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Iniziare corso di laurea a 40 anni

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  • #16
    Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
    Fare ricerca quantitativa senza conoscere i modelli statistici e senza avere competenze matematiche e informatiche approfondite diventa difficile..
    In un corso di laurea in scienze politiche trovo fondamentali altri corsi rispetto ad un corso di statistica di base, che non fornisce nulla. L'esame di statistica che ho sostenuto nel corso di laurea in economia era un mero ripasso del programma del liceo..
    In quale liceo si farebbe statistica, di grazia?
    Peraltro nei corsi di laurea in Scienze politiche, di solito (fanno eccezione Sapienza e Federico II, in cui gli esami di statistica sono solo orali e piuttosto semplici), i programmi di Statistica sono ben più approfonditi rispetto a quelli dei corsi di laurea in Economia, specie se parliamo di Economia aziendale.
    Quanto alle competenze approfondite, hai ragione ma fino a un certo punto. Il corso di laurea in Scienze politiche è un corso di laurea multispecialistico nel quale vengono fornite le istituzioni di tutte le scienze sociali – sociologia, economia, geografia antropica, diritto, scienza politica, statistica(*) – insieme con le basi storico-filosofiche necessarie a comprendere come siamo arrivati agli odierni modelli e pensieri politici e alle lingue straniere quali lingue veicolari, dopodiché spetta al singolo studente specializzarsi in uno specifico ramo e approfondirlo, in funzione di interessi culturali e/o obiettivi/orizzonti professionali, ma sempre mantenendo quella competenza multidisciplinare e interdisciplinare che lo caratterizza rispetto a chi ha studiato solo diritto o solo sociologia (non dico solo economia, solo geografia o solo statistica perché corsi di laurea che trattino esclusivamente e pure prevalentemente tali materie non esistono).

    ____________
    (*) Prima che qualcuno faccia polemica, preciso che la pedagogia e l'antropologia sono considerate dai più discipline umanistiche o, quantomeno, il loro status di scienze sociali è controverso per tutta una serie di ragioni. La psicologia pure ha ancora un piede nella filosofia, ma in quel caso lo status di scienza sociale è controverso per un altro motivo, cioè che si occupa di indagare principalmente la psiche dell'individuo o al massimo la studia nel suo rapporto con la società, ma non studia la società in re ipsa ovvero fenomeni prettamente sociali a prescindere dall'individuo. Riconoscendo comunque l'arbitrarietà delle definizioni, anche perché sono uno che propugna l'unità dei saperi come nell'Evo antico, mi attengo per esigenze di semplificazione alla classificazione dell'accademia italiana, che considera prettamente umanistiche la pedagogia, l'antropologia, la filosofia e anche la psicologia, i cui settori scientifico-disciplinari (M-PED, M-DEA, M-FIL e M-PSI) sono inclusi insieme con quelli storici nell'area 11.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #17
      Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
      Concordo che la statistica non faccia parte di matematica, ma e' parte fondamentale. Tutti i corsi di laurea in statistica prevedono molti CFU MAT (analisi, calcolo, algebra lineare). Senza queste conoscenze matematiche di base risulta davvero complesso capire e applicare i modelli statistici.
      Ho un'amica laureata in Statistica e informatica, magistralizzata in Scienze statistiche per le decisioni e addottorata in Scienze sociali con ricerca in statistica che si lamenta di non poter inseganre nella scuola secondaria non avendo mai sostenuto esami del S.S.D. MAT. Ha insegnato all'università, per contratto, su settori MAT.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #18
        Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
        Fare ricerca quantitativa senza conoscere i modelli statistici e senza avere competenze matematiche e informatiche approfondite diventa difficile..
        In un corso di laurea in scienze politiche trovo fondamentali altri corsi rispetto ad un corso di statistica di base, che non fornisce nulla. L'esame di statistica che ho sostenuto nel corso di laurea in economia era un mero ripasso del programma del liceo.. Magari ora i programmi sono cambiati, ma ne dubito.
        Concordo con te invece su diritto privato che ritengo fondamentale.
        Guarda, ti dico che l'esame di statistica che ho fatto io a Scienze politiche, nella mia università, era (ed è) davvero tremendo, con una percentuale altissima di bocciati e con un programma pure più di difficile di quello che troveresti in un corso di laurea in Matematica (in cui però credo che il settore scientifico-disciplinare sia sempre fatto afferire a MAT), anche se non ci crederesti o mi rideresti in faccia. Il problema è in questo caso il classico professore universitario italiano affetto da megalomania e che si atteggia da barone dato che il suo esame "contiene i numeri", quindi lo rende il più difficile possibile per il semplice sadismo personale di rendere la vita un inferno agli studenti, addirittura prevedendo il salto d'appello che invece non è previsto per nessun altro esame; tra l'altro, il giorno dell'esame ti ritrovi un foglio di esercizi che non hanno nulla a che fare con ciò che lui mostrava a lezione.
        Io ci ho messo tre mesi per prepararmi per l'esame di statistica, con ripetizioni private (perché a lezione veniva dato tutto per scontato, e infatti poi hanno cominciato a presentarsi a lezione quattro gatti), spendendo centinaia di euro e ho dovuto cercare una persona che conoscesse il programma. È impensabile ritenere di studiare "per conto proprio" per quell'esame. Te lo dico perché, almeno da me, l'esame di statistica non è scemo manco per niente, e mi ero dovuto imparare a memoria all'incirca una trentina di formule da applicare, oltre al fatto che mi ero esercitato su non so quanti esami passati, ti dico che avevo finito almeno due quaderni.
        Certo, qui magari è un'esagerazione semplicemente perché si rende qualcosa inutilmente più difficile di quello che oggettivamente invece è, ma se l'esame viene fatto seriamente, è necessario per Scienze politiche. Permettimi pure di dire che non servono grandi conoscenze matematiche per la statistica, visto che è un po' uno scompartimento a sé stante.
        Poi magari mi puoi venire a dire che in una L-36 Scienze politiche si trattano diverse aree tematiche nell'ambito delle scienze sociali e in minor parte umanistiche senza approfondire nulla, ergo una persona non ha conoscenze approfondite di statistica, ma se è per questo nemmeno di economia, diritto, storia, sociologia e via dicendo.

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        • #19
          Non so dove ha studiato statistica la tua amica ma Milano Bicocca, Padova e Bologna nei corsi di laurea in statistica hanno oltre 20 CFU MAT (03 e 05) più di quanti ce ne siano in un corso di ingegneria.
          Anche mercatorum prevede 18 CFU MAT, e tutti al primo anno.
          Nei licei scientifici "elementi di statistica" e' presente nel programma, e sono esattamente le conoscenze richieste per superare l' esame di statistica nei corsi di Scienze politiche (che spesso ha solo 6 crediti ed e' fattibilissimo)

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          • #20
            gnugno sicuramente il tuo ateneo rappresenta un'eccezione. Che l'esame di statistica sia particolarmente complesso in un corso di laurea in scienze politiche e' un qualcosa che non ho mai sentito. Ma come ho sostenuto prima, forse i programmi sono cambiati rispetto al passato.
            Perdonami poi, ma non concordo assolutamente quando sostieni che per studiare statistica non ci vogliano competenze di matematica approfondite. Io arrivavo da un altro corso e ho dovuto faticare parecchio per recuperare le lacune in matematica, che al contrario risulta fondamentale..

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            • #21
              Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
              Più che basarti sul numero di immatricolati e laureati (che non è necessariamente indicativo), dovresti basarti sul piano di studi. Ho dato un'occhiata e il corso in "Scienze politiche, relazioni internazionali e diritti umani" effettivamente è più facile rispetto a "Scienze politiche". È un corso di laurea in Scienze politiche a curriculum internazionalistico che definirei alquanto blando: c'è solo un esame di economia (economia politica), è assente diritto privato (che tutt'al più è facoltativo), e inoltre mi colpisce che in entrambi sia assente statistica, cosa grave per una L-36. Effettivamente il corso in Scienze politiche è un po' meglio strutturato, e puoi anche scegliere il curriculum che più ti piace, optando per quello internazionalistico se vuoi ricalcare il corso in "Scienze politiche, relazioni internazionali e diritti umani".
              Curioso l'esame facoltativo del primo corso dal nome "Violenza contro le donne e diritti umani".
              Vero. In realtà il curriculum di Scienze Politiche è relativo solo al terzo anno e solo relativamente alla scelta di 3 esami. Per il resto l'ho confrontato con altri piani studi di altre università e in effetti è tra i pochi a non avere Statistica. Poi mi sembra davvero troppo improntato sulle materie giuridiche come corso. Economia ha solo 2 materie ma toste: Economia Politica da 12 CFU e Scienza delle Finanze da 9. Rispetto a quello che piacerebbe studiare a me, ha troppo poca Sociologia, Storia e Filosofia Politica del Diritto. Materie che a me ad esempio piacerebbe studiare e che ho visto essere presenti in altri corsi sono Geografia Umana, Geografia Politica, Storia del Diritto, Storia Economica, Filosofia Politica, e non tutte sono presenti. Di Diritto ha invece obbligatorie Diritto Pubblico, Diritto Privato, Diritto Amministrativo, Diritto dell' UE e tra le facoltative Diritto del Lavoro, Diritto Regionale e Diritto Internazionale.

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              • #22
                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                _______
                (*) Prima che qualcuno faccia polemica, preciso che la pedagogia e l'antropologia sono considerate dai più discipline umanistiche o, quantomeno, il loro status di scienze sociali è controverso per tutta una serie di ragioni. La psicologia pure ha ancora un piede nella filosofia, ma in quel caso lo status di scienza sociale è controverso per un altro motivo, cioè che si occupa di indagare principalmente la psiche dell'individuo o al massimo la studia nel suo rapporto con la società, ma non studia la società in re ipsa ovvero fenomeni prettamente sociali a prescindere dall'individuo. Riconoscendo comunque l'arbitrarietà delle definizioni, anche perché sono uno che propugna l'unità dei saperi come nell'Evo antico, mi attengo per esigenze di semplificazione alla classificazione dell'accademia italiana, che considera prettamente umanistiche la pedagogia, l'antropologia, la filosofia e anche la psicologia, i cui settori scientifico-disciplinari (M-PED, M-DEA, M-FIL e M-PSI) sono inclusi insieme con quelli storici nell'area 11.
                Quello che dici è errato, per tutta una serie di ragioni. Direi innanzitutto di non basarsi sui settori scientifico-disciplinari, che lasciano il tempo che trovano, dato che ad esempio "filosofia politica" appartiene al settore SPS, eppure la filosofia non può, per definizione, essere una scienza sociale, dato che è una disciplina umanistica. Lo stesso discorso lo si può fare per altri esami come "storia delle relazioni internazionali", che è sempre SPS, mentre non lo è "storia contemporanea", che afferisce al settore M-STO - il che risulta come una sorta di controsenso.
                Ritengo che la pedagogia sia sicuramente una scienza sociale, come infatti viene percepita nel mondo anglosassone (laurea in Education), che poi magari sia bistrattata e trattata a mo' di maniera umanistica, perché la stessa cosa avviene con la sociologia, è un altro paio di maniche. Ma non è che, dato che il livello dell'utenza è basso sia nei corsi di laurea in Scienze dell'educazione che in quelli di laurea magistrale in Pedagogia, allora la pedagogia non è "degna" di essere una scienza sociale (anche perché lo stesso direi che lo si potrebbe dire anche per i corsi di laurea in Sociologia e direi pure in Scienze politiche). Lo stesso lo si può dire per le scienze della comunicazione, trattate nella maggior parte dei casi come discipline "in un certo senso" umanistiche (dico così perché, più che discipline umanistiche, che hanno tutta la dignità del mondo, spesso trattano solo di fuffa e basta). Non a caso ho notato che ormai la gente non afferma nemmeno più di studiare "Scienze della comunicazione", come se si vergognasse, sicuramente dovuto anche alla cattiva nomea del corso di laurea, e ormai dicono piuttosto "Studio comunicazione", omettendo la parola "scienza" per l'imbarazzo.
                Ma non è che se il livello dell'utenza è basso, composta da ragazze poco inclini allo studio che hanno a che fare con discipline molto semplici, allora la pedagogia non è una scienza sociale (perché tu, volente o nolente, così ragioni). Anzi, magari avessimo degli studi più scientifici e seri della pedagogia, visto che in Italia, per assurdo, di quello che ha scoperto Maria Montessori non abbiamo recepito proprio niente, mentre è stato ben accolto nel resto del mondo - e infatti siamo uno dei pochi paesi civilizzati che ancora fa praticamente esclusivo uso del rote learning.
                Anche la psicologia rientra nella macroarea delle scienze sociali, proprio perché utilizza il metodo empirico per analizzare la società e dunque, sempre con metodo empirico, ha l'obiettivo di migliorarla, in questo caso mira ad analizzare l'individuo e a "migliorarlo". Poi sì, non studia la società in re ipsa (anche se c'è da dire che esiste la psicologia sociale), ma sempre scienza sociale è.
                Condivido invece sul fatto che l'antropologia non sia una scienza sociale, in quanto è umanistica per definizione.
                Poi sono d'accordo sul fatto che in Italia tutte le scienze sociali che non sono quantitative vengono trattate come discipline umanistiche, e infatti la gente che studia Scienze politiche o Scienze della comunicazione ti dice "faccio una laurea umanistica". Ma questo è anche un problema del sistema, infatti un manuale di sociologia lo studi allo stesso modo con cui studieresti un manuale di letteratura.
                Ergo, affermare che "a Scienze politiche vengono fornite le istituzioni di tutte le scienze sociali" è errato, piuttosto è corretto dire che vengono fornite le istituzioni di tutte le scienze sociali rientranti nelle scienze politiche - cosa ben diversa.
                Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                gnugno sicuramente il tuo ateneo rappresenta un'eccezione. Che l'esame di statistica sia particolarmente complesso in un corso di laurea in scienze politiche e' un qualcosa che non ho mai sentito. Ma come ho sostenuto prima, forse i programmi sono cambiati rispetto al passato.
                Perdonami poi, ma non concordo assolutamente quando sostieni che per studiare statistica non ci vogliano competenze di matematica approfondite. Io arrivavo da un altro corso e ho dovuto faticare parecchio per recuperare le lacune in matematica, che al contrario risulta fondamentale..
                Ti garantisco che l'esame di statistica nel dipartimento di Scienze politiche del mio ateneo è veramente tremendo, penso non esista aggettivo più azzeccato. Come ti dicevo, a me sono voluti tre mesi per prepararmi adeguatamente e passarlo alla prima botta, ed è un esame che è impensabile ritenere di preparare autonomamente, nel senso che o segui le lezioni (e il problema è che i due docenti che la insegnano la rendono incomprensibile), o devi andare di ripetizioni private (cosa che fanno tutti).
                La percentuale di bocciati è altissima e c'è gente che rimanda la laurea solo per quell'esame - poi sì, ti vengo a dire che molti non studiano perché sfaticati, sicuramente. Ma c'è pure gente che ci si impegna, e sostanzialmente devi prepararti su un programma pure eccessivo per un solo esame, in cui devi impararti a memoria più di trenta formule. Non ci sono esoneri e c'è pure il salto d'appello. L'esame di statistica del corso di laurea in Matematica in confronto è una barzelletta.
                Però, come ti dicevo, questo è anche colpa del docente con atteggiamenti baronali. Alla Sapienza, come ti diceva dottore , l'esame di statistica è poco più di una formalità. C'è da dire che Scienze politiche alla Sapienza non è che goda di grande reputazione eh, come buona parte dei corsi di laurea in Scienze politiche in tutta Italia, per questo magari l'esame di statistica nella maggior parte delle sedi è facile.
                Per quanto riguarda il discorso della matematica, se hai una conoscenza di quest'ultima basilare, nel senso che sai fare le quattro operazioni e poco più, va bene per studiare la statistica. Non servono competenze come Analisi matematica I. È una sorta di scompartimento a sé stante in cui devi saper applicare le formule - e le formule bisogna saperle benissimo, perché basta pochissimo per sbagliare tutto.
                Originariamente inviato da Signorhood Visualizza il messaggio
                Vero. In realtà il curriculum di Scienze Politiche è relativo solo al terzo anno e solo relativamente alla scelta di 3 esami. Per il resto l'ho confrontato con altri piani studi di altre università e in effetti è tra i pochi a non avere Statistica. Poi mi sembra davvero troppo improntato sulle materie giuridiche come corso. Economia ha solo 2 materie ma toste: Economia Politica da 12 CFU e Scienza delle Finanze da 9. Rispetto a quello che piacerebbe studiare a me, ha troppo poca Sociologia, Storia e Filosofia Politica del Diritto. Materie che a me ad esempio piacerebbe studiare e che ho visto essere presenti in altri corsi sono Geografia Umana, Geografia Politica, Storia del Diritto, Storia Economica, Filosofia Politica, e non tutte sono presenti. Di Diritto ha invece obbligatorie Diritto Pubblico, Diritto Privato, Diritto Amministrativo, Diritto dell' UE e tra le facoltative Diritto del Lavoro, Diritto Regionale e Diritto Internazionale.
                In genere, se ci sono i curricula, ti dico che i corsi di laurea variano in base a non più di 4-5 esami. Secondo me il numero giusto di esami giuridici in una L-36 è tre. Non riesco a ritrovare il piano di studi (c'era un file che lo mostrava in maniera chiara, sul sito è poco comprensibile), ma per quanto riguarda la storia, dovresti avere storia contemporanea, moderna e storia delle relazioni internazionali, nel caso optassi per Scienze politiche a curriculum internazionalistico. "Filosofia politica del diritto" non esiste, esiste la filosofia del diritto e la filosofia politica. Per economia, per Scienze politiche dipende dalle sedi: in alcune è tosta, in altre è molto tranquilla. Come ti dicevo, è preoccupante che non ci sia statistica. Ma tanto, Signorhood, permettimi di dire che se devi studiare per "divertimento", inteso come soddisfazione personale, onestamente io me ne fregherei e cercherei la sede che più mi sta comoda.

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                • #23
                  L'esame di Statistica è abbastanza tosto anche a Bologna (dove c'è pure un altro quantitativo, Metodologia della scienza politica) e a Firenze.

                  gnugno, avevi letto il disclaimer?
                  Prima che qualcuno faccia polemica, preciso che la pedagogia e l'antropologia sono considerate dai più discipline umanistiche o, quantomeno, il loro status di scienze sociali è controverso per tutta una serie di ragioni. La psicologia pure ha ancora un piede nella filosofia, ma in quel caso lo status di scienza sociale è controverso per un altro motivo, cioè che si occupa di indagare principalmente la psiche dell'individuo o al massimo la studia nel suo rapporto con la società, ma non studia la società in re ipsa ovvero fenomeni prettamente sociali a prescindere dall'individuo. Riconoscendo comunque l'arbitrarietà delle definizioni, anche perché sono uno che propugna l'unità dei saperi come nell'Evo antico, mi attengo per esigenze di semplificazione alla classificazione dell'accademia italiana, che considera prettamente umanistiche la pedagogia, l'antropologia, la filosofia e anche la psicologia, i cui settori scientifico-disciplinari (M-PED, M-DEA, M-FIL e M-PSI) sono inclusi insieme con quelli storici nell'area 11.
                  La psicologia sociale indaga l'interazione tra l'individuo e i gruppi sociali; non studia la società in quanto tale (tra l'altro quello che è considerato il fondatore della psicologia sociale, Le Bon, perfino disconosceva la sua esistenza).
                  La Montessori era un medico e non ha "scoperto" niente; casomai ha inventato un metodo pedagogico, che in Italia non è mai stato attuato su larga scala principalmente per motivi economici.

                  Signorhood, i curricula per normativa devono avere almeno 60 crediti in comune (idealmente collocati al primo anno) ai sensi del DM 270/2004. Ai sensi dell'allegato D al DM 17/2010, però, la differenziazione curriculare per i corsi di primo ciclo non dovrebbe superare i 40 crediti: nel caso si intenda proporre una distinzione maggiore, devono essere istituiti corsi di studio della stessa classe. Pertanto teoricamente il curriculum dovrebbe differenziare un solo anno su tre, tipicamente il terzo.
                  Ora qualcuno mi chiederà: «allora com'è che i corsi di laurea in Scienze politiche di Firenze e Bologna prevedono una differenziazione curriculare già al secondo anno (peraltro a Firenze il curriculum va scelto all'atto dell'immatricolazione) e i crediti il curriculum sono circa un centinaio?».
                  La risposta a quanto sopra è più semplice di quanto si possa immaginare. Le norme però per ovvie ragioni alludono alla differenziazione legale, non a quella sostanziale, sicché in sede di progettazione didattica l'ateneo progetta 4, 5, 6 curricula che si distinguono tra loro per 40 crediti, ma ricordiamoci che quei 40 crediti nell'ordinamento sono espressi in SSD o in intervalli/gruppi di SSD, non in termini di esami specifici.
                  Ultima modifica di dottore; 12-05-2023, 08:04.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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