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  • #16
    Originariamente inviato da AlfonsoP Visualizza il messaggio
    Pensavo di trovare persone di supporto e di aiuto in questo forum invece a quanto pare ci sono persone che ti danno del matto dell'assurdo e giudicano/screditano.
    Buono a sapersi.
    E' un esempio di vita reale.
    Il dottore cerca solo di aprirti gli occhi, quindi non prendertela più di tanto e non buttarla sul personale. Lo so che il suo approccio molto schietto può urtare, ma in quello che scrive ci sono molte info che ti saranno utili nelle tue future scelte.
    E comunque se farai il giornalista sai quante schifezze dovrai ingollare tenendo la bocca chiusa? Ti sfrutteranno e ti perculeranno a lungo prima che tu riesca ad affermarti. Quindi testa bassa e pedalare!
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #17
      Ci mancava pure Bmastro ora!
      Mo ci si mette pure lei?!
      Per favore eh, che rischio seriamente di abbandonare questo forum se continuo ad essere trattato cosi!
      Rispetto!! Imparate questa parola lei e il dottore: rispetto! E aggiungeteci anche cortesia ed educazione!

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      • #18
        Originariamente inviato da AlfonsoP Visualizza il messaggio
        Ci mancava pure Bmastro ora!
        Mo ci si mette pure lei?!
        Per favore eh, che rischio seriamente di abbandonare questo forum se continuo ad essere trattato cosi!
        Rispetto!! Imparate questa parola lei e il dottore: rispetto! E aggiungeteci anche cortesia ed educazione!
        Guarda che sei veramente suscettibile, eh!
        Dove ti avrei offeso?
        Bisogna imparare ad ascoltare con umiltà  senza inalberarsi se qualcuno la pensa in modo diverso da te.

        In ogni caso, ti ripeto che nella prima parte della tua carriera di giornalista verrai sfruttato e umiliato a ripetizione, quindi preparati psicologicamente: con un atteggiamento del genere ti licenziano il primo giorno di lavoro.
        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
        digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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        • #19
          Originariamente inviato da AlfonsoP Visualizza il messaggio
          Si, forse ha ragione lei.
          «Sì» (affermazione) si scrive con l'accento.
          Visto che ti piace tanto alla letteratura, suppongo che tu tenga tanto anche alla grammatica. Eppure questo non è l'unico strafalcione che commetti a ripetizione. Per non parlare di quelli di semantica.
          A proposito, ma tu vuoi fare il giornalista, o addirittura lo scrittore, e non hai mai sentito parlare di frame, cioè contesto, e criterio di pertinenza? Ebbene, ti confido un segreto: in Internet sui fora in lingua italiana per convenzione generalmente riconosciuta ci si dà  del tu, non del lei.

          Forse confondo il giornalismo con la letteratura. É vero.
          Ed è grave.
          Perché cronaca e letteratura sono due concetti completamente diversi.
          Il giornalista si occupa di descrivere la realtà  immanente. I romanzi sono un'altra cosa.

          Ma non posso essere libero di amare la letteratura?
          Che male faccio se amo la letteratura?
          Che male faccio se amo scrivere (anche libri) ?
          Domande retoriche, prive di significato concreto.

          Non accetto più offese da lei.
          Apri un vocabolario della lingua italiana qualsiasi e consulta la definizione del lemma "offesa".

          Non merito di essere mortificato in questo modo.
          Mi sa che soffri di mania di persecuzione

          Vorrei rispetto, se sa cosa vuol dire questa parola ma non credo.
          Un bel corso di interpunzione pure ci starebbe bene

          Originariamente inviato da AlfonsoP Visualizza il messaggio
          E comunque non potrò mai fare Lettere perché mi viene impedito categoricamente.
          Da chi? Dai tuoi genitori? E mi spieghi chi sono loro per impedirtelo?

          Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
          Ciao Alfonso, mi spiace per il flame.
          A senso unico

          - In un'epoca in cui per lavorare bisogna specializzarsi fare un corso multidisciplinare equivale a non fare quasi niente. Prova a chiedere a un laureato in scienze politiche (ONESTO) "fresco di pergamena" che lavoro ha imparato a fare. Gli sbocchi in quel campo sono solo consulente del lavoro e concorsi.
          Mi permetto di precisare che la laurea in Scienze politiche fu inventata nella Francia napoleonica, e poi importata in Italia, per formare alti funzionari (diplomatici e non) dello Stato e in generale della pubblica amministrazione, quindi lo sbocco dei concorsi non è da sottovalutare: tale laurea prepara a questo per statuto.
          Il problema è che ai tempi in cui Scienze politiche fu inventata nella pubblica amministrazione c'erano 50 posti per 1 aspirante. Ai tempi di mia madre siamo arrivati all'incirca al pareggio. Oggi siamo a 1 posto per 50 aspiranti quando va bene.
          Poi col vecchio ordinamento Scienze politiche consentiva di accedere al praticantato di dottore commercialista, col nuovo no.
          Va detto, di contro, che con Scienze politiche e Scienze dell'amministrazione (che sarebbe sostanzialmente il vecchio Scienze politiche con indirizzo politico-amministrativo) è possibile proseguire gli studi nel secondo ciclo in un'ampia gamma di corsi di laurea magistrale, che spaziano dalle scienze economiche alla storia passando per la geografia e le scienze aziendali. E, in particolare se il corso ha un marcato connotato giuridico, è facile poter accedere al terzo o anche al quarto ano di un corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza. Nel frattempo che si proseguono gli studi si possono tentare i concorsi.

          Io vedo lettere come la Via Crucis, però se è il tuo sogno non vedo perchè non immatricolarti a quel corso di laurea.
          Io vedo Lettere come peggio di Scienze politiche

          Evita sempre scienze della comunicazione
          Concordo.

          e per il giornalismo datti da fare subito, non aspettare la laurea. Trovati una testata on line o cartacea, inizia a scrivere, comincia a diventare pubblicista. Non c'è una laurea veramente valida per il giornalismo, serve tanta passione.
          Fiuto, passione, curiosità , spirito di avventura, voglia di reggere ritmi estremamente stressanti e tanta ”“ veramente tanta! ”“ capacità  di sopportazione. Il tutto accompagnato da una buona dose di conoscenza degli istituti generali della società , se si vuole fare buona informazione. Il saper scrivere come vedi è l'ultima cosa. E, comunque, lo stile giornalistico è asciutto, immediato, fatto di frasi brevi e molte coordinate per asindeto, privo o quasi privo di subordinate. E privilegia il discorso diretto. Praticamente tutto il contrario di come viene insegnato a scuola. Quindi ribadisco: di' alla tua docente di lettere italiane da parte mia che non capisce un Kaiser.

          Un'ultima cosa importante: non farti condizionare troppo dalla tua famiglia.
          Condivido.

          Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
          se farai il giornalista sai quante schifezze dovrai ingollare tenendo la bocca chiusa? Ti sfrutteranno e ti perculeranno a lungo prima che tu riesca ad affermarti.
          E non è neanche detto che ci riuscirà , ad affermarsi.
          Sai quante persone dotate di notevole talento si perdono per strada in favore di gente che non sa tracciare una o aiutandosi con un bicchiere?
          Ci vuole una grande dose di pazienza, più che altro.

          Originariamente inviato da AlfonsoP Visualizza il messaggio
          Ci mancava pure Bmastro ora!
          Mo ci si mette pure lei?!
          Per favore eh, che rischio seriamente di abbandonare questo forum se continuo ad essere trattato cosi!
          Rispetto!! Imparate questa parola lei e il dottore: rispetto! E aggiungeteci anche cortesia ed educazione!
          Ringrazia tu noi per aver perso tempo con te.

          Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
          con un atteggiamento del genere ti licenziano il primo giorno di lavoro.
          Lavoro non retribuito, naturalmente.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #20
            Caro Dottore,
            Sono profondamente dispiaciuto che lei abbia dovuto perdere tempo con un incapace ignorante come me.
            Le chiedo scusa per tutto ciò che di sbagliato ho detto, o commesso, e, nella speranza di avere un rapporto civile con lei, starò attento a come scriverò e a quello che scriverò.
            Sto attraversando un periodo infernale, lei non ha la minima idea di quanto io stia soffrendo.
            Mi viene categoricamente impedito di fare Lettere, sentendomi rispondere:"Non la puoi fare!
            Non hai le basi perché non hai fatto il liceo!
            E poi con Lettere non ci fai proprio niente!".
            La prego, dunque, di rispettare, almeno, questo periodo di sofferenza e il dolore che ho, e di avere con me, a partire da questo messaggio in poi, un rapporto civile.
            Io farò del mio meglio e mi scuso se ho sbagliato.

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            • #21
              Se è per questo senza liceo non si ha la base per fare niente.
              Per quanto mi riguarda auspico a un'abrogazione della scellerata riforma del 1969 che ha spalancato le porte dell'università  ai porci e ai cani e implementerei una bellla riforma di stampo svizzero, austriaco o tedesco.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #22
                Su questo mi trova assolutamente d'accordo, dottore.
                La stessa cosa che dico io ai miei, come non ho le basi per fare lettere non ce le ho, se per questo, manco per sostenere esami di economia o matematica, tanto meno di politica o legge, né di medicina, di niente. Quindi non fa testo il discorso delle basi, senza liceo.
                Stessa cosa che ho detto io ai miei, mi trova perfettamente d'accordo.
                Però io vorrei comunque farlo un corso di laurea, triennale almeno, appunto a scelta tra Scienze Politiche e Lettere (in quanto Scienze della Comunicazione lo trovo inutile).
                All'inizio non mi dispiaceva Scienze Politiche, anzi ero d'accordo con i miei genitori.
                Solo che ho scoperto, poi, poco tempo fa, che nonostante è un corso ad accesso libero è comunque necessario sostenere un test di ingresso (lo chiamano "di orientamento") e bisogna fare almeno 15 punti su 30, senno ti danno degli obblighi formativi per il recupero delle carenze e non puoi quindi dare esami se non hai colmato.
                Questo è il problema. In questo test d'ingresso ci sono domande di logica-matematica, politica nazionale-internazionale, lingua francese, lingua inglese e sociologia.
                Tutti ambiti dei quali io non so niente e, dunque, è più che probabile che totalizzerò meno di 15 punti, e quindi non potrò dare esami per via degli obblighi formativi.
                E' questa la mia paura per cui preferisco lettere, oltre che per le mie passioni e attitudini. Cioè se io faccio meno di 15 punti a quel test a settembre, sono rovinato.
                Invece al test di ingresso di lettere bisogna fare 15 punti su 50 (e non su 30) e ci sono cose per me fattibili, quali comprensione del testo (che vale 20 punti), lingua italiana (vale 10 punti), letteratura italiana (vale 10 punti) e storia (10 punti).
                Quindi al test di lettere 15 punti li supero con estrema facilità , basta che faccio corrette solo la comprensione del testo e la lingua italiana (30 punti insieme) che già  l'ho superato. E' per questo che preferisco lettere, oltre che per le mie attitudini.
                Non lo trovo sensato andare in una facoltà  che abbia tremila sbocchi se poi non sono in grado manco di sostenerne il test di ingresso, né i relativi esami.
                Invece lettere non avrà  sbocchi come dicono i miei (anche se il professore si può fare) ma almeno non ho problemi né di ingresso né nel percorso di studi (a parte il latino), in quanto studierei cose che mi piacciono e che amo.
                Quindi capisce che è una situazione piuttosto brutta e infernale per me?

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                • #23
                  Originariamente inviato da AlfonsoP Visualizza il messaggio
                  Su questo mi trova assolutamente d'accordo, dottore.
                  La stessa cosa che dico io ai miei, come non ho le basi per fare lettere non ce le ho, se per questo, manco per sostenere esami di economia o matematica, tanto meno di politica o legge, né di medicina, di niente. Quindi non fa testo il discorso delle basi, senza liceo.
                  Il problema non è non essere in grado di sostenere gli esami. Su quello puoi riuscire benissimo. Il problema è che se il sistema di istruzione ha una logica sequenziale ti mancherà  sempre un pezzo. Ad esempio io proprio non riesco a capire come si possa pensare di affrontare la teoria generale del diritto (e la filosofia del diritto e la sociologia del diritto), la psicologia, la sociologia, la teoria economica senza avere mai studiato filosofia. Si potrà  pure prendere tutti 30 agli esami, ma si ignora completamente il percorso culturale che l'umanità  ha compiuto per arrivare a quelle conclusioni (anche rapportato al periodo storico etc. etc.).

                  Però io vorrei comunque farlo un corso di laurea, triennale almeno, appunto a scelta tra Scienze Politiche e Lettere (in quanto Scienze della Comunicazione lo trovo inutile).
                  I corsi di laurea sono tutti triennali, fatti salvi gli specifici casi, più unici che rari, dei cicli unici.

                  Solo che ho scoperto, poi, poco tempo fa, che nonostante è un corso ad accesso libero è comunque necessario sostenere un test di ingresso (lo chiamano "di orientamento")
                  Dipende dall'ateneo

                  e bisogna fare almeno 15 punti su 30, senno ti danno degli obblighi formativi per il recupero delle carenze e non puoi quindi dare esami se non hai colmato.
                  Anche questo dipende dall'ateneo.

                  Invece al test di ingresso di lettere
                  Anche l'esistenza di questo dipende dall'ateneo.

                  Non trovo sensato andare in una facoltà  che abbia tremila sbocchi
                  Non esistono gli sbocchi delle facoltà .
                  Anche quando esistevano le facoltà , secondo te se tu in una facoltà  di Scienze politiche conseguivi la laurea in Scienze politiche avevi gli stessi sbocchi di chi conseguiva al laurea in Servizio sociale?
                  Presso una facoltà  di Medicina e chirurgia, laurearsi in Medicina e chirurgia o laurearsi in Infermieristica era la stessa cosa? Sai che a Medicina ci si laureava perfino in Educazione professionale?
                  Alla facoltà  di Lettere e filosofia della Federico II di Napoli, laurearsi in Servizio sociale (sì, lì era sotto Lettere, in collaborazione con Giurisprudenza), in un corso della classe di Scienze de ibeni culturali oppure in Psicologia dei processi relazionali e di svilupo era la stessa cosa?

                  Invece lettere non avrà  sbocchi come dicono i miei (anche se il professore si può fare)
                  Per fare quello che tu erroneamente chiami professore, che è il docente, occorre la laurea magistrale. Cosa puoi insegnare dipende ESCLUSIVAMENTE da quest'ultima, indipendentemente dalla laurea che hai conseguìto prima. Per la specifica classe di concorso in cui aspiri a insegnare, poi, possono essere richiesti dei requisiti curriculari minimi in termini di crediti formativi universitari maturati in determinati settori scientifco-disciplinari. In questo caso, essi possono essere maturati in una o più di tutte le tue carriere universitarie, dunque non solo nell'à mbito del corso con il quale avrai conseguìto la laurea magistrale richiesta per l'accesso, ma anche della laurea precedente, di eventuali esami aggiuntivi (fuori piano) ovvero sovrannumerarà®, di insegnamenti singoli, di master etc.. In più, se non cambierà  ulteriormente la norma, servono i 24 crediti fedeliani.

                  ma almeno non ho problemi né di ingresso né nel percorso di studi (a parte il latino)
                  Se è per questo ci sono corsi di laurea in Lettere senza latino.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #24
                    Io parlavo del mio ateneo, per quanto riguarda Scienze Politiche.
                    Nel mio ateneo a Scienze Politiche, nonostante è un corso ad accesso libero è comunque necessario sostenere un test di ingresso (lo chiamano "di orientamento") e bisogna fare almeno 15 punti su 30, senno ti danno degli obblighi formativi per il recupero delle carenze e non puoi quindi dare esami se non hai colmato.
                    Questo è il problema. In questo test d'ingresso ci sono domande di logica-matematica, politica nazionale-internazionale, lingua francese, lingua inglese e sociologia.
                    Tutti ambiti dei quali io non so niente e, dunque, è più che probabile che totalizzerò meno di 15 punti, e quindi non potrò dare esami per via degli obblighi formativi.
                    Così funziona purtroppo nel mio ateneo. E' questo il problema.

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                    • #25
                      Non esiste il tuo ateneo visto che non sei ancora iscritto.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #26
                        Io sono iscritto eccome mio caro dottore!
                        Io sono iscritto a Giurisprudenza mio caro dottore dall'ottobre del 2017 mio caro. Quindi che cosa dice??
                        Sono iscritto eccome, da un anno!

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                        • #27
                          Solo che non ci capisco niente, in un anno ho dato appena due esami. Mi hanno iscritto i miei perché sostenevano e sostengono che giurisprudenza è l'unica facoltà  che consente di avere moltissimi sbocchi e fare una bella vita pieno di lussi e di soldi.
                          Volevano che facevo l'avvocato così sarei stato un Signore pieno di soldi lussi mercedes ville e milioni.
                          Ma io non ci capisco niente e in un anno ho dato appena due esami!
                          Così adesso devo cambiare facoltà  e il corso di laurea in Scienze Politiche fa parte sempre della facoltà  di giurisprudenza nel mio ateneo.
                          Quindi il mio ateneo esiste eccome e il regolamento di scienze politiche.
                          Ora come mi dice un'altra volta che non esiste il mio ateneo e il regolamento non è come ho detto, piglio la mando al diavolo e me ne vado!

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                          • #28
                            Signorino, tu ci avevi parlato in modo tale da indurci a ritenere che stessi facendo la scelta per la prima iscrizione, non per una rettifica di una scelta operata in precedenza. Infatti hai parlato sin dall'inizio di scelta della facoltà  (rectius del corso) e non di voler cambiare.

                            Allora, innanzitutto ti confido un segreto: una volta che ti sei immatricolato in una università , non è detto che tu debba rimanere lì. Oltre che un passaggio, cioè un cambio di corso di studi all'interno dello stesso ateneo, puoi anche chiedere un trasferimento. Se sei a Roma, come mi pare di aver capìto, hai solo l'imbarazzo della scelta.

                            Se i tuoi genitori pensano che la laurea magistrale in (e non la facoltà  di) Giurisprudenza abbia «moltissimi sbocchi» e consenta di «fare una bella vita pieno (rectius piena) di lussi e di soldi» evidentemente vivono su un altro pianeta. E ti spiego perché.
                            Fino a prima del patto di stabilità  (beh, tu sei molto giovane; forse sei nato addirittura dopo il trattato di Maastricht, quindi ti dico per brevità  che prima di questo lo stato italiano era abituato a campare a debito e la politica promuoveva infornamenti in esubero nella pubblica amministrazione al fine di combattere la crearsi clientele) la maggior parte dei laureati in Giurisprudenza finiva nel pubblico impiego, in cui, contrariamente a quello che pensano i tuoi genitori, certamente non si fa una vita particolarmente agiata. Una minoranza si abilitava alla professione di avvocato e una minoranza della minoranza finiva a fare il notaio o il magistrato.
                            Gli avvocati in Italia sono da tempo troppi (gli ordini presso i fori msggiori hanno più iscritti di quanti sono abilitati in interi stati europei), ma tutto sommato sino a venti-venticinque anni fa, tra beghe condominiali e incidenti stradali, si sopravviveva, anche perché il contenzioso è quasi proporzionale (l'Italia è lo stato più litigioso d'Europa).
                            Oggi la situazione è mutata completamente. Nel pubblico i concorsi scarseggiano; sono concorsi a pochi posti (le regioni e gli enti locali bandiscono al massimo 4 posti insieme e si presentano 200 persone; l'amministrazione centrale ”“ ministeri, agenzie fiscali, autorità  amministrative indipendenti e altri grossi enti dello Stato ”“ bandiscono anche 500 posti insieme ma si presentano anche centomila candidati, tanto che solo per espletare le procedure concorsuali possono essere necessari sino a due anni) e poi sistematicamente ti arriva quello come me che, pur non essendo laureato in Giurisprudenza (ma credo che rimedierò alla terza laurea ), sbanca tutto, arrivando agli scritti primo con 7 punti più del secondo, tanto che pur essendo il quinto un raccomandato di ferro non riescono a salvarlo neanche mettendogli il massimo all'orale e mettendo il minimo a me (gli scritti oramai sono anonimi e dunque non c'è segnalazione che tenga).
                            Del resto non c'è neanche bisogno di quelli come me: i concorsi pubblici sono tipicamente basati sul diritto pubblico (soprattutto amministrativo, ma non solo) ma richiedono sempre qualche altra materia sulla quale i laureati in Scienze politiche hanno certamente un'infarinatura, mentre i laureati in Giurisprudenza no. Di contro i laureati in Giurisprudenza hanno una preparazione su cose che nei concorsi pubblici non saranno mai richieste, come il diritto processuale. Se a questo aggiungi che i laureati in Scienze politiche sono tipicamente affetti da un complesso di inferiorità  che li induce a studiare di più e meglio, mentre i laureati in Giurisprudenza si presentano tutti spavaldi pensando di essere migliori degli altri e trascurano proprio le materie che all'università  non hanno studiato reputandole facili, i laureati in Scienze politiche tendono a vincere.
                            Nel settore privato i laureati in Giurisprudenza non sono mai stati particolarmente apprezzati. Questo perché nell'immaginario collettivo il laureato in Giurisprudenza viene erroneamente associato alla figura mitologica dell'avvocato (la gente mica pensa che se esistono gli avvocati devono per definizione esistere altri professionisti legali!), e l'avvocato in Italia si può svolgere solo in forma libero-professionale, a meno che non si sia dipendenti pubblici e si eserciti il patrocinio nell'esclusivo interesse dell'ente di cui si è dipendenti.
                            In questa situazione, i laureati in Giurisprudenza oggi cosa fanno? Paradossalmente, si abilitano alla professione di avvocato molto più di ieri: trovare un dominus che ti faccia fare il praticantato non è mica difficile; tanto non ti paga... Anzi, una tizia che conosco, di una località  tra Afragola e Caserta, è andata a fare il praticantato in Veneto «perché almeno lì mi pagano, mica come quei pidocchiosi del Sud»: sai quanto prende? 100 (cento) euro al mese di rimborso spese... e non è una battuta. Almeno a Napoli i grandi studi pagano e quelli piccoli, se sei abilitato al patrocinio (si può fare dopo il primo anno di pratica), ti riconoscono una percentuale sulle cause che vinci.
                            Detto questo, il problema è una volta superato l'esame di Stato. Sai quanti avvocati improduttivi ci sono in circolazione? E, da quando sono stati introdotti obblighi contributivi nei confronti della Cassa forense (l'ente di previdenza degli avvocati) per il solo fatto di essere iscritti all'albo, stanno arrivando a pioggia istanze di cancellazione.
                            E comunque il Signore è solo colui che è nei cieli, per chi ci crede. Tu al massimo saresti stato un signore e avresti avuto una Mercedes. Una dignitosissima Mercedes classe A di terza mano.

                            Non ho mai detto che il tuo ateneo non esiste; sono le facoltà  che non esistono più nelle università  statali, anche se alcuni atenei (ma si contano sulle dita di mezza mano) continuano a utilizzare questo termine per indicare una cosa diversa rispetto a ciò che era la facoltà  prima, e poi c'è la Sapienza, che ha un ordinamento speciale.
                            Prima della legge 240/2010, credo che solo all'Università  di Camerino fosse rimasto un corso di laurea in Scienze politiche in una facoltà  di Giurisprudenza (e comunque chiarisciti le idee, poiché tu stavi parlando dall'inizio di facoltà  di Scienze politiche...). In ogni caso, la struttura di afferenza (che sia facoltà , dipartimento o scuola) non incide sul valore legale del titolo rilasciato. Potrebbe tuttavia influire sulla sostanza, dato che i piani di studio sono calibrati rispetto alla docenza che quella struttura ha a disposizione, essendo con le ultime norme limitatissimo il ricorso a docenze a contratto e anche a mutuazioni. Ad esempio un corso di laurea in Scienze della comunicazione incardinato in una facoltà  di Economia aveva un approccio abbastanza diverso rispetto allo stesso corso di laurea afferente a una facoltà  di Scienze della formazione, anche se il titolo rilasciato alla fine era lo stesso. Tutto questo per dire che, se riscontri forti difficoltà  a Giurisprudenza, non mi pare il caso di impelagarti in un corso di laurea in Scienze politiche a forte orientamento giuridico.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #29
                              Ah, dimenticavo: visto che i tuoi genitori sono così attenti all'etichetta e al prestigio, come mai ti hanno fatto frequentare un istituto non meglio identificato e non un liceo (non necessariamente il classico, eh)?
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                              • #30
                                Mi hanno fatto fare un istituto tecnico (ITIS) perché ritenevano che il liceo classico è una scuola troppo difficile, la più difficile che esiste e quindi, secondo loro, non sarei mai stato in grado di poter fare una scuola del genere (considerate le innumerevoli ore di studio che prevede il liceo classico e io per lo studio scolastico volevo studiare solo due/tre ore).
                                E poi anche perché, sempre secondo loro, l'informatica ormai oggi è il futuro, va per la maggiore e avrei avuto così un mestiere in mano nel caso in cui non avessi voluto fare l'università . Poi, però, è successo che io in quell'istituto ho passato cinque anni d'inferno perché non ci capivo niente di informatica, le uniche materie in cui andavo bene erano solo letteratura italiana e storia e quindi al termine di una bassa maturità  ho deciso di non voler più avere niente a che fare con l'informatica. E' per questo motivo che mi hanno iscritto a Giurisprudenza. Adesso mi vengono a dire: a te non va bene mai niente, l'informatica non andava bene, la giurisprudenza non va bene e vengo denigrato.
                                E lettere non la posso fare perché di letteratura, secondo loro, ho fatto quattro cose contate non essendo un liceo, latino e greco neanche l'ombra, e quindi non ho le basi per fare lettere. In matematica sono sempre andato malissimo quindi non sono in grado di fare facoltà  come Economia o Ingegneria, la Medicina manco a parlarne.
                                E quindi secondo loro l'unica facoltà  che potevo fare per il mio metodo di studio e per un domani avere una bella vita e numerosi sbocchi era la Giurisprudenza.
                                Poi come detto ho passato un anno infernale perché è una facoltà  complessissima e ho dato appena due esami in un anno senza capirci niente.
                                E adesso mi ritrovo a dover cambiare, ma a non saper dove andare, dato che non sono in grado di fare quasi nessuna facoltà  e dato che sempre secondo loro tutte le facoltà  universitarie, ad eccezione di Giurisprudenza, non servono a niente e non ci fai niente se non il disoccupato. Questa è la mia situazione attuale, dottore.

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                                Sto operando...
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