- A livello di valutazione titoli o in un curriculum, avrà più importante una triennale o una magistrale, di qualunque settore (considerando pure che i voti d'esame nelle biennali tendono naturalmente a salire, specialmente nelle aree economiche, giuridiche e politiche)?
- Non so che annunci abbia visto, ma a me sembra che ci siano molte più opportunità di impiego per generici "candidati con esperienza" (quindi senza nessun titolo di studio specifico) rispetto a quante non ce ne siano per laureati triennali, dunque non sarebbe più saggio maturare qualche esperienza di lavoro (anche partendo più dal basso, per esempio dalle richieste per diplomati) invece di puntare tutto sul titolo universitario?
- Visto che i vertici della politica, della finanza e della grande imprenditoria stanno massacrando la nostra generazione con la storiella dell'interdisciplinarità e del multi-tasking, non pensi che afferire a due aree didattiche diverse per la prima e la seconda laurea non possa essere un vantaggio invece che un ostacolo (e visto che tanto nel pubblico guardano solo la classe della laurea magistrale e solo dopo il voto, mentre invece al privato interessa di più cosa sai effettivamente fare)? Rispetto ad un post-triennalista di Scienze Economiche o di Studi Aziendali, tu avresti delle nozioni giuridiche, scientifiche politiche e amministrative, nonché storico-filosofiche che lui non avrebbe mai.
Tornando alla questione iniziale del tuo discorso, io cambierei percorso di studi ora solo se mi trovassi talmente male personalmente da avere i rimorsi di coscienza e non riuscirci a dormire la notte, altrimenti ti invito a non preoccuparti troppo e a dare comunque il meglio di te stesso, se vorrai "aggiustarti meglio" per il mercato del lavoro con un titolo diverso ci saranno diversi tempi e modi dopo la triennale. Stay strong my friend.


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