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Consigli per un neolaureato (ahimè privo di esperienza lavorativa)

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  • Consigli per un neolaureato (ahimè privo di esperienza lavorativa)

    Buonasera a tutti.
    Dopo la lettura passiva di diversi topic interessanti presenti sul forum, entro i quali non ho potuto fare a meno di notare l'elevata qualità delle risposte fornite da dottore, ho deciso di iscrivermi anch'io, essendo in cerca di consigli su come proseguire il mio percorso.

    Innanzitutto, come avrete dedotto dal titolo di questo post, mi sono laureato da appena un mese in Amministrazione e organizzazione (L-16) presso l'Università degli Studi di Cagliari, con una valutazione di 104/110. Premetto che conosco (a grandi linee) le possibilità offerte dalla mia laurea, praticamente limitate al settore pubblico (concorsi) e all'accesso al praticantato per diventare consulente del lavoro; il settore privato credo non conosca nemmeno, nella maggior parte dei casi, nè la mia laurea nè il suo piano di studi.
    Ho 22 anni, ma nel mio curriculum oltre ad una certificazione in inglese (livello B1), e una breve esperienza di tirocinio curricolare (3 mesi) presso un pubblico ufficio della Regione Sardegna (poco formativa causa covid-19), non è presente alcuna esperienza lavorativa.
    La mia idea attualmente è quella di iniziare a lavorare, nel settore pubblico o privato, per poi eventualmente ampliare la mia formazione con una laurea magistrale e/o un master in ambito economico.

    Non essendo il mio post legato alla scelta del percorso accademico vi chiedo, se mi è concesso, dei consigli in merito a quale possa essere il modo migliore per cercare di ottenere il mio primo impiego, un minimo attinente al percorso di studi.
    Concludo evidenziando che in questo breve lasso temporale (un mese) la mia azione di ricerca si è esplicata tanto nelle pagine dei concorsi degli enti locali, quanto nelle pagine delle principali piattaforme online dedicate; aggiungo che ho anche dato adesione al programma Garanzia Giovani, sperando nella possibilità di ottenere un tirocinio, magari orientato ad un successivo inserimento, ma chiaramente non è ancora stato attivato il tutto e non ho grosse aspettative.

    Mi scuso in anticipo per la lunghezza del post, e vi ringrazio in anticipo per il tempo dedicato alla sua lettura, oltre che per le eventuali risposte.

  • #2
    Intanto complimenti per la laurea.

    Ce l'hai una raccomandazione da sfruttare per entrare nel mondo del lavoro? (scherzo, ma forse no! )
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Benvenuto nel forum.

      Secondo AlmaLaurea i laureati in Scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione lavorano spesso nel commercio e nelle assicurazioni. Ti consiglio un trucchetto: nel curriculum scrivi tra parentesi «Scienze politiche a indirizzo amministrativo», così i datori di lavoro si possono fare una idea di cosa hai studiato (anche se sono pronto a scommettere che il 90% delle persone non ha idea di cosa si studi per laurearsi in Scienze politiche e, del resto, il pregiudizio deriva proprio da lì. Vero pure che il nuovo ordinamento non aiuta, visto che i piani di studio sono sensibilmente diversi tra un ateneo e un altro, tanto che non solo la titolazione del singolo corso spesso risulta fuorviante, ma anche quella della classe).
      Ovviamente il trucchetto vale solo per il privato. Nel pubblico impiego se viene richiesto un CV esso ha valore di dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto notorio (artt. 46-47 DPR 445/2000) e, anche qualora tale valore non sia esplicitato, per una cosa del genere rischi una denuncia per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, quindi ti consiglio di evitare.

      La strategia a questo punto dev'essere la seguente:
      - inviare curricula a tappeto nei settori di tuo interesse;
      - rispondere agli avvisi di reclutamento massivo delle grandi imprese;
      - cercare su InfoJobs e JobRapido;
      - cercare su LinkedIn;
      - partecipare a concorsi pubblici, puntando su quelli per laureati (equivalenti delle qualifiche funzionali di VII, VIII e IX livello del previgente ordinamento: categoria D di regioni, enti locali, camere di commercio, sanità e università; area terza o area C di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici; quinto livello degli enti di ricerca). Dopo 5 anni di ruolo in carriera direttiva, se nel frattempo avrai conseguito la laurea magistrale, potrai partcipare ai concorsi per la dirigenza. N.B.: la giurisprudenza dice che la laurea magistrale non serve, ma l'unico modo per far valere questo principio è promuovere a tua volta un lungo procedimento giudiziario. Credimi se ti dico che fai prima e spendi meno a conseguirla.

      Per quanto concerne la lauea magistrale, ti consiglio di procedere in questo modo:
      - consegui prima un master universitario di primo livello in discipline economiche e/o aziendali, che abbia [u]esami intermedi valutati in trentesimi (molto importante) con specificazione dei crediti attribuiti ai singoli esami (o moduli) e settori scientifico-disciplinari (possibilmente ogni insegnamento/esame/modulo deve essere ricondotto a un unico settore, perché gli spezzatini causano problemi di riconoscimento);
      - dopo aver conseguito il master, ti iscrivi a un corso di laurea magistrale di classe LM-77 in cui sono rappresentati i settori scientifico-disciplinari del master con distribuzione dei crediti il più possibile simile richiedendo l'abbreviazione del corso.
      Così facendo consegui due titoli in due anni. Il master ti potrà sempre tornare utile nelle procedure comparative per titoli o titoli ed esami.
      Con la LM-77 puoi altresì insegnare su quattro classi (due delle quali con integrazione di crediti) e partecipare ai concorsi per la carriera prefettizia (che prevedono un limite di età) e per l'accesso all'albo unico dei segretari generali dei comuni e degli enti di area vasta, oltre che accedere alla professione di dottore commercialista.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Benvenuto nel forum.
        La strategia a questo punto dev'essere la seguente:
        - inviare curricula a tappeto nei settori di tuo interesse;
        - rispondere agli avvisi di reclutamento massivo delle grandi imprese;
        - cercare su InfoJobs e JobRapido;
        - cercare su LinkedIn;
        - partecipare a concorsi pubblici, puntando su quelli per laureati (equivalenti delle qualifiche funzionali di VII, VIII e IX livello del previgente ordinamento: categoria D di regioni, enti locali, camere di commercio, sanità e università; area terza o area C di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici; quinto livello degli enti di ricerca). Dopo 5 anni di ruolo in carriera direttiva, se nel frattempo avrai conseguito la laurea magistrale, potrai partcipare ai concorsi per la dirigenza. N.B.: la giurisprudenza dice che la laurea magistrale non serve, ma l'unico modo per far valere questo principio è promuovere a tua volta un lungo procedimento giudiziario. Credimi se ti dico che fai prima e spendi meno a conseguirla.
        Grazie mille per le dritte dottore. Per quanto riguarda la LM (valuterò una 56 o 77) e il master la strategia mi sembra interessante, sicuramente la prenderò in considerazione in futuro.
        In merito ai concorsi ha senso partecipare anche a quelli che richiedono il diploma (cat. C), data la quasi totale assenza di concorsi di cat. D nella mia regione?
        Inoltre, per quanto riguarda Garanzia giovani è un progetto che mi può dare una qualche utilità pratica o di fatto è meglio lasciar perdere?

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        • #5
          I posti di carriera di concetto sono in quasi tutti gli enti più di quelli di carriera direttiva; fanno eccezione enti che, per le funzioni che svolgono, impiegano prevalentemente personalità di alto profilo, ma sono enti relativamente piccoli (vedi Aci), ed enti che hanno fatto un uso scellerato delle progressioni verticali in deroga al titolo di studio finché la Corte costituzionale non le ha dichiarate illegittime (vedi alcune regioni del Centro-Nord e una in particolare). Ne consegue che le amministrazioni per scremare maggiormente li rendono estremamente difficili e che pertanto tendono a essere vinti da laureati, i quali vi si riversano in assenza di posti per laureati.
          Per quanto mi riguarda io, col senno di poi dovuto a una certa esperienza, ritengo che entrare da laureati nella P.A. come se si fosse diplomati non abbia proprio senso. È vero che la differenza di stipendio è poca, è vero che le prospettive di carriera sono nulle e quelle di crescita bassissime ambo i lati, ma se proprio lo si deve fare non ha senso aspettare la laurea, dato che lo si poteva fare qualche anno prima, con tutto ciò che consegue in termini di anzianità di servizio e anzianità contributiva, perché almeno da direttivi si può diventare dirigenti, dopo 5 anni (sempre previo concorso e previo conseguimento di un ulteriore titolo accademico).
          Ricordiamoci che ciò che caratterizza l'impiego pubblico rispetto a quello privato è la distinzione tra pubblici ufficiali e meri agenti: questi ultimi non hanno alcuna responsabilità esterna (un po' come i dipendenti del settore privato), mentre i primi possono essere chiamati a rispondere di tutto quello che fanno non solo in sede civile nei confronti dell'Ente, ma anche in sede erariale e in sede penale. Di norma (ma ci sono delle eccezioni; la ) rivestono la qualifica di pubblici ufficiali i dipendenti della carriera direttiva40 (che non a caso nella maggior parte dei casi vengono chiamati «funzionari», cioè titolari di una pubblica funzione) e quelli della dirigenza.
          Ora è chiaro che se io fossi entrato a 18 anni come categoria B, cioè carriera esecutiva, con la sola scuola dell'obbligo e senza neanche un concorso, a quest'ora mi ritroverei con vent'anni di contributi versati e per effetto delle progressioni orizzontali potrei prendere quanto un D neoassunto (ipotizzando una progressione ogni 3-4 anni sarei infatti come minimo arrivato alla quinta posizione economica). Svolgerei mansioni semplici (usciere, addetto all'accoglienza, addetto alle informazioni, addetto a protocollo, smistamento e distribuzione posta, stenografo per le sedute degli organi politici; vent'anni fa potrei essere stato assunto come operatore macchine fax o operatore computer / operatore di terminali o dattilografo: quando non c'erano ancora le postazioni informatiche individuali e gli esecutori scrivevano a macchina o al computer sotto dettatura degli istruttori e dei direttivi) e non sarei titolare di alcuna responsabilità esterna. E probabilmente mi sarebbe convenuto. Ma candidarmi da laureato a un posto così basso no; sarebbe una doppia sconfitta.

          Garanzia giovani può dare buone opportunità, ma va molto a fortuna, specie in tempi di pandemia.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Grazie per le risposte complete, precise ed esaustive. Non ho altre domande, un saluto.

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