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Scelta magistrale per carriera in organizzazioni internazionali

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  • Scelta magistrale per carriera in organizzazioni internazionali

    Buongiorno a chiunque legga.
    Ho una laurea in Scienze Politiche (L36) e aspiro a poter lavorare in contesti internazionali (organizzazioni internazionali - UE -MAECI - Analista all'interno di think tank). Sono interessato a rendere il mio profilo piu competitivo incentrando i miei studi successivi sull'economia.

    In particolare sono interessato al corso di laurea dell'università di Bologna multi classe LM 56-LM 62 (Economia-Scienze Politiche) International Politics and Economics (https://corsi.unibo.it/2cycle/Intern...iticsEconomics). Il corso mi pare un ottimo compromesso tra le due classi di laurea, permettendo di sviluppare competenze economiche avanzate con un taglio coerente al mio interesse verso le relazioni internazionali
    Vorrei chiedere se qualcuno ha una qualche conoscenza del suddetto corso tale da poterlo raccomandare o meno. Chiaramente opterei per la classe di laurea LM-56.

    Come alternativa sto valutando alcuni corsi della classe LM-77, che prevedono competenze gestionali utili anche per il settore pubblico. Mi sembra di capire che invece la LM-56 di per se abbia un’impostazione troppo teorica e piu vicina a percorsi di studio accademici.

    Ringrazio chiunque abbia la cortesia di offrire un parere circa il corso di studi che ho indicato o consigli circa percorsi di proseguimento degli studi per ottenere i miei obbiettivi di carriera.

    Aggiungo in ultima riga che non mi è economicamente possibile frequentare università private o all'estero salvo borse di studio generose e che quindi opzioni come il Collegio d'Europa sono fuori portata.
    Ultima modifica di Guldo4; 12-12-2025, 04:56.

  • #2
    Benvenuto nel forum, Guldo4. Se vuoi, puoi presentarti nell'apposita sezione.

    Perdonami se te lo dico, ma a me sembra che tu abbia le idee un po' confuse:
    • l'Unione europea non è un'organizzazione internazionale (ma magari ho capìto male io);
    • quanto ai think tanks, supponendo che ti riferisca a quelli che si occupano di politica internazionale, essi di solito hanno propri percorsi di formazione e chi collabora con loro (difficile che assumano! Ma hanno collaboratori e consulenti, pagati e non) proviene da quelli;
    • non mi è chiaro a quali carriere del MAECI tu sia interessato a partecipare, ma in ogni caso vi si accede per concorso, pertanto non esiste un modo per rendere il proprio profilo più competitivo: serve avere il titolo (o un titolo) idoneo per partecipare al concorso di proprio interesse, dopodiché se il concorso è per esami il titolo non serve ad altro che per partecipare, se il concorso è per titoli ed esami il titolo potrebbe incidere in funzione del voto, non della sua natura (se per accedere alla procedura va bene sia la laurea X sia la laurea Y, esse peseranno allo stesso modo, anche se una delle due lauree sarà sostanzialmente più pertinente; pertanto, il loro peso o sarà zero se il concorso è per soli esami oppure potrà variare in funzione del solo voto e non della classe).
    Preciso peraltro che se pariamo di funzionari del MAECI (ex area III) è sufficiente la laurea. Non serve la laurea magistrale e la laurea che hai va benissimo. L'eventuale possesso della laurea magistrale potrebbe dar luogo o meno a punteggio aggiuntivo; purtroppo su questo non c'è una regola e l'amministrazione potrebbe anche deciderlo di volta in volta quando indice il singolo bando.
    Se parliamo di diplomatici, allora il concorso è sempre uguale perché è disciplinato da una normativa molto precisa, i cui fondamentali sono stabiliti con atto avente forza di legge. In tal caso serve la laurea magistrale e ne vanno bene parecchie, dalla LM-52 alla LM-88, dalla LM-81 alla LM-16. Recentemente è stata annunciata una riforma dell'accesso che dovrebbe allargare i titoli di studio che consentiranno di accedere al concorso: si parla di qualsiasi laurea magistrale.
    Per diventare dirigente, invece, devi passare o per la carriera diplomatica o per quella di funzionario (anche presso altre amministrazioni pubbliche, che siano statali, territoriali o autonome).
    I ruoli sono tre: il ruolo della carriera diplomatica, che è a ordinamento speciale (pubblicistico); il ruolo del Ministero, che prevede anche posizioni gerarchico-funzionali al di sotto dell'area dei funzionari, le quali come in tutti i ministeri richiedono titoli di studio crescenti in funzione del livello (area II diploma di scuola secondaria di secondo grado, area I scuola dell'obbligo); il ruolo della dirigenza (suddiviso in due fasce).

    Attenzione a non illuderti su cosa possa essere utile per il settore pubblico. Molte amministrazioni semplicemente se ne strafregano. Una volta che sei dentro per aver superato un concorso, sei solo un numero. Se poi vieni assunto per scorrimento di una graduatoria di un concorso indetto da altra amministrazione, è ancora peggio.
    Ultima modifica di dottore; 13-12-2025, 20:17.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Ti ringrazio molto per il tempo dedicato alla risposta ricca di informazioni.
      Grazie anche per le indicazioni sui think tanks, mi sono state molto utili.

      Preciso meglio ciò che vorrei capire: al di là dei requisiti formali dei concorsi, di cui ti ringrazio per aver chiarito, mi interessa valutare se investire in una magistrale a orientamento economico sia una scelta utile per i miei obiettivi professionali. In particolare, mi chiedo se un percorso composto da L-36 e una LM a forte componente economica (che si tratti nel dettaglio del corso di Bologna sopra menzionato o di altre alternative LM-77 o LM-56, e in tal caso quale sia più indicata) possa rappresentare un vantaggio concreto nelle selezioni presso istituzioni UE o organizzazioni internazionali, dove spesso conta la capacità di lavorare su temi economico-politici.

      Il punto che mi interessa approfondire è quindi la reale spendibilità di una formazione economica magistrale (sempre che una magistrale è consigliabile) per chi proviene da Scienze Politiche e aspira a lavorare in contesti internazionali.

      Se qualcuno avesse esperienza diretta o conoscenza del corso UNIBO in questione, o dei percorsi alternativi che ho citato, sarei molto interessato ad approfondire.

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      • #4
        Originariamente inviato da Guldo4 Visualizza il messaggio
        Preciso meglio ciò che vorrei capire: al di là dei requisiti formali dei concorsi, di cui ti ringrazio per aver chiarito, mi interessa valutare se investire in una magistrale a orientamento economico sia una scelta utile per i miei obiettivi professionali. In particolare, mi chiedo se un percorso composto da L-36 e una LM a forte componente economica (che si tratti nel dettaglio del corso di Bologna sopra menzionato o di altre alternative LM-77 o LM-56, e in tal caso quale sia più indicata) possa rappresentare un vantaggio concreto nelle selezioni presso istituzioni UE o organizzazioni internazionali, dove spesso conta la capacità di lavorare su temi economico-politici.
        Nei concorsi non rappresenta alcun vantaggio poiché i requisiti formali sono anche quelli sostanziali. Non esiste qualcuno che discrezionalmente, cioè arbitrariamente, può dire che tu gli piaci di più perché hai la laurea magistrale in Scienze della nutrizione e non quella in Ingegneria. Tu pensa che io con tutti i titoli che ho mi trovo quasi sempre a competere alla pari di chi ha solo la laurea (triennale). E quando il concorso prevede anche i titoli spesso rimango fregato comunque: mi sono capitati perfino concorsi in cui una abilitazione professionale, una qualsiasi, valeva ben 10 punti e così titolari di abilitazioni non pertinenti (ammesso e considerato che si possa considerare pertinente un'abilitazione che comunque non sarà utilizzata nel lavoro che si svolge) mi hanno scavalcato in graduatoria. 10 punti sono tantissimi considerando che nella quasi totalità dei casi il peso dei titoli di studio (anche se secondo me è improprio considerare le abilitazioni professionali alla stregua di titoli di studio) è nell'ordine dell'8–10% del punteggio complessivo, con limiti di cumulo sia per titoli di pari tenore o della stessa tipologia (ad esempio non è possibile far valere più lauree, più lauree magistrali etc.; peraltro, vengono di solito esclusi titoli di grado pari a quello necessario per l'accesso. A volte addirittura c'è il paradosso che per accedere basta la laurea ma poi viene considerata solo una seconda laurea magistrale, cioè se il candidato ha una sola laurea e una sola laurea magistrale non ha punti aggiuntivi) sia totali (ad esempio non è possibile superare un certo punteggio). I master quando valgono valgono pochissimo, da 0.5 a 2.5 punti, e solitamente quello di primo livello e quello di secondo sono equivalenti: quando non è così, spesso quello di primo non vale proprio. A volte viene dato un certo peso ai diplomi di specializzazione e la cosa che mi fa innervosire è che valgono più dei dottorati di ricerca (sempre che questi ultimi non siano bellamente ignorati): il che tra l'altro è discriminante perché oramai a parte la scuola di specializzazione per le professioni legali (che ha evidentemente finalità ben altra rispetto a quella di formare funzionari e dirigenti pubblici) è l'unica specializzazione giuridica rimasta, visto che quelle in diritto amministrativo e in diritto civile sono rimaste solo rispettivamente negli atenei di Bologna e Teramo e nell'Università di Camerino e tutte le altre sono estinte da almeno vent'anni, senza considerare che parliamo di concorsi aperti non solo a laureati in Giurisprudenza, e corsi di specializzazione in àmbito economico o politologico ad esempio non sono mai esistite (a onor del vero, alla scuola di specializzazione in Diritto amministrativo e scienza dell'amministrazione dell'Alma mater studiorum Università di Bologna è possibile accedere anche con LM-62, ma è comunque poca roba). Insomma, nei concorsi tutto si basa sulla sommatoria di voci e casomai sbaglino a fare i conteggi vengono sommersi di ricorsi, sicché lascia proprio perdere.
        Per quanto riguarda le istituzioni dell'Unione europea e le organizzazioni internazionali, il discorso cambia completamente perché, pur trattandosi di entità a carattere pubblicistico, le modalità di assunzione si avvicinano molto a quelle del settore privato, dunque la componente discrezionale ha una notevole rilevanza. Tuttavia a livello europeo e internazionale gli studi di scienze politiche e dell'amministrazione non sono soggetti al pregiudizio pressoché stigmatico che li caratterizzano in Italia, quindi il discorso per quelli ambia completamente.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Grazie per la visione molto chiara sui concorsi e sul funzionamento dei sistemi di punteggio che mi è molto utile.

          Mi sembra di capire, da quanto scrivi, che per quanto riguarda i concorsi la scelta più sensata sia iniziare quanto prima a candidarsi e prepararsi alle prove mentre la magistrale in questa prospettiva sia tutt’altro che una priorità.

          Mi chiedevo invece se, spostando l’attenzione su istituzioni UE e organizzazioni internazionali (dove come osservi, le modalità di selezione sono più simili a quelle del settore privato e lasciano maggiore spazio alla valutazione del profilo) possa avere senso cercare di costruire un percorso più vario e flessibile rispetto al solo L-36 + LM-52. In particolare, ti chiedo se ritieni che affiancare a Scienze Politiche una magistrale con un focus più marcatamente economico (LM-56 o LM-77) possa rappresentare un valore aggiunto in termini di competenze e spendibilità, anche in un’ottica di sbocchi lavorativi alternativi.

          Ti ringrazio ancora per il contributo e per il confronto.

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          • #6
            Sicuramente se cerchi lavoro nel privato è più facile trovarlo con LM-56 e con LM-77 rispetto a LM-62, per non parlare di LM-52, che è inflazionatissima e scontatissima.
            Per le carriere europee e internazionali non penso che la classe faccia una differenza significativa, essendo una cosa che esiste solo in Italia. Alla fine se ti costruisci un profilo economico, che verrebbe sicuramente apprezzato (ovviamente in relazione e in funzione di ciò di cui ti occuperai), è indifferente il contenitore legale nel quale lo inquadri, che probabilmente fuori dall'Italia nemmeno verrebbe compreso.
            Ultima modifica di dottore; 14-12-2025, 10:17.
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            • #7
              Grazie per il chiarimento, è stato molto utile.

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