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Statale a tempo parziale o telematica?

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  • Statale a tempo parziale o telematica?

    Buonasera a tutti, ho provato a cercare nel forum ma non ho trovato la risposta che mi serve. Mi presento brevemente: mi chiamo Valeria, sono una commerciante,ho un negozio che gestisco con mio marito, e mamma di due bambini. Ho 40 anni. Vorrei laurearmi per una soddisfazione personale e perché vorrei legare la mia istruzione alla mia attività, cercando di farla crescere. Per questo pensavo ad Economia e commercio, proseguendo poi in Digital Marketing. Stavo valutando la telematica,quella che mi costerebbe di meno è Unitelma(L33 Curriculum C), anche se cmq andrebbe ad incidere sul budget familiare. In seguito sono venuta a conoscenza del tempo parziale presso l' università statale(che mi costerebbe pochissimo perché in base all'isee non andrei a pagare le tasse della retta annuale)...a questo punto il mio quesito è: secondo le vostre esperienze e conoscenze cosa mi consigliereste di fare? A parte il vantaggio di non uscire fuori corso, quali sarebbero i vantaggi con il tempo parziale? I docenti darebbero le dispense, appunti, videolezioni registrate? Help me ????

  • #2
    Buongiorno,

    se hai un'attività comerciale e hai un ISEE(U) tale da non pagare tasse e contributi, ti consiglio vivamente di cambiare mestiere, perché un'attività imprenditoriale che ricava così poco è insostenibile.

    Tanto premesso, non si pianifica mai il percorso post lauream prima ancora di intraprendere il primo ciclo. È sbagliato per svariate ragioni, non ultima che dopo la laurea, anche se conseguita in tre anni esatti, l'offerta formativa di secondo ciclo potrebbe essere sensibilmente diversa rispetto a oggi. Tu poi pensi addirittura di laurearti in un tempo più lungo, quindi, con le università che cambiano l'offerta formativa ogni anno e i requisiti di accesso ai corsi di laurea magistrale come le mutande, figuriamoci.

    Unitelma Sapienza non ha un corso di classe L-33. Forse ti confondi con Scienze dell'economia aziendale, classe L-18.

    L'unico vantaggio dell'iscrizione part time presso gli atenei statali è il consistente sconto sui contributi. Non essendovi obbligo di frequenza, non cambia niente tra l'essere iscritti come in corso, ripetenti o fuori corso, a meno che non vi siano penalizzazioni per i fuori corso (pensa che una volta in molti atenei pagavano meno!).
    Tra l'altro come part time non puoi superare il numero di crediti previsto: gli esami eccedenti o vengono annullati oppure ti fanno perdere lo status di iscritto part time (con conseguenti ricadute economiche).

    I docenti tipicamente se ne fregano, anzi a volte aggravano il programma per i non frequentanti.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      È vero. Sono d'accordo con dottore sul fatto che i docenti penalizzano gli studenti lavoratori. Ho avuto questa senzazione anche io pur essendo stato, sì uno studente lavoratore, ma iscritto a tempo pieno.

      Vista la tua situazione familiare consiglio vivamente un'università telematica. All'Unitelma puoi fare sia esercitazioni pre-esame per valutare la preparazione che dare
      gli stessi dopo soli 45 giorni mentre in un'università tradizionale devi aspettare gli appelli di gennaio/febbraio e fare 3/4 esami tutti insieme.

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      • #4
        Si,in effetti ho sbagliato, è L18, mi scuso. Mi ponevo il dubbio della scelta perché nella mia regione, girano voci che l'università sia ai ferri corti e quindi i docenti disponibili verso gli studenti. Per cui immaginavo a degli aiuti tipo videolezioni registrate e simili. Però ho compreso bene. Ringrazio per i consigli.

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        • #5
          Originariamente inviato da Vale84 Visualizza il messaggio
          Si,in effetti ho sbagliato, è L18, mi scuso. Mi ponevo il dubbio della scelta perché nella mia regione, girano voci che l'università sia ai ferri corti e quindi i docenti disponibili verso gli studenti. Per cui immaginavo a degli aiuti tipo videolezioni registrate e simili. Però ho compreso bene. Ringrazio per i consigli.
          Se magari ci dici di quale università si tratta potremmo aiutarti meglio. Nella tua regione è presente una sola università statale?
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Basilicata,nel capoluogo sì. A Matera c'è, ma avendo figli e nessuno a cui lasciarli avrei serie difficoltà, fosse anche solo per un giorno. Per cui temo che l'unica scelta rimanga la telematica.

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            • #7
              Originariamente inviato da Vale84 Visualizza il messaggio
              Basilicata,nel capoluogo sì. A Matera c'è
              Guarda che si tratta della stessa università, che si chiama Università degli studi della Basilicata e ha la sede centrale a Potenza, con il rettorato, e una sede decentrata a Matera. I corsi di economia, afferenti al dipartimento di Scienze umane, sono a Potenza. A Matera dovresti andare per sostenere un esame solo nel caso in cui coprissi i crediti a scelta con un insegnamento erogato in quella sede.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Si ma se nel tempo parziale i docenti non sono molto disponibili e tendono a penalizzare gli studenti lavoratori...la sede poco influisce

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                • #9
                  Originariamente inviato da Vale84 Visualizza il messaggio
                  Si ma se nel tempo parziale i docenti non sono molto disponibili e tendono a penalizzare gli studenti lavoratori...la sede poco influisce
                  Ma chi ve l'ha raccontato questo film? Ho conseguito due titoli universari da lavoratore full time in atenei statali. Mai frequentato una lezione. Come me, altre decine di colleghi conosciuti durante il percorso.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio

                    Ma chi ve l'ha raccontato questo film? Ho conseguito due titoli universari da lavoratore full time in atenei statali. Mai frequentato una lezione. Come me, altre decine di colleghi conosciuti durante il percorso.
                    Io una laurea in ateneo statale, due lauree magistrali di cui una a ciclo unico in due diversi atenei statali, un master in ateneo non statale di tipo tradizionale e diversi esami singoli in due diversi atenei statali.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio

                      Ma chi ve l'ha raccontato questo film? Ho conseguito due titoli universari da lavoratore full time in atenei statali. Mai frequentato una lezione. Come me, altre decine di colleghi conosciuti durante il percorso.

                      Credo cambi molto in base al corso di studi e/o ai professori coinvolti.
                      In passato mi sono informata circa la possibilità di conseguire una laura magistrale sia presso l'università di Padova che di Venezia (Ca Foscari). Parlo rispettivamente di scienze statistiche e data science (non ricordo il nome preciso del corso).

                      Nonostante sia espressamente previsto da regolamento la possibilità di iscrizione part time per studenti lavoratori e non ci sia l'obbligo di frequenza, il non poter prendere parte ai laboratori previsti per entrambe rende estremamente difficile, se non impossibile, portare a termine gli studi.

                      Ne avevo discusso anche con studenti frequentanti che mi hanno più volte ribadito la problematica, senza contare un docente particolarmente avverso ai non frequentanti in quel di Padova. Ovviamente qui riporto quanto mi è stato riferito da terzi.

                      ​​​​​
                      Per decidere credo che il potersi confrontare con qualche studente possa essere utile, generalmente ci sono i tutor preposti. In generale i corsi afferenti alla classe di economia credo siano meno vincolanti rispetto all'obbligo di frequenza, ma un'opinione in più non guasta mai.



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                      • #12
                        Elli86 esistono studenti non frequentanti nei corsi di medicina e chirurgia, figuriamoci in altri corsi di laurea. Per i laboratori, se non si e' frequentanti, esistono attività alternative. Basta accordarsi con i docenti. In qualsiasi ateneo, per qualsiasi corso, si trovano studenti di ogni età, lavoratori e non.
                        dottore se non sbaglio hai conseguito gli ultimi titoli di recente, sicuramente da lavoratore full time. Hai evidenze di disparità di trattamento, difficoltà oggettive o altri impedimenti rispetto a studenti frequentanti?

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                        • #13
                          Io ho preso atto di diverse testimonianze raccolte da persone iscritte al corso di mio interesse presso l'università di Padova. Mi è stato persino consigliato di scrivere a ogni professore prima dell'immatricolazione per capire se si tratta di una cosa fattibile.

                          Non ho ugualmente trovato laureati/laureandi non frequentanti presso lo stesso corso.

                          Sicuramente non è una prova di alcunché, ma ritengo improbabile sia un percorso scontato quanto si pensa. Vuoi per l'organizzazione, vuoi per determinati docenti.

                          Dovessi valutare l'iscrizione ad un corso come Vale84 ne terrei conto. Pensiero mio, per carità.

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                          • #14
                            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                            se hai un'attività comerciale e hai un ISEE(U) tale da non pagare tasse e contributi, ti consiglio vivamente di cambiare mestiere, perché un'attività imprenditoriale che ricava così poco è insostenibile.
                            Dal momento che ha un negozio molto probabilmente dichiara il falso, come la maggior parte dei commercianti.
                            Per via dell'assistenzialismo esasperato presente in Italia, si ritrova quindi a non dover pagare nulla in tasse universitarie; mentre in qualsiasi paese d'Europa e del mondo la retta è quella ed è uguale per tutti, e quella paghi.

                            Comunque tocca pure dire una cosa, sicuramente banale, ma che non viene detta. Un conto è prepararsi per un esame di storia o di diritto senza frequentare: lì tocca solo di aprire il libro e studiarselo autonomamente, ti presenti all'esame e fine. Direi che è la norma.
                            Un'altra cosa è prepararsi per un esame di statistica senza avere spiegazioni o senza partecipare alle esercitazioni.
                            Possiamo stare a discutere quanto vi pare, ma io direi che negare la discrepanza tra l'approccio ad una materia qualitativa o quantitativa (per come vengono rese le cose in Italia, chiaro) sia mancanza di onestà intellettuale.
                            Per quel che mi riguarda, i docenti fanno tanti preamboli, ma nella realtà dei fatti se ne strafregano che tu abbia seguito il loro corso o meno, e nel momento dell'esame tra un frequentante che sa poco ed un non frequentante che sa molto, preferiranno sempre il secondo.

                            Io mi sono laureato ad una statale e non ho mai frequentato un giorno di lezione, il più delle volte lavorando part-time 20 ore (per quel che mi riguarda invece, full-time mi sarebbe risultato pressoché impossibile, tanto di cappello a chi ci riesce).
                            Quindi sì, è possibilissimo iscriversi ad una tradizionale, non frequentare e laurearcisi, spesso è la norma. Il punto è che dipende molto dal corso di laurea che ci troviamo davanti, perché tocca pure essere realisti.




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                            • #15
                              Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                              dottore se non sbaglio hai conseguito gli ultimi titoli di recente, sicuramente da lavoratore full time. Hai evidenze di disparità di trattamento, difficoltà oggettive o altri impedimenti rispetto a studenti frequentanti?
                              Ho conseguito tutti i titoli da lavoratore full time (oppure part time 75% facendo orario supplementare, che è la stessa cosa). A Firenze avevo aderito al progetto FaD, formazione a distanza, che consisteva nell'avere un portale dedicato (gestito dalla Fondazione HyperCampo, facente riferimento a Giovanni Bechelloni e Milly Buonanno, convenzionata con l'Ateneo) con area riservata, esseffeci.org (dalla sigla SFC, Scuola fiorentina di comunicazione, un progetto di Bechelloni invero mai decollato), appelli aggiuntivi riservati a lavoratori e lezioni intensive (uno-due incontri in cui veniva riassunto tutto il programma) in orari comodi (se non sbaglio venerdì nel tardo pomeriggio e sabato mattina, se non addirittura domenica, ma son passati tanti anni e non ricordo bene).
                              Premesso che il progetto FaD sarà durato in tutto due anni + uno in cui sulla carta esisteva ancora ma funzionava a mezzo servizio (forse perché i docenti non riuscivano a trovare dottorandi e altri schiavi cui affidare le lezioni inensive):
                              1. non ho mai visto un appello FaD aggiuntivo rispetto a quelli rivolti alla generalità degli studenti. Generalmente se in una certa giornata c'era un appello in un orario mattutino ce n'era uno aggiuntivo riservato agli iscritti al percorso FaD intorno all'ora di pranzo: questo era il massimo dell'agevolazione.
                              2. non ho mai visto appunti, dispense o altro materiale didattico all'interno del portale FaD, su cui c'erano solo i programmi. Che poi se vogliamo dirla tutta non si chiamava portale FaD, ma si chiamava portale della Scuola fiorentina di comunicazione, alla quale afferivano il nostro corso, il corso di laurea specialistica di classe 57/S (corrispondente all'attuale magistrale LM-87) e uno o due master, tutta roba per la quale la Fondazione HyperCampo aveva ricevuto il mandato di gestire la segreteria didattica. L'unica differenza è che per il nostro corso le credenziali di accesso all'area riservata venivano fornite solo a chi aveva fatto specifica domanda di adesione al percorso FaD, mentre per gli iscritti agli altri corsi il portale erano per tutti. Per la cronaca, il nostro corso era accreditato sulla banca dati OFF.F come «convenzionale e teledidattico», cioè blended, ma la relativa didattica era di fatto erogata solo in modo convenzionale (lezioni frontali).
                              3. le lezioni negli orari comodi riguardavano esclusivamente le materie del settore SPS/08, Sociologia dei processi culturali e comunicativi, e in particolare quelle della coppia Bechelloni-Buonanno (conviventi more uxorio). Questo perché i docenti le dovevano organizzare su base volontaria e, a parte i loro due (che mandavano al loro posto i loro stuoli di fidi assistenti volontari, in realtà dottorandi), nessuno aderiva.
                              4. malgrado il regolamento FaD dicesse che i docenti sono tenuti ad applicare agli iscritti al programma FaD il programma dei frequentanti, di fatto se ne fregavano e ti assegnavano quello relativo ai non frequentanti. Inoltre, pretendevano il programma dell'anno in corso. Il massimo era Carlo Sorrentino, che aveva svariati insegnamenti, tra cui Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa; tale insegnamento era da 6 crediti per chi aveva il vecchio piano di studi e 9 per chi aveva il nuovo, per cui nel passaggio mise nel programma un libro in più. E fin qui tutto bene. Il problema è che ogni anno increementava il programma di un libro, sino a che non arrivò quasi a eguagliare lo stesso Bechelloni (che per un esame da 9 crediti era capace di spararti 11 libri, di cui ovviamente almeno un paio suoi). E inoltre ai non frequentanti chiedeva materiale aggiuntivo (se non sbaglio un ulteriore testo monografico a scelta da un elenco).
                              5. l'unico favore che la maggior parte dei docenti faceva (ma che non era un favore in quanto il regolamento prevedeva che per gli iscritti al programma FaD qualsiasi esame si sarebbe dovuto esaurire in un solo giorno) è farti fare scritto e orale lo stesso giorno. L'esame di Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa di Sorrentrino consisteva in una breve prova preselettiva a risposta multipla, uno scritto a risposta aperta (se non ricordo male due temi) e un orale. Ricordo che mi fece andare all'appello della prova scritta a risposta aperta, ma mi diede prima la preselettiva, che poi ritirò un suo collaboratore (un dottorando di ricerca, di sesso femminile) e corresse immediatamente mentre ero passato ad affrontare quella scritta, quindi non appena consegnai quella scritta mi interrogò prima il collaboratore di cui sopra e poi passai con lui, il tutto mentre gli altri continuavano a sostenere la prova scritta a risposta aperta: vale a dire che nel tempo in cui loro sostenevano una prova io le avevo sostenute tutte e tre. Comunque erano penalizzati anche loro, visto che mentre scrivevano il docente e il suo collaboratore esaminavano oralmente sia me (unico studente lavoratore del fu programma FaD) sia quelli che avevano superato la prova scritta negli appelli precedenti, non curanti del fastidio che potevano arrecare (peraltro se ci si sforza di parlare a bassa voce è anche peggio perché, oltre a rischiare di non capirsi, si crea un fastidioso brusìo che forse è perfino peggio per chi si deve concentrare).
                              Si tenga presente che all'Università di Firenze, perlomeno nelle tre facoltà dell'allora polo delle scienze sociali (Scienze politiche, Economia e Giurisprudenza), aggravare il programma per i non frequentanti era prassi estremamente comune.
                              In compenso sino a un certo anno, per tradizione probabilmente trentennale, la facoltà offriva per gli studenti lavoratori dei corsi serali relativi alle materie comuni a tutti i corsi di laurea della facoltà. Personalmente diedi un unico esame avvalendomi delle lezioni serali, quello di Storia contemporanea, poiché il docente non pretendeva la frequenza (altri prendevano le firme). Il programma del docente del mio corso di laurea infatti era ambiguo: alla voce relativa al syllabus, come si chiama oggi, era scritto che gli argomenti sarebbero stati rivelati a leazione, mentre alla voce relativa alle modalità di esame era scritto che gli argomenti richiesti per superare l'esame sarebbero stati quelli trattati a lezione. Alle mail non rispondeva (erano i primi anni che si usavano e lui era piuttosto anziano), allora dopo avere infruttuosamente provato a informarmi in giro una volta gli telefonai e lui mi disse di usare un qualsiasi manuale di storia per la scuola secondaria superiore, al che io gli dissi che al liceo avevo usato il Camera-Fabietti e lui mi disse prima che andava bene, poi che era superato, poi che era superato ma potevo usarlo lo stesso Inoltre non fu chiaro nemmeno con la periodizzazione, per cui non riuscii ne mmeno a capire se dovessi usare solo il volume dell'ultimo anno oppure quelli degli ultimi due anni o addirittura solo quello del penultimo anno Per questo motivo i colleghi mi suggerirono di sostenere l'esame con questo giovane ricercatore, Sheyla Moroni, che forniva un programma chiaro (proporzionato ai crediti visto che il suo insegnamento valeva per chi avesse l'esame da 3, chi da 6 e chi da 9), con tanto di manuale consigliato.

                              Per quanto concerne l'Università degli studi di Torino, a dire la verità lì non ricordo di discriminazioni per i non frequentanti, perlomeno non generalizzate, ma va anche considerato che io sono stato iscritto a detto ateneo in piena pandemia da CoViD-19 e in quel periodo la didattica era online. A differenza che in altri atenei, le lezioni a distanza non venivano registrate (neanche limitatamente alla componente audio); ciononostante non mi pare che i docenti facessero distinzioni tra frequentanti e non.

                              Alla Vanvitelli teoricamente avrei dovuto essere agevolato grazie al programma PA 110 & lode, che però sostanzialmente esisteva solo sulla carta.
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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