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  • #16
    La storia dei 35.000 studenti non è una balla ma un pallone aerostatico con telescopio a raggi gamma di nuova generazione della NASA.
    Io non ce l'ho con l'Ecampus ma è partita malissimo e sta finendo peggio.
    Per quanto riguarda le borse di studio ad personam io e te sappiamo benissimo che nelle pubbliche e pubbliche non statali le università  regalano corsi a dipendenti, figli di dipendenti e amici.
    Non so se ci sono scappatoie legali, ma credo anche che non siano previste sanzioni in questi casi, correggimi se sbaglio. Forse dei richiami-censure?
    E' quasi lo stesso schema dei tirocini fittizi di cui parlavamo in un altro topic: gli atenei fingono di essere pagati e immatricolano.

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    • #17
      Progetto Start@UniTO

      Vi scrivo nuovamente per segnalare Start@UniTO, un progetto dell'Università  di Torino che mette a disposizione 20 insegnamenti universitari online, gratuiti e aperti a tutti.
      Qualunque sia il corso di laurea che vi interessa, potete accedere liberamente agli insegnamenti con le vostre credenziali Google o Facebook e studiare con il ritmo che preferite.
      Troverete materiali multimediali e test di autovalutazione. Alla fine del percorso online, potete sostenere un test finale, superato il quale otterrete un certificato di frequenza dell'insegnamento!
      Le future matricole possono anche seguire l'insegnamento online prima di iscriversi, per poi sostenere l'esame in presenza presso Unito e ottenere i CFU in anticipo rispetto al percorso universitario standard.
      Maggiori informazioni all'indirizzo http://www.unito.it/start o guardando il video spot https://www.youtube.com/watch?v=yBk3_Tt0-tw
      Buono studio a tutti!

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      • #18
        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
        La storia dei 35.000 studenti non è una balla ma un pallone aerostatico con telescopio a raggi gamma di nuova generazione della NASA.
        Io non ce l'ho con l'Ecampus ma è partita malissimo e sta finendo peggio.
        Per quanto riguarda le borse di studio ad personam io e te sappiamo benissimo che nelle pubbliche e pubbliche non statali le università  regalano corsi a dipendenti, figli di dipendenti e amici.
        Non so se ci sono scappatoie legali, ma credo anche che non siano previste sanzioni in questi casi, correggimi se sbaglio. Forse dei richiami-censure?
        Se lo si fa sottobanco sussiste il reato d'abuso d'ufficio, che è un delitto contestabile al pubblico ufficiale o all'esercente pubblico servizio che ha consentito ciò.
        Se però ci sono delle regole precise, fatte a monte, allora il discorso è diverso: le università  sono autonome nella determinazione della contribuzione e questa autonomia incontra un solo limite (cioè la contribuzione massima complessiva nelle sole pubbliche statali non può superare una soglia che sinceramente non ricordo come sia determinata; peraltro questa norma è ampiamente disattesa e che mi risulti c'è un solo caso in giurisprudenza c'è una sola sentenza al riguardo, che ha condannato l'Università  di Pavia a rimborsare uno studente della differenza). Non c'è neanche l'obbligo di prevedere le fasce di reddito, infatti l'Alma mater studiorum Università  di Bologna nel 2004-2005 prevedeva un unico importo per tutti (variabile a seconda del corso di studio: dai 1200, se non ricordo male, per i corsi di laurea umanistici sino ai 3900 del corso di laurea specialistica a ciclo unico in Odontoiatria, e ancora di più per alcuni corsi di laurea specialistica), però poi si poteva rientrare nella «fasciazione» facendo domanda a quella che all'epoca si chiamava Arstud (Azienda regionale per il diritto allo studio universitario) qualora si avessero determinati requisiti di reddito ma non si fosse idonei alla borsa di studio. La differenza tra l'importo massimo e lo sconto veniva rimborsata all'Ateneo dall'Arstud, quando invece nella maggior parte degli atenei le tasse e i contributi vanno a fasce di reddito (ovvero ISEE/ISEU) e le istituzioni regionali per il diritto allo studio universitario si occupano solo di borse di studio, mense ed esoneri.
        In quest'autonomia nulla vieta agli atenei di prevedere esoneri o comunque agevolazioni per dipendenti e loro familiari, soggetti esterni convenzionati (il sindacato Funzione pubblica della Cisl ad esempio ha stipulato convenzioni con Unitelma Sapienza, Lum “Jean Monnet”, Università  della Tuscia e Università  della Campania “Luigi Vanvitelli”) e addirittura familiari di studenti (ad esempio all'Università  di Firenze c'è un'agevolazione per i fratelli contemporaneamente iscritti).
        Piuttosto quello che fa l'eCampus mi pare strano per un'altra ragione. Le borse di studio sono di competenza delle regioni, che le erogano sulla base di una contribuzione di tutti gli studenti universitari attraverso la tassa regionale per il diritto allo studio universitario (DSU). Questa è la principale fonte di alimentazione dei fondi per il DSU, alla quale partecipano anche gli studenti delle università  non statali, comprese le telematiche. Ciononostante, eCampus eroga direttamente borse di studio (consistenti comunque in sconti sulla retta, che possono arrivare sino al 100% nel caso descritto, e non in una vera e propria erogazione in danaro).
        D'altro canto, malgrado, come già  detto, gli studenti delle telamtiche paghino le tasse per il DSU come tutti gli altri, già  adesso io non mi capacito del fatto che esse siano bellamente escluse, da tutte e quattro le regioni in cui esistono (Lazio, Campania, Lombardia e Toscana; in quest'ultima c'è la IUL, Italian university line), dai bandi del diritto allo studio.
        Sono certo che esista qualche normativa speciale sulle università  non statali e/o sulle università  di nuova istituzione che mi sfugge, perché ho notato che anche la Unistrada, la Uer e la Humanitas mi sembrano essere escluse (mi si corregga se sbaglio). Ma faccio l'esempio della Campania: ai tempi in cui c'erano gli enti regionali per il diritto allo studio, essi andavano per gruppi (ad esempio Edisu Napoli 1, Edisu Napoli 2) ma comprendevano comunque tutti gli atenei esistenti; poi hanno fatto un'azienda per il dirtto allo studio (Adisu) per ciascuna delle università , comprendendo anche la Suor Orsola Benincasa; infine, ai sensi di una riforma varata nel 2016 (legge regionale n. 12 e ss.mm.ii.), su modello di altre regioni (Emilia-Romagna e Toscana su tutte), le 7 aziende sono state messe in liquidazione e dal 1º gennaio 2018 opera la nuova Azienda per il diritto allo studio universitario della Regione Campania. Ora, come mai questo nuovo soggetto esclude dalle borse e da tutti i beneficà® (mense, alloggi che non siano nelle residenze di proprietà  dei singoli atenei etc.) gli studenti di Pegaso e Fortunato, i quali pagano la tassa regionale per il DSU esattamente come tutti gli altri? Questo per me rimane un mistero perché davvero non riesco a trovare nessuna disposizione di legge che consenta ciò, e la cosa bella è che, chiedendo a colleghi che si occupano di questo, mi hanno risposto: «Boh! Abbiamo sempre fatto così! Finché non ci dicono che qualcosa è cambiato...». Anche se, visto che sono gli stessi atenei a non lamentarsi, qualche norma speciale che li esclude dai benefici per il DSU da qualche parte deve esserci.
        Poi non è neanche vero che si è sempre fatto così, visto che la Regione Toscana da qualche anno fa rientrare nel DSU anche i conservatorà®, le accademie di belle arti e l'Isìa (Istituto superiore per le industrie artistiche), i cui titoli (cfr. legge 508/1999, DPR 212/2005 e DM 123/2009) sono stati equiparati alle lauree (diplomi accademici di primo livello), alle lauree magistrali (diplomi accademici di secondo livello) e ai dottorati di ricerca (diplomi di formazione alla ricerca artistica)* ma che comunque rimangono escluse dal comparto università  e ricerca, posto che il sistema dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (che in sigla scrivono «AFAM», forse perché «AFAMC» sembra una brutta parola) ha un proprio ordinamento e soprattutto ha il personale docente con uno status giuridico completamente diverso da quello dei docenti universitari (del resto quando il Ministero della pubblica istruzione e il Ministero dell'università  e della ricerca scientifica e tecnologia erano separati il sistema AFAM faceva capo al primo, non al secondo).

        * Le accademie rilasciano, come titoli aventi valore legale, anche i master accademici di primo e secondo livello e i diplomi accademici di specializzazione, mentre possono organizzare corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale che non comportano rilascio di titolo avente valore legale ma solo un attestato di frequenza o partecipazione, che consentono tuttavia l'acquisizione di crediti formativi accademici (CFA).


        E' quasi lo stesso schema dei tirocini fittizi di cui parlavamo in un altro topic: gli atenei fingono di essere pagati e immatricolano.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #19
          Non lasciatevi sfuggire l'opportunità  di iniziare l'università  col piede giusto... start@unito!
          https://www.youtube.com/watch?v=yBk3...ature=youtu.be

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