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Consigli su una carriera universitaria un po' disastrata

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  • Consigli su una carriera universitaria un po' disastrata

    Ciao a tutti,
    Arriviamo direttamente alla situazione attuale:
    -Diploma scientifico
    -27 anni
    -Mai lavorato veramente
    -Iscritto a Medicina dal 2010 e riuscito nella mirabolante impresa di aver dato poco più degli esami del primo anno

    Durante la mia carriera universitaria ho cambiato tre corsi nel giro di un anno prima di superare il fatidico test d'ingresso. Da quel momento in poi un percorso di studi più che altalenante con risultati medi e mesi tra un esame e l'altro; quasi sempre dovuti al mio lassismo e scarsa autovalutazione personale dei tempi e della mia preparazione. Non ho mai sopportato la poca trasparenza della mia università  tradizionale con esami su libri sconfinati, programmi poco chiari e rigidità  dei professori che mi ha portato a non voler praticamente più sostenere esami orali.

    La medicina mi è sempre piaciuta ma credo sia arrivato il momento di farla finita e mettere da parte quest'idea che uscendo ora non potrò mai più rientrare. A questo punto i problemi sono ben altri.

    Sono arrivato alla conclusione che una telematica possa essermi d'aiuto dato che molte prevedono, volendo, solo esami scritti e che una buona laurea vista la mia passione per la politica, il sociale, la geopolitica e le lingue da sempre presente possa essere Scienze Politiche.

    Ovviamente ciò che mi preoccupa è la possibilità  che sia l'ennessimo buco nell'acqua a livello di studio personale, che di per se un titolo del genere sia poco efficace a livello occupazionale e che una laurea telematica (anche ottima come la Marconi) sia vista male.

    In più non si può non considerare che, se tutto andasse alla perfezione, concluderei il primo ciclo a 31 anni.

    Spero di essere stato sufficientemente chiaro e spero che mi possiate dare qualsiasi spunto, consiglio o secchiata d'acqua fredda.

    Grazie

  • #2
    Originariamente inviato da Zollolo Visualizza il messaggio
    Ovviamente ciò che mi preoccupa è la possibilità  che sia l'ennessimo buco nell'acqua a livello di studio personale, che di per se un titolo del genere sia poco efficace a livello occupazionale e che una laurea telematica (anche ottima come la Marconi) sia vista male.
    Su questo punto penso di aver fatto una panoramica abbastanza completa qui.

    http://www.università .com/i-servizi...elematica.html

    Su scienze politiche l'esperto è Dottore.

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    • #3
      Buongiorno,

      non per infierire, ma a Medicina l'unica cosa difficile è entrare (se non si è disposti a fare ricorso nel caso non ci sia riusciti con il concorso), poi la strada è tutta in discesa, dato che si laureano praticamente tutti in corso e con voti superiori di 10 punti rispetto alla media generale (in alcune università  è solo una questione di avere o non avere la lode).
      Quindi per non aver dato esami suppongo proprio che l'argomento non ti interessi. Anche a giudicare da come scrivi (e ciò che scrivi), direi che questo sia il vero motivo, invitandoti ad affrontarlo senza girarci troppo intorno. Questa è la mia secchiata d'acqua fredda.

      Scienze politiche è un corso bello da fare orale; dà  molto più soddisfazione. I risvolti occupazionali sono quelli che sono, ma considera che lo scopo per cui è stata inventata questa laurea, prima nella Francia napoleonica e poi nell'Italia sabauda, ad essa ispirata, è quello di formare alti burocrati. Quindi, devi essere pronto a sostenere concorsi nell'amministrazione pubblica; se lavorare nel pubblico non è nelle tue corde, ti direi di lasciar perdere, ma se la cosa ti interessa sappi che, che venga o meno abolita o riformata la legge Fornero, di qui a tre-quattro anni ci sarà  un'ondata di pensionamenti e, se è vero che la gran parte delle amministrazioni è soggetta al blocco del turn over o comunque a forti limitazioni delle assunzioni, d'altra parte si dovrà  sempre assumere almeno una persona per ogni cinque che ne escono e quindi si libereranno in ogni caso migliaia di posti.
      Per l'accesso ai ruoli funzionali apicali la laurea è generalmente sufficiente e i limiti di età  sono stati aboliti (parlo di amministrazione civile ad eccezione del comparto scuola e delle forze dell'ordine a ordinamento civile, ivi compresi i corpi di polizia dei comuni, delle città  metropolitane e delle province laddove ancora esistenti). La laurea magistrale serve per l'accesso esterno alla dirigenza, cosa comunque piuttosto rara: normalmente alla qualifica dirigenziale si accede per concorsi riservati a chi abbia maturato 5 anni di esperienza, anche non continuativi, in ruoli funzionali per i quali al momento dell'assunzione era richiesta una laurea, cioè le categorie D, DS ed EP dei comparti regioni e poteri locali, università  e sanità , le categorie C di alcune amministrazioni centrali, l'area terza delle agenzie fiscali e del Ministero della giustizia ed equivalenti (c'è una tabella di conversione emanata con DPCM).
      La laurea in Scienze politiche dà  anche accesso al praticantato di consulente del lavoro,per il quale però occorrono conoscenze (serve un dominus). L'abilitazione si consegue attraverso un esame di Stato che per quel che so è piuttosto selettivo.
      Se si punta all'amministrazione pubblica si possono valutare anche corsi in Scienze dell'amministrazione, che corrisponde al vecchio Scienze politiche a indirizzo politico-amministrativo, e Scienze dei servizi giuridici.
      Generalmente con tutti questi corsi è possibile accedere senza debiti formativi a corsi di laurea magistrale delle classi LM-56 (Scienze dell'economia) e LM-77 (Scienze economico-aziendali), nonché perlomeno al terzo anno dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (LMG/01), che secondo me sono le scelte più intelligenti per proseguire il proprio percorso formativo in quanto arricchiscono il profilo in direzioni ben precise, completandolo, e aprono decisamente più porte rispetto alle classi politologiche e sociologiche.

      Buona permanenza nel forum e in bocca al lupo.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Prima di tutto, grazie mille per la risposta ampia ed esaustiva.
        A questo punto invece di pensare alla LM in scienze economiche, ritieni sia più saggio iniziare direttamente con Scienze economiche nel primo ciclo per avere più opportunità  lavorative?

        Edit: Ritengo doveroso aggiungere che la quantità  di fuori corso che conosco direttamente nella mia università  è molto elevata. Almeno 1/3 dei miei colleghi del primo anno si sono laureati quest'anno o ancora ne sono ben lontani. Potrebbe essere valido un cambio di università ? Sapete per caso di un ateneo in cui Medicina sia relativamente più fruibile?

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        • #5
          Originariamente inviato da Zollolo Visualizza il messaggio
          A questo punto invece di pensare alla LM in scienze economiche, ritieni sia più saggio iniziare direttamente con Scienze economiche nel primo ciclo per avere più opportunità  lavorative?
          Se hai intenzione di fermarti al primo ciclo le opportunità  lavorative probabilmente con Scienze economiche saranno maggiori. Se hai intenzione di proseguire, le maggiori opportunità  sono date dal possesso di due titoli in à mbiti disciplinari attigui e anche parzialmente sovrapposti, ma diversi. Non ha senso ripetere le stesse cose solo per ottenere un titolo superiore.
          Inoltre, paradossalmente, una persona che consegue una laurea magistrale in classe LM-56 o LM-77 senza aver mai sostenuto nella sua vita un esame di contabilità  o ragioneria e neanche diritto commerciale, civile, privato e tributario può fare il dottore commercialista, mentre chi possiede una laurea LM-18 o LM-33 e ha studiato contabilità , analisi di bilancio, finanza aziendale e organizzazione aziendale non può. Sembrerà  un paradosso ma è così, perché l'università  è una materia a riserva di regolamento (significa che il legislatore ha in un certo senso abiurato al suo ruolo fornendo una delega in bianco al Ministero per la regolamentazione del settore; la delega è contenuta nell'articolo 15, comma 95, della legge 127/1997), mentre le professioni sono disciplinate per legge, e il legislatore quando ha fatto la riforma non ha tenuto conto che possedere una laurea magistrale in una certa materia non implica possedere anche una laurea nella stessa materia, ritenendo erroneamente la laurea magistrale come rappresentativa di un percorso unitario di durata quinquennale.

          Edit: Ritengo doveroso aggiungere che la quantità  di fuori corso che conosco direttamente nella mia università  è molto elevata.
          E sarà  un caso a parte, guarda, perché secondo AlmaLaurea non esiste area disciplinare con meno fuoricorso di Medicina, Odontoiatria e corsi abilitanti alle professioni sanitarie che una volta si sarebbero definite paramediche.

          Sapete per caso di un ateneo in cui Medicina sia relativamente più fruibile?
          Evidentemente qualsiasi altro che non sia il tuo
          Ribadisco che non è la materia a essere difficile. Sei tu che devi prendere atto del fatto che evidentemente non riesci ad accettare: non è nelle tue corde. Ti sarà  sempre piaciuta quando non la conoscevi.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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