sì guardato, lo stipendio medio di un laureato magistrale è considerevolmente più alto ad un anno, e lo è sicuramente ancora di più in prospettiva. A parte alcuni mestieri nel settore IT non vedo quali carriere o quali posizioni alto pagate potresti raggiungere da un percorso di questo tipo
annuncio
Comprimi
Ancora nessun annuncio.
SBOCCHI CON UNA LAUREA IN SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE
Comprimi
X
-
[/QUOTE]Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
sì guardato, lo stipendio medio di un laureato magistrale è considerevolmente più alto ad un anno, e lo è sicuramente ancora di più in prospettiva. A parte alcuni mestieri nel settore IT non vedo quali carriere o quali posizioni alto pagate potresti raggiungere da un percorso di questo tipo
-
«Perché» si scrive con l'accento acuto e il veerbo "applicare" non traduce l'inglese to apply. In italiano si applica un'etichetta, ci si applica per risolvere un problema, mentre «applicare per un lavoro» è una locuzione priva di senso.Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggioperchè non è chiaro?
Nazi sarà qualcuno di tua conoscenza, i sofismi sono tutt'altra cosa e non mi interessa che si capisca: su questo forum si parla in italiano.Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggioSo che sei un nazi dell'italiano corretto ma non serve necessariamente fare sofismi quando si capiva benissimo.
Non è detto; sottovaluti chiaramente l'elemento psicologico, legato alla percezione.se bastasse diplomarsi, andare su un portale di annunci di lavoro e inviare il cv per quelle posizioni che sono di tuo interesse, quasi nessuno continuerebbe il percorso all'università, se il diploma bastasse
Spesso si è discusso nel forum del fatto che per la maggior parte dei lavori la laurea è sufficiente, eppure la stragrande maggioranza dei laureati prosegue gli studi in corsi di laurea magistrale, ai quali si va ad immatricolare il giorno dopo la laurea e se la segreteria fosse nello stesso edificio e fosse aperta lo farebbe anche il giorno stesso. Anzi, molti lo fanno addirittura in anticipo visto che molti atenei consentono l'iscrizione condizionata, o con riserva, per non parlare delle iscrizioni cautelative miste, nelle quali tu paghi per iscriverti all'anno accademico successivo indicando un corso di laurea magistrale di tuo interesse, dopodiché se nel frattempo ti laurei vieni immatricolato al corso di laurea magistrale, se invece non fai in tempo a conseguire il titolo il pagamento vale come rinnovo della carriera in corso.
Tutta questa gente che corre a iscriversi a corsi di laurea magistrale (spesso sempre gli stessi e negli stessi atenei) non si immette sul mercato del lavoro e al massimo va a fare il cameriere (in nero) nel fine settimana, presentandosi come studente e non come laureato.
Inutile dire che 'sta cosa esiste solo in Italia, ove grazie all'ignoranza dei giornalisti siamo stati capaci perfino di negare la natura di laurea al titolo di primo ciclo, che nel gergo è diventato «la triennale». In Inghilterra, ad esempio, gli studenti del secondo ciclo sono detti graduate students (cioè studenti laureati) equelli di master sono post-graduate programmes. Stessa cosa in Spagna, dove l'estudiante graduado frequenta il posgrado per conseguire un máster.
La virgola prima del predicato verbale o nominale non si mette e sarà gergo diffuso tra gli ignoranti. Le persone non ignoranti dicono «fare domanda», ad esempio.Applicare a posizioni aperte, è un gergo diffuso.
«Fare application» è semplicemente un misto tra due lingue.Fare application
Giustappunto la stragrande maggioranza dei laureati in materie umanistiche e molti laureati in scienze sociali fanno lavori che avrebbero potuto fare subito dopo il diploma, e questo sfugge alle rilevazioni, anzi i furbi usano modalità di indagine fatte di proposito per mantenere l'ambiguità in tal senso (ad esempio non chiedono che lavoro fai, che sarebbe l'unico modo per verificare se la laurea serve; chiedono piuttosto quanto secondo te le conoscenze apprese all'università sono state utili per il lavoro che fa). Non è il caso dei diplomati ITS, che nella quasi totalità dei casi vanno lavorare laddove hanno fatto lo stage, quindi la pertinenza c'è. Poi, certamente, la retribuizone sarà da diplomato di scuola secondaria superiore, visto che nei contratti collettivi dei diplomi ITS non c'è traccia. Ma quanti laureati sono inquadrati in livelli che richiedono la scuola secondaria superiore (se non la scuola dell'obbligo) perché svolgono le relative mansioni o sono sotto-inquadrati rispetto alle mansioni effettivamente svolte? D'accordo, hanno possibilità di crescita, ma una cosa è entrare a 19-20 anni e crescere a 30 e 40, altra cosa è entrare a 30 e crescere a 50. Aggiungo che nella pubblica amministrazione, che assorbe un numero considerevole di laureati, le carriere sono statiche e dunque le possibilità di crescita inesistenti.E aggiungo che il tasso di occupazione è un indicatore che lascia il tempo che trova perchè bisogna capire quale posizione con quali prospettive soprattutto
Non esistono solo i laureati in Ingegneria.Non concordo, appena googlato a 3 anni da una laurea in ingegneria il tasso di occupazione è del 91%.
Guarda bene di quali laureati magistrali stai parlando.Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggiosì guardato, lo stipendio medio di un laureato magistrale è considerevolmente più alto ad un anno
Che poi sono proprio quelli che competono con Ingegneria, oltre che quelli nei quali il modello ITS va per la maggiore.A parte alcuni mestieri nel settore IT
Considera, peraltro, che molti diplomati ITS sono laureati e anche laureati magistrali.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
GrazieOriginariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio«Perché» si scrive con l'accento acuto e il veerbo "applicare" non traduce l'inglese to apply. In italiano si applica un'etichetta, ci si applica per risolvere un problema, mentre «applicare per un lavoro» è una locuzione priva di senso.
ScusaOriginariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioNazi sarà qualcuno di tua conoscenza, i sofismi sono tutt'altra cosa e non mi interessa che si capisca: su questo forum si parla in italiano.
Non son d'accordo. Basta fare un giro su Indeed per vedere che moltissimi annunci richiedono espressamente la laurea magistrale. Inoltre è semplice comprendere che un laureato magistrale verrà preferito a un laureato non magistrale.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
Non è detto; sottovaluti chiaramente l'elemento psicologico, legato alla percezione.
Spesso si è discusso nel forum del fatto che per la maggior parte dei lavori la laurea è sufficiente, eppure la stragrande maggioranza dei laureati prosegue gli studi in corsi di laurea magistrale
Dire che la laurea è sufficiente non vuol dire nulla. Sufficiente per cosa?
Per passare la selezione serve battere gli altri candidati per cui un laureato magistrale batterà uno che non lo è.
Come se i vari inglesismi e mischiamenti tra italiano e inglese fossero stati inventati da meOriginariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
«Fare application» è semplicemente un misto tra due lingue.
Molto difficile che qualcuno che intraprende degli studi prettamente umanistici lo faccia con l'unica prospettiva di ottenere un bel lavoro al termine. Lo faranno per passione, per amore della materia, per cultura o per vari altri interessi che non sono solo la circa delle migliori prospettiva in ambito lavorativo.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioGiustappunto la stragrande maggioranza dei laureati in materie umanistiche e molti laureati in scienze sociali fanno lavori che avrebbero potuto fare subito dopo il diploma, e questo sfugge alle rilevazioni, anzi i furbi usano modalità di indagine fatte di proposito per mantenere l'ambiguità in tal senso (ad esempio non chiedono che lavoro fai, che sarebbe l'unico modo per verificare se la laurea serve; chiedono piuttosto quanto secondo te le conoscenze apprese all'università sono state utili per il lavoro che fa). Non è il caso dei diplomati ITS, che nella quasi totalità dei casi vanno lavorare laddove hanno fatto lo stage, quindi la pertinenza c'è. Poi, certamente, la retribuizone sarà da diplomato di scuola secondaria superiore, visto che nei contratti collettivi dei diplomi ITS non c'è traccia.
E secondo te perchè ci sono laureati che fanno lavori che richiedono la secondaria superiore. Richiedono da chi? Se fanno quelli probabilmente è perchè quello è il massimo che sono riusciti ad ottenere.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioMa quanti laureati sono inquadrati in livelli che richiedono la scuola secondaria superiore (se non la scuola dell'obbligo) perché svolgono le relative mansioni o sono sotto-inquadrati rispetto alle mansioni effettivamente svolte? D'accordo, hanno possibilità di crescita, ma una cosa è entrare a 19-20 anni e crescere a 30 e 40, altra cosa è entrare a 30 e crescere a 50. Aggiungo che nella pubblica amministrazione, che assorbe un numero considerevole di laureati, le carriere sono statiche e dunque le possibilità di crescita inesistenti.
Come non esistono solo gli ITS in ambito IT.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioNon esistono solo i laureati in Ingegneria.
Guarda bene di quali laureati magistrali stai parlando.
Che poi sono proprio quelli che competono con Ingegneria, oltre che quelli nei quali il modello ITS va per la maggiore.
Considera, peraltro, che molti diplomati ITS sono laureati e anche laureati magistrali.
Ripeto, la laurea è screditata, svalutata e tutto quello che volete. Ma non esistono alternative valide.
In big4, che comunque non si parla di chissà quali posizioni / stipendi prendono SOLO laureati. Spesso è difficile entrare anche se hai solo la laurea triennale.
In MBB non ne parliamo. Nelle grandi mutlinaziononali come Ferrero, Stellantis, Intesa prova ad entrare con il diploma.
Un conto è pensare al mondo come dovrebbe essere, un conto è scontrarsi con il mondo come è.
Commenta
-
Perché sui datori di lavoro incombe lo steso pregiudizio che incombe sulla collettività.Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggioNon son d'accordo. Basta fare un giro su Indeed per vedere che moltissimi annunci richiedono espressamente la laurea magistrale. Inoltre è semplice comprendere che un laureato magistrale verrà preferito a un laureato non magistrale.
Non ho detto questo. Intendevo che associare una parola in lingua italiana a una in lingua inglese, ancorché non necessario, non è sbagliato. Fare i calchi sull'inglese usando false friends pensando che significhino la stessa cosa sì.Come se i vari inglesismi e mischiamenti tra italiano e inglese fossero stati inventati da me
Perché hanno studiato per passione ut supra rinviando il problema.E secondo te perchè ci sono laureati che fanno lavori che richiedono la secondaria superiore. Richiedono da chi? Se fanno quelli probabilmente è perchè quello è il massimo che sono riusciti ad ottenere.
No, ma in quel caso è maggioranza assoluta.Come non esistono solo gli ITS in ambito IT.
Bene. Abbiamo appreso che quelli che fanno la Nutella e quelli che stanno alla catena di montaggio della Panda sono laureati.In MBB non ne parliamo. Nelle grandi mutlinaziononali come Ferrero, Stellantis, Intesa prova ad entrare con il diploma.
Viepiù, tutti i diplomati che conosco io agli sportell di Intesa Sanpaolo saranno fantasmi.
BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
Scusate se rispondo a un messaggio un po’ vecchiotto senza aver visto il resto, ma volevo dire un paio di cose che spero possano essere utili all’autore del post.Originariamente inviato da micheleleccese02 Visualizza il messaggio
Devo però controbattere nel momento in cui affermi che, con un diploma del liceo, si possa trovare lavoro.
Sono uscito dal liceo con una votazione di 94/100 e, nonostante abbia mandato molti curriculum, per il momento non ho trovato niente.
Un curriculum ricco di esperienze conta certamente più di una triennale in Scienze della Comunicazione ma il problema sta proprio nel dover trovare dei lavori che possano fare curriculum.
È vero che per alcuni lavori serve necessariamente la laurea (ad esempio una mia amica lavora in un laboratorio chimico, se non avesse la laurea in chimica ovviamente non starebbe lì), ma è anche vero che il fatto di iniziare dal basso e fare quella che la generazione boomer chiama “gavetta”, non vuol dire restare relegati a lavori sottopagati per sempre, anzi.
Per esempio io, con un diploma tecnico praticamente impossibile da spendere nel mondo del lavoro, sono stata responsabile di fatto in un negozio di una catena abbastanza grande, con uno stipendio molto maggiore (in alcuni casi anche più del doppio) di miei coetanei laureati. Non ci sono finita così per caso: in quel negozio ci lavoravo come commessa, e sono stata assunta come commessa perché prima ancora ho lavorato in dei call center attinenti (prima come operatrice outbound, poi come responsabile).
Una persona molto in gamba che è stata anche mia responsabile aveva la terza media, è ugualmente è giunta a posizioni molto alte grazie alle sue capacità e alla lunga gavetta nel settore.
Un’altra mia conoscente diplomata è andata all’estero a lavorare in fabbrica, e nel giro di poco tempo ha avuto un contratto a tempo indeterminato e ora risiede stabilmente lì.
Allo stesso tempo conosco persone che a 36 anni percepiscono stipendi bassissimi o che sono precarie nonostante la laurea.
Con questo non voglio dire che la laurea sia inutile, anzi, per come la vedo io imparare qualcosa è sempre positivo perché ci arricchisce come persone prima ancora che come lavoratori. Ma, proprio per questo, prendere un indirizzo che ci fa piangere e stare male non ha molto senso, sia perché non c’è la sicurezza matematica che ci dia un lavoro, sia perché probabilmente quel lavoro neanche lo vorremo fare, e allora ci saremo laureati inutilmente visto che nemmeno erano nozioni di cui ci importava a livello di pura conoscenza.
Per me tutto sta nel capire cosa si vuole fare nella vita e qual è il percorso che ci porterà più vicini nel raggiungere i nostri obiettivi; poi quel percorso potrà essere un percorso universitario, un concorso pubblico, la gavetta sul campo o magari qualcos’altro che non mi viene in mente.
Giusto non pensare che senza laurea tu non possa aspirare a niente.
Commenta
-
Deve avere anche l'abilitazione professionale e l'iscrizione all'albo, altrimenti commette il reato previsto e punito dall'art. 348 cod. pen.. Si tratta infatti di una professione regolamentare.Originariamente inviato da Vahly Visualizza il messaggioad esempio una mia amica lavora in un laboratorio chimico, se non avesse la laurea in chimica ovviamente non starebbe lì
Il problema è che la laurea viene utilizzata per accedere a mansioni per i quali non è necessario neanche il diploma, e ove non necessario intendo, oltre che formalmente (cioè per legge e per contratto), neanche sostanzialmente (cioè non occorrono competenze particolari). E si viene pagati come se ci si fosse fermati alla scuola dell'obbligo. Questa è una cosa tutta italiana che dimostra, al contrario di come racconta un certo istituto di ricerca al servizio della politica, che non è vero che in Italia ci sono troppi pochi laureati. Saranno troppo pochi in relazione agli altri stati europei, ma sono troppi rispetto alle necessità del mercato del lavoro, il quale la richiede non perché serva, ma perché la dà per scontata, per fare gli stesi lavori per i quali vent'anni fa richiedeva il diploma e cinquanta si accontentava della licenza media, senza nessuna innovazione (che poi è la stessa ragione per cui i salari non crescono: la produttività non aumenta).è anche vero che il fatto di iniziare dal basso e fare quella che la generazione boomer chiama “gavetta”, non vuol dire restare relegati a lavori sottopagati per sempre, anzi.
Non avevi detto di avere frequentato un istituto d'arte? Se hai un diploma di licenza di maestro in arti applicate, si tratta di una ex maturità professionale, non tecnica. Infatti gli istituti d'arte, oggi soppressi, erano assimilati agli istituti professionali.Per esempio io, con un diploma tecnico
Attenzione perché l'accesso ai concorsi pubblici richiede i titoli di studio previsti dalla legge in funzione delle varie carriere.quel percorso potrà essere un percorso universitario, un concorso pubblico
BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
Sì ovviamente ha tutte le abilitazioni/iscrizioni che deve avere, però ammetto che non avendole chiesto il curriculum per diventare mia amica non so di preciso i dettagli (però pensavo di attrezzarmi, dopotutto un ruolo così importante merita di avere dei prerequisiti di accesso).Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioDeve avere anche l'abilitazione professionale e l'iscrizione all'albo, altrimenti commette il reato previsto e punito dall'art. 348 cod. pen.. Si tratta infatti di una professione regolamentare.
In ogni caso era il primo esempio che mi è venuto in mente per dire che al di là di tutto ciò che ho affermato dopo, dei campi in cui serve proseguire con gli studi ci sono.
vero, infatti mi capita di vedere annunci dove si richiede la laurea per mansioni e stipendi che secondo me non sono in linea con il candidato ideale che descrivono, e di chiedermi perché mai un laureato dovrebbe davvero rispondere. Poi alcuni si stupiscono della gente qualificata che va a lavorare all’estero…Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
Il problema è che la laurea viene utilizzata per accedere a mansioni per i quali non è necessario neanche il diploma, e ove non necessario intendo, oltre che formalmente (cioè per legge e per contratto), neanche sostanzialmente (cioè non occorrono competenze particolari). E si viene pagati come se ci si fosse fermati alla scuola dell'obbligo. Questa è una cosa tutta italiana che dimostra, al contrario di come racconta un certo istituto di ricerca al servizio della politica, che non è vero che in Italia ci sono troppi pochi laureati. Saranno troppo pochi in relazione agli altri stati europei, ma sono troppi rispetto alle necessità del mercato del lavoro, il quale la richiede non perché serva, ma perché la dà per scontata, per fare gli stesi lavori per i quali vent'anni fa richiedeva il diploma e cinquanta si accontentava della licenza media, senza nessuna innovazione (che poi è la stessa ragione per cui i salari non crescono: la produttività non aumenta).
Sì sono maestro d’arte. Quando feci orientamento prima di scegliere la scuola mi presentarono l’istituto d’arte come un istituto tecnico, dopodiché non ho mai più prestato attenzione a questa cosa anche perché non ho mai lavorato con il mio diploma.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
Non avevi detto di avere frequentato un istituto d'arte? Se hai un diploma di licenza di maestro in arti applicate, si tratta di una ex maturità professionale, non tecnica. Infatti gli istituti d'arte, oggi soppressi, erano assimilati agli istituti professionali.
Però complimenti sia per la competenza nell’ambiente scolastico che per la memorizzazione delle cose che dicono gli utenti
sì ovviamente dipende dalle carriere, però se volesse fare il carabiniere o il poliziotto, per esempio, mi sembra esistano concorsi accessibili addirittura con la terza media.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
Attenzione perché l'accesso ai concorsi pubblici richiede i titoli di studio previsti dalla legge in funzione delle varie carriere.
Quindi come dicevo dipende da che fare lui.
Commenta
-
E grazie a OrazioOriginariamente inviato da Vahly Visualizza il messaggiodei campi in cui serve proseguire con gli studi ci sono.
Il problema è che sono fin troppi quelli che si candidano a posizioni del genere e questo innesca un circolo vizioso: fa sentire autorizzati i datori di lavoro a tenere le pretese alte, se non innalzarle sempre più, e i giovani a proseguire gli studi nella convinzione che una laurea sia oramai necessaria pure per fare il bidello e senza non vai da nessuna parte.vero, infatti mi capita di vedere annunci dove si richiede la laurea per mansioni e stipendi che secondo me non sono in linea con il candidato ideale che descrivono, e di chiedermi perché mai un laureato dovrebbe davvero rispondere.
[quoite]Quando feci orientamento prima di scegliere la scuola mi presentarono l’istituto d’arte come un istituto tecnico[/quote]
Questo è gravissimo.
In Polizia di Stato non più da qualche anno. Nella legislatura precedente ci furono molte polemiche poiché fu risuscitata per legge una graduatoria scaduta ma da essa furono depennati tutti quei (pochissimi) che non avevano il diploma poiché nel frattempo il titolo di studio di accesso minimo era stato innalzato.sì ovviamente dipende dalle carriere, però se volesse fare il carabiniere o il poliziotto, per esempio, mi sembra esistano concorsi accessibili addirittura con la terza media.
Se è per questo in Polizia di Stato si passa direttamente dal diploma alla laurea magistrale: non vi sono carriere che prevedano la laurea semplice, a differenza che nelle forze armate (la Cristoforetti ad esempio è ufficiale e ha solo la laurea, oltre a un titolo tedesco che in Italia non è valido in re ipsa).
Fa' attenzione, però, perché la PA è un altro posto pieno di laureati dove non dovrebbero esserci (vedi i numerosissimi laureati magistrali che non trovando lavoro si riciclano OSS, qualifica per la quale è sufficiente la licenza media).BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
Prego, prego, seguimi per altri consigli <3Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioE grazie a Orazio
Per fare l’OSS basta la terza media?! D:Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
(vedi i numerosissimi laureati magistrali che non trovando lavoro si riciclano OSS, qualifica per la quale è sufficiente la licenza media).
Nel periodo in cui cercavo corsi per riqualificarmi avevo la home di Facebook letteralmente invasa da pubblicità di corsi di specializzazione OSS, poi non ho mai approfondito perché è un lavoro che mai sarei in grado di fare nella vita, ma a furia di vederli mi ero convinta che fosse necessaria una qualifica, un attestato, qualcosa di ufficiale o_o
Commenta
-
Le aziende pagano le competenze non i titoli accademici. Uno appena uscito dall'universita' qualsiasi laurea abbia conseguito non sa fare assolutamente nulla e per le aziende sono inizialmente solo costi (della risorsa e di quelle che sono impiegate temporaneamente per la loro formazione). Perché dovrebbero offrirti lo stesso salario di chi, magari, dopo anni di esperienza può portare da subito valore aggiunto?
Entra nel mercato, fai esperienza, e dopo il salario aumenterà.. Tutti abbiamo iniziato con 600 euro
Commenta
-
È un corso di 550 ore di teoria + 450 di tirocinio + 10 ore di esame finale cui si può accedere con il solo titolo finale di scuola dell'obbligo (licenza media, oggi chiamata diploma di primo ciclo) se si è maggiorenni, con lo stesso titolo + un attestato di qualifica professionale regionale oppure due anni di frequenza di scuola secondaria di secondo grado se si è minorenni. Per l'assunzione da parte di pubbliche amministrazioni bisogna avere compiuto 18 anni.Originariamente inviato da Vahly Visualizza il messaggioPer fare l’OSS basta la terza media?! D:
Nel periodo in cui cercavo corsi per riqualificarmi avevo la home di Facebook letteralmente invasa da pubblicità di corsi di specializzazione OSS, poi non ho mai approfondito perché è un lavoro che mai sarei in grado di fare nella vita, ma a furia di vederli mi ero convinta che fosse necessaria una qualifica, un attestato, qualcosa di ufficiale o_oBA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
Le aziende, in quanto insieme di beni organizzati dagli imprenditori per l'esercizio delle imprese, non pagano. Semmai pagano gli imprenditori (persone fisiche o società).Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggioLe aziende pagano
Allora non dovrebbero richiedere titoli accademici.le competenze non i titoli accademici.
Questo è falso. O meglio è vero nella misura in cui esiste un manifesto mismatch tra il titolo richiesto e la mansione per la quale si viene reclutati. Se non ci fosse tale scollamento, le competenze ci sarebbero e sarebbero immediatamente spendibili.Uno appena uscito dall'universita' qualsiasi laurea abbia conseguito non sa fare assolutamente nulla
Nel resto d'Europa i contratti di apprendistato ai laureati sono inconcepibili, figuriamoci gli stages.
Per le imprese, non per le aziende, una volta si chiamavano investimenti.e per le aziende sono inizialmente solo costi (della risorsa e di quelle che sono impiegate temporaneamente per la loro formazione).
Non si pretende lo stesso stipendio, ma è inutile chiedere titoli di studio che non servono.Perché dovrebbero offrirti lo stesso salario di chi, magari, dopo anni di esperienza può portare da subito valore aggiunto?
Se è per questo io ho iniziato gratis perché la riforma Fornero, che impone un rimborso spese per gli stages, è entrata in vigore successivamente. Ma questo non implica che sia giusto così. Questi sono ragionamenti troppo italiani. Nel mondo normale sono le imprese a pagare la formazione dei dipendenti; nei paesi di lingua inglese addirittura è comune, ad alti livelli, che l'impresa paghi gli studi universitari di master (la famosa laurea magistrale che qui da noi sembra imprescindibile e molti credono persino obbligatoria) a dipendenti relativamente anziani per riqualificarli o promuoverli. Da noi non solo si pensa che gli studi universitari non servano a niente, ma non ci si vuole accollare nemmeno la formazione pratica. Il rischio di impresa che fine ha fatto?Tutti abbiamo iniziato con 600 euroBA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
dottore premesso che non lavoro in Italia, negli altri paesi funziona esattamente come in Italia.
Quando si ricerca una figura che sia immediatamente operativa si opta inevitabilmente per figure con esperienza, meglio se dello stesso settore e, ancora meglio, dalla concorrenza nella speranza che portino innovazione e soluzioni magari gia' sperimentate.
Oggi con LinkedIn sono le stesse aziende che ti contattano quando ricercano personale. E le ricercano da aziende concorrenti accettando di pagarle di più per strapparle ai competitor.
Quando si inserisce una risorsa neolaureata e senza esperienza in stages, si preventiva un periodo di formazione di almeno 6 mesi. Ovvero l'azienda paga una risorsa senior per formarne una Junior. L'investimento e' proprio questo.
Io non ho mai conosciuto persone uscite dall'universita', con zero esperienza, che sono riuscite a firmare il primo contratto con un'azienda privata ad un salario molto piu' alto di quello(medio) di ingresso solo perché hanno una, due o tre lauree. Magari in qualche parte del mondo esistono queste dinamiche. In buona parte d'Europa credo proprio di no.
Commenta
-
A giudicare dai dati, direi proprio che non è così, infatti italiani laureati sono disseminati in tutta Europa, mentre in Italia di europei laureati che vengono a cercare lavoro non c'è praticamente ombra (ed escludo che ciò possa dipendere dalla difficoltà in Italia di spendere titoli accademici esteri, perché nel privato nella maggior parte dei casi il valore legale non serve).Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggiodottore premesso che non lavoro in Italia, negli altri paesi funziona esattamente come in Italia.
Stai parlando di un'altra cosa.Quando si ricerca una figura che sia immediatamente operativa si opta inevitabilmente per figure con esperienza, meglio se dello stesso settore e, ancora meglio, dalla concorrenza nella speranza che portino innovazione e soluzioni magari gia' sperimentate.
Te lo ripeto per la terza volta: le aziende non possono cercare niente; quelle sono le imprese.Oggi con LinkedIn sono le stesse aziende che ti contattano quando ricercano personale.
Idem.E le ricercano da aziende concorrenti
Cioè tu credi che in Italia abbiamo un mercato del lavoro così dinamico (peraltro in barba a un diritto del lavoro interamente basato sulla contrattazione collettiva, che limita enormemente la trattativa individuale, la quale, di certo, nel privato non è vietata come nel pubblico, ma nemmeno è consentita in maniera così sfacciata e plateale, perlomeno non nella media e grande impresa, che è enormemente sindacalizzata e che è l'unica tipologia di impresa che si può permettere certe cose). Probabilmente ti sfugge che in questo paese, in cui la politica si riempie la bocca di piccole e medie imprese, in realtà il 97% delle imprese è della tipologia classificata dall'Unione europea come micro. Le grandi imprese sono meno dello 0.5% (e tra l'altro sono quasi tutte a controllo pubblico, incumbent di mercati liberalizzati o frutto della privatizzazione di enti pubblici: su tutte Poste italiane, Fsi, Telecom Italia, Eni, Enel, Leonardo/Finmeccanica e relativi gruppi) e le piccole e medie imprese si situano in quel piccolo spazio intermedio tra il 97% e lo 0.5%.accettando di pagarle di più per strapparle ai competitor.
Che non esistono in molti paesi europei. Nella maggior parte degli ordinamenti europei il contratto di apprendistato, che è già un contratto di lavoro, è legato alle scuole professionali e dunque riguardia gli adolescenti (solitamente la fascia di età di riferimento è 15-18). Il cosiddetto tirocinio formativo e di orientamento, che in Italia chiamiamo stage ma che in lingua inglese si chiama internship o traineeship, di solito è consentito solo nell'àmbito dei corsi di studio e non dopo e, comunque, non esiste che non si possa retribuire. In Italia esso non costituisce rapporto di lavoro e pertanto non può essere retribuito; i 600 euro che ti danno (spesso finanziati del tutto o in parte da contributi pubblici) sono qualificati come rimborso spese e sono dovuti alla riforma Fornero, perché prima non c'erano neanche quelli.Quando si inserisce una risorsa neolaureata e senza esperienza in stages,
In Svizzera tirocinio e apprendistato sono la stessa cosa e sono pagati almeno 2000 franchi al mese netti; inoltre sono pagati anche quelli che noi chiamiamo tirocinî curriculari. Lo stipendio di inserimento di un neolaureato viaggia intorno ai 5000 franchi al mese netti (alcune fonti in Rete parlano di 7000 dollari USA, che corrispndono a oltre 6000 franchi), che è più alto dello stipendio medio di tutti coloro che lavorano in Svizzera (dunque anche non laureati). In Italia lo stipendio medio nntto di un laureato magistrale a distanza di ANNI dal conseguimento del titolo è inferiore allo stipendio medio generale, che si aggira sui 1500 euro al mese (le stime più ottimistiche parlando di 28mila euro lordi annui, da non confondersi con il reddito minimo, che è un'altra cosa e supera i 41mila, risultando di 'soli' 11mila euro sotto la media Ue). Se poi consideriamo che in Italia il tasso di occupazione è più basso e quello di disoccupazione più alto, il quadro si fa ancora più desolante.
Ho molti parenti e amici che sono andati all'estero, soprattutto in UK e Spagna, ma anche in Germania, Austria, Repubblica ceca, Belgio, Emirati arabi uniti, Irlanda, Francia, Portogallo… Tutti sono stati pagati a inizio carriera meno rispetto a quello che sono stati pagati dopo, con prospettive di crescita relativamente veloci e assai rilevanti (cosa che in Italia ti sogni), ma nessuno all'inizio è stato trattato come se stesse lì in attesa di ricevere un po' di elemosina, ringraziando pure. Questa è una cosa italianissima e a chiunque l'abbia raccontata fuori dall'Italia il mio interlocutore è rimasto incredulo (spagnoli e greci compresi).
Ma in Italia neanche è vero perché spesso lo stage viene utilizzato per avere a rotazione una unità di personale a basso prezzo.si preventiva un periodo di formazione di almeno 6 mesi.
Stai dicendo un'altra cosa.Ovvero l'azienda paga una risorsa senior per formarne una Junior. L'investimento e' proprio questo.
Il contratto si firma con l'IMPRESA, non con l'azienda.Io non ho mai conosciuto persone uscite dall'universita', con zero esperienza, che sono riuscite a firmare il primo contratto con un'azienda privata
Io non ho capìto se non capisci o fai finta di non capire.ad un salario molto piu' alto di quello(medio) di ingresso solo perché hanno una, due o tre lauree.
I contratti collettivi definiscono diversi salari di ingresso a seconda del livello di inquadramento e normalmente associano a ogni livello di inquadramento un insieme di profili professionali (con relative declaratorie, sostituenti i vecchi mansionari), un titolo di studio ed eventuale esperienza. Faccio un esempio di un contratto strutturato in 6 livelli ispirato a uno che conosco realmente:- il primo livello è quello degli addetti alle pulizie e non richiede alcun titolo di studio;
- il secondo riguarda gli addetti all'accoglienza, alla portineria e alle informazioni telefoniche e richiede la scuola dell'obbligo;
- il terzo livello riguarda gli operatori telefonici addetti al telemarketing e al teleselling, gli addetti alle vendite nei negozi e gli impiegati addetti ai servizi di segreteria e richiede il diploma;
- il quarto livello riguarda gli operatori di customer care non specialistico (assistenza clienti commerciale, amministrativa e tecnica di primo livello), gli addetti all'assistenza post vendita nei negozi, i responsabili di gruppo e di sala (team leaders) e gli assistenti di varie funzioni (marketing, ufficio stampa, servizi direzionali) e i contabili e richiede il diploma + una formazione specifica sostituibile con un certo numero di anni di esperienza ne livello precedente;
- il quinto livello comprende gli specialisti dell'assistenza clienti (agenti in front line, front end, middle office e back office su codice specifiche tipo supporto tecnico, assistenza a clienti di alto valore, reclami complessi, task force legale, help desk rivolto a negozi in franchising e colleghi, presidî o task etc.) e tutti i tipi di impiegati specialisti (addetti alla selezione e/o all'amministrazione delle risorse umane, commerciali, marketing, formatori etc.) e i responsabili dei negozi più piccoli e richiede il diploma + esperienza maturata nel livello precedente o esperienza assimilabile in altri comparti;
- il sesto (quadro), unico livello che richiede la laurea, comprende i capi delle strutture sprovviste di dirigenza e dei negozi di dimensioni maggiori, i responsabili delle funzioni (marketing, ufficio stampa, ufficio affari legali e regolamentari etc.).
Naturalmente i titoli di studio sono indicativi poiché è possibile che un diplomato sia disposto a fare le pulizie (anzi, oramai, visti certi chiari di luna, è quasi tipico) e un laureato difficilmente può ambire direttamente al sesto livello e magari è disposto a entrare al terzo pensando di poter pervenire al sesto per promozioni progressive, anche grazie al fatto che è laureato. Ma l'inquadramento deve avvenire nel rispetto delle prestazioni lavorative richieste, altrimenti non viene rispettato il sinallagma definito dal contratto. In altre parole, l'imprenditore corretto se sta cercando un impiegato che svolga mansioni di quarto livello e cioè richiede quel livello di conoscenze, esperienza e scolarità non può inquadrarlo al secondo livello, dichiarando il falso nel contratto individuale, con la scusa che non è abbastanza formato o non ha abbastanza esperienza. Qui non si pretende una retribuzione superiore alla media di mercato, ma semplicemente la retribuzione che spetta da contratto (che ha forza di legge tra le parti) per quel livello giuridico e stipendiale. Aggiungo poi che una cosa è che io laureato accetto di svolgere un lavoro che richiede la licenza media (e ovviamente alla fatidica domanda «perché un laureato dovrebbe voler svolgere questo lavoro?» eviterò di manifestare le mie ambizioni di carriera perché altrimenti se avevo un barlume di possibilità di venire assunto me la sono giocata), altra cosa è che è il datore di lavoro a richiedere una laurea per farmi svolgere una mansione per la quale è sufficiente la licenza media, salvo che il datore di lavoro non mi stia prospettando un percorso di carriera ben definito per aspirare a compiere il quale devo necessariamente possedere il titolo di studio più elevato. In questo caso, se comincio dal terzo livello, il datore di lavoro mi paga come uno di terzo livello, dopodiché quando sarò al sesto mi pagherà come uno di sesto.
È chiaro che il discorso che ho fatto difficilmente si può adattare agi ordinamenti a contrattazione totalmente libera. Questi però, di solito, prevedono il salario minimo.
BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
Ah, aggiungo un'altra cosa: se io da laureato entro allo stesso livello cui sarei entrato da non laureato ed entrambi condividiamo le stesse e identiche prospettive di carriera, allora la laurea non serve. Il problema è che qui entra in gioco il tipo di laurea: e da questo punto di vista in Italia c'è un abisso tra il gruppo ingegneristico e tutte le altre (non cito medicina e professioni sanitarie perché quelle sono assorbite dalla PA).BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta

Commenta