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Bivio- continuare scienze politiche o cambiare e iscriversi a economia

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  • Bivio- continuare scienze politiche o cambiare e iscriversi a economia

    Ciao a tutti sono al secondo anno di scienze politiche. Scelsi questa facoltà  un po per indecisione un po perché per quanto riguarda l'altra a cui ero interessato(Economia aziendale) ero spaventato dalla matematica.
    Durante il percorso pero ho rivalutato le mie posizioni (l'esame di economia politica mi è piaciuto).

    Adesso non so cosa fare. La mia idea era quella finire la triennale in scipol e poi intraprendere la specialistica in economia e diritto per le imprese(LM-77) ma un'altra voce mi consiglia di ricominciare tutto da capo ed entrare ad economia

    Grazie dell'attenzione

  • #2
    L'idea di non continuare con Scienze Politiche mi sembra ottimale per la più facile ricerca di un posto di lavoro qualificato.
    Certo che sarebbe un peccato mollare tutto adesso se hai già  dato diversi esami, magari con ottimi voti. Probabilmente ti conviene indirizzare al meglio gli studi di SP verso l'economia, e quindi fare il salto dopo la laurea. Questo almeno è il mio parere, non vorrei rivederti in preda ai dubbi anche al primo anno di economia, e con un pugno di mosche in mano. Almeno una laurea in saccoccia già  ce l'avresti.
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Quindi mi consigli una specialistica ad indirizzo economico?

      La LM-77 non mi sembra male,si può accedere anche al corso di commercialista,perà³ girando sul web non ho trovato riscontri ed esperienze dirette riguardo questo corso di laurea

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      • #4
        Perdonatemi l'intrusione, ma, visto che anche io ho un dubbio simile, mi sento di poterti rispondere.
        Anzitutto, valutare un cambio di percorso a metà  del secondo anno non è né presto né tardi, ma dipende tutto dal numero di esami dati sinora. Chiaramente, se allo stato attuale, hai passato soltanto Economia Politica e Statistica, ma odi le dottrine politiche e vorresti che la sociologia non fosse mai stata creata, è chiaro che Scienze Politiche (sia L-16 che L-36) non facciano per te. Tuttavia, se non ti trovassi male anche con le altre materie (ho visto degli eccellenti analisti internazionali metterci quattro tentativi per passare Storia Contemporanea, nonché degli emeriti scarponi in matematica diventare dei fenomeni in Demografia), ti consiglierei di aspettare quantomeno la fine della sessione estiva prima di valutare un cambio di percorso. Oltre che darti maggiore tempo per riflettere, potrebbe farti accumulare nel frattempo altri 20-30 CFU che potrebbero essere utili a non farti ripartire proprio dal primo anno.
        In seconda analisi, il percorso magistrale. Come dicevo rispondendo all'admin Bmastro in un mio post, conosco molte persone che, dopo la triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali (L-36), hanno intrapreso senza problemi corsi magistrali di area economica, anzi migliorando la loro carriera accademica e, in qualche caso, anche la propria felicità  generale. Secondo una griglia che ho trovato sul sito dell'Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, sia la classe magistrale LM-56 (Scienze dell'Economia) che la LM-77 (Scienze economico-aziendali) permettono di accumulare crediti professionali ODCEC come tirocinante commercialista, quindi la questione non è dirimente. Se invece volessi continuare ad essere legato all'aspetto giuridico-politico, dando però un maggior peso all'ambito economico-statistico negli studi, potresti scegliere una magistrale della classe LM-63 (Scienza della Pubblica Amministrazione), che è comunque una laurea di area economica, ma che è più dedicata ai concorsi pubblici che non all'esercizio di libera professione.
        Infine, se riuscissi a dimostrare davvero delle capacità  eccellenti nella parte matematica degli studi politici, potresti considerare delle magistrali LM-82 (Statistica) o LM-83 (Scienze statistiche attuariali e finanziarie, che qualcuno nella stampa ha chiamato "la laurea senza disoccupati" per il profilo di alta specializzazione che forma).
        Naturalmente la scelta dovrà  essere la tua, ma spero di averti dato qualche elemento per valutare con più serenità .

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        • #5
          grazie per la risposta. hai qualche dettaglio in più sui tuoi conoscenti che hanno affrontato una magistrale in economia post scienze politiche? Hanno trovato loro ?

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          • #6
            La maggior parte delle persone che conosco sta ancora ultimando gli studi. Alcuni hanno scelto un curriculum LM-56 di tipo "sindacale" (chiamato ad esempio "Welfare e mercato del lavoro", probabilmente più morbido di altri percorsi di "hard economics"), mentre conosco un paio di persone che hanno avuto la forza di prendere la stessa classe in lingua inglese in un'università  che lo ha impostato molto sulle economie pure e la statistica economica. Una di queste due persone si è fatta sei mesi di stage (retribuito) alla FAO, ma parliamo di un ex triennalista di Scienze Politiche da 110 e lode, quindi diciamo che fa un po' caso a sé.
            Valuta eventualmente anche la classe di laurea LM-16 (Finanza), che, pur non facendo accedere ai crediti per gli ordini professionali (ed essendo offerta da molti meno atenei italiani rispetto a Scienze Economiche o Studi Aziendali), sembra essere un profilo molto specializzato e richiesto.
            Tutto dipende dal settore scientifico degli esami con cui le università  completano le lauree di entrambi i livelli: potresti ritrovarti in corsi che, secondo le indicazioni ministeriali, hanno il codice di Studi Aziendali, ma al netto del peso dei CFU accumulati, sono in realtà  lauree di Scienze delle Comunicazioni con un paio di esami supplementari di Economia Internazionale e Gestione d'Impresa.
            La questione lavoro è un argomento duro. La realtà , nonostante la vulgata affermi che gli economisti siano come il nero in sartoria (cioè vadano su tutto), è che i profili più cercati sono quelli formati dalle lauree di area ingegneristica civile o industriale e quelli delle professioni sanitarie, e nemmeno è vero in tutti i casi: un imprenditore, per una mansione base, tra un triennalista di Ingegneria Civile di 22 anni ed un geometra di 40 ma con vent'anni di esperienza di supervisione progettuale, sceglierà  sempre il secondo, sia perché il diplomato ha il minimo contrattuale più basso, sia perché chi lavora ha molta poca voglia di fare da balia a dei ragazzini che conosceranno si e no 1/10 degli aspetti fattuali del lavoro che andrebbero a svolgere. La situazione è talmente anormale che anche io, pur essendo la persona più lontana nel mondo dalla fisica e dalla chimica, ho considerato come possibilità  immediata dopo la discussione della tesi in Scienze Politiche, di ricominciare tutto da capo (a 25 anni) e tentare il test di ammissione per una triennale in Assistenza Sanitaria o in Tecnica di Protezione della Salute sul lavoro...

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            • #7
              Il problema principale è che economia è una laurea più spendibile nel privato, invece lo sbocco più papabile di scienze politiche sono i concorsi pubblici.
              Economia è una laurea che può abilitare a fare il commercialista o il revisore legale (quindi è una laurea abilitante), scienze politiche ti dà  il titolo di dottore, tante conoscenze e una pacca sulla spalla.
              Attenzione perchè le lauree in scienze della pubblica amministrazione non sono corsi economici, sono corsi giuridici (del dipartimento o facoltà  di giurisprudenza) non abilitanti.
              Hanno molta economia, ma non sono economici.

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              • #8
                Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                Il problema principale è che economia è una laurea più spendibile nel privato, invece lo sbocco più papabile di scienze politiche sono i concorsi pubblici.
                Economia è una laurea che può abilitare a fare il commercialista o il revisore legale (quindi è una laurea abilitante), scienze politiche ti dà  il titolo di dottore, tante conoscenze e una pacca sulla spalla.
                Attenzione perchè le lauree in scienze della pubblica amministrazione non sono corsi economici, sono corsi giuridici (del dipartimento o facoltà  di giurisprudenza) non abilitanti.
                Hanno molta economia, ma non sono economici.
                La LM-63 è uno di quei curriculum magistrali sfigati, che, nelle poche università  in cui è offerto, è sballottato o integrato ad assoluta discrezione dei dipartimenti, visto che lo organizzano indistintamente a Scienze Politiche, Economia e Giurisprudenza, quando non è addirittura interdipartimentale, anche se il ministero la include nelle classi dell'area 13 (Scienze economiche e statistiche) e non nella 14 (Scienze politiche e sociali). Comunque si, purtroppo LM-63 non è abilitante per i crediti professionali, ma mi sembra un buon compromesso per chi sentisse di aver fatto un passo falso nel laurearsi in Scienze Politiche e volesse recuperare la parte metrico-quantitativa senza però prendersi a schiaffoni da solo per due anni con i manuali di 1000 pagine di hard economics.
                Ad ogni modo, ho avuto modo di valutare, per esperienza personale e per testimonianze altrui, che, parafrasando il famoso adagio, "la laurea non fa il dottore" e, salvo caso o veramente eccellenti (o di alta società , tipo il duopolio LUISS/Bocconi) o estremamente professionalizzanti (tipo le suddette lauree sanitarie), le differenze fra titolati giovani non sono così abissali. Personalmente, ho visto ragazzi con lauree in Scienze dello Spettacolo o addirittura con diplomi AFAM in Grafica e Fotografia lavorare di più e con maggior soddisfazione di alcuni laureati in Fisica, dipende tutto dalla capacità  di adattamento e dalle risorse individuali della persona.

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                • #9
                  Sono d'accordo con te al 100%, non avrei potuto spiegarmi meglio.
                  Certo che se un ragazzo di 18 anni venisse da me a chiedermi "devo fare il DAMS o il Politecnico di Torino?" non avrei dubbi sul consigliare il secondo.
                  Paradossalmente viene da dire "impara l'arte (quella utile) e mettila da parte".
                  Il fatto è che in periodi di crisi serve chi produce (vedi esempio sulla grafica) e non chi si prepara a lavori più "intellettuali", però io penso anche che non sarà  sempre così.
                  Ultima modifica di Marika; 19-01-2018, 13:08.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                    Il problema principale è che economia è una laurea più spendibile nel privato, invece lo sbocco più papabile di scienze politiche sono i concorsi pubblici.
                    Economia è una laurea che può abilitare a fare il commercialista o il revisore legale (quindi è una laurea abilitante), scienze politiche ti dà  il titolo di dottore, tante conoscenze e una pacca sulla spalla.
                    Attenzione perchè le lauree in scienze della pubblica amministrazione non sono corsi economici, sono corsi giuridici (del dipartimento o facoltà  di giurisprudenza) non abilitanti.
                    Hanno molta economia, ma non sono economici.
                    il corso specifico che avevo individuato io è questo
                    Economia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche Amministrazioni

                    da quello che ho capito è una sorta di ibrido tra LM-77 e LM-63 ma al momento dell'immatricolazione poi dovrei andare a scegliere la prima opzione per far si che risulti a tutti gli effetti una laurea appartenente ad economia(correggimi se sbaglio).

                    quello su cui ho dubbi è il fatto che è una magistrale che è possibile conseguire anche da studenti con una triennale in lingue,lettere,scienze della comunicazione e altre triennali,quindi mi domando quanto possa preparare e come possa essere valutata da un datore di lavoro

                    Commenta


                    • #11
                      Originariamente inviato da Paolino Visualizza il messaggio
                      il corso specifico che avevo individuato io è questo
                      Economia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche Amministrazioni

                      da quello che ho capito è una sorta di ibrido tra LM-77 e LM-63 ma al momento dell'immatricolazione poi dovrei andare a scegliere la prima opzione per far si che risulti a tutti gli effetti una laurea appartenente ad economia(correggimi se sbaglio).

                      quello su cui ho dubbi è il fatto che è una magistrale che è possibile conseguire anche da studenti con una triennale in lingue,lettere,scienze della comunicazione e altre triennali,quindi mi domando quanto possa preparare e come possa essere valutata da un datore di lavoro
                      Posto che, nell'ordinamento universitario italiano, gli unici titoli di laurea con abilitazione diretta alla professione (cioè in cui la discussione della tesi di laurea integra anche la prova finale di specialità ) sono le L-SNT triennali (Infermieristica, Ostetricia, Fisioterapia, Optometria, Logopedia, Radiologia etc.), tutte le lauree appartenenti ad una certa area didattica hanno dei profili di compatibilità  tra triennali e magistrali, ed in molti casi anche fra aree diverse. Ciò comporta che, teoricamente, io possa accedere a qualunque percorso magistrale con l'unico requisito utile del precedente titolo triennale. L'unica condizione da rispettare è quella del superamento degli OFA (Obblighi Formativi Aggiuntivi) che l'ateneo mi assegnerà  per colmare i debiti nei settori scientifici disciplinari delle materie che troverò nel curriculum.
                      In breve, se tu vieni da Scienze Politiche L-36 e vuoi iscriverti a Scienze delle Pubbliche Amministrazioni LM-63, potresti aver bisogno di sostenere uno o due esami supplementari (che potrebbero essere Diritto Amministrativo o Regionale, Scienza delle Finanze, Economia Aziendale e Demografia) per andare in pari con i colleghi provenienti da Economia, come potrebbero anche non dartene nessuno ed ammetterti senza debiti; mentre invece se tu vieni da L-36 e vuoi iscriverti a Economia Aziendale LM-77, gli OFA che l'ateneo potrebbe assegnarti potrebbero essere più di due.
                      Nel tuo caso, a quanto leggo sul sito dell'Università  di Modena e Reggio, l'ateneo non assegna OFA, ma vuole soltanto che gli aspiranti studenti del corso di Economia e Diritto per le Imprese e la Pubblica Amministrazione (sia LM-63 che LM-77) superino delle prove scritte/orali nei campi del Diritto Privato, dell'Economia Politica e dell'Economia Aziendale (ed è un bel vantaggio sapere in anticipo se la tua magistrale sarà  fatta da 12 o da 16-17 esami, in cui gli OFA non faranno media). Dunque, non è importante sapereche questo percorso sia aperto pure ai triennalisti di Lettere: tanto alla fine anche loro conseguiranno un titolo della stessa classe, con l'unica differenza che tu, alle prove di ammissione, potresti avere un grande vantaggio, avendo sostenuto Economia Politica e Diritto Privato in triennale a Scienze Politiche, rispetto a loro, che hanno fatto Archivistica e Filologia dantesca.
                      Riprendendo il discorso di Marika, se sei interessato alla revisione legale e commerciale, ti suggerisco di cercare un buon percorso di Economia LM-56 o LM-77 INDIPENDENTEMENTE dalla triennale che prenderai, però occhio a due cose:
                      1. L'ODCEC (Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) è un ordine professionale e, come tale, prevede un esame di ammissione. Sui bandi di esame dell'Ordine c'è scritto che "è ammesso alla partecipazione all'esame il candidato che abbia sostenuto almeno 18 mesi di tirocinio presso uno studio contabile autorizzato, di cui almeno 12 mesi siano successivi al conseguimento del titolo di laurea" (ergo, almeno un anno di lavoro gratis o quasi dopo la laurea, condizione che in genere esclude il trovarsi un altro lavoro retribuito).
                      2. L'esame da dottore commercialista è DIFFICILE, tanto. Alcuni sostengono che sia peggiore dell'esame di ammissione all'Ordine degli Avvocati. Recentemente, una persona con un'esperienza trentennale nel settore della contabilità  mi ha detto che la difficoltà  delle singole prove sia cresciuta ulteriormente. Questo è il brutto degli ordini dei liberi professionisti, la concorrenza per entrarci è spietata, ma quella una volta che sei entrato è peggio.

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
                        Posto che, nell'ordinamento universitario italiano, gli unici titoli di laurea con abilitazione diretta alla professione (cioè in cui la discussione della tesi di laurea integra anche la prova finale di specialità ) sono le L-SNT triennali (Infermieristica, Ostetricia, Fisioterapia, Optometria, Logopedia, Radiologia etc.), tutte le lauree appartenenti ad una certa area didattica hanno dei profili di compatibilità  tra triennali e magistrali, ed in molti casi anche fra aree diverse. Ciò comporta che, teoricamente, io possa accedere a qualunque percorso magistrale con l'unico requisito utile del precedente titolo triennale. L'unica condizione da rispettare è quella del superamento degli OFA (Obblighi Formativi Aggiuntivi) che l'ateneo mi assegnerà  per colmare i debiti nei settori scientifici disciplinari delle materie che troverò nel curriculum.
                        In breve, se tu vieni da Scienze Politiche L-36 e vuoi iscriverti a Scienze delle Pubbliche Amministrazioni LM-63, potresti aver bisogno di sostenere uno o due esami supplementari (che potrebbero essere Diritto Amministrativo o Regionale, Scienza delle Finanze, Economia Aziendale e Demografia) per andare in pari con i colleghi provenienti da Economia, come potrebbero anche non dartene nessuno ed ammetterti senza debiti; mentre invece se tu vieni da L-36 e vuoi iscriverti a Economia Aziendale LM-77, gli OFA che l'ateneo potrebbe assegnarti potrebbero essere più di due.
                        Nel tuo caso, a quanto leggo sul sito dell'Università  di Modena e Reggio, l'ateneo non assegna OFA, ma vuole soltanto che gli aspiranti studenti del corso di Economia e Diritto per le Imprese e la Pubblica Amministrazione (sia LM-63 che LM-77) superino delle prove scritte/orali nei campi del Diritto Privato, dell'Economia Politica e dell'Economia Aziendale (ed è un bel vantaggio sapere in anticipo se la tua magistrale sarà  fatta da 12 o da 16-17 esami, in cui gli OFA non faranno media). Dunque, non è importante sapereche questo percorso sia aperto pure ai triennalisti di Lettere: tanto alla fine anche loro conseguiranno un titolo della stessa classe, con l'unica differenza che tu, alle prove di ammissione, potresti avere un grande vantaggio, avendo sostenuto Economia Politica e Diritto Privato in triennale a Scienze Politiche, rispetto a loro, che hanno fatto Archivistica e Filologia dantesca.
                        Riprendendo il discorso di Marika, se sei interessato alla revisione legale e commerciale, ti suggerisco di cercare un buon percorso di Economia LM-56 o LM-77 INDIPENDENTEMENTE dalla triennale che prenderai, però occhio a due cose:
                        1. L'ODCEC (Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) è un ordine professionale e, come tale, prevede un esame di ammissione. Sui bandi di esame dell'Ordine c'è scritto che "è ammesso alla partecipazione all'esame il candidato che abbia sostenuto almeno 18 mesi di tirocinio presso uno studio contabile autorizzato, di cui almeno 12 mesi siano successivi al conseguimento del titolo di laurea" (ergo, almeno un anno di lavoro gratis o quasi dopo la laurea, condizione che in genere esclude il trovarsi un altro lavoro retribuito).
                        2. L'esame da dottore commercialista è DIFFICILE, tanto. Alcuni sostengono che sia peggiore dell'esame di ammissione all'Ordine degli Avvocati. Recentemente, una persona con un'esperienza trentennale nel settore della contabilità  mi ha detto che la difficoltà  delle singole prove sia cresciuta ulteriormente. Questo è il brutto degli ordini dei liberi professionisti, la concorrenza per entrarci è spietata, ma quella una volta che sei entrato è peggio.
                        sicuramente diventare commercialista è una cosa che mi stuzzica,ma sono inidirizzato verso questo corso prima di tutto per avere maggiori chance nel privato rispetto ad una tradizionale scienze politiche

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                        • #13
                          Ok, è arrivato il momento della scelta...il problema è che non so che scegliere XD anche perché vedendo online molte richieste di lavoro vedo che spesso è richiesta la triennale in economia...e già  là  sarei tagliato fuori! Oltre a questo,dando per buona la mia magistrale come economica, se un datore di lavoro va a vedere il curriculum e vede una triennale in scienze politiche due domande se le fa... o no?

                          Oltretutto vedendo su almalaurea la pagina di economia e diritto per le pubbliche amministrazioni si nota come ben il 22% vada a lavorare per il pubblico/forze armate oltre al fatto che la laure venga ritenuta da molti non necessaria ma solamente utile nei lavori svolti, al contrario di un laureato classico in economia che trova di più nel privato..e il 30% a 3 anni dalla laurea continua a svolgere la stessa mansione didi prima

                          Condizione occupazionale dei laureati

                          AIUTATEMI :-):-):-)

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                          • #14
                            Che dire? E' una laurea interessante, anche con due indirizzi.
                            Curiosa la storia delle due classi, chissà  se si può fare o l'UniMoRe l'ha tirata fuori dal cilindro approfittandosi di un buco legislativo...

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                            • #15
                              Originariamente inviato da Paolino Visualizza il messaggio
                              Oltretutto vedendo su almalaurea la pagina di economia e diritto per le pubbliche amministrazioni si nota come ben il 22% vada a lavorare per il pubblico/forze armate oltre al fatto che la laure venga ritenuta da molti non necessaria ma solamente utile nei lavori svolti, al contrario di un laureato classico in economia che trova di più nel privato..e il 30% a 3 anni dalla laurea continua a svolgere la stessa mansione didi prima

                              Condizione occupazionale dei laureati
                              Per entrare nel pubblico e nelle forze armate devi vincere un concorso e non è una cosa semplice.
                              Una volta ho accompagnato una mia amica a un concorso a Roma strapieno di gente solo per le preselettive.

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