A tal proposito, faccio presente che il maggior numero di laureati magistrali LM-59 che già lavorava al momento del conseguimento della laurea magistrale rispetto allo stesso dato riferito alla LM-77 si spiega a mio avviso con il fatto che nel settore della comunicazione (in cui a quanto pare la maggior parte dei titolari di LM-59 lavora) la laurea magistrale non è particolarmente importante, trattandosi peraltro di settore in cui lavorano anche persone non laureate o che hanno una formazione di livello superiore post-secondario ma al di fuori di percorsi ufficiali-formali-istituzionali (ad esempio Ied, H-demia, Isc, scuola Holden). Questo probabilmente ha a che fare anche con lo stipendio un po' più alto (maggiore anzianità ).
Tanto premesso, sono del parere per esperienza che iscriversi a un corso di laurea magistrale che ricalca il corso di laurea significa studiare nuovamente le stesse cose (ovviamente, visto che il tempo è minore e gli esami sono molti meno, non tutte) e non necessariamente a un livello di approfondimento maggiore. Quindi è vero che se si conseguono nell'ordine laurea L-18 e laurea magistrale LM-59 si studiano più discipline economiche e aziendali rispetto a conseguire laurea L-20 e laurea magistrale LM-77. Ma è anche vero che dal punto di vista legale il peso della laurea magistrale è maggiore e come si è detto più volte anche nel mercato del lavoro privato in presenza di entrambi i titoli viene considerato più il secondo che il primo, in quanto la maggior parte dei vecchi datori di lavoro pensano che laurea magistrale significhi 5 anni e quelli rimanenti pensano che la cosiddetta triennale, che in realtà si chiama laurea, sia semplicemente uno step per arrivare alla laurea magistrale, il che è falso visto che quest'ultima non assorbe il percorso dell prima, che vale solo come titolo di accesso. Faccio presente che con il percorso L-18 + LM-59 non si può fare il dottore commercialista ma solo l'esperto contabile, il consulente del lavoro e il revisore dei conti, mentre con il percorso L-20 + LM-77 si può fare il dottore commercialista, anche se oggettivamente si potrebbe essere molto meno competenti (comunque per superare l'esame di Stato bisogna studiare sodo, tanto più che se non si ha una laurea L-18 o L-33 non è possibile usufruire dei percorsi di abilitazione agevolati, che prevedono la possibilità di svolgere il praticantato o parte di esso durante il corso di laurea magistrale LM-56 o LM-77 e anche un'abbreviazione dell'esame di Stato, che viene 'scontato' della prima prova. Invece il periodo di praticantato è stato da tempo ridotto a 18 mesi per tutti).
Per quanto concerne, infine, la questione delle spintarelle dei genitori, è chiaro che se ho il papi top manager di una multinazionale questo possa riuscire a piazzarmi anche se mi laureo in università come Piemonte orientale, Insubria, Camerino o Cassino (le cito in quanto università di provincia, senza voler nulla togliere a ciascuna di esse), e probabilmente anche se non mi laureo affatto, ma trovo più probabile che certe categorie di persone frequentino determinati atenei. Ma al riguardo non ci sono studi, dunque la mia opinione va presa per quel che è.

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