Lo stesso vale nell'ambito della ricerca farmacologica: se c'è un certo investimento per le malattie rare, quelle ultrarare dipendono quasi esclusivamente da donazioni o da finanziamenti pubblici. D'altra parte è evidente: perché io azienda devo investire in una malattia che magari hanno 50 persone al mondo (di cui 5 nel primo mondo) quando invece posso investire in una malattia che può colpire 50.000 persone solo nel mio paese?
Perché le scuole private, pur ricevendo supporto dallo Stato alla faccia della Costituzione (art. 33), in molti casi mirano a escludere parte dell'utenza e, soprattutto, i bambini problematici, portatori di handicap e simile?
Che il mercato si auto-regoli è indubbio. Che il mercato così arrivi a soddisfare ogni richiesta la vedo molto più dura. Soprattutto se sono richieste da parte di minoranze o di chi ha scarso peso nel mercato stesso.



Commenta