgono in forma di lavoro autonomo. Devi aprire la partita IVA come consulente ovvero come esercente una professione non organizzata in ordini o collegi (legge 4/2013). Non c'è nessun curriculum da mandare, perché si tratta di servizi B2B, cioè business to business, nei quali tu agisci come professionista/imprenditore(*), al pari delle controparti, che non saranno tuoi datori di lavoro, ma tuoi clienti.

            ___________
            * conviene comunque aprire la partita IVA come consulente e non come imprenditore individuale perché la ditta individuale deve essere iscritta anche alla CCIAA (RI e REA) e questo comporta ulteriori adempimenti, tra cui precisi obblighi contabili e maggiori oneri fiscali.
            Tu consigli di farlo dopo la laurea, o secondo te, se già  so che la mia strada è questa, posso cominciare a farlo fin da subito?

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            • #21
              Andrews93, per fare ciò che vuoi fare tu occorrono moltissimo spirito di intraprendenza, abnegazione, senso del mercato e capacità  imprenditoriale, tutte cose che nessuna laurea ti potrà  mai insegnare (e poi tu sei già  laureato; semmai la tua domanda era riferita a dopo l'eventuale laurea magistrale).
              Non ci vogliono solo competenze e abilità  tecniche, che comunque dubito acquisiresti con la prosecuzione degli studi, ma proprio abilità  manageriali, spirito di sacrificio e tanta faccia tosta.
              C'è gente che lo fa solo con la laurea (senza magistrale, che a tal fine non serve a niente), gente che lo fa senza neanche quella e gente che lo fa con lauree che non c'entrano niente (vedi esempi di cui sopra, ma guardando alle mie amicizie me ne stanno venendo degli altri).
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #22
                Sono laureando, non laureato. Però il concetto che hai espresso è chiaro.
                Vorrei chiedere un'altra cosa, perché vorrei preparare anche un piano B. Se io volessi lavorare in enti pubblici e privati o aziende che prevedono uffici di pubbliche relazioni e/o uffici stampa, quale sarebbe la strada migliore? Anche qui sarebbe inutile cercare un corso di laurea magistrale e sarebbe meglio cercare lavoro online, ad esempio su LinkedIn?

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                • #23
                  Allora se devi ancora laurearti aspetta, se non altro perché sarai agli sgoccioli e quindi cominciando a lavorare rischieresti di procrastinare la laurea in eterno. Poi presentarsi come dottori in Italia serve a buttare un po' più di fumo negli occhi negli interlocutori, tant'è che la qualifica viene sovente abusata da chi non ne ha diritto.

                  Pubblica amministrazione civile (eccetto corpi di polizia): puoi partecipare a tutti i bandi per la ex carriera direttiva relative alle posizioni alle quali si applica la legge 150/2000 e dal dpr 422/2001.
                  La carriera direttiva corrisponde alle ex VII e VIII qualifica funzionale: area C del comparto ministeri, terza area funzionale del comparto agenzie fiscali, categoria D del comparto regioni e autonomie locali, categoria D del comparto università , categoria D del comparto sanità  (se sei pure iscritto all'albo dei giornalisti, compreso albo pubblicisti, potresti essere inquadrato, nel comparto università , anche nella categoria EP, mentre nel comparto sanità  nella categoria DS. Nel comparto regioni e autonomie locali, alcuni enti negli anni scorsi hanno consentito l'accesso diretto dalla terza posizione economica della categoria D, ma a parere di gran parte della dottrina e di ampia e consolidata giurisprudenza ciò non è legittimo, pertanto la maggior parte delle amministrazioni ha mutato orientamento e non consente l'inquadramento in posizioni economiche diverse da quella iniziale nell'immissione in ruolo).
                  Nello specifico, il dpr 422/2001 prevede che per le mansioni previste dalla legge 150/2000, laddove sia richiesta una laurea, tale laurea debba essere in «scienze della comunicazione, relazioni pubbliche o materie assimilate». Purtroppo una circolare Aran stabilisce che il concetto di materia assimilata è rimesso alla decisione della singola amministrazione, per cui troverai bandi che consentono l'accesso a laureati in Lettere, oppure in Filosofia... In un caso addirittura il bando diceva «Scienze della comunicazione o Ingegneria gestionale» Questo perché le amministrazioni non hanno ben chiaro cosa si studia a Scienze della comunicazione e tendono a fare le associazioni più bizzarre.
                  Attenzione: per l'accesso alla dirigenza dall'esterno è richiesta la partecipazione al corso-concorso della Scuola nazionale dell'amministrazione, per la quale occorre laurea + secondo titolo (che può essere una laurea specialistica/magistrale, un master etc.). Questo in linea del tutto teorica, però, perché da quando esiste la SNA un corso-concorso non è mai stato bandito (l'ultimo corso-concorso, che poi credo sia stato anche il primo post-riforma, risale alla vecchia Scuola superiore della pubblica amministrazione, confluita nella SNA insieme con la Scuola superiore della pubblica amministrazione locale, la Scuola superiore dell'economia e delle finanze e altri istituti di formazione di comparto). Inoltre è previsto un riordino. Attualmente, fermo restando che i concorsi per dirigenti sono pochissimi (considera che molti enti hanno un esubero di dirigenza, mentre altri enti non ce l'hanno proprio e affidano le funzioni dirigenziali al personale di livello apicale, cioè di norma di categoria D; inoltre alcuni comuni campano solo con la dirigenza intuitu personae, legata al mandato politico di ciascuna amministrazione), la via ordinaria per l'accesso alla dirigenza è la partecipazione a concorsi cui si può essere ammessi dopo essere stati per cinque anni in servizio in una qualifica funzionale che richieda la laurea, che, a discrezione dell'ente banditore, possono essere ridotti a quattro qualora si possieda un titolo superiore. I cinque anni possono essere anche non continuativi, anche se purtroppo su questo fioccano i ricorsi perché molte amministrazioni tendono a non riconosce il servizio prestato con contratti a tempo determinato.

                  Privati: il lavoro oramai si cerca quasi esclusivamente online. Purtroppo in questo settore è molto diffuso il viziaccio di assumere persone alle prime armi con contratto di tirocinio formativo e di orientamento, cioè stage (in inglese detto anche internship o traineeship). A mio avviso il possesso di laurea magistrale non cambia di molto la situazione. Un consiglio che posso dare è quello di rifiutare stages senza un adeguato rimborso spese (ora divenuto obbligatorio, ma normato diversamente da regione a regione), cercare di informarsi bene sul soggetto che ce lo propone (se è particolarmente insistente è meglio essere sospettosi e indagare: magari è una di quelle classiche imprese che avvicenda uno stagista con un altro tenendo un posto di stagista stabile in pianta organica, oppure è interessato a percepire finanziamenti pubblici come quelli dei progetti Garanzia giovani e GiovaniSì) ed essere molto chiari sin dal primo colloquio sulle finalità  del tirocinio in termini di successive prospettive.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #24
                    Non so se Marika e Bmastro hanno avuto modo di apprezzare la notevole differenza di reazione tra andrews93 e AlfonsoP. Eppure io non sono stato dolce di sale con nessun dei due.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #25
                      Da parte mia non posso far altro che ringraziarti per tutte queste preziose informazioni. Quando avrò bisogno di altri consigli, saprò a chi chiedere.

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                      • #26
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        Non so se Marika e Bmastro hanno avuto modo di apprezzare la notevole differenza di reazione tra andrews93 e AlfonsoP. Eppure io non sono stato dolce di sale con nessun dei due.
                        Assolutamente, ma io nel topic di Alfonso non ti ho rimproverato l'atteggiamento spocchioso (che non c'è stato), solo l'aver rincarato la dose di fronte a un ragazzo che era disturbato da più fattori.
                        A volte l'ignoranza di qualcuno può far sbottare, anch'io ho esagerato, bisogna avere pazienza.

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                        • #27
                          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                          Pubblica amministrazione civile (eccetto corpi di polizia): puoi partecipare a tutti i bandi per la ex carriera direttiva relative alle posizioni alle quali si applica la legge 150/2000 e dal dpr 422/2001.
                          La carriera direttiva corrisponde alle ex VII e VIII qualifica funzionale: area C del comparto ministeri, terza area funzionale del comparto agenzie fiscali, categoria D del comparto regioni e autonomie locali, categoria D del comparto università , categoria D del comparto sanità  (se sei pure iscritto all'albo dei giornalisti, compreso albo pubblicisti, potresti essere inquadrato, nel comparto università , anche nella categoria EP, mentre nel comparto sanità  nella categoria DS. Nel comparto regioni e autonomie locali, alcuni enti negli anni scorsi hanno consentito l'accesso diretto dalla terza posizione economica della categoria D, ma a parere di gran parte della dottrina e di ampia e consolidata giurisprudenza ciò non è legittimo, pertanto la maggior parte delle amministrazioni ha mutato orientamento e non consente l'inquadramento in posizioni economiche diverse da quella iniziale nell'immissione in ruolo).
                          Nello specifico, il dpr 422/2001 prevede che per le mansioni previste dalla legge 150/2000, laddove sia richiesta una laurea, tale laurea debba essere in «scienze della comunicazione, relazioni pubbliche o materie assimilate». Purtroppo una circolare Aran stabilisce che il concetto di materia assimilata è rimesso alla decisione della singola amministrazione, per cui troverai bandi che consentono l'accesso a laureati in Lettere, oppure in Filosofia... In un caso addirittura il bando diceva «Scienze della comunicazione o Ingegneria gestionale» Questo perché le amministrazioni non hanno ben chiaro cosa si studia a Scienze della comunicazione e tendono a fare le associazioni più bizzarre.
                          Attenzione: per l'accesso alla dirigenza dall'esterno è richiesta la partecipazione al corso-concorso della Scuola nazionale dell'amministrazione, per la quale occorre laurea + secondo titolo (che può essere una laurea specialistica/magistrale, un master etc.). Questo in linea del tutto teorica, però, perché da quando esiste la SNA un corso-concorso non è mai stato bandito (l'ultimo corso-concorso, che poi credo sia stato anche il primo post-riforma, risale alla vecchia Scuola superiore della pubblica amministrazione, confluita nella SNA insieme con la Scuola superiore della pubblica amministrazione locale, la Scuola superiore dell'economia e delle finanze e altri istituti di formazione di comparto). Inoltre è previsto un riordino. Attualmente, fermo restando che i concorsi per dirigenti sono pochissimi (considera che molti enti hanno un esubero di dirigenza, mentre altri enti non ce l'hanno proprio e affidano le funzioni dirigenziali al personale di livello apicale, cioè di norma di categoria D; inoltre alcuni comuni campano solo con la dirigenza intuitu personae, legata al mandato politico di ciascuna amministrazione), la via ordinaria per l'accesso alla dirigenza è la partecipazione a concorsi cui si può essere ammessi dopo essere stati per cinque anni in servizio in una qualifica funzionale che richieda la laurea, che, a discrezione dell'ente banditore, possono essere ridotti a quattro qualora si possieda un titolo superiore. I cinque anni possono essere anche non continuativi, anche se purtroppo su questo fioccano i ricorsi perché molte amministrazioni tendono a non riconosce il servizio prestato con contratti a tempo determinato.
                          Domanda semplice semplice: ma tutti 'sti concorsi dove sarebbero?
                          Da come ne parli sembra che ce ne sia uno a settimana.

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                          • #28
                            Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                            Assolutamente, ma io nel topic di Alfonso non ti ho rimproverato l'atteggiamento spocchioso (che non c'è stato), solo l'aver rincarato la dose di fronte a un ragazzo che era disturbato da più fattori.
                            A volte l'ignoranza di qualcuno può far sbottare, anch'io ho esagerato, bisogna avere pazienza.
                            Invece sono stato spocchioso, o almeno ho cercato di esserlo ed evidentemente non ci sono riuscito
                            Ho cercato di proposito di rendermi antipatico per spronarlo, ma l'atteggiamento non ha pagato.
                            Credo comunque che il ragazzo, come gli ha contestato Bmastro, sia piuttosto immaturo e debba crescere.
                            D'altro canto prima si lamenta dei genitori e poi quando gli si dice di ignorarli si offende. Una sorta di sindrome di Stoccolma.

                            Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                            Domanda semplice semplice: ma tutti 'sti concorsi dove sarebbero?
                            Da come ne parli sembra che ce ne sia uno a settimana.
                            Veramente ce n'è più d'uno a settimana; escono in Gazzetta ogni martedì e venerdì (consultazione gratuita qui); la loro pubblicazione su questo canale è obbligatoria, almeno per estratto, per quasi tutte le tipologie di concorso.
                            Il problema è che i posti sono proprio pochi. In base al patto di stabilità , per ogni cinque persone che escono se ne può assumere una sola, fatte salve rarissime deroghe ed eccezioni.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                            Commenta


                            • #29
                              Originariamente inviato da andrews93 Visualizza il messaggio
                              Da parte mia non posso far altro che ringraziarti per tutte queste preziose informazioni. Quando avrò bisogno di altri consigli, saprò a chi chiedere.
                              Cerca di non spremerlo troppo sennò lo fai secco.
                              Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                              digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                              • #30
                                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                                Invece sono stato spocchioso, o almeno ho cercato di esserlo ed evidentemente non ci sono riuscito
                                Ho cercato di proposito di rendermi antipatico per spronarlo, ma l'atteggiamento non ha pagato.
                                Ti devi impegnare di più.
                                Prova con le minacce fisiche la prossima volta.
                                Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                                digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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