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Diploma Scienze Umane e poi università

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  • Diploma Scienze Umane e poi università

    Buonasera a tutti, da qualche mese è tornata in me una gran voglia di studiare e soprattutto di cambiare lavoro e vita.
    Permettetemi un piccolo preambolo, mi chiamo Manuel, ho 31 anni e sono un operaio all'interno di un'azienda familiare dove le possibilità di crescita sono pari a zero. Poi mettiamoci anche che sono davvero stufo di fare questo lavoro e da quasi sempre, amo la mente umana ma soprattutto l'animo umano. Mi piace parlare e sentire i problemi delle persone, "addentrarmi" dentro le loro vite per comprendere le loro scelte, dare consigli, capire i loro comportamenti e il modo in cui si relazionano con gli altri.
    Io ho una terza media e purtroppo per motivi familiari, non sono mai riuscito a concentrarmi nello studio. Ora però ho veramente voglia di farlo. Sembra strano a dirlo, ma sento una sorta di "bisogno interiore" di mettermi sui libri a studiare per cambiare la mia vita in qualcosa che voglio fare e non qualcosa in cui sono capitato. Quindi o lo faccio ora o mai più!!
    Ora dopo questo "piccolo" preambolo e spero mi perdoniate, secondo voi la strada del diploma in Scienze Umane, per poi segnarmi ad un' università telematica e prendere un ramo in psicologia, vi sembra fattibile?
    Lo so che devo prendere prima il diploma e poi dopo si vedrà tutto il resto, ma voglio evitare di gettare i miei soldi al vento.
    L'unica strada che vedo per me è questa, però ho davvero tanti dubbi ed incertezze.
    Per esempio, se volessi diventare uno psicologo clinico e vi assicuro che so del lunghissimo percorso che mi attende, sarebbe un sogno avverabile? O sto solo sognando inutilmente?
    Mettiamo caso che ci riesco e prendo la laurea in psicologia tramite università telematica, in un campo cosi "delicato" come questo, la laurea telematica sarebbe un limite importante per trovare un lavoro?
    Ovviamente so anche che gli psicologi non se la passano per nulla bene, nulla di nuovo sotto il sole.
    Dove abito io ci sono ben 3 scuole che fanno i corsi serali e mi risparmierei un bel pò di soldi, ma nessuna di queste tratta le scienze umane. Quindi ho risparmio e ovviamente allungo i tempi e non faccio scienze umane con le serali, oppure vado di scuola privata o diploma online, faccio scienze umane, ci metto meno tempo ma ne pago il prezzo.
    Insomma sono qui per chieder a qualcuno un aiuto che mi possa guidare in questa decisione.
    Siate anche brutali se serve e se pensate che ormai questa non è una strada percorribile, ditelo pure.
    Però voglio tornare a studiare perchè sento di poter fare molto dippiù di quello che faccio ora.

  • #2
    Ciao.

    La strada da te ipotizzata è fattibile, tenendo presente che un percorso liceale da privatista potrebbe risultare assai impegnativo, molto più dell'università.
    Di solito chi non ha un diploma e pensa di conseguirlo in età adulta sceglie un istituto tecnico o professionale, sia se gli serve per lavorare sia se gli serve per iscriversi all'università, perché sono molto più semplici da conseguire.
    Certamente con un liceo arriveresti all'università decisamente più preparato e con un metodo già predisposto.

    Tieni presente che Psicologia è una laurea magistrale, non una laurea. Ciò significa che per poterla conseguire, all'esito di un corso di durata biennale, devi prima aver conseguito una laurea (a séguito di un corso di durata triennale). Di solito per l'accesso ai corsi di laurea magistrale di classe LM-51 (Psicologia) è richiesta la laurea di classe L-24 (Scienze e tecniche psicologiche), anche se, attraverso però percorsi un po' tortuosi, è possibile acccedervi con lauree diverse.

    La laurea telematica non esiste; è l'università che è telematica, nel senso che offre didattica a distanza per via telematica. Direi che ai fini della professione di psicologo non cambia niente perché è una professione che si svolge in oltre il 90% dei casi o come libero professionista (dunque tutto sta nel superare l'esame di Stato, che non mi risulta particolarmente selettivo) o alle dipendenze della PA, dunque l'unica cosa che conta è il valore elgale del titolo. Tieni comunque presente che il tasso di inoccupazione, disoccupazione e sotto-occupazione tra gli psicologi è molto elevato.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Ciao.

      La strada da te ipotizzata è fattibile, tenendo presente che un percorso liceale da privatista potrebbe risultare assai impegnativo, molto più dell'università.
      Di solito chi non ha un diploma e pensa di conseguirlo in età adulta sceglie un istituto tecnico o professionale, sia se gli serve per lavorare sia se gli serve per iscriversi all'università, perché sono molto più semplici da conseguire.
      Certamente con un liceo arriveresti all'università decisamente più preparato e con un metodo già predisposto.

      Tieni presente che Psicologia è una laurea magistrale, non una laurea. Ciò significa che per poterla conseguire, all'esito di un corso di durata biennale, devi prima aver conseguito una laurea (a séguito di un corso di durata triennale). Di solito per l'accesso ai corsi di laurea magistrale di classe LM-51 (Psicologia) è richiesta la laurea di classe L-24 (Scienze e tecniche psicologiche), anche se, attraverso però percorsi un po' tortuosi, è possibile acccedervi con lauree diverse.

      La laurea telematica non esiste; è l'università che è telematica, nel senso che offre didattica a distanza per via telematica. Direi che ai fini della professione di psicologo non cambia niente perché è una professione che si svolge in oltre il 90% dei casi o come libero professionista (dunque tutto sta nel superare l'esame di Stato, che non mi risulta particolarmente selettivo) o alle dipendenze della PA, dunque l'unica cosa che conta è il valore elgale del titolo. Tieni comunque presente che il tasso di inoccupazione, disoccupazione e sotto-occupazione tra gli psicologi è molto elevato.
      Dottore innanzitutto perdonami se rispondo cosi in ritardo e poi come sempre grazie per le risposte completissime che scrivi per noi.
      Quello che hai scritto è esattamente il dubbio che ho io, ovvero quello di arrivare all'università troppo impreparato con un professionale e quindi sentirmi "schiacciato" dalla mole di studio. Dove abito io di professionali che fanno scuole serali ce ne sono ben 3 e sono vicinissimi casa mia quindi sarebbe il top, invece purtroppo l'unico che tratta le Scienze Umane non ha dei corsi serali.

      Circa 2 settimane fa sono stato ad una scuola privata a chiedere informazioni e mi è stato proposto di iscrivermi il prima possibile, in modo tale da farmi fare gli esami a giugno 2023 inerenti ai primi 4 anni di liceo. Testuali parole del signore con cui ho parlato nella scuola "te li faccio passare!!".
      Ho pensato "4 anni da studiare in appena 2/3 mesi? E che sono Rambo?"
      Poi iscrizione per il 5° anno con esami nell'estate del 2024 per un totale circa di 6300 euro.
      Il signore in questione ha anche detto che dovrei studiare un casino e che per il 5° anno gli dovrei assicurare la presenza almeno di 3 giorni al mese dalle ore 14:30 alle 19:00 in una sede che dista circa 30 km da casa mia.
      I requisiti non sono nulla di che ma purtroppo per questioni lavorative quei 3 giorni non glieli posso assicurare e poi tutta questa sensazione di "fretta" non mi piace.
      So che tornare a studiare non è una passeggiata e che non sono più un "giovincello" ma neanche la voglio rendere una corsa al tempo.

      Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione/inoccupazione ne sono consapevolissimo, ma sono altrettanto consapevole che questa è l'unica strada che mi sento, l'unica che in qualche modo può darmi un senso di "pienezza" nella mia vita.
      Pensa che una delle cose che più mi spaventa è che alla "quasi" fine del percorso ci sarà il cosiddetto tirocinio professionalizzante della bellezza di 1000 ore in 12 mesi (ovviamente non retribuito) e già so che quasi sicuramente, sarò costretto a lasciare il mio lavoro per completarlo e dovrò probabilmente passare ad un part time.

      Tu dottore avresti dei consigli da darmi per quanto riguarda il diploma? Sono dannatamente indeciso!!
      Serale professionale e enorme risparmio di soldi ma meno preparazione per il mio percorso, oppure vado di diploma online con costi nettamente più alti ma che mi preparerebbe in maniera più completa per il mio percorso?
      Se poi tu avessi alcuni pareri o feedback su diplomi online affidabili e che seguono i loro studenti senza lascarli allo sbaraglio te ne sarei davvero grato.

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      • #4
        Scusa Marzianello, ma a me sembra che hai le idee molto confuse, e per certi versi mi ricordi me ai tempi del liceo, ma a questo ci arrivo.
        Ti faccio un preambolo in tutta sincerità, come se fossi un conoscente di vecchia data: secondo me, a 31 anni, senza nemmeno un diploma di scuola superiore, eviterei di stare a pensare ad eventuali tirocini universitari o a "sognare" di addentrarsi nella vita delle persone come psicologo. Per carità, c'è gente che si iscrive tardi all'università e che riesce tranquillamente, ma se la gente in media a 19 anni prende il diploma, possibile che in dodici anni a questa parte a te non è mai passato di fare qualcosa per prendere 'sto benedetto pezzo di carta?
        Adesso, io onestamente cercherei la strada più breve e semplice possibile, perché io sono convintissimo che nella vita non necessariamente la strada più semplice è di conseguenza anche quella sbagliata (e attenzione, secondo me c'è un confine netto tra "semplice" e "facile").
        Nel 2023 a nessuno frega niente dove tu abbia preso il diploma, fatta eccezione magari per chi esce da un istituto tecnico o professionale e non ha intenzione di andare all'università, perché in quel caso spesso uscire da un istituto per geometri quantomeno permette di andare ad un colloquio di lavoro e poter dire "Io so fare questo".
        Fatta questa premessa, permettimi di dire che il programma di un liceo delle scienze umane non è difficile, e corrisponde all'ex socio-psico-pedagogico (il nome fa sorridere) ante riforma, a sua volta erede dell'istituto magistrale. Sostanzialmente le materie portanti sono quelle che hanno chiamato "scienze umane" (sarebbe più corretto chiamarle "scienze sociali"), ossia psicologia, sociologia, antropologia e pedagogia. Tieni a mente che nel liceo delle scienze umane è presente anche il latino, seppur sicuramente in maniera assai ridotta e direi anche blanda, a meno che non scegli l'opzione economico-sociale in cui al posto del latino hai un'ulteriore lingua straniera (quasi sempre l'unica opzione è spagnolo) e non è presente lo studio della pedagogia.
        Detto questo, in un liceo delle scienze umane non c'è nulla di trascendentale ed è un programma fattibilissimo, molto più tranquillo di un liceo classico, scientifico o di uno "scientifico delle scienze applicate" (per capirci, "lo scientifico senza il latino").
        Almeno nel mio paese, il liceo delle scienze umane (che viene volgarmente chiamato da tutti pedagogico) ha anche un po' la fama di refugium peccatorum, nel senso che i ragazzi che si accorgono, anche più in là negli anni, di non riuscire in un determinato tipo di scuola, vanno lì non perché sia facile in sé per sé (o meglio, magari anche per quello), ma più che altro perché è l'unica scuola in cui riuscire a recuperare il programma delle materie mancanti anche di tre o quattro anni (per iscriversi rispettivamente al quarto o quinto anno) è qualcosa di fattibile rispetto anche solo ad un liceo linguistico in cui ti tocca recuperare le lingue e le letterature straniere, e il programma di uno scienze umane riesci a recuperarlo in un'estate o meno perché sono cose che si studiano serenamente da autodidatti e in poco tempo.
        Quindi onestamente, Marzianello, permettimi il francesismo, ma io starei a farmi poche seghe mentali, visto che al giorno d'oggi è anche pieno di gente che si iscrive all'università uscita da istituti tecnici (figurati, purtroppo conosco ormai perfino diversi avvocati usciti da istituti tecnici, segno che ormai all'università ci entrano cani e porci).
        Dunque, io ti consiglio di tornare con i piedi per terra e sceglierei dove tu fai prima, che si tratti istituto professionale, tecnico o di liceo delle scienze umane, perché tanto mi pare di capire che dovresti iscriverti come privatista per accedere a quei programmi che permettano di presentarsi in uno o due anni agli esami di stato per il diploma.
        Poi per tutto il resto se ne parla, anche se onestamente sono scettico, dato che ho l'impressione che si tratti di un entusiasmo iniziale, ma quantomeno capisco benissimo che, sia per una soddisfazione personale, sia per un possibile futuro lavorativo, il diploma sia indispensabile. E io da quello partirei.

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        • #5
          Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
          Scusa Marzianello, ma a me sembra che hai le idee molto confuse, e per certi versi mi ricordi me ai tempi del liceo, ma a questo ci arrivo.
          Ti faccio un preambolo in tutta sincerità, come se fossi un conoscente di vecchia data: secondo me, a 31 anni, senza nemmeno un diploma di scuola superiore, eviterei di stare a pensare ad eventuali tirocini universitari o a "sognare" di addentrarsi nella vita delle persone come psicologo. Per carità, c'è gente che si iscrive tardi all'università e che riesce tranquillamente, ma se la gente in media a 19 anni prende il diploma, possibile che in dodici anni a questa parte a te non è mai passato di fare qualcosa per prendere 'sto benedetto pezzo di carta?
          Adesso, io onestamente cercherei la strada più breve e semplice possibile, perché io sono convintissimo che nella vita non necessariamente la strada più semplice è di conseguenza anche quella sbagliata (e attenzione, secondo me c'è un confine netto tra "semplice" e "facile").
          Nel 2023 a nessuno frega niente dove tu abbia preso il diploma, fatta eccezione magari per chi esce da un istituto tecnico o professionale e non ha intenzione di andare all'università, perché in quel caso spesso uscire da un istituto per geometri quantomeno permette di andare ad un colloquio di lavoro e poter dire "Io so fare questo".
          Fatta questa premessa, permettimi di dire che il programma di un liceo delle scienze umane non è difficile, e corrisponde all'ex socio-psico-pedagogico (il nome fa sorridere) ante riforma, a sua volta erede dell'istituto magistrale. Sostanzialmente le materie portanti sono quelle che hanno chiamato "scienze umane" (sarebbe più corretto chiamarle "scienze sociali"), ossia psicologia, sociologia, antropologia e pedagogia. Tieni a mente che nel liceo delle scienze umane è presente anche il latino, seppur sicuramente in maniera assai ridotta e direi anche blanda, a meno che non scegli l'opzione economico-sociale in cui al posto del latino hai un'ulteriore lingua straniera (quasi sempre l'unica opzione è spagnolo) e non è presente lo studio della pedagogia.
          Detto questo, in un liceo delle scienze umane non c'è nulla di trascendentale ed è un programma fattibilissimo, molto più tranquillo di un liceo classico, scientifico o di uno "scientifico delle scienze applicate" (per capirci, "lo scientifico senza il latino").
          Almeno nel mio paese, il liceo delle scienze umane (che viene volgarmente chiamato da tutti pedagogico) ha anche un po' la fama di refugium peccatorum, nel senso che i ragazzi che si accorgono, anche più in là negli anni, di non riuscire in un determinato tipo di scuola, vanno lì non perché sia facile in sé per sé (o meglio, magari anche per quello), ma più che altro perché è l'unica scuola in cui riuscire a recuperare il programma delle materie mancanti anche di tre o quattro anni (per iscriversi rispettivamente al quarto o quinto anno) è qualcosa di fattibile rispetto anche solo ad un liceo linguistico in cui ti tocca recuperare le lingue e le letterature straniere, e il programma di uno scienze umane riesci a recuperarlo in un'estate o meno perché sono cose che si studiano serenamente da autodidatti e in poco tempo.
          Quindi onestamente, Marzianello, permettimi il francesismo, ma io starei a farmi poche seghe mentali, visto che al giorno d'oggi è anche pieno di gente che si iscrive all'università uscita da istituti tecnici (figurati, purtroppo conosco ormai perfino diversi avvocati usciti da istituti tecnici, segno che ormai all'università ci entrano cani e porci).
          Dunque, io ti consiglio di tornare con i piedi per terra e sceglierei dove tu fai prima, che si tratti istituto professionale, tecnico o di liceo delle scienze umane, perché tanto mi pare di capire che dovresti iscriverti come privatista per accedere a quei programmi che permettano di presentarsi in uno o due anni agli esami di stato per il diploma.
          Poi per tutto il resto se ne parla, anche se onestamente sono scettico, dato che ho l'impressione che si tratti di un entusiasmo iniziale, ma quantomeno capisco benissimo che, sia per una soddisfazione personale, sia per un possibile futuro lavorativo, il diploma sia indispensabile. E io da quello partirei.
          Intanto grazie mille per la sincerità, è sempre ben accetta e cosa giusta.
          Ti posso assicurare che non si tratta di puro entusiasmo iniziale, è da mesi e mesi ormai che ci penso e più rimando e più mi sento in colpa con me stesso e soprattutto che sto sprecando una possibilità anzi, l'unica possibilità.
          Più volte mi sono ripetuto che ho un lavoro decente, che il guadagno non è malvagio, che ho sia la 13° che la 14°, che sono a neanche 10 km da casa e con neanche 15 minuti di macchina sono sul posto.
          Ma nessuna di queste motivazioni riesce a togliermi dalla testa questo obiettivo che mi sono prefissato e che in qualche modo sento "mio", spero di essere riuscito a farmi capire un pochetto.
          Purtroppo non ho mai preso un diploma e ovviamente la prima causa sono io ci mancherebbe, l'altra causa invece sono stati i tanti problemi piuttosto gravi che purtroppo ho avuto in famiglia e che mi hanno fatto chiudere sempre più in me stesso e con il tempo piano piano stavo perdendo il contatto con la realtà.
          Noi ovviamente non ci conosciamo e non ti posso raccontare la mia vita passata ma ti dico con fermezza che la mia motivazione ora è forte e piuttosto ben radicata e si, come hai scritto tu sono confuso!!
          Però attenzione sono confuso non dall'obiettivo da raggiungere che mi è ben chiaro ma il modo "ottimale" per raggiungerlo, tutto qui.
          Infatti ecco perchè sto chiedendo a voi, ed il tuo consiglio in poche parole è quello di prendere questo benedetto diploma nel modo più veloce possibile senza farmi paranoie mentali a non finire.
          In pratica mi hai dato lo stesso consiglio di altri due miei amici, ma ci tenevo a sentire il parere di più persone!!
          Visto che sei già la terza persona a dirmelo vorrà dire che questa sarà probabilmente la strada giusta da seguire.
          Per quanto riguarda il tuo scetticismo (e mi sembra anche giusto che tu lo abbia) io continuo a credere di potercela fare.
          Poi come ho già scritto sopra la psicologia clinica è quella che al momento se la passa più duramente, ma ci sono tanti altri rami con più possibilità.
          Comunque grazie ancora per il parere onesto e si, pensiamo prima a sto cavolo di diploma e poi si vedrà.
          Vi tengo informati sul dove mi iscriverò e magari vi dirò anche prezzi e modalità, magari potrebbe tornare utile a qualche lettore del forum .

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          • #6
            Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
            visto che al giorno d'oggi è anche pieno di gente che si iscrive all'università uscita da istituti tecnici (figurati, purtroppo conosco ormai perfino diversi avvocati usciti da istituti tecnici, segno che ormai all'università ci entrano cani e porci).
            perchè c'è secondo te tutta questa differenza tra istituti tecnici e licei (che siano linguistico, scientifico o quello che vuoi tu). A me sembrano tutti bene o male avere la stessa "difficoltà".
            Concordo con il scegli quello con cui fai prima.

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            • #7
              Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
              Scusa Marzianello, ma a me sembra che hai le idee molto confuse, e per certi versi mi ricordi me ai tempi del liceo, ma a questo ci arrivo.
              Ti faccio un preambolo in tutta sincerità, come se fossi un conoscente di vecchia data: secondo me, a 31 anni, senza nemmeno un diploma di scuola superiore, eviterei di stare a pensare ad eventuali tirocini universitari o a "sognare" di addentrarsi nella vita delle persone come psicologo. Per carità, c'è gente che si iscrive tardi all'università e che riesce tranquillamente, ma se la gente in media a 19 anni prende il diploma, possibile che in dodici anni a questa parte a te non è mai passato di fare qualcosa per prendere 'sto benedetto pezzo di carta?
              Adesso, io onestamente cercherei la strada più breve e semplice possibile, perché io sono convintissimo che nella vita non necessariamente la strada più semplice è di conseguenza anche quella sbagliata (e attenzione, secondo me c'è un confine netto tra "semplice" e "facile").
              Nel 2023 a nessuno frega niente dove tu abbia preso il diploma, fatta eccezione magari per chi esce da un istituto tecnico o professionale e non ha intenzione di andare all'università, perché in quel caso spesso uscire da un istituto per geometri quantomeno permette di andare ad un colloquio di lavoro e poter dire "Io so fare questo".
              Fatta questa premessa, permettimi di dire che il programma di un liceo delle scienze umane non è difficile, e corrisponde all'ex socio-psico-pedagogico (il nome fa sorridere) ante riforma, a sua volta erede dell'istituto magistrale. Sostanzialmente le materie portanti sono quelle che hanno chiamato "scienze umane" (sarebbe più corretto chiamarle "scienze sociali"), ossia psicologia, sociologia, antropologia e pedagogia. Tieni a mente che nel liceo delle scienze umane è presente anche il latino, seppur sicuramente in maniera assai ridotta e direi anche blanda, a meno che non scegli l'opzione economico-sociale in cui al posto del latino hai un'ulteriore lingua straniera (quasi sempre l'unica opzione è spagnolo) e non è presente lo studio della pedagogia.
              Detto questo, in un liceo delle scienze umane non c'è nulla di trascendentale ed è un programma fattibilissimo, molto più tranquillo di un liceo classico, scientifico o di uno "scientifico delle scienze applicate" (per capirci, "lo scientifico senza il latino").
              Almeno nel mio paese, il liceo delle scienze umane (che viene volgarmente chiamato da tutti pedagogico) ha anche un po' la fama di refugium peccatorum, nel senso che i ragazzi che si accorgono, anche più in là negli anni, di non riuscire in un determinato tipo di scuola, vanno lì non perché sia facile in sé per sé (o meglio, magari anche per quello), ma più che altro perché è l'unica scuola in cui riuscire a recuperare il programma delle materie mancanti anche di tre o quattro anni (per iscriversi rispettivamente al quarto o quinto anno) è qualcosa di fattibile rispetto anche solo ad un liceo linguistico in cui ti tocca recuperare le lingue e le letterature straniere, e il programma di uno scienze umane riesci a recuperarlo in un'estate o meno perché sono cose che si studiano serenamente da autodidatti e in poco tempo.
              Quindi onestamente, Marzianello, permettimi il francesismo, ma io starei a farmi poche seghe mentali, visto che al giorno d'oggi è anche pieno di gente che si iscrive all'università uscita da istituti tecnici (figurati, purtroppo conosco ormai perfino diversi avvocati usciti da istituti tecnici, segno che ormai all'università ci entrano cani e porci).
              Dunque, io ti consiglio di tornare con i piedi per terra e sceglierei dove tu fai prima, che si tratti istituto professionale, tecnico o di liceo delle scienze umane, perché tanto mi pare di capire che dovresti iscriverti come privatista per accedere a quei programmi che permettano di presentarsi in uno o due anni agli esami di stato per il diploma.
              Poi per tutto il resto se ne parla, anche se onestamente sono scettico, dato che ho l'impressione che si tratti di un entusiasmo iniziale, ma quantomeno capisco benissimo che, sia per una soddisfazione personale, sia per un possibile futuro lavorativo, il diploma sia indispensabile. E io da quello partirei.
              Sono d'accordo sul prendere il diploma prima possibile qualunque esso sia, ma maremma buHaiola gnugno, l'hai massacrato.

              Intanto grazie mille per la sincerità, è sempre ben accetta e cosa giusta.
              Ti posso assicurare che non si tratta di puro entusiasmo iniziale, è da mesi e mesi ormai che ci penso e più rimando e più mi sento in colpa con me stesso e soprattutto che sto sprecando una possibilità anzi, l'unica possibilità.
              Più volte mi sono ripetuto che ho un lavoro decente, che il guadagno non è malvagio, che ho sia la 13° che la 14°, che sono a neanche 10 km da casa e con neanche 15 minuti di macchina sono sul posto.
              Ma nessuna di queste motivazioni riesce a togliermi dalla testa questo obiettivo che mi sono prefissato e che in qualche modo sento "mio", spero di essere riuscito a farmi capire un pochetto.
              Purtroppo non ho mai preso un diploma e ovviamente la prima causa sono io ci mancherebbe, l'altra causa invece sono stati i tanti problemi piuttosto gravi che purtroppo ho avuto in famiglia e che mi hanno fatto chiudere sempre più in me stesso e con il tempo
              Marzianello per quanto rigaurda 13esima e 14esima non sono un valore aggiunto, la RAL è sempre la stessa indipendentemente che la dividiamo per 30, 12 o 15, ricordiamocelo in sede di negoziazione per non farci abbindolare dal "qui abbiamo anche la 14esima" quando è semplicemente prevista per legge da alcuni CCNL come ad esempio quello del commercio.

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              • #8
                Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
                perchè c'è secondo te tutta questa differenza tra istituti tecnici e licei (che siano linguistico, scientifico o quello che vuoi tu). A me sembrano tutti bene o male avere la stessa "difficoltà".
                Certo, come no, e io sono Cicciolina.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Aggiungo che, purtroppo, fra i laureati in psicologia si registrano i piu' alti tassi di disoccupazione rispetto a laureati di altri corsi.
                  Se hai come obiettivo la laurea per soddisfazione personale e' lodevole e non esitare, se invece vuoi cambiare lavoro e carriera valuta attentamente.. Rischieresti di trovarti in situazioni di precariato e guadagni molto al di sotto della tua attuale RAL.
                  Concordo con chi ti ha consigliato di conseguire il diploma scegliendo la via piu' breve. In Italia nel 2023, per un ragazzo nato dopo il 1990, non avere il diploma e'una mancanza inaccettabile per ogni tipo di profilo. E' chiaro che ne hai preso consapevolezza, quindi sono sicuro che riuscirai a diplomarti in tempi rapidi. Tienici aggiornati!
                  ​​​​

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                  • #10
                    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                    Certo, come no, e io sono Cicciolina.
                    dottore, dico solo che si parla dei licei come chissà quale difficoltà da superare rispetto ad alcuni istituti tecnici.
                    Io mi sono, ai tempi, diplomato allo scientifico e non è che sia stato cosi insuperabile. Ricordo conoscenti che frequentavano l'ITIS in elettronica (o elettrotecnica, ora non ricordo) e non è che avessero programmi cosi differenti dal mio. Se non per latino, ma loro avevano elettronica & co. Io li metto un po' sulla stesso livello.

                    Mandami una foto autografata

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                    • #11
                      Marzianello non mi permetto di valutare il tuo vissuto personale (che, per l'appunto, è e resta personalissimo), il punto è che sia nella presentazione che nella risposta che hai dato, ho notato evidenti voli pindarici. Sei passato dal dover prendere il diploma (giustissimo, secondo me), al volerti iscrivere a Psicologia (il che è ammissibile), al dover fare un tirocinio durante il corso di laurea e quindi dover presumibilmente passare ad un part-time, praticamente fasciandoti la testa quando, nel qui e ora, sei una persona senza diploma di scuola superiore. Ci sta che una persona pensi ad un futuro prossimo di uno-due anni, ma che cominci a fare piani su un tavolino rispetto a cose che nemmeno sono state minimamente raggiunte, equivale a fantasticare. Ci tengo a precisare che se una persona ha avuto delle difficoltà durante le scuole superiori è normalissimo e mi ci metto dentro per primo, ma che una persona di 31 anni in dodici anni non abbia avuto intenzione di prendere il diploma in questo enorme lasso di tempo, io direi che prima dovrebbe scendere con i piedi per terra e valutare il da farsi per prendere 'sto pezzo di carta, concentrandosi sul presente. Tutto qua.
                      Permettimi di dire che, secondo me, lavorare full-time e prendersi una laurea è anche una cosa difficilissima, e spesso chi fa così non conclude il percorso di studi o, se lo conclude, si laurea alle calende greche per un corso di laurea la cui durata normale è di tre anni. Finché si fa un part-time sulle 20-25 ore la cosa è assolutamente fattibile (e parlo per esperienza personale), ma oltre diventa ingestibile perché nel poco tempo libero saresti talmente stanco che preferiresti rilassarti piuttosto che metterti a studiare.
                      Detto questo, proprio per tornare ad un presente "hic et nunc", io dei percorsi di recupero delle scuole superiori non me ne intendo, ma fossi in te è chiaro che mi iscriverei, come ti dicevo, dove fai prima e con meno carico di studio, perché Marzianello, ma davvero pensi che una persona uscita da un liceo delle scienze umane esca necessariamente più "preparata" di una persona uscita da un istituto tecnico?...
                      Ti dico pure, pensa che all'estero il nostro diploma viene di norma riconosciuto come "diploma" e basta, sia che una persona sia uscita da un liceo scientifico, sia che sia uscita da un istituto professionale per l'industria e l'artigianato. Con questo non voglio dire che a questo punto tutti dovrebbero iscriversi ad un istituto professionale, ci mancherebbe e non fraintendermi, ma se a uno interessa il pezzo di carta e basta, inutile stare a complicarsi la vita.
                      E visto che ci siamo, nel 2023, avessi un figlio, non lo farei mai iscrivere ad un liceo classico per stare a sbattere la testa sul latino e sul greco (con famiglie di ceto socio-economico pure basso che nel mio paese spendono migliaia di euro in costose ripetizioni private per i figli), due lingue che nel mondo reale non servono a un'emerita ceppa, però la gente è convinta che si acquisisca una presunta formazione migliore quando nessuno, e dico nessuno, ti andrà mai a chiedere se ti sei diplomato al liceo classico, né ritengo che i diplomati di questa scuola abbiano chissà che vantaggi come metodo di studio (anzi, le carenze si fanno sentire specie dopo la riforma). E purtroppo solo ultimamente hanno attivato nel mio paese natale uno-due licei della durata quadriennale perché, potessi tornare indietro ai miei 13-14 anni e con genitori un po' più giovani rispetto alla media e più assennati, mi ci sarei fiondato.
                      Certo, quattro mesi per prendersi un diploma è un assurdo e condivido con te, e per la maturità sicuramente devono pure far riferimento ad una scuola accreditata, ma non mi permetto di metterci la mano sul fuoco e ti invito ad informarti perché questo lo devi sapere tu.
                      Ma se hai la possibilità di studiare uno-due anni e poi prendere "il pezzo di carta", va benissimo, e valuta anche secondo il tuo budget. Nel mio paese c'è una scuola serale statale (per la precisione un istituto tecnico) che permette però di diplomarsi in tre anni, certo è che meno ci metti e meglio è, e possibilmente magari senza frequenza obbligatoria visto che lavori, e presumo che le scuole in cui puoi studiare in un solo un anno o due anni praticamente senza frequentare (per capirci, paghi e passi) per poi fare la cosiddetta maturità siano quasi tutti enti privati che si fanno pagare non poco.

                      Marius direi di non stare a prenderci in giro perché è notorio che, per dire, in un liceo classico o scientifico tocca farsi un mazzo rispetto ad un liceo artistico o ad un istituto tecnico (quest'ultimo molto probabilmente più tosto di un liceo artistico). Poi sono il primo a pensare che il sistema vigente in Italia è assurdo, e dovrebbe esserci una scuola unica (sul modello americano, prevedendo però anche dei veri e propri istituti professionali) con un biennio più o meno simile per tutti e un'ulteriore biennio di specializzazione per approfondire determinate discipline a livello avanzato per i più volenterosi. A 13-14 anni nessuno ha idea di cosa studiare per i prossimi cinque anni della propria vita.
                      E permettimi il termine non elegante, ma sarei uno st****o se gli consigliassi di iscriversi ad un liceo classico o scientifico per prendere il pezzo di carta con la scusa di ottenere la buona formazione a cui lui aspira (e a cui secondo me non dovrebbe fregargli niente nel suo caso, ma questo l'ho spiegato), non credi?
                      Poi, sicuramente, ti vengo a dire che ogni cosa va contestualizzata, perché dalle mie parti il liceo classico non è che abbia chissà che grande reputazione, anzi, visto che per via dello spaventoso calo di iscritti promuovevano cani e porci (ma sempre che di liceo classico si tratta, quindi bene o male ti tocca studiare), mentre il liceo scientifico del mio paese ha fama di essere molto selettivo e difficile, e danno debiti a destra e a manca, e quasi sicuramente il liceo scientifico delle scienze applicate (ex istituto tecnico industriale) del mio paese è pure più difficile del liceo classico.

                      BeardedSnow scusa, però a rileggere il primo messaggio non mi pare proprio di averlo massacrato. Perdona la frase cliché, però sono stato semplicemente realista, e considera che io quando cerco di essere realista ho anche una spiccata tendenza ad essere ottimista.
                      Ma a 31 anni non aver preso il diploma e pensare di diventare psicologo, pur avendo avuto più di un decennio di tempo (dodici anni) per prendersi un diploma e poi cominciare già a parlare di un possibile tirocinio professionale che mal si combacerà col proprio attuale lavoro full-time, io direi di tornare prima con i piedi per terra, no? Poi per tutto il resto se ne parla.
                      Anch'io l'ho fatto con me stesso quando ero iscritto ad altro corso di laurea, ossia mi sono messo davanti ad uno specchio e ho fatto i miei conti e i miei piani nell'ottica più realista possibile, evitando di pensare ad un futuro assai remoto ma piuttosto ad un futuro prossimo.
                      Per come la vedo io, lui dovrebbe innanzitutto prendersi il "pezzo di carta", poi in un futuro più remoto si potrebbe iscrivere all'università nell'ottica di una soddisfazione personale magari (il che è lodevolissimo, sia chiaro), tutto qua. È inutile che stiamo a parlare di che condimento mettere alla pasta da cucinare se manco c'è l'acqua in casa.

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio

                        dottore, dico solo che si parla dei licei come chissà quale difficoltà da superare rispetto ad alcuni istituti tecnici.
                        Io mi sono, ai tempi, diplomato allo scientifico e non è che sia stato cosi insuperabile. Ricordo conoscenti che frequentavano l'ITIS in elettronica (o elettrotecnica, ora non ricordo) e non è che avessero programmi cosi differenti dal mio. Se non per latino, ma loro avevano elettronica & co. Io li metto un po' sulla stesso livello.

                        Mandami una foto autografata
                        Marius il punto del mio discorso è che, di norma, in un istituto tecnico non è che ci vada la crème de la crème. Erano stati concepiti per persone che volessero avere un'istruzione tecnico-pratica partendo dal presupposto che non sarebbero andate all'università, visto che gli era precluso. Poi magari il programma era e sicuramente è tutt'ora di tutto rispetto.
                        Quindi, tornando al mio esempio, se uno aspirava "addirittura" a diventare avvocato (ovvio, contestualizzando i tempi), non gli passava manco per la testa di iscriversi ad un istituto tecnico, sapendo che l'università gli sarebbe perfino stata preclusa: per iscriversi a Giurisprudenza occorreva essersi diplomati al liceo classico, poi successivamente mi pare che sia stata aperta anche ai diplomati di liceo scientifico.
                        Adesso invece, io ne conosco personalmente pure diversi di avvocati diplomati da istituti tecnici o dal liceo linguistico, e moltissimi laureati in Giurisprudenza sempre usciti da queste scuole (e il bello è che magari li senti pure atteggiarsi a giuristi e dire massime giuridiche in latino senza manco sapere la costruzione grammaticale di quello che ripetono a memoria), per questo ritengo che tanto in Italia all'università entrano cani e porci. E a maggior ragione dico a Marzianello, dato che l'obiettivo è il diploma, di prendersi 'sto pezzo di carta nella maniera più veloce e con meno carico possibile e rimanendo con i piedi per terra, nel senso che allo stato attuale il suo obiettivo deve essere prendersi il diploma.
                        Considera che io attualmente mi trovo in Ungheria e qui, se esci da un istituto tecnico, l'istruzione universitaria ti è praticamente preclusa. Però non vado oltre perché sto trascendendo rispetto a quello che è stato chiesto dall'autore del topic.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
                          Marzianello non mi permetto di valutare il tuo vissuto personale (che, per l'appunto, è e resta personalissimo), il punto è che sia nella presentazione che nella risposta che hai dato, ho notato evidenti voli pindarici. Sei passato dal dover prendere il diploma (giustissimo, secondo me), al volerti iscrivere a Psicologia (il che è ammissibile), al dover fare un tirocinio durante il corso di laurea e quindi dover presumibilmente passare ad un part-time, praticamente fasciandoti la testa quando, nel qui e ora, sei una persona senza diploma di scuola superiore. Ci sta che una persona pensi ad un futuro prossimo di uno-due anni, ma che cominci a fare piani su un tavolino rispetto a cose che nemmeno sono state minimamente raggiunte, equivale a fantasticare. Ci tengo a precisare che se una persona ha avuto delle difficoltà durante le scuole superiori è normalissimo e mi ci metto dentro per primo, ma che una persona di 31 anni in dodici anni non abbia avuto intenzione di prendere il diploma in questo enorme lasso di tempo, io direi che prima dovrebbe scendere con i piedi per terra e valutare il da farsi per prendere 'sto pezzo di carta, concentrandosi sul presente. Tutto qua.
                          Permettimi di dire che, secondo me, lavorare full-time e prendersi una laurea è anche una cosa difficilissima, e spesso chi fa così non conclude il percorso di studi o, se lo conclude, si laurea alle calende greche per un corso di laurea la cui durata normale è di tre anni. Finché si fa un part-time sulle 20-25 ore la cosa è assolutamente fattibile (e parlo per esperienza personale), ma oltre diventa ingestibile perché nel poco tempo libero saresti talmente stanco che preferiresti rilassarti piuttosto che metterti a studiare.
                          Detto questo, proprio per tornare ad un presente "hic et nunc", io dei percorsi di recupero delle scuole superiori non me ne intendo, ma fossi in te è chiaro che mi iscriverei, come ti dicevo, dove fai prima e con meno carico di studio, perché Marzianello, ma davvero pensi che una persona uscita da un liceo delle scienze umane esca necessariamente più "preparata" di una persona uscita da un istituto tecnico?...
                          Ti dico pure, pensa che all'estero il nostro diploma viene di norma riconosciuto come "diploma" e basta, sia che una persona sia uscita da un liceo scientifico, sia che sia uscita da un istituto professionale per l'industria e l'artigianato. Con questo non voglio dire che a questo punto tutti dovrebbero iscriversi ad un istituto professionale, ci mancherebbe e non fraintendermi, ma se a uno interessa il pezzo di carta e basta, inutile stare a complicarsi la vita.
                          E visto che ci siamo, nel 2023, avessi un figlio, non lo farei mai iscrivere ad un liceo classico per stare a sbattere la testa sul latino e sul greco (con famiglie di ceto socio-economico pure basso che nel mio paese spendono migliaia di euro in costose ripetizioni private per i figli), due lingue che nel mondo reale non servono a un'emerita ceppa, però la gente è convinta che si acquisisca una presunta formazione migliore quando nessuno, e dico nessuno, ti andrà mai a chiedere se ti sei diplomato al liceo classico, né ritengo che i diplomati di questa scuola abbiano chissà che vantaggi come metodo di studio (anzi, le carenze si fanno sentire specie dopo la riforma). E purtroppo solo ultimamente hanno attivato nel mio paese natale uno-due licei della durata quadriennale perché, potessi tornare indietro ai miei 13-14 anni e con genitori un po' più giovani rispetto alla media e più assennati, mi ci sarei fiondato.
                          Certo, quattro mesi per prendersi un diploma è un assurdo e condivido con te, e per la maturità sicuramente devono pure far riferimento ad una scuola accreditata, ma non mi permetto di metterci la mano sul fuoco e ti invito ad informarti perché questo lo devi sapere tu.
                          Ma se hai la possibilità di studiare uno-due anni e poi prendere "il pezzo di carta", va benissimo, e valuta anche secondo il tuo budget. Nel mio paese c'è una scuola serale statale (per la precisione un istituto tecnico) che permette però di diplomarsi in tre anni, certo è che meno ci metti e meglio è, e possibilmente magari senza frequenza obbligatoria visto che lavori, e presumo che le scuole in cui puoi studiare in un solo un anno o due anni praticamente senza frequentare (per capirci, paghi e passi) per poi fare la cosiddetta maturità siano quasi tutti enti privati che si fanno pagare non poco.

                          Marius direi di non stare a prenderci in giro perché è notorio che, per dire, in un liceo classico o scientifico tocca farsi un mazzo rispetto ad un liceo artistico o ad un istituto tecnico (quest'ultimo molto probabilmente più tosto di un liceo artistico). Poi sono il primo a pensare che il sistema vigente in Italia è assurdo, e dovrebbe esserci una scuola unica (sul modello americano, prevedendo però anche dei veri e propri istituti professionali) con un biennio più o meno simile per tutti e un'ulteriore biennio di specializzazione per approfondire determinate discipline a livello avanzato per i più volenterosi. A 13-14 anni nessuno ha idea di cosa studiare per i prossimi cinque anni della propria vita.
                          E permettimi il termine non elegante, ma sarei uno st****o se gli consigliassi di iscriversi ad un liceo classico o scientifico per prendere il pezzo di carta con la scusa di ottenere la buona formazione a cui lui aspira (e a cui secondo me non dovrebbe fregargli niente nel suo caso, ma questo l'ho spiegato), non credi?
                          Poi, sicuramente, ti vengo a dire che ogni cosa va contestualizzata, perché dalle mie parti il liceo classico non è che abbia chissà che grande reputazione, anzi, visto che per via dello spaventoso calo di iscritti promuovevano cani e porci (ma sempre che di liceo classico si tratta, quindi bene o male ti tocca studiare), mentre il liceo scientifico del mio paese ha fama di essere molto selettivo e difficile, e danno debiti a destra e a manca, e quasi sicuramente il liceo scientifico delle scienze applicate (ex istituto tecnico industriale) del mio paese è pure più difficile del liceo classico.

                          BeardedSnow scusa, però a rileggere il primo messaggio non mi pare proprio di averlo massacrato. Perdona la frase cliché, però sono stato semplicemente realista, e considera che io quando cerco di essere realista ho anche una spiccata tendenza ad essere ottimista.
                          Ma a 31 anni non aver preso il diploma e pensare di diventare psicologo, pur avendo avuto più di un decennio di tempo (dodici anni) per prendersi un diploma e poi cominciare già a parlare di un possibile tirocinio professionale che mal si combacerà col proprio attuale lavoro full-time, io direi di tornare prima con i piedi per terra, no? Poi per tutto il resto se ne parla.
                          Anch'io l'ho fatto con me stesso quando ero iscritto ad altro corso di laurea, ossia mi sono messo davanti ad uno specchio e ho fatto i miei conti e i miei piani nell'ottica più realista possibile, evitando di pensare ad un futuro assai remoto ma piuttosto ad un futuro prossimo.
                          Per come la vedo io, lui dovrebbe innanzitutto prendersi il "pezzo di carta", poi in un futuro più remoto si potrebbe iscrivere all'università nell'ottica di una soddisfazione personale magari (il che è lodevolissimo, sia chiaro), tutto qua. È inutile che stiamo a parlare di che condimento mettere alla pasta da cucinare se manco c'è l'acqua in casa.
                          gnugno rileggendo ora con attenzione tutto quello che hai scritto in realtà ti devo ringraziare.
                          Si è vero che magari sei stato un pò duro, ma anche maledettamente realista e come ti ho già scritto questo lo apprezzo tantissimo.
                          Hai perfettamente ragione che devo prima prendere questo benedetto diploma e poi dopo potremo parlare magari di università, io
                          che divento il Dr. House degli psicologi e poi magari che vado anche sulla spazio a fare lo psicologo agli alieni !!
                          Insomma "step by step" si devono affrontare queste cose.
                          Domani intanto vi dico che rivado nuovamente alla scuola privata di cui vi ho scritto sopra a vedere se c'è una strada "differente" per me. Se non ci fosse ne chiamerai un'altra sempre nella mia zona e poi a seguire chiamerò anche 2 scuole serali per vedere cosa mi dicono.
                          Ovviamente in tutto questo miasma di scuole non escludo anche quelle online, come ho già scritto.
                          Insomma tra questa settimana e massimo la prossima mi voglio fare un quadro generale e vi terrò aggiornati su tutto, promesso!!
                          Fatemi un imbocca al lupo .

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                          • #14
                            Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
                            Poi, sicuramente, ti vengo a dire che ogni cosa va contestualizzata, perché dalle mie parti il liceo classico non è che abbia chissà che grande reputazione, anzi, visto che per via dello spaventoso calo di iscritti promuovevano cani e porci (ma sempre che di liceo classico si tratta, quindi bene o male ti tocca studiare), mentre il liceo scientifico del mio paese ha fama di essere molto selettivo e difficile, e danno debiti a destra e a manca, e quasi sicuramente il liceo scientifico delle scienze applicate (ex istituto tecnico industriale) del mio paese è pure più difficile del liceo classico.
                            é quello che ti dico pure io, la cosa va contestualizzata. Non é che liceo = difficilissimo e istituto tecnico = spazzatura
                            anche perché generalizzando ti chiederei: davvero reputi piu' impegnativi il liceo artistico o classico rispetto ad un istituto tecnico? Io no.

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                            • #15
                              Marzianello Buona fortuna e aggiornaci! Penso di essere stato più che esaustivo: trova la via più breve e meno gravosa in termini di carico di studio.

                              Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
                              é quello che ti dico pure io, la cosa va contestualizzata. Non é che liceo = difficilissimo e istituto tecnico = spazzatura
                              anche perché generalizzando ti chiederei: davvero reputi piu' impegnativi il liceo artistico o classico rispetto ad un istituto tecnico? Io no.
                              Un liceo classico è sicuramente più impegnativo di un istituto tecnico, non scherziamo. Penso di essermi espresso male io.
                              Ho fatto il mio esempio specifico perché nel mio paese di origine il liceo classico ha pessima reputazione e ha la nomea di essere facile (anche per via di alcuni docenti che definire opinabili è un eufemismo), nel senso che ha avuto un enorme calo di iscritti e quindi semplicemente o non davano debiti formativi agli studenti o non bocciavano col fine di evitare fughe verso altre scuole ("nullaosta"), visto che un istituto riceve fondi in rapporto al numero di studenti iscritti. Meno studenti = meno soldi, e pure meno classi da poter formare, quindi col rischio alto che un professore si trovi ad essere trasferito da altre parti.
                              Certo poi, per quanto possa essere facile, sempre liceo classico rimane, ma ti garantisco che, da quello che ho potuto vedere, nel mio paese si studia di più al liceo delle scienze applicate (ex istituto tecnico industriale) e nell'istituto tecnico economico, rispetto al liceo classico sempre del mio paese. Chiaro che poi non è la norma.
                              Condivido sul fatto che poi i liceo artistico sia una buffonata.
                              Il punto è che nel 2023 in Italia non dovrebbero nemmeno esistere millemila scuole superiori: basterebbe una scuola unica sul modello anglosassone, ossia un mega liceo ("college preparatory school") in cui devi seguire un curriculum che è più rigido nel primo biennio, ma in sostanza hai discreto modo di scegliere alcune classi opzionali e soprattutto puoi prendere corsi a livello avanzato per ciò che a te interessa soprattutto nel secondo biennio (negli Stati Uniti si chiamano "Advanced placement"), e prevedere accanto una scuola tecnico-professionale ("vocational school") per studenti non interessati a studiare molto, con quest'ultima che non permette o non facilita l'ingresso all'università. Più o meno in tutto il mondo fanno così.
                              Sarebbe meglio per tutti se facessimo la stessa cosa, invece in Italia ci trasciniamo dietro un modello assolutamente anacronistico e inadatto ricavato dalla fine dell'800 (unità d'Italia), secondo cui tu a 13 anni dovresti sapere cosa vuoi studiare per i prossimi cinque anni della tua vita. Ma figuriamoci, in Italia l'università in quanto a metodi didattici è rimasta pure più indietro.

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