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Consiglio dopo laurea L-20
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Ciao,
Non esistono lauree specifiche per posizioni di questo tipo. Nei dipartimenti marketing di aziende strutturate ci sono profili di formazione diversa, accademica e non. Pertanto una qualsiasi laurea e' sufficiente.
Ti consiglio un corso di specializzazione che contenga la parola "marketing". Su LinkedIn e sui portali per il lavoro i recruiter che cercano profili nel marketing inseriranno proprio quella parola chiave nel motore di ricerca relativo alla formazione (anche i software che fanno lo screening dei CV hanno queste logiche)
Se vuoi conseguire una magistrale per completare il tuo profilo e per arricchimento personale, scegli una qualsiasi lm-77. Io starei lontano da qualsiasi magistrale in comunicazione, scienze politiche, ecc.. Nel privato non servono a nulla. Lato pubblico non saprei
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Il DPR 422/2001, attuativo della legge 69/1963, stabilisce che, per svolgere attività di comunicazione istituzionale non giornalistica nella pubblica amministrazione con inquadramento in un livello richiedente la laurea, tale laurea deve essere in «scienze della comunicazione o relazioni pubbliche» oppure «altre lauree con indirizzi assimilabili», o ancora «per i laureati in discipline diverse, del titolo di specializzazione o di perfezionamento post-laurea o di altri titoli post-universitari rilasciati in comunicazione o relazioni pubbliche e materie assimilate da università ed istituti universitari pubblici e privati, ovvero di mister in comunicazione conseguito presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione e, se di durata almeno equivalente, presso il Formez, la Scuola superiore della pubblica amministrazione locale e altre scuole pubbliche nonché presso strutture private aventi i requisiti di cui all’allegato B al presente regolamento». Chi si occupa già di comunicazione al momento di entrata in vigore del regolamento è assoggettato a una sanatoria
La norma, che ha rango regolamentare, è scritta veramente malissimo (l'estensore ignorava palesemente la differenza tra università e istituti universitari, non sapeva che il master è un titolo di studio universitario e non sapeva che nel nostro ordinamento università private non esistono), comunque non pone dubbi interpretativi in quanto si mette esplicitamente in relazione con il DM 509/1999 in quanto regolamento di attuazione dell'art. 17, c. 95, della legge 127/1997. Il DM 509/1999 è stato sostituito dal DM 270/2004 e dunque il richiamo ad esso va inteso come a quest'ultimo. Consegue da tutto ciò che l'unica laurea possibile a cui si riferisce il testo è la laurea cosiddetta triennale del nuovo ordinamento, che è anche l'ordinamento coevo al varo della norma, e siccome il testo parla anche di inquadramento dirigenziale anche per l'accesso alla dirigenza della comunicazione *non* è necessaria la laurea magistrale, che in effetti non è richiesta nemmeno dalle norme generali per l'accesso alla dirigenza pubblica (attualmente il DPR 70/2013, che la prescrive solo nel caso in cui l'accesso avvenga tramite il corso-concorso SNA).
Il regolamento, oltre a sanare implicitamente tutti coloro che si occupavano di comunicazione sino ad allora (esso esclude esplicitamente l'applicazione alle procedure concorsuali ancora da espletare alla data della sua entrata in vigore, figuriamoci se impatta su chi era già di ruolo), presenta comunque un grosso problema laddove scrive «altre lauree con indirizzi assimilabili», che è praticamente un assegno in bianco nelle mani delle amministrazioni. E infatti in tanti anni che spulcio la IV serie generale della Gazzetta ufficiale alla ricerca di concorsi credo di aver visto in tutto 10 posti di carriera direttiva su migliaia relativi a profili comunicazione, indetti uno alla volta, e non ricordo di aver mai visto un solo caso in cui la laurea di classe L-20 o della vecchia classe 14 era richiesta in via esclusiva. Sistematicamente faceva parte di una rosa di alternative nella quale le altre opzioni erano quasi sempre lauree a indirizzo prettamente umanistico – roba tipo Lettere, Filosofia, Storia, Beni culturali… – e non ho quasi mai visto l'accostamento a Scienze politiche o Sociologia, segno che le amministrazioni che redigono i bandi (paradossalmente, università comprese) non sanno neanche cosa si studia nei corsi di laurea in Scienze della comunicazione. Laddove abbia visto l'accostamento con Sociologia e Scienze politiche (vedi Regione Puglia), c'erano pure le lauree giuridiche ed economiche. In ben due casi ricordo la presenza di classi ingegneristiche: in uno la parola "Ingegneria" (non ricordo se da sola o con qualcosa accanto, forse elettronica o delle telecomunicazioni) campeggiava come un pesce fuor d'acqua in mezzo a lauree umanistiche, mentre nell'altro caso, che era del Politecnico di Torino, le ipotesi erano L-8, L-9, L-14, L-18, L-33, L-36, LMG/01, LM-19, LM-31, LM-52, LM-56, LM-59, LM-62, LM-63, LM-77, LM-82, LM-87, LM-88, LM-90, LM-91, LM-92, LM-93 (sì, avete capìto bene: la laurea magistrale in Scienze delle pubbliche amministrazioni andava bene ma la laurea in Scienze dell'amministrazione no, la laurea magistrale in Sviluppo e cooperazione internazionale andava bene ma la laurea in Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace no, la laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali sì mentre la laurea in Scienze del servizio sociale no e, dulcis in fundo, andava bene la laurea magistrale in Scienze statistiche ma non la laurea in Statistica né la laurea magistrale in Scienze statistiche, attuariali e finanziarie, e neanche la classe LM-16, Finanza, che è a metà tra economia e statistica, né la classe LM-76, Scienze economiche per l'ambiente e la cultura).
Spesso ho trovato bandi che prevedevano l'ammissione con qualsiasi laurea.
Ricordo poi di un bando di una università romana, se non sbaglio Roma Tre, che per il funzionario URP chiedeva la laurea in Dams (che poi sarebbe la classe L-3) o un'altra che non ricordo se fosse Lettere o Lingue o qualcosa del genere, e finanche escludeva i laureati in Scienze della comunicazione: a nulla valsero le lettere di protesta perché l'amministrazione si rifiutò tornare in autotutela sui propri passi. L'unico modo per essere ammessi al concorso sarebbe stato attraverso il giudice amministrativo.
In altre parole, la discrezionalità degli enti è talmente ampia che includono chi vogliono e addirittura arrivano a escludere coloro che sono espressamente legittimati, ancorché non via esclusiva, per regolamento di portata generale attuativo di legge. E, mentre in caso di esclusione si può proporre ricorso e si hanno ragionevoli opportunità di vincerlo (ma a un prezzo salato e comunque mettendosi in concorrenza con laureati in altre discipline!), in caso di inclusione di gente che non c'entra niente risulta molto complicato, se non impossibile, dimostrare che le lauree di costoro non rientrano nella nozione di assimilabilità, anche perché il giudice risponderebbe con ragionevole, quasi granitica, certezza che la formulazione è volutamente generica, se non ambigua, proprio per lasciare un margine di discrezionalità alle amministrazioni, anche sulla base di esigenze derivanti dalle rispettive caratteristiche distintive. Forse la questione si può sollevare con successo quando il bando prevede qualsiasi laurea, poiché in questo caso la verifica di assimilabilità neanche è stata effettuata, ma chi ci dice che l'amministrazione per difendersi in giudizio non tiri fuori a sproposito il principio del favor partecipationis e il giudice le dia ragione?
Per quanto concerne la dirigenza, cominciamo col dire che anche tra gli enti provvisti di dirigenza (ricordo sempre che più di settemila comuni su meno di ottomila nonché svariati piccoli enti pubblici non economici non ce l'hanno proprio, la dirigenza) sono veramente rari quelli in cui esista una struttura di livello dirigenziale deputata alla comunicazione. Il mio comune, ad esempio, è stato uno dei primi in Italia a dotarsi di un ufficio stampa, già negli anni '80 del secolo scorso, ma tale ufficio ha sempre fatto capo alla struttura di vertice – attualmente chiamata settore, in precedenza ripartizione – preposta agli affari generali oppure a quella preposta alla cultura e agli spettacoli. Attualmente l'ufficio è divenuto ufficio stampa, comunicazione e marketing territoriale (N.B.: la legge non vieta di accorpare le funzioni, che però dovrebbero essere affidate a personale distinto: iscritti all'albo dei giornalisti quelle giornalistiche, esperti di comunicazione le altre). Gli uffici per le relazioni con il pubblico spesso sono collegati alle aree o direzioni generali relative agli affari generali (a volte a loro volta accorpate con quelle delle risorse umane), ma nei comuni ancor più spesso ai servizi demografici (stato civile, anagrafe, elettorale, leva). Ne consegue che i posti per dirigenti sono pochissimi. Personalmente ho lavorato in un ente che aveva una specifica direzione generale per la comunicazione; preposto ad essa però era un dirigente normale reclutato tramite SNA, laureato v.o. in Filosofia, che infatti ha girato tra varie direzioni senza alcun problema. Del resto, tranne che in Sanità (ove esiste anche una contrattazione diversa per la dirigenza medica, odontoiatrica e veterinaria da un lato e per la dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa dall'altro), la dirigenza non è suddivisa in profili, sicché diviene anche difficile l'applicazione della norma de qua.
In ogni caso, in tanti anni rammento di essermi imbattuto in un bando per dirigente della comunicazione, nel quale veniva inopinatamente richiesta una laurea del vecchio ordinamento oppure una laurea magistrale ad essa equiparata. Purtroppo non ricordo quali fossero le lauree del vecchio ordinamento ammesse, ma ricordo che io con la mia LM-77 (l'unica magistrale che avessi all'epoca) non potevo partecipare. Scrissi una nota specificando che la mia laurea di classe 14, corrispondente all'attuale L-20, ai sensi della vigente normativa era sufficiente per poter partecipare, che avevo un master specifico sul management della PA con una quota rilevante in comunicazione e che la mia LM-77 era equiparata alla laurea v.o. in Marketing, richiedendo la rettifica in autotutela del bando, e mi risposero invitandomi a presentare domanda qualora ritenessi di esservi legittimato.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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