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  • #16
    Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
    Dal momento che ha un negozio molto probabilmente dichiara il falso, come la maggior parte dei commercianti.
    Attenzione perché non è necessario dichiarare il falso per risultare a reddito zero. Basta che il negozio sia di proprietà di una società di capitali, che è persona giuridica, dotata di autonomia patrimoniale perfetta. In tal caso, il reddito è della società e non proprio, a patto che la società non stacchi i dividiendi, cioè non distribuisca gli utili. Tale situazione è molto più comune di quel che si pensi: il risvolto della medaglia è che l'imprenditore tende a campare con i soldi della società gestendoli come fossero propri, prassi comunissima, specie con le società a socio unico, ma illegale sotto diversi profili.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #17
      Vi segnalo che l'utente che ha iniziato la discussione è stato bannato su sua richiesta.
      Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
      digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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      • #18
        Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
        Vi segnalo che l'utente che ha iniziato la discussione è stato bannato su sua richiesta.
        Chissà perché.
        Comunque la cosa non mi meraviglia. In tutti i miei 13 anni di scuola dalla prima elementare al terzo liceo (quinto anno del liceo classico), i miei compagni esenti da tutto e che non pagavano niente erano sempre i figli dei commercianti. Gente che addirittura si è fatta le gite all'estero gratis. Ora qualcuno mi deve spiegare com'è possibile che con due genitori entrambi titolari di ditta individuale (due ditte diverse), una con un negozio di abbigliamento e l'altro con un negozio di scarpe, avessero un reddito sotto la soglia di povertà. La domanda mi sorge spontanea: per quale ragione facevano gli imprenditori se erano così incapaci? Eppure avevano due case di proprietà (perlomeno avevano avuto il buon gusto di non chiedere la casa popolare). Conosco una famiglia del genere i cui figli si sono laureati uno in una famosa università non statale pagando la retta in fascia minima per reddito, un'altra in una università statale percependo borsa di studio e beneficiando per questo dell'esonero totale (all'epoca non c'era l'area di esenzione, comunque senza borsa con quel reddito avrebbe pagato tipo 100 euro all'anno). E sto parlando di quando non esisteva l'ISEE, che tiene conto anche del patrimonio mobiliare (ma figuriamoci: facendo tutto in nero avranno i conti a zero ) e immobiliare ma anche del numero dei componenti della famiglia (il famoso quoziente familiare di casiniana memoria), sicché probabilmente sarebbe stato a loro ancora più favorevole rispetto al reddito secco.
        Avevo anche una compagna il cui padre lavorava dall'altro capo del mondo per 6 mesi all'anno e dichiarava orgogliosamente che in Italia risultava inoccupato.
        Nel frattempo noi figli di liberi professionisti (compresi avvocati, medici e odontoiatri, che hanno la fama di essere evasori), dipendenti pubblici o assimilabili (medici in regime di convenzione, come ad esempio quelli di medicina generale) e dipendenti di soggetti privati pagavamo i libri, pagavamo le gite, pagavamo il contributo alla scuola (parliamo di poche decine di euro e quei micragnosi si facevano abbuonare anche quello… Del resto dovevano recitare la parte di essere poveri) e all'università ci siamo ritrovati con tasse e contributi da mille euro all'anno in su (mio fratello è arrivato a sfiorare i 4000 gli ultimi due anni, ed era un ateneo statale). Non parliamo poi della sanità.
        Ultima modifica di dottore; 11-08-2024, 12:37.
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        • #19
          Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
          Dal momento che ha un negozio molto probabilmente dichiara il falso, come la maggior parte dei commercianti.
          Per via dell'assistenzialismo esasperato presente in Italia, si ritrova quindi a non dover pagare nulla in tasse universitarie; mentre in qualsiasi paese d'Europa e del mondo la retta è quella ed è uguale per tutti, e quella paghi.

          Comunque tocca pure dire una cosa, sicuramente banale, ma che non viene detta. Un conto è prepararsi per un esame di storia o di diritto senza frequentare: lì tocca solo di aprire il libro e studiarselo autonomamente, ti presenti all'esame e fine. Direi che è la norma.
          Un'altra cosa è prepararsi per un esame di statistica senza avere spiegazioni o senza partecipare alle esercitazioni.
          Possiamo stare a discutere quanto vi pare, ma io direi che negare la discrepanza tra l'approccio ad una materia qualitativa o quantitativa (per come vengono rese le cose in Italia, chiaro) sia mancanza di onestà intellettuale.
          Per quel che mi riguarda, i docenti fanno tanti preamboli, ma nella realtà dei fatti se ne strafregano che tu abbia seguito il loro corso o meno, e nel momento dell'esame tra un frequentante che sa poco ed un non frequentante che sa molto, preferiranno sempre il secondo.

          Io mi sono laureato ad una statale e non ho mai frequentato un giorno di lezione, il più delle volte lavorando part-time 20 ore (per quel che mi riguarda invece, full-time mi sarebbe risultato pressoché impossibile, tanto di cappello a chi ci riesce).
          Quindi sì, è possibilissimo iscriversi ad una tradizionale, non frequentare e laurearcisi, spesso è la norma. Il punto è che dipende molto dal corso di laurea che ci troviamo davanti, perché tocca pure essere realisti.



          Sicuro di essere laureato? Io ho i miei dubbi perché da come ragioni sembri al massimo uno che ha un diploma tecnico.

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          • #20
            Originariamente inviato da DwightFarfield Visualizza il messaggio

            Sicuro di essere laureato? Io ho i miei dubbi perché da come ragioni sembri al massimo uno che ha un diploma tecnico.
            Lo prendo già come un complimento, perché direi che l'offesa avrebbe avuto più senso se mi avessi detto di essermi diplomato in un istituto professionale piuttosto.
            Dovresti però essere in grado di argomentare in cosa vorresti dissentire.

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            • #21
              Non litigate, ragazzi. Entrambi potete apportare un contributo prezioso al forum.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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