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Consigli ad un universitario indeciso (leggi la mia storia)

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  • Consigli ad un universitario indeciso (leggi la mia storia)

    Salve a tutti, scrivo qui un po per disperazione, un po' in cerca di consigli o suggerimenti riguardo quello che dovrei fare con la mia vita universitaria. Vi spiego meglio. Ho 20 anni. Mi sono diplomato al liceo scientifico della mia città  con 88/100, sono sempre stato un ottimo studente, che si impegna e che ha buoni risultati. I problemi sono nati con l'università . Non fraintendete, io VOGLIO laurearmi, il problema è che non credo di essere riuscito a trovare la mia strada. Iniziai subito dopo il liceo Lettere Moderne, corso che poi lasciai perchè non mi stimolava e sentivo che non era proprio il mio interesse primario.
    Allora pensai ai motivi per cui avevo scelto Lettere e mi accorsi che scelsi la triennale in vista della magistrale, che riguardava cinema tv e produzioni multimediali. Allora l'estate scorsa agii così: feci il colloquio per entrare in accademia a studiare proprio linguaggi dell'audiovisivo e feci il test per lingue e letterature straniere(piano b). Entrai in accademia, cosi mi iscrissi. Sarebbe stato tutto okay.. se non per due dubbi che mi tartassano. Il primo è a livello lavorativo, perchè so che è difficile e più complicato trovare lavoro in questo settore. Il secondo è forse un po' insensato, ma ho la paura di stare "sprecando" doti che al liceo avevo (come l'andare bene in matematica o comunque in generale studiare cose un po più "prestigiose"). Ecco allora non so se: continuare questa strada dell'accademia, che mi stimola artisticamente, ma mi manca di sostanza lavorativa o cambiare un'altra volta strada e questa volta fare Lingue Aziendali (un misto tra lingue e letterature ed economia) che è molto più intrigante per il lavoro ma si distacca un po per passioni (ma voglio dire, le passioni le si ha sempre no? Forse il lavoro è qualcosa di diverso, meglio costruirsi una carriera solida per permettersi anche poi di sviluppare passioni un po più rischiose?)
    So anche che se cambio 1) deludo ancora i miei genitori che si fidano sempre di me ma iniziano a stufarsi 2) inizio una triennale a 21 anni.
    Spero qualcuno di voi possa consigliarmi cosa fare, o parlarmi della propria esperienza o dirmi qualcosa che mi smuova da questo tremendo dubbio...
    Grazie in anticipo

  • #2
    Ciao, benvenuto!
    Il mio consiglio è questo: non arrivare a conclusioni affrettate.
    Ti faccio un esempio: doti che avevi al liceo? Le materie viste al liceo sono più facili rispetto a quelle universitarie e comunque è tutto un altro mondo. Ho visto geni del classico laurearsi in ingegneria e fenomeni dello scientifico diventare avvocati senza problemi.
    Sei ancora giovane e ti consiglio di accantonare questa idea di liceo in campo universitario e di "bravura al liceo" che può tornare utile all'università .
    Il lavoro è sicuramente qualcosa di diverso ed è qualcosa di diverso sia dal liceo che dall'università . La carriera solida parte dallo studio ma una volta laureato sarà  un partire da zero ancora.
    La "sostanza lavorativa" come dici tu manca a tutti gli studenti: a meno che non trovi un'università  che ti fa fare tirocini (molto rare) e a meno di un Erasmus+ con tirocinio non saprai mai cos'è veramente un lavoro. Un buon 80% di chi esce laureato non ha mai avuto contatto col lavoro in vita sua, quindi non preoccuparti più di tanto.
    Se i tuoi genitori si "stufano" vuol dire che non hanno mai avuto contatto con l'università  o hanno un approccio sbagliato con la tua esperienza: a tutti capita di non riuscire a capire cosa fare della propria vita, ne abbiamo parlato anche qui.

    http://www.università .com/discussio...ne-italia.html

    Come ho già  detto tutti gli studenti sono molto confusi perchè alla fine del percorso non c'è il posto garantito: un corso di laurea non è un concorso indetto dalla pubblica amministrazione.
    Secondo me bisogna trovare il giusto bilanciamento fra ciò che piace e ciò che serve e comunque nessuno studia sempre ciò che gli piace. Prendo scienze della comunicazione come esempio: puoi studiare storia del cinema, comunicazione pubblica e istituzionale, giornalismo e media quanto vuoi, ma prima o poi arriva la "botta" della semiotica.
    Esattamente come gli economisti vengono "battezzati" col diritto privato e i giuristi con economia politica.
    In questi anni anche a causa dei social network sta girando una concezione molto sbagliata di università  che è diventata "finalmente posso studiare quello che voglio".
    Quello che intendo dire è che non devi rimanere ancorato al passato, inoltre secondo me se non cambi approccio e metodo di studio ti troverai male dovunque, perchè tutti i corsi hanno aspetti negativi.
    Come ultima cosa mi permetto di aggiungere che solo tu puoi sapere qual è il corso migliore per te.
    Ultima modifica di Marika; 24-10-2017, 01:42.

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    • #3
      Grazie per la risposta!
      Quello che dici tu è vero... dovrei lasciare stare il passato e concentrarmi sul presente e non prestare troppa attenzione al lavoro ,che è nel futuro.
      Però ecco, io voglio fare una scelta che, come dici tu, un po serve e un po piace. Solo che penso abbia agito troppo velocemente con la scelta dell'Accademia. Cioè il bivio era Lingue o Accademia. E, iniziato i corsi, sto considerando se ho fatto la scelta giusta, perchè è stata un po particolare. Se avessi deciso di optare per lingue avrei dovuto anche trasferirmi di città , mentre l'accademia era sempre nella città  in cui studiavo lettere. Quindi è stata anche una scelta più "comoda". Insomma, ho sta pulce nell'orecchio che mi dice che forse ho scelto male. Però mi dispiacerebbe lasciare incompiuta un'altra scelta e perdere un altro anno. (Sono tanti due anni persi?)

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      • #4
        L'età  media dei laureati italiani per la magistrale è 27-28 anni, quindi non mi preoccuperei. Rilassati ma non tergiversare troppo.
        Hai provato ad assistere a qualche lezione dei corsi che ti interessano?
        Forse potrebbe essere la svolta.

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        • #5
          É che un po' mi scoccia perdere gli anni, non è da me..
          Comunque si potrei seguire delle lezioni o comunque comprarmi qualche libro base per capire se mi interessa.. tu che facoltà  frequenti?

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          • #6
            Scienze universitarie.
            Scherzi a parte: non l'ho mai detto per una questione di privacy. Già  uso il mio vero nome sul forum, non ci tengo ad essere rintracciata su Facebook. Non da te, s'intende.

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            • #7
              Tranquilla, capisco perfettamente..
              Ma un'altra cosa invece: è così decisiva l'età  della laurea? Perché tu mi dici che la media di laureati è sui 26-27, però non sento altro in giro che dire che le aziende scartano a priori chi chi è laureato, anche poco, in ritardo.
              A me pare assurdo e anche ingiusta come cosa...

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              • #8
                Confermo che la media è 27-28 e... che la vita è ingiusta.
                Basta incontrare un professore che ti blocca o avere dei problemi famigliari e zac. Bollato a vita.
                Chi riesce ad ottenere subito un lavoro di solito è giovane ed è uscito con un voto altissimo in un'università  prestigiosa.
                Il 99% degli studenti universitari è ridotto a lottare disperatamente per le briciole.
                Inutile dirti che se riesci a vincere un concorso ed entri nella pubblica amministrazione sei a posto a vita e anche la generazione dopo di te.

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