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classifica CWUR 2021-2022

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  • classifica CWUR 2021-2022

    Il CWUR è probabilmente il ranking delle università più prestigioso al mondo. Questa è la graduatoria delle università italiane per l'anno accademico 2021-2022:

    1. Roma Sapienza
    2. Padova
    3. Milano Statale
    4. Bologna
    5. Torino
    6. Napoli Federico II
    7. Firenze
    8. Pisa
    9. Genova
    10. Pavia

    Come al solito le grandi università statali battono la Bocconi. E di gran lunga. Al Sud l'ateneo che si piazza meglio è, manco a dirlo, la Federico II di Napoli. Da notare che per alcuni degli atenei classificati nelle posizioni più alte mancano alcuni dati tra qualità dell'istruzione, livello occupazionale degli ex studenti e qualità del corpo docente, e per questo motivo sono valutate prevalentemente sulla qualità della ricerca. In particolare mancano i dati sui corpi docenti di Padova, Milano, Bologna, Torino, Federico II, Firenze e Pisa (per Bologna, Federico II e Firenze mancano anche i dati sulla qualità dell'istruzione), tutte con punteggi complessivi superiori al 77 e di poco inferiori all'81.2 della Sapienza: se ci fossero i dati mancanti, probabilmente supererebbero tutte la Sapienza stessa.

    Novità di quest'anno è che nella graduatoria ha fatto la sua comparsa per la prima volta una università telematica: la Guglielmo Marconi. Valutata solo sulla ricerca, si becca un dignitosisimo 67.9, collocandosi di poco sotto l'Università di Foggia e sopra l'Università del Sannio, l'Università del Molise, l'Università di Cassino, la Libera università di Bolzano, la Humanitas, l'Istituto universitario europeo, la Mediterranea di Reggio di Calabria e l'Università di Bergamo, ultima classificata italiana con 65.9.
    La Luiss Guido Carli non esiste, mentre la Bocconi (29ª tra le italiane) ha lo stesso punteggio complessivo dell'Università di Palermo (cioè meno di Udine, Verona, Modena e Reggio Emilia, Ferrara, Normale di Pisa, Siena, Catania), ma a differenza di quest'ultima fa una figuraccia a livello di ricerca (praticamente è tra le ultime al mondo): la posizione tra le top 50 nel mondo per risvolti occupazionali compensa anche la classe docente non eccellente.
    La Cattolica (17ª tra le italiane) si piazza molto meglio della Bocconi per ricerca, risultando al contempo molto molto scarsa per prospettive occupazionali.

    Non si capisce perché la maggior parte dei nomi sia tradotta in inglese ma facciano eccezione Padova (che sarebbe Padua), Sannio (Samnium) e Federico II (Friedrich II).

    Purtroppo, però, la prima università italiana nella classifica globale si vede solo al 113º posto. E forse è questo il dato peggiore.

    Qui trovate i dati.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

  • #2
    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
    Purtroppo, però, la prima università italiana nella classifica globale si vede solo al 113º posto. E forse è questo il dato peggiore.

    Qui trovate i dati.
    L'università di Padova sarà anche al secondo posto in Italia, ma nel ranking delle posizioni top manageriali dei suoi laureati è a livelli infimi, in posizione 1.558 a livello mondiale!

    Invece la Bocconi, cui accennavi prima, è ben piazzata: addirittura in posizione 48
    Insomma i top manager escono "solo" dalla Bocconi, a quanto pare.
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Scusami però per uno studente i punteggi di reale interesse sono solamente la qualità della didattica e il livello occupazionale / salario.
      è una leggenda che con la bocconi poi hai più probabilià di guadagnare bene?

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      • #4
        Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio
        è una leggenda che con la bocconi poi hai più probabilià di guadagnare bene?
        No, è vero.
        Poi bisogna capire il motivo. La Bocconi ha un ottimo placement, ma c'è anche da dire che spesso i rampolli delle grandi famiglie industriali fanno la Bocconi, quindi questi ce l'hanno comunque un buon posto da manager che li aspetta.
        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
        digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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        • #5
          Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio

          L'università di Padova sarà anche al secondo posto in Italia, ma nel ranking delle posizioni top manageriali dei suoi laureati è a livelli infimi, in posizione 1.558 a livello mondiale!
          Stessa sorte tocca a Sapienza e Federico II. Secondo me queste tre sono nel pantheon delle migliori università italiane per qualità della formazione in molti settori del sapere. Sono anche università a fortissimo tasso di abbandoni e trasferimenti in uscita (da Padova scappano sulla via Emilia, mentre dalla Sapienza e dalla Federico II non hanno bisogno di spostarsi tanto perché nella stessa città per ogni area disciplinare hanno almeno un'altra scelta). La Federico II negli ultimi tempi a mio avviso è scaduta, le altre due no (anzi forse la Sapienza è perfino migliorata).

          Insomma i top manager escono "solo" dalla Bocconi, a quanto pare.
          Marketing sommato a quel che dicevi tu.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Non so cosa si intenda per "il ranking piu' prestigioso al mondo" ad ogni modo la sostanza poco cambia.
            Gli atenei italiani sono mal posizionati, e la classifica non riflette quello che poi e' il placement nel mondo del lavoro.
            In Italia, e dottore lo ha spiegato bene almeno un paio di volte, l'universita' non introduce al mondo del lavoro; non insegna a lavorare, ma a dare una formazione accademica. E' giusto? Io dico di no, pero' e' un dato di fatto.
            Detto questo se avessi avuto Euro a sufficienza avrei frequentato la Bocconi in barba a tutti i ranking!

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            • #7
              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
              Stessa sorte tocca a Sapienza e Federico II. Secondo me queste tre sono nel pantheon delle migliori università italiane per qualità della formazione in molti settori del sapere. Sono anche università a fortissimo tasso di abbandoni e trasferimenti in uscita (da Padova scappano sulla via Emilia


              Marketing sommato a quel che dicevi tu.
              Padova mantiene, con i suoi trasferimenti in uscita o per proseguimento studi post laurea verso LM, praticamente mezza UniBo e UniFe....

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              • #8
                Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
                Non so cosa si intenda per "il ranking piu' prestigioso al mondo" ad ogni modo la sostanza poco cambia.
                Gli atenei italiani sono mal posizionati, e la classifica non riflette quello che poi e' il placement nel mondo del lavoro.
                Questa non è una classifica sul placement.
                Io non ho capìto più come devo spiegarmi che il fine primario dell'Università (iniziale maiuscola perché è una figura retorica per intendere il sistema universitario nel suo complesso) non è quello di trovare lavoro alla gente. Le università non sono centri per l'impiego, né centri di formazione professionale. L'università è nata nel Medioevo come punto di incontro tra la didattica e la ricerca, cioè come luogo di accumulazione e trasmissione del sapere. Non a caso il semantema della parola "dottore" è lo stesso del verbo doceo, docere, che significa insegnare, cioè etimologicamente dottore è sinonimo di docente.
                Come ho spiegato molte volte, anche con riferimenti storici e normativi più puntuali, è solo a partire dagli anni ’90 del ’900, con la legge 341/1990, che il legislatore si è posto per la prima volta il problema degli sbocchi occupazionali dei titoli rilasciati dalle università, incontrando peraltro enormi resistenze nella società civile. Il dibattito è poi evoluto culminando nella riforma universitaria del processo di Bologna, che ha previsto che gli ordinamenti didattici dei corsi di studio debbono specificare i possibili esiti professionali con tanto di decodifica Istat, oltre ad avere introdotto alcuni vincoli per l'attivazione dei corsi di studio che includono una previa esplorazione delle esigenze del mercato territoriale di riferimento da svolgersi anche mediante consultazione di soggetti rappresentativi del mondo produttivo. Il tutto è stato poi cristallizzato nella legge 240/2010, che per la prima volta ha stabilito che l'università ha anche lo scopo di preparare i giovani al mondo del lavoro, ma si tratta della cosiddetta terza missione, la quale consiste nelle «attività di trasferimento scientifico, tecnologico e culturale e di trasformazione produttiva delle conoscenze, attraverso le quali le università attivano processi di interazione diretta con la società civile e il tessuto imprenditoriale, con l’obiettivo di promuovere la crescita economica e sociale del territorio, affinché la conoscenza diventi strumentale per l’ottenimento di benefici di natura economica, sociale e culturale». Si tratta di una cosa un po' più complessa del «trovare lavoro» e comunque è la terza missione, subordinata alla prima (ricerca) e alla seconda (didattica, o meglio interazione con gli studenti), alle quali è strettamente correlata, in quanto ne è la diretta conseguenza (e cioè l'effetto, non la causa).

                In Italia, e dottore lo ha spiegato bene almeno un paio di volte, l'universita' non introduce al mondo del lavoro; no
                n insegna a lavorare, ma a dare una formazione accademica.
                Non solo in Italia. Nel mondo anglosassone, in cui la tradizione medievale è rimasta quasi inalterata anche nelle denominazioni dei titoli rilasciati, c'è uno scollamento totale tra università e mondo del lavoro: nel Regno unito, per dire, gli studi giuridici all'università solo negli ultimi anni stanno cominciando ad assumere importanza, tanto che ancora oggi più del 50% dei solicitors e dei barristers non ha una formazione accademica specifica (tanto per intenderci, la celebre Margaret Thatcher aveva un B.Sc. in Chimica); negli Stati uniti d'America moltissimi top managers sono baccalaureati in humanities. In entrambi i contesti è possibile conseguire un grado accademico costruendo iun piano di studi in maniera completamente individuale, anzi a dire la verità la sistematizzazione degli insegnamenti in programmi di studio predefiniti (quelli che noi chiameremmo corsi di laurea e di laurea magistrale, ad esempio, che loro chiamano undergraduate programmes e graduate programmes, programs in America) è diventata rilevante solo in tempi recenti, specie negli Usa, ove è tipico iscriversi a un community college seguendo insegnamenti (courses) praticamente a caso, cioè completamente elettivi, per poi abbandonare gli studi oppure proseguirli in una università per conseguire un bachelor's degree, che sarà of arts, of science o altro a seconda dell'area disciplinare di afferenza della maggior parte degli insegnamenti eletti. Il titolo che viene rilasciato in realtà è un major, cioè un indirizzo di maggioranza (a volte viene specificato anche un minor), che non dipende necessariamente da un corso predefinito, ma può variare in funzione delle scelte individuali (ad esempio se io scelgo 24 corsi tra cui cui 12 di sociologia e 8 di statistica sarà un bachelor of arts con major in Sociology e minor in Statistics). Tale indicazione non ha alcun valore legale, mentre il grado rilasciato dà diritto a fregiarsene secondo la tradizione araldica (ecco perché alla regina d'Inghilterra non sono più stati rilasciati gradi accademici honoris causā quando è salita al trono: essendo già regina non possono più esserle attribuiti titoli di rango inferiore). Questa è la ragione per cui alcune università non consentono di conseguire più volte lo stesso grado accademico.

                Detto questo se avessi avuto Euro a sufficienza
                Se avessi avuto euro a sufficienza *


                PS
                Cerchiamo di evitare di usare apostrofi al posto di accenti.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Ho purtroppo una tastiera senza lettere accentate, credo di non riuscire a imparare i codici ASCII di tutte le lettere a memoria e non ho sinceramente voglia di cambiare i layout tastiera (i quali dovrei imparare a memoria per le corrispondenze) per avere le lettere accentuate.
                  Spero tu e gli altri possiate passare sopra qualche apostrofo usato al posto dell'accento.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
                    Ho purtroppo una tastiera senza lettere accentate, credo di non riuscire a imparare i codici ASCII di tutte le lettere a memoria e non ho sinceramente voglia di cambiare i layout tastiera (i quali dovrei imparare a memoria per le corrispondenze) per avere le lettere accentuate.
                    Spero tu e gli altri possiate passare sopra qualche apostrofo usato al posto dell'accento.
                    Vabbe'. Ti perdoniamo giusto perché sei tu.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      lo apprezzo

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
                        Ho purtroppo una tastiera senza lettere accentate, credo di non riuscire a imparare i codici ASCII di tutte le lettere a memoria e non ho sinceramente voglia di cambiare i layout tastiera (i quali dovrei imparare a memoria per le corrispondenze) per avere le lettere accentuate.
                        Spero tu e gli altri possiate passare sopra qualche apostrofo usato al posto dell'accento.
                        E tirali fuori questi 15 euro per la nuova tastiera!
                        Ho costruito il forum su un dominio accentato e mi ritrovo gli utenti che non usano le lettere accentate?

                        Che poi se guardi bene ce l'hai pure zozza! Guarda fra i tasti!
                        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                        digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio

                          E tirali fuori questi 15 euro per la nuova tastiera!
                          Ho costruito il forum su un dominio accentato e mi ritrovo gli utenti che non usano le lettere accentate?

                          Che poi se guardi bene ce l'hai pure zozza! Guarda fra i tasti!
                          no ho comprato quel coso spray che "ghiaccia" la tastiera ma la pulisce...lo uso da anni, e' il top

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