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Il diploma di RAGIONERIA (senza laurea) offre ancora opportunità di lavoro?

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  • Il diploma di RAGIONERIA (senza laurea) offre ancora opportunità di lavoro?

    Ciao a tutti, apro questo topic per mio nipote, che si appresta (a Dio piacendo che le scuole riaprano a settembre) a frequentare l'ultimo anno dell'Istituto Tecnico Commerciale Caruso di Napoli, indirizzo "ragioniere programmatore" (che ora si chiama Sistemi Informativi Aziendali).

    E' il primo della classe e l'unico forse che potrà aspirare a un 100, ma nonostante i genitori, ovvero mia sorella e mio cognato, insistano per farlo iscrivere all'università , ha gia detto che non ne vuole sapere.

    Non crede nel valore aggiunto della laurea, soprattutto al Sud, e soffre molto l'ansia da esame (anche un semplice compito in classe lo impegna molto emotivamente e gia da mo sta in paranoia per l'esame di maturità della prossima estate ), ha palesemente detto "se non volete che mi laurei a suon di psicofarmaci, lasciatemi in pace"

    Resta chiaro che la salute viene prima, ma, la cosa che mi chiedo è: secondo voi, un ragioniere può ancora inserirsi in qualche studio e azienda come contabile, o verrà visto sempre come lo "scarto" dei laureati in economia?

    Qui almeno a Napoli di ragionieri che non fanno i contabili, matutt'altro tipo di lavori (commesso, magazziniere, o gli odiosissimi lavori nel ramo vendite a partita IVA come agente assicurativo, agente immobiliare, ecc) ne vedo a iosa.

    Voi che ne pensate? Un saluto a tutti!

  • #2
    Benvenuto nel forum.

    Tuo nipote non sarà  ragioniere perché questa professione è stata messa ad esaurimento da anni. Gli ultimi ragionieri si sono abilitati nei primi anni 2000 e oggi, anche se non sono laureati, sono equiparati per legge ai dottori commercialisti (che hanno addirittura la laurea magistrale).
    Attenzione perché se tuo nipote si farà  chiamare ragioniere commetterà  un illecito amministrativo previsto dall'articolo 498 del codice penale. Se farà  il contabile e si farà  chiamare ragioniere rischia pure di essere accusato di esercizio abusivo della professione, reato previsto e punito dal 348..

    Ciò detto, preliminarmente ti faccio osservare che l'università  probabilmente impegna più di un istituto tecnico, ma non più di un liceo, anzi. Oltretutto la possibilità  di studiare da soli senza la pressione dei docenti che ti controllano tutti i giorni rende il tutto molto più piacevole e sereno, a mio avviso. Se si è persone mature e responsabili se ne trae enorme vantaggio.

    Il lavoro di questi tempi purtroppo si trova poco. Con un diploma può fare i lavori che hai elencato, che svolgono anche molti laureati, oppure può partecipare ai concorsi pubblici per la carriera di concetto, ad esempio assistente (area seconda) nell'Agenzia delle entrate o categoria C nelle regioni e negli enti locali.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Direi che verrà  visto ancor meno che uno scarto dei laureati in economia (ma questo non vuol dire nulla). Ma a tuo nipote piace quello che studia? Forse è quello il motivo che lo allontana dal proseguire gli studi.
      Ti parlo da "milanese" anche qui molti diplomati in ragioneria trovano lavori non in linea alla loro preparazione ma c'è anche chi riesce a trovare lavoro come ragioniere o meglio trova lavoro in un ufficio. Se non sbaglio per chi si diploma con delle competenze informatiche (vedi perito informatico o sistemi informativi) e magari è pure uno smanettone è molto più facile trovare lavoro. Se proprio non vuole andare all'università  potrebbe iscriversi a un corso IFTS o un corso ITS.

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      • #4
        DavideBu, trovare lavoro da ragioniere non è possibile per le motivazioni sovra esposte. Ragioniere e contabile non sono sinonimi e quella di ragioniere è una professione regolamentata il cui titolo è riservato a coloro che vi sono abilitati.
        IFTS non esiste più; è stato appunto sostituito da ITS.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Grazie a tutti per le risposte.
          Il.fatto.che.un ragioniere diplomato.nn.possa esercitare piu la professione lo avevo sentito!
          Ora coesistono solo quella del.commercialista (laurea magistrale) e dell'esperto contabile (laurea triennale).

          Intendevo se si possa trovare un lavoro.di impiegato.contabile presso istituti bancari o aziende.

          https://www.seietrenta.com/2018/09/1...el-ragioniere/

          A leggere le statistiche, il diploma di "ragioneria" resta quello piu richiesto. Ma Resta il fatto, incontrovertibile, che chi esce da un tecnico commerciale, solitamente, fa lavori meno attinenti col proprio titolo di studio, rispetto a chi esce da un ITIS (meccanico, elettronico, o informatico)

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          • #6
            Originariamente inviato da SeaMan Visualizza il messaggio
            Ciao a tutti, apro questo topic per mio nipote, che si appresta (a Dio piacendo che le scuole riaprano a settembre) a frequentare l'ultimo anno dell'Istituto Tecnico Commerciale Caruso di Napoli, indirizzo "ragioniere programmatore" (che ora si chiama Sistemi Informativi Aziendali).

            E' il primo della classe e l'unico forse che potrà  aspirare a un 100, ma nonostante i genitori, ovvero mia sorella e mio cognato, insistano per farlo iscrivere all'università , ha gia detto che non ne vuole sapere.
            A parer mio, se è così bravo allora in un prossimo futuro sarà  lui stesso a decidere di fare il passo di iscriversi all'università  in quanto le prospettive lavorative per un diplomato delle scuole superiori sono quelle che sono nelle vostre zone (con stipendi relativi). Inoltre viste le sue doti è probabile che l'eventuale lavoro che troverà  "gli starà  stretto" in quanto non gli permetterà  di esprimere le sue capacità  a pieno, quindi presumo che la svolta universitaria divenga una scelta di vita.
            Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
            digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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            • #7
              Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
              A parer mio, se è così bravo allora in un prossimo futuro sarà  lui stesso a decidere di fare il passo di iscriversi all'università  in quanto le prospettive lavorative per un diplomato delle scuole superiori sono quelle che sono nelle vostre zone (con stipendi relativi). Inoltre viste le sue doti è probabile che l'eventuale lavoro che troverà  "gli starà  stretto" in quanto non gli permetterà  di esprimere le sue capacità  a pieno, quindi presumo che la svolta universitaria divenga una scelta di vita.
              Quello sarà  lui a deciderlo. L'importante non venga forzato. Su quello sono stato fin troppo chiaro con mia sorella, dicendole di non forzarlo. La bravura e l'intelligenza sono sicuramente ottime doti per proseguire negli studi, ma a patto che ci sia ancora la voglia di studiare.
              Ti parlo per esperienza personale, anche io ero.bravo.al liceo scientifico, ma, complice forse la delusione del.voto.di maturità  (83 quando aspiravo dal 90 in su), ebbi una crisi di rigetto per lo studio. Mi iscrissi a giurisprudenza perché all'epoca era la facoltà  degli indecisi, e solo perché il diploma di liceo per lavorare era carta straccia. Mi sono violentato il cervello laureandomi in 6 anni e mezzo per prendere una laurea vecchio ordinamento (quando era quadriennale), con 86/110 al prezzo di un brutto esaurimento nervoso. Quanto credi che mi sia servita una laurea presa in questo modo? 0 assoluto.
              Tornando indietro, non prenderei piu il liceo, ma una scuola professionale.

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              • #8
                Dottore i corsi IFTS sono ancora attivi almeno nella mia regione e per questo motivo ho dato per scontato che fossero attivi anche nel resto d'Italia, per sicurezza ho controllato e sono attivi anche in Emilia Romagna e Toscana, non sono andato oltre perché credo di aver dimostrato (anche questa volta) che non tutto ciò che dici sia oro colato.
                Poi dovresti provare ad essere un po' più elastico, un conto è il significato letterale di una parola e un conto è il significato che viene attribuito nel parlare comune (spero che non mi rinfaccerai il fatto che abbia usato il termine "parlare" per un post scritto). Fra la gente che ha ancora un contatto con la realtà  dire che "Luigi ha trovato lavoro come ragioniere" non significa che è iscritto all'albo competente ma che ha trovato lavoro e si occupa delle fatture, dei rapporti con la banca, di vari adempimenti fiscali. Veramente cerca di essere più easy perché diventa complicato e pesante interagire con te e anche leggere i tuoi contributi su questo forum.

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                • #9
                  Originariamente inviato da SeaMan Visualizza il messaggio
                  Grazie a tutti per le risposte.
                  Il.fatto.che.un ragioniere diplomato.nn.possa esercitare piu la professione lo avevo sentito!
                  Ora coesistono solo quella del.commercialista (laurea magistrale) e dell'esperto contabile (laurea triennale).
                  Dire «un ragioniere diplomato» sarebbe come dire «un avvocato laureato» o «un medico laureato». Non è corretto. I diplomati in ragioneria (che poi neanche si chiama più così) non sono ragionieri, come i laureati in giurisprudenza non sono avvocati e i laureati in ingegneria non sono ingegneri.

                  Intendevo se si possa trovare un lavoro.di impiegato.contabile presso istituti bancari o aziende.
                  In banca non credo; oramai assumono laureati anche per le mansioni di basso livello, anche se il CCNL richiede il diploma. Forse assumono diplomati per le mansioni per le quali il CCNL richiede la licenza media. Purtroppo si tratta di un malcostume delle imprese oramai dilagante in Italia che si chiama demansionamento e sottoinquadramento. E, visto che il mercato del lavoro è quello che è, ci tocca adeguarci.

                  A leggere le statistiche, il diploma di "ragioneria" resta quello piu richiesto. Ma Resta il fatto, incontrovertibile, che chi esce da un tecnico commerciale, solitamente, fa lavori meno attinenti col proprio titolo di studio, rispetto a chi esce da un ITIS (meccanico, elettronico, o informatico)
                  Innanzitutto si chiama ITI (la s sta per statale). Comunque non ne sono convinto.

                  Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                  A parer mio, se è così bravo allora in un prossimo futuro sarà  lui stesso a decidere di fare il passo di iscriversi all'università  in quanto le prospettive lavorative per un diplomato delle scuole superiori sono quelle che sono nelle vostre zone (con stipendi relativi).
                  Uhm, non direi proprio.
                  A Napoli le prospettive lavorative sono scarse per chiunque (tranne che per medici e professionisti sanitari, à§a va sans dire, ma loro hanno un mercato protetto) e secondo me in un mercato del lavoro così stagnante non cambia molto tra il possedere un diploma o una laurea, anzi probabilmente col diploma si è avvantaggiati dal fatto di essere più giovani.
                  Le differenze stipendiali sarebbero rilevanti se i diplomati facessero lavori da diplomati e i laureati facessero lavori da laureati.
                  Onestamente se io quando mi sono iscritto all'università  per la prima volta avessi avuto lo scopo di finire nella pubblica amministrazione mi sarei subito buttato sui concorsi per diplomati: a quest'ora avrei il triplo dell'anzianità  lavorativa e il triplo dei contributi versati e probabilmente, grazie alle vecchie progressioni verticali in deroga al titolo di studio, sarei comunque al livello apicale. Invece quanto mi è costato entrare direttamente dal livello apicale in termini di mancati guadagni (senza considerare quanto mi è costata la formazione e quanto tempo ci ho messo a recuperare i soldi) e in termini di trattamento previdenziale? Oltretutto se pure fossi rimasto nella categoria per diplomati guadagnerei comunque più della miseria che percepisco adesso grazie alle progressioni orizzontali. Ricordo che a parità  di posizione economica (nel mio caso quella di accesso) la differenza tra me, che sono un direttivo, e un impiegato di concetto si aggira, con qualche lieve differenza a seconda del comparto, attorno ai 100 euro lordi mensili, con un abisso tra me e lui in termini di responsabilità  (anche penali, considerato che io rivesto la qualifica di pubblico ufficiale nell'esercizio del mio lavoro, lui generalmente no).

                  Inoltre viste le sue doti è probabile che l'eventuale lavoro che troverà  "gli starà  stretto" in quanto non gli permetterà  di esprimere le sue capacità  a pieno, quindi presumo che la svolta universitaria divenga una scelta di vita.
                  Sì, ma non attribuiamo alla formazione universitaria capacità  taumaturgiche che non possiede. A me il lavoro che svolgo sta stretto sotto ogni punto di vista, eppure sono plurilaureato. Non ho avuto neanche un briciolo delle opportunità  che hanno avuto i miei genitori e se vado a vedere tra i miei compagni di classe e di scuola e i miei parenti riscontro che gli unici che si sono realizzati sono i medici. Se volessi fare un indice impegno/riscontro simile al rapporto qualità /prezzo sui generi di consumo direi che, tolti i medici, coloro che sono andati meglio sono i (pochi) che si sono fermati al diploma. Noialtri che ci siamo laureati (quasi tutti) abbiamo redditi simili a loro, talvolta più bassi, e raramente svolgiamo il lavoro dei nostri sogni, per rimanere in tema di eufemismi. Non voglio fare il pessimista ma inviterei a frenare gli entusiasmi, ché (aferesi di perché) dopo la delusione può essere cocente.
                  Ovviamente il nipote per trovare lavoro dev'essere pronto ad andare lontano da casa, e quando dico lontano da casa non intendo a Casoria, Afragola, Frattamaggiore, Aversa, Marcianise o Caserta. Intendo che deve emigrare, e fossi in lui, peraltro, lo farei lontano dall'Italia.

                  Originariamente inviato da SeaMan Visualizza il messaggio
                  Mi iscrissi a giurisprudenza perché all'epoca era la facoltà  degli indecisi
                  Corso di laurea *

                  , e solo perché il diploma di liceo per lavorare era carta straccia. Mi sono violentato il cervello laureandomi in 6 anni e mezzo per prendere una laurea vecchio ordinamento (quando era quadriennale), con 86/110 al prezzo di un brutto esaurimento nervoso.
                  Federico II?

                  Originariamente inviato da DavideBu Visualizza il messaggio
                  Dottore i corsi IFTS sono ancora attivi almeno nella mia regione e per questo motivo ho dato per scontato che fossero attivi anche nel resto d'Italia, per sicurezza ho controllato e sono attivi anche in Emilia-Romagna e Toscana, non sono andato oltre perché credo di aver dimostrato (anche questa volta) che non tutto ciò che dici sia oro colato.
                  Non ho mai detto che quanto affermo sia oro colato. Ti ho risposto qua.

                  Poi dovresti provare ad essere un po' più elastico, un conto è il significato letterale di una parola e un conto è il significato che viene attribuito nel parlare comune (spero che non mi rinfaccerai il fatto che abbia usato il termine "parlare" per un post scritto). Fra la gente che ha ancora un contatto con la realtà  dire che "Luigi ha trovato lavoro come ragioniere" non significa che è iscritto all'albo competente ma che ha trovato lavoro e si occupa delle fatture, dei rapporti con la banca, di vari adempimenti fiscali. Veramente cerca di essere più easy perché diventa complicato e pesante interagire con te e anche leggere i tuoi contributi su questo forum.[/QUOTE]
                  L'elasticità  non c'entra niente. In Italia la consuetudine contra legem non è ammessa e dunque, anche se dimostrassi che il 95% delle persone (facciamo pure il 100) usa esprimersi in questo modo, rimarrebbe illegale definire ragioniere chi non è abilitato alla professione di ragioniere e iscritto al relativo albo professionale (o meglio, per via della fusione, alla sezione A dell'albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili).
                  Ultima modifica di dottore; 10-08-2020, 09:37.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #10
                    @dottore

                    Ti do ragione sul fatto che parlare di ragioniere è inesatto ma è inesatto parlare anche di diploma in ragioneria, che poi lo si faccia nel linguaggio comune perché per mezzo secolo si è chiamato cosi, è.un altro paio di maniche.

                    Ora si chiama ISTITUTO TECNICO ECONOMICO e i suoi indirizzi sono AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING (ex ragioniere tradizionale), SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI (ex rag.programmatore), e se non erro, è rimasto (cambiando nome) anche il polo legato al turismo.

                    Ad oggi, dalle statistiche, resta il diploma piu richiesto, sulla carta, poi magari tra il.dire e il fare c'è di mezzo il mare. Di sicuro non è un diploma di "difficile reperibilità "'

                    Io ho studiato Giurisprudenza alla Federico II, si. Ma avrei potuto studiarla in qualsiasi altra.università , qualsiasi altra facoltà , non sarebbe cambiato.il risultato finale. L'univ. Si deve fare perché piace, non sentendosi sull'orlo di un suicidio. Perché.così mi.son sentito. Se ti dico che ho subìto due operazioni.chirurgiche e che quando entravo in sala operatoria ero piu tranquillo di qyando entravo in aula di esame, mi credi? Forse no

                    Tu sei di Napoli?
                    Condivido con te il.discorso delle professioni sanitarie, intramontabili ovunque, e anche a Napoli...ma credo che ce ne sia qualche altra.
                    - professioni tecniche/meccaniche: Napoli ha.un.grosso apparato industriale legato all'aeronautica, e se ti laurei in ingegneria o.ti.diplomi.come perito (però studiando, e non passando il tempo a scuola attaccando le chevingum sotto i banchi, o tirando schiaffi a quello seduto avanti, insomma la fama di certi ITIS.O IIS che dir si.voglia la conosciamo) qualche.chance ce l'hai.

                    -professione tecniche/informatiche: basta spulciare e fare confronti tra.un po' di annunci su qualsiasi piattaforma di ricerca di lavoro (ad es. Linkedin, Infojobs) per rendersi conto.che, se per un lavoro di contabile o magazziniere si raggiungono anche le 200candidature, quando cominci a leggere "programmatore/sviluppatore Java" (anche con diploma) se si riesce ad arrivare a 10 candidati è grasso che cola. La.concorrenza è molto bassa.

                    - professioni nell'ambito della ristorazione: cuoco, cameriere, pizzaiolo, barman, e cosi via....questo almeno prima del Covid, la botta il settore l'ha avuta. E anche tosta. Ma ricordo nel 2008, con la prima crisi, vidi saltare posti di lavoro come mine anti-uomo, compreso il.mio.come back office amministrativo, ma dritto.o.storto i ristoranti e le pizzerie li.vedevo sempre pieni, e diversi miei.conoscenti (anche laureati) hanno piu.volte sbarcato il lunario come extra.in quel settore. Malpagato, sicuramente, ma nn ha mai lasciato morire di fame nessuno....prima del Covid. Ora, vedremo come andrà .

                    - piu per le femminucce, forse settore estetica e hair style, ovvero parrucchiere. Ho tante amiche, lavorano tutte...chi a nero, a domicilio dei clienti, chi sottopagata presso qualche atelier (raramente a Napoli si superano le 1000euro al mese da, parrucchiere o estetista dipendente), chi riesce ad aprirsi una propria attività , (ed è bravo)comincia a vedere un po' di soldini.

                    - settore commerciale, quello in cui mi son buttato, l' unico che mi ha accolto a 31 anni.dopo aver perso il mio lavoro di back office (anche se ho mandato pure curricula per fare il magazziniere o l'addetto allevpulizie, ma nulla).....agente.immobiliare, agente assicurativo, settore prestiti, rappresentanza aziendale, ecc. ce n'è per tutti i.tipi e per tutti i gusti e ne ho cambiati diversi...sono lavori quasi tutti a partita IVA, e tranne pochi settori soecifici, dove anche per vendere devi avere determinate competenze (vendita ad esempio di software informatici o prodotto farmaceutici), son lavori che puoi fare anche a parer mio con la terza media. Vendere è come saper giocare a pallone, o ci sei portato oppure no. Parlantina e spregiudicatezza i requisiti che devi avere: i clienti non sono persone ma vacche da mungere. Se ci sei portato guadagni anche bene (pur al netto dei costi di una p.IVA, per niente bassi). Se "te lo fai piacere" (come il.sottoscritto) ti esce almeno uno stipendio da italiano medio (1200/1300 al mese), se non è cosa tua fai la fame. Per tanto tempo mi sono sentito un frustrato a vendere, mi sentivo come i magliari che ti vendono i calzini in mezzo alla strada, poi mi sono detto "se vuoi mangiare questo ti tocca" (per motivi familiari manco potevo cercare al nord e son sincero, manco mi andava). Ho trovato una mia dimensione, ovvero mi sono "felicemente rassegnato".

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                    • #11
                      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                      L'elasticità  non c'entra niente.
                      Non siamo in un aula di tribunale! ricordati la differenza fra paese legale e paese reale.

                      Commenta


                      • #12
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        Non ho mai detto che quanto dico sia oro colato.
                        Intervieni spesso a mo' di deus ex machina e questo comporta che spesso i tuoi interventi risultino pesanti.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da SeaMan Visualizza il messaggio
                          per motivi familiari manco potevo cercare al nord e son sincero, manco mi andava
                          Io credo che in fondo tu abbia fatto bene, o meglio tutti quelli che riescono a trovare lavoro al sud evitando di doversi traferire al nord ci guadagnano in qualita' della vita.
                          Ad es. a Milano trovi anche lavoro, ma se lo stesso lavoro e' retribuito 1200 Euro al sud e 1400 o anche meno a Milano non c'e' dubbio di dove sia meglio vivere.

                          Commenta


                          • #14
                            Originariamente inviato da SeaMan Visualizza il messaggio
                            @dottore

                            Ti do ragione sul fatto che parlare di ragioniere è inesatto ma è inesatto parlare anche di diploma in ragioneria, che poi lo si faccia nel linguaggio comune perché per mezzo secolo si è chiamato cosi, è.un altro paio di maniche.
                            Ma guarda che infatti non ti sto contestando l'uso della locuzione «diploma in ragioneria» o «diploma di ragioneria». Ai miei tempi il diploma che si conseguiva si chiamava ancora "diploma di ragioniere e perito commerciale"; ciò non toglie che chi lo conseguiva NON era un ragioniere e se si faceva chiamare così commetteva un reato (il 498 all'epoca non era ancora stato depenalizzato), esattamente come chi si laureava in Ingegneria e si faceva chiamare ingegnere. Non è infatti la denominazione del titolo di studio il nodo, ma nella legge che regolamenta la professione.

                            Ora si chiama ISTITUTO TECNICO ECONOMICO e i suoi indirizzi sono AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING (ex ragioniere tradizionale), SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI (ex rag.programmatore), e se non erro, è rimasto (cambiando nome) anche il polo legato al turismo.
                            Per essere precisi si chiama «istituto tecnico settore economico». Gli indirizzi sono due: Amministrazione finanza e marketing e Turismo. Il primo dei due indirizzi è articolato in tre orientamenti: Amministrazione, finanza e marketing, Relazioni internazionali per il marketing, Sistemi informativi aziendali. Questi corrispondono rispettivamente all'ex IGEA (indirizzo giuridico-economico aziendale, corrispondente a sua volta all'ex istituto tecnico commerciale originario, con il quale si conseguiva il diploma di ragioniere e perito commerciale), all'ex ERICA (esperto per le relazioni interculturali aziendali, con il quale si conseguiva il diploma di perito aziendale corrispondente in lingue estere) e all'ex indirizzo per ragionieri commerciali e programmatori. L'indirizzo turistico corrisponde all'ex istituto tecnico per il turismo, che era un indirizzo raro (ce n'erano 20 in tutta Italia, uno per regione).
                            Poi c'è l'istituto tecnico settore tecnologico, corrispondente all'ex istituto tecnico industriale.

                            Ad oggi, dalle statistiche, resta il diploma piu richiesto
                            Ma sicuramente.

                            Di sicuro non è un diploma di "difficile reperibilità "'
                            Storicamente è quello più diffuso.

                            Io ho studiato Giurisprudenza alla Federico II, si. Ma avrei potuto studiarla in qualsiasi altra.università , qualsiasi altra facoltà , non sarebbe cambiato.il risultato finale. L'univ. Si deve fare perché piace, non sentendosi sull'orlo di un suicidio. Perché.così mi.son sentito. Se ti dico che ho subìto due operazioni.chirurgiche e che quando entravo in sala operatoria ero piu tranquillo di qyando entravo in aula di esame, mi credi? Forse no
                            Conoscendo ambienti molto conservatori come Giurisprudenza alla Federico II e alla Sapienza (probabilmente è così anche a Padova), non sono convinto di quanto tu mi dici. Il fatto che ti piaccia o non ti piaccia una cosa è una variabile indipendente dall'emotività , che in quelle aule ho sempre visto ai massimi livelli, molto più che altrove.

                            (vendita ad esempio di software informatici o prodotto farmaceutici)
                            Per i prodotti farmaceutici si tratta di una professione regolamentata, che richiede titoli di studio specifici.

                            ,son lavori che puoi fare anche a parer mio con la terza media.
                            Ut supra.

                            Originariamente inviato da DavideBu Visualizza il messaggio
                            Non siamo in un aula di tribunale! ricordati la differenza fra paese legale e paese reale.
                            Innanzitutto «un'aula» si scrive con l'apostrofo, anche se ho il sospetto che tu lo abbia fatto apposta.
                            In secondo luogo, infatti quello legale è lo Stato, non il paese. Ed è una cosa tremendamente reale. Perché se commetti un reato o un illecito amministrativo è lo Stato che ti persegue. Realmente. Con conseguenze sulla tua sfera giuridica ”“ e dunque reale ”“ soggettiva.

                            Originariamente inviato da DavideBu Visualizza il messaggio
                            Intervieni spesso a mo' di deus ex machina e questo comporta che spesso i tuoi interventi risultino pesanti.
                            Opinioni.

                            Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
                            Io credo che in fondo tu abbia fatto bene, o meglio tutti quelli che riescono a trovare lavoro al sud evitando di doversi traferire al nord ci guadagnano in qualita' della vita.
                            Ad es. a Milano trovi anche lavoro, ma se lo stesso lavoro e' retribuito 1200 Euro al sud e 1400 o anche meno a Milano non c'e' dubbio di dove sia meglio vivere.
                            Ma 'sta cosa che gli stipendi al Nord sono più alti, esattamente, da dove viene fuori?
                            I contratti collettivi, che sono vincolanti, sono gli stessi, eh.
                            Può cambiare qualcosa, certo, ma a livelli molto alti, in cui la negoziazione individuale ha un'incidenza, oppure in quei (pochi) settori in cui non esiste contrattazione collettiva.
                            Quando io lavoravo a Milano prendevo la stessa cifra di ora che lavoro a Firenze e quando mi trasferirò a Roma sarà  la stessa cosa, visto che il lavoro e il livello sono sempre gli stessi.
                            Mediamente gli stipendi al Nord sono più elevati ma questo NON a parità  di altre variabili, bensì semplicemente perché al Nord mediamente le persone svolgono lavori più remunerativi. Ma un medico di medicina generale in Campania e Puglia prende 38 euro annui ad assistito (fate il conto per i 1500 assistiti di un massimalista e aggiungete le indennità ) esattamente come in Lombardia, che sono molti di più dello stipendio medio in Campania, Puglia e pure Lombardia.
                            Discorso a parte vale per le regioni a statuto speciale, in cui esiste una contrattazione collettiva regionale.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #15
                              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                              Ma 'sta cosa che gli stipendi al Nord sono più alti, esattamente, da dove viene fuori?
                              Nel pubblico sono d'accordo con te ma nel privato sono mediamente piu' alti, seppur di poco; motivo per cui credo che a parita' di professione sia piu' agiata una vita al sud piuttosto che al nord.

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