In à mbito privato la laurea in Scienze politiche non è mal vista: è semplicemente non considerata, perché sostanzialmente i privati non sanno che è (e con il nuovo ordinamento è ancora peggio).
Una volta si riusciva a rimediare con un buon master, di quelli che ti assicuravano il placement, magari in Bocconi: costavano un sacco di soldi, ma ne valeva la pena, anche perché li recuperavi. Però a quel punto il merito dell'aver trovato lavoro non era della laurea in Scienze politiche, ma del master (o meglio del servizio placement dell'ateneo che lo rilasciava).
Oggi il mio consiglio per chi si è laureato in Scienze politiche è di prendere una laurea magistrale in à mbito economico o economico-aziendale. A quel punto sul mercato del lavoro privato viene visto come un laureato in economia, anche perché il privato medio non capisce che magistrale vuol dire 2 anni e non 5.
Tra l'altro personalmente penso che la preparazione di un laureato in Scienze politiche con magistrale in Economia o nell'area delle scienze aziendali sia più ricca rispetto a uno che ha studiato le stesse cose nel primo e nel secondo ciclo, magari ritrovandosi a sostenere esami fotocopia. E tale più ampia formazione non è a io avviso più utile solo a livello scientifico, ma anche per essere investita all'interno dei contesti lavorativi.

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