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Magistrale economia dopo scienze politiche

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  • Magistrale economia dopo scienze politiche

    Ciao a tutti. Sono un laureando in scienze politiche e delle relazioni internazionali (L-36). Per la magistrale, oltre ai classici percorsi LM-62 (Torino e Firenze) e LM-52 (Padova, Bologna, Sapienza), ho preso in considerazione anche la possibilità di passare ad una laurea in economia LM-56 per avere più possibilità sul mercato del lavoro. Ovviamente non posso accedere a qualunque corso ma devo trovare qualcosa che mi interessi veramente e che non mi pesi anche a causa di un inglese non più a ottimi livelli e di una matematica quasi a zero (esame di economia politica senza esercizi matematici, esame di statistica descrittiva abbastanza base). Quindi al momento ho visto due corsi che mi interessano particolarmente:

    -Economia dell’ambiente, lavoro e sviluppo sostenibile di Uni RomaTre

    -Economics and public policy di Uni Bologna.

    Vorrei opinioni al riguardo, esperienze magari dirette, prospettive lavorative, qualsiasi cosa sui due corsi di economia ma anche sugli altri di scipol/relazioni internazionali.

  • #2
    Ciao.

    La LM-52 ha senso solo all'Orientale di Napoli, ove ha una caratterizzazione particolare dovuta alle specificità dell'università. Se non sfrutti quelle specificità, però, diventa una LM-52 come tutte le altre… cioè inutile.

    Non capisco cosa intendi per il verbo "passare". Per l'ennesima volta sono costretto a specificare che non esiste niente che leghi il primo ciclo al secondo. Non è che se ti iscrivi a LM-62 stai continuando il tuo percorso e se ti iscrivi a LM-56 stai effettuando un passaggio.

    Ti consiglio una LM-56 in lingua italiana se non sei a tuo agio con l'inglese. Le competenze matematiche richieste per normali corsi a indirizzo economico non sono eccelse, e generalmente serve più matematica nel primo ciclo che nel secondo.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Per “passare” intendo in senso figurato, non tecnico, dall’ambito prettamente politologico all’ambito prettamente economico.
      Per quanto riguarda le LM-52, non consideri nemmeno Padova/Bologna/Sapienza “utili”? A livello ovviamente di privato, nel pubblico conta la classe.

      Per quanto riguarda le LM-56: sto guardando solo quelle più specializzate sull’economia pubblica, privilegiando anche la teoria magari non mainstream e il settore policy. Devo però fare i conti con i requisiti e quelle due (insieme a International politics and economics sempre di Bologna) sono quelle che più mi interessano e a cui potrei accedere facilmente o quasi. Anche perché non ho nessuna voglia di recuperare crediti. L’inglese è un’incognita perchè non lo pratico da anni ma molti mi dicono che alla fine i professori sono comunque italiani e anche loro hanno difficoltà con la lingua.

      Una via di mezzo sarebbe la LM-62 di Firenze con curriculum Istituzioni e mercato: vari esami di economia, analisi delle politiche pubbliche e teoria politica. So della tradizione della Scuola Cesare Alfieri, ma leggo da più parti che è nettamente peggiorata a livello di organizzazione e qualità didattica.

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      • #4
        Secondo me non riusciresti a sostenere una laurea magistrale in Economia LM-56 se hai dietro solo due esami molto basilari di economia politica e statistica, a meno che non trovi un corso di laurea magistrale di quella classe con poco o niente di quantitativo (e quindi diciamo "finti corsi" di laurea magistrale in Economia, più votati al marketing, policy e via dicendo). Te lo dico perché ormai, come nel tuo caso, fioccano i corsi di laurea in Scienze politiche L-36 che riducono quanto più possibile il carico quantitativo (a Roma Tre per Scienze politiche invece sono esami tosti, è previsto anche un secondo esame di economia oltre ad economia politica; la gente per disperazione va in Erasmus appositamente per superarli, oppure si trasferisce alla Sapienza in cui il corso di laurea in Scienze politiche è molto più facile, specialmente per quanto riguarda economia politica).

        Il corso da te menzionato di Roma Tre (Economia dell’ambiente, lavoro e sviluppo sostenibile), sicuramente interessante, onestamente non ho la più pallida idea se possa essere utile nel privato. Vero pure che puoi utilizzare il nome della classe in un CV, ma di certo se poi di economia impari poco o niente tribolerai non poco.

        Scienze della politica LM-62 e Relazioni internazionali LM-52 non servono a niente nel privato e non gliene frega niente a nessuno dove tu prendi la laurea magistrale in queste classi; ma se ti interessa so che hanno attivato dei "double degrees" ad UniBo con la John Hopkins University sempre a Bologna, e all'Orientale di Napoli con la John Cabot a Roma. Sostanzialmente fai un anno da una parte e il secondo anno dall'altra, ma a livello di costi non so quanto ti verrebbe a costare e anche quanto ti convenga; diciamo che è un quid in più se ti proponi per qualche datore di lavoro, e magari ti aiutano a fare networking dato che le università con cui è attivato l'accordo sono molto elitarie. Chiaro che in tal caso ti serve un ottimo inglese, sicuramente ti chiederanno una certificazione IELTS con un determinato punteggio (presumo dal C1 in sù).

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        • #5
          Sono d’accordo in parte. Alla fine le strade che vorrei prendere sono concorsi pubblici o dottorato e nel privato sindacati (o ruoli simili nelle aziende) o società di consulenza che lavorano con il pubblico. Per questo i corsi di Firenze e RomaTre mi sembrano i più adatti

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          • #6
            Originariamente inviato da Roger Visualizza il messaggio
            Per “passare” intendo in senso figurato, non tecnico, dall’ambito prettamente politologico all’ambito prettamente economico.
            Continuo a non seguirti: una L-36 sarebbe àmbito prettamente politologico? Non è mica una laurea in Scienza politica, bensì in Scienze politiche, che è diverso. Su 180 crediti, quanti crediti SPS/04 ha il tuo corso?

            Per quanto riguarda le LM-52, non consideri nemmeno Padova/Bologna/Sapienza “utili”?
            Ma per carità.

            A livello ovviamente di privato
            Non sono lauree magistrali appetibili nel settore privato. Non cambia granché se cerchi lavoro con la L-36 rispetto ad avere la L-36 e la sua fotocopia (o quella percepita come tale).

            nel pubblico conta la classe.
            E quindi la LM-52 è debole, molto più debole della L-36.

            So della tradizione della Scuola Cesare Alfieri, ma leggo da più parti che è nettamente peggiorata a livello di organizzazione e qualità didattica.
            A livello di organizzazione stenderei un velo pietoso; per quel che ricordo io nei primi anni 2000, mi auguro che non sia ulteriormente peggiorata perché altrimenti avrà proprio toccato il fondo!
            Come qualità della didattica non ne ho idea, ma ti posso dire che sono venuti meno tutti gli elementi per i quali era famosa.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Originariamente inviato da Roger Visualizza il messaggio
              Sono d’accordo in parte. Alla fine le strade che vorrei prendere sono concorsi pubblici o dottorato e nel privato sindacati (o ruoli simili nelle aziende) o società di consulenza che lavorano con il pubblico. Per questo i corsi di Firenze e RomaTre mi sembrano i più adatti
              I concorsi pubblici come funzionario puoi già sostenerli una volta che consegui la laurea in Scienze politiche L-36, non serve la magistrale (che invece serve per la carriera dirigenziale, ma per quel tipo di concorsi devi aver prima maturato cinque anni come funzionario). Il dottorato lo puoi intraprendere indipendentemente dalla laurea magistrale che decidi di perseguire, questo penso che già lo sai. Per il privato, ad esempio nelle società di consulenza, con le due classi politologiche che hai menzionato (Scienza della politica LM-62 e Relazioni internazionali LM-52) non ci fai un tubo perché solitamente nelle società di consulenza non sanno che farsene e tra le due è una guerra tra poveri, a meno che tu non sappia già di trovare il lavoro dopo (se hai capito cosa intendo). Sicuramente è meglio un corso di laurea magistrale a stampo economico, il problema è che secondo me tribolerai non poco se dietro hai solamente due esami basilari di economia politica e di statistica, quindi ti converrebbe trovare un corso di laurea magistrale che di economico ha solamente il nome. I due che tu hai menzionato non so se siano fattibili, comunque se hai un livello di inglese almeno B2 per la lingua non dovresti avere problemi.

              In teoria Relazioni internazionali LM-52, al di là che non serva a niente e quello è appurato, potrebbe pure non avere la cattiva fama che ha, il problema è che praticamente tutti i corsi di questa laurea magistrale ammettono gli studenti di Lingue o Mediazione linguistica, di conseguenza il livello dell'utenza è basso e quindi il corso a livello di esami si adatta anche per questo tipo di studenti.

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              • #8
                Concordo con gnugno, salvo che per la matematica non la farei così tragica (lui non mi crede ma io conosco gente che di matematica ne sa meno di lui che è riuscita a laurearsi in Ingegneria, anche al PoliTo e alla Federico II in tempi non sospetti, a suon di lezioni private).

                Faccio una precisazione: la laurea magistrale non serve nemmeno per i concorsi per la qualifica di dirigente, se non nell'ipotesi di cui all'art. 7, c. 2, del DPR 70/2013 (corso-concorso SNA). Nella prassi, però, è estremamente comune che venga richiesta (direi nell'80% dei casi) e quasi tutti gli enti continuano a ignorare bellamente le numerose pronunzie giurisprudenziali che affermano l'illegittimità della richiesta qualora non prevista dalla legge.
                Alla fin fine conviene conseguirla, che costa meno (e rende di più, in termini di crescita personale) che proporre ricorsi ogni volta. Tuttavia non comprendo il motivo della fretta: se il proprio interesse è il settore pubblico è molto più razionale puntare sui concorsi adesso che ci sono e poi con tutta calma conseguire la laurea magistrale nell'ottica di partecipare a concorsi che comunque non saranno accessibili prima di 5 anni (dunque si ha tutto il tempo di conseguirne due), con maggiore consapevolezza e pianificazione strategica e tattica.

                Originariamente inviato da gnugno
                In teoria Relazioni internazionali LM-52, al di là che non serva a niente e quello è appurato, potrebbe pure non avere la cattiva fama che ha, il problema è che praticamente tutti i corsi di questa laurea magistrale ammettono gli studenti di Lingue o Mediazione linguistica, di conseguenza il livello dell'utenza è basso e quindi il corso a livello di esami si adatta anche per questo tipo di studenti.
                Sante parole.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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