E' il primo della classe e l'unico forse che potrà aspirare a un 100, ma nonostante i genitori, ovvero mia sorella e mio cognato, insistano per farlo iscrivere all'università , ha gia detto che non ne vuole sapere.
Non crede nel valore aggiunto della laurea, soprattutto al Sud, e soffre molto l'ansia da esame (anche un semplice compito in classe lo impegna molto emotivamente e gia da mo sta in paranoia per l'esame di maturità della prossima estate
), ha palesemente detto "se non volete che mi laurei a suon di psicofarmaci, lasciatemi in pace"Resta chiaro che la salute viene prima, ma, la cosa che mi chiedo è: secondo voi, un ragioniere può ancora inserirsi in qualche studio e azienda come contabile, o verrà visto sempre come lo "scarto" dei laureati in economia?
Qui almeno a Napoli di ragionieri che non fanno i contabili, matutt'altro tipo di lavori (commesso, magazziniere, o gli odiosissimi lavori nel ramo vendite a partita IVA come agente assicurativo, agente immobiliare, ecc) ne vedo a iosa.
Voi che ne pensate? Un saluto a tutti!


Federico II?
poi mi sono detto "se vuoi mangiare questo ti tocca" (per motivi familiari manco potevo cercare al nord e son sincero, manco mi andava). Ho trovato una mia dimensione, ovvero mi sono "felicemente rassegnato".
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