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DILEMMA URGENTE MAGISTRALE: comunicazione (LM-59) invece di economia (LM-77) ?

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  • #16
    Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
    Sono d'accordo ma con tutte le possibilita' di studio che ha a Milano secondo me e' davverso senza senso andare a Reggio Emilia
    Se è per questo io nel 2004 conobbi diversi ragazzi delle zone di Vercelli, di Milano e della via Emilia nord (da Lodi sino a Parma) che erano andati a studiare all'Alma mater studiorum Università di Bologna. E indovina che cosa: SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE!
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #17
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Se è per questo io nel 2004 conobbi diversi ragazzi delle zone di Vercelli, di Milano e della via Emilia nord (da Lodi sino a Parma) che erano andati a studiare all'Alma mater studiorum Università di Bologna. E indovina che cosa: SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE!
      Capisco, sono scelte. Io però per motivi personali non voglio spostarmi da Milano. E l'opzione di frequentare "online" mi pare davvero triste a 21 anni, e dopo un anno e mezzo di lezioni online francamente non ne posso più.

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      • #18
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Se è per questo io nel 2004 conobbi diversi ragazzi delle zone di Vercelli, di Milano e della via Emilia nord (da Lodi sino a Parma) che erano andati a studiare all'Alma mater studiorum Università di Bologna. E indovina che cosa: SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE!
        ma nooo ma non ci posso credere

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        • #19
          Devi dire che all'epoca a Milano di classe 14 (attuale L-20) c'erano i seguenti corsi:
          - Comunicazione e società alla facoltà di Scienze politiche della Statale;
          - Scienze umanistiche per la comunicazione alla facoltà di Lettere e filosofia della Statale;
          - Scienze e tecnologie della comunicazione musicale alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali della Statale(*);
          - Scienze della comunicazione interfacoltà tra Psicologia e Scienze della formazione alla Bicocca(**);
          - Scienze della comunicazione alla facoltà di Scienze politiche della Cattolica;
          - Linguaggi dei media alla facoltà di Lettere e filosofia della Cattolica;
          - Relazioni pubbliche e pubblicità alla facoltà di Scienze della comunicazione e dello spettacolo della Iulm;
          - Scienze e tecnologie della comunicazione alla facoltà di Scienze della comunicazione e dello spettacolo della Iulm;


          * Corso poi transitato sulla classe 26, corrispondente all'attuale L-31 (Scienze e tecnologie informatiche).
          ** Il corso fu poi sdoppiato in Comunicazione interculturale (a Scienze della formazione) e Comunicazione e psicologia (a Psicologia).


          Con una simile offerta formativa era proprio necessario andare a Bologna? Tra l'altro il corso di laurea in Scienze della comunicazione attivato presso la facoltà di Lettere e filosofia dell'Alma mater studiorum secondo l'ordinamento di cui al D.M. 509/1999 era delirante: 31 esami da 5 crediti, 1 esame da 10 crediti (Informatica), 2 laboratorî da 5 crediti ciascuno oppure 1 tirocinio da 5 + un laboratorio da 5 oppure un tirocinio da 10 (volendo, forse, era possibile optare anche per due tirocinî da 5), prova finale da 5. Il tutto con due soli appelli garantiti all'anno: uno di anticipo, al termine di ciascun insegnamento, e uno di recupero, a settembre. Esami quasi tutti scritti. Crediti a scelta libera solo 10, da popolare con uno o due esami (con limitatissima possibilità di scelta di fatto al di fuori della facoltà di Lettere e filosofia perché le altre facoltà spesso non avevano esami da 5 e da 10 e non era possibile eccedere). Le altre scelte erano tutte vincolate e a prescindere dalle scelte effettuate il corso si caratterizzava per due elementi:
          - l'eccessiva attenzione (quasi ossessiva) per la semiotica, presentata in tutte le salse e perfino con insegnamenti ridondanti (gli insegnamenti di Semiotica del testo e Semiotica narrativa, che se non ricordo male erano entrambi obbligatori, avevano lo stesso programma);
          - l'eccessiva dispersività della didattica, che non solo era frammentata (ad esempio l'esame di Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa del previgente ordinamento era sdoppiato in Comunicazioni di massa ed Etnografia dei media), ma offriva anche una formazione estremamente nozionistica in una pletora di settori scientifico-disciplinari diversi, senza fornire una preparazione concreta in nessuna materia.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #20
            Originariamente inviato da gigi_99 Visualizza il messaggio
            Capisco, sono scelte. Io però per motivi personali non voglio spostarmi da Milano. E l'opzione di frequentare "online" mi pare davvero triste a 21 anni, e dopo un anno e mezzo di lezioni online francamente non ne posso più.
            Vedrai che più che una scelta sarà, tuo malgrado, un obbligo.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #21
              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
              Vedrai che più che una scelta sarà, tuo malgrado, un obbligo.
              Come sei pessimista dai xD
              Io sento aria di ripresa, sembra che chi vorrà frequentare potrà farlo, praticamente in ogni università . Ma se devo essere sincero già da questo aprile fino a fine lezioni ( maggio) ho potuto frequentare quasi tutte le lezioni in presenza in Cattolica. C'è molta voglia di ripartenza

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              • #22
                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio

                [...]
                Tra l'altro il corso di laurea in Scienze della comunicazione attivato presso la facoltà di Lettere e filosofia dell'Alma mater studiorum secondo l'ordinamento di cui al D.M. 509/1999 era delirante: 31 esami da 5 crediti, 1 esame da 10 crediti (Informatica), 2 laboratorî da 5 crediti ciascuno oppure 1 tirocinio da 5 + un laboratorio da 5 oppure un tirocinio da 10 (volendo, forse, era possibile optare anche per due tirocinî da 5), prova finale da 5. Il tutto con due soli appelli garantiti all'anno: uno di anticipo, al termine di ciascun insegnamento, e uno di recupero, a settembre. Esami quasi tutti scritti. Crediti a scelta libera solo 10, da popolare con uno o due esami (con limitatissima possibilità di scelta di fatto al di fuori della facoltà di Lettere e filosofia perché le altre facoltà spesso non avevano esami da 5 e da 10 e non era possibile eccedere). Le altre scelte erano tutte vincolate e a prescindere dalle scelte effettuate il corso si caratterizzava per due elementi:
                - l'eccessiva attenzione (quasi ossessiva) per la semiotica, presentata in tutte le salse e perfino con insegnamenti ridondanti (gli insegnamenti di Semiotica del testo e Semiotica narrativa, che se non ricordo male erano entrambi obbligatori, avevano lo stesso programma);
                - l'eccessiva dispersività della didattica, che non solo era frammentata (ad esempio l'esame di Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa del previgente ordinamento era sdoppiato in Comunicazioni di massa ed Etnografia dei media), ma offriva anche una formazione estremamente nozionistica in una pletora di settori scientifico-disciplinari diversi, senza fornire una preparazione concreta in nessuna materia.
                Cosa mi hai fatto venire in mente!
                Alla Sapienza, all'indomani della prima riforma (D.M. 509/1999), per la mia classe 14, mi sono dovuto sorbire ben 42 (quarantadue) esami di cui la quasi totalità da 4 CFU, un paio da 8 (solo come verbalizzazione, ma nei fatti da 4) e qualcuno da 2 (due).
                Però devo dire che è stato molto formativo, e lo ricordo in fondo con piacere, avere professori: come A. Marinelli, M. Morcellini, S. Orsina, A. Di Corinto, D. De Masi, S. Epifani e molti altri altrettanto validi...

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                • #23
                  Alla Sapienza il corso era più frammentato che a Bologna (ancor di più a Urbino, dove addirittura avevano esami da 2 crediti), ma non era sbilanciato sulla semiotica, che anzi alla Sapienza quasi non esiste (perlomeno non nella allora facoltà di Sociologia, poi sdoppiata in Sociologia e Scienze della comunicazione; oggi queste due costituiscono un'unica facoltà con Scienze politiche), e aveva un impianto fondativo per quel che ricordo ben delineato, a trazione marcatamente sociologica.
                  Che significa che gli esami da 8 erano verbalizzati da 8 ma di fatto da 4? Che durata degli insegnamenti e peso dei programmi erano calibrati su 4 crediti e altri 4 venivano regalati? Oppure che di fatto avevi sostenuto 4 esami da 4 registrati però come 2 da 8?
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #24
                    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                    Alla Sapienza il corso era più frammentato che a Bologna (ancor di più a Urbino, dove addirittura avevano esami da 2 crediti), ma non era sbilanciato sulla semiotica, che anzi alla Sapienza quasi non esiste (perlomeno non nella allora facoltà di Sociologia, poi sdoppiata in Sociologia e Scienze della comunicazione; oggi queste due costituiscono un'unica facoltà con Scienze politiche), e aveva un impianto fondativo per quel che ricordo ben delineato, a trazione marcatamente sociologica.
                    Che significa che gli esami da 8 erano verbalizzati da 8 ma di fatto da 4? Che durata degli insegnamenti e peso dei programmi erano calibrati su 4 crediti e altri 4 venivano regalati? Oppure che di fatto avevi sostenuto 4 esami da 4 registrati però come 2 da 8?
                    Quelli da 8 CFU, per chissà quale paura (era il primo anno post-riforma e tutti erano incerti e titubanti), li avevano spezzati in due:
                    Informatica = Informatica generale + Laboratorio
                    Istituzioni di sociologia = Non mi ricordo ma comunque la valutazione avvenne in due momenti
                    Istituzioni di economia = Mi sembra teoria + esercitazione pratica sempre in due date diverse

                    Esami da 2 CFU
                    - Storia della filosofia
                    - Critica lettararie e letterature comparate
                    - Autovalutazione di cultura generale (sic!)

                    Al tempotra l'altro facevamo lezione anche nei cinema e nei teatri per carenza di aule dovuto al boom di iscrizioni richiamate anche da docenti provenienti dalla professione tipo M. Costanzo, F. Giorgino, il povero Sandro Petrone.

                    Ho dimenticato di citare l'antropologo M. Canevacci che ci faceva i seminari raccontandoci delle sue escursioni amazzoniche.
                    La sociologa G. Gianturco appassionata della memoria autobiografica e molti altri che vedevi veramente appassionati...

                    E' vero che era a "trazione" sociologica: Morcellini arrivò a creare una sede decentrata a Narni (TR) con tanto di appello straordinario a chi faceva i seminari il sabato colà.


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                    • #25
                      A Bologna invece a esercitare fascino sui gonzi era Umberto Eco. Perché i gonzi non sapevano che 1. Umberto Eco si occupava di estetica e semiotica e non di comunicazione; 2. Umberto Eco insegava nel corso di laurea in Dams, non nel corso di laurea in Scienze della comunicazione (non ho mai capìto perché i due corsi, completamente diversi per contenuti e obiettivi, venissero confusi), e comunque erano anni che era diventato un fantasma. Grazie a Eco anche a Bologna ci sarebbe stato il boom se non fosse stato mantenuto il numero chiuso (che se non sbaglio era di 390 posti + 10 per gli extracomunitari). Eppure le lezioni in un cinema si tenevano lo stesso, in via dello Scalo, mentre le altre erano distribuite per svariate sedi: da via Zamboni a San Giovanni in Monte alle quali si aggiungevano il dipartimento di Fisica, in via Filippo re, passando per strada Maggiore e via Azzogardino.

                      Maurizio Costanzo, diplomato in ragioneria, non essendo laureato non può più insegnare ai sensi della legge 240/2010.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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