annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Pegaso e accuse di plagio sulle tesi

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Pegaso e accuse di plagio sulle tesi

    Stamattina leggendo le news l'algoritmo mi ha proposto questa notizia:
    https://www.messinatoday.it/cronaca/...immediatamente.

    Sembrerebbe che Pegaso stia inviando raccomandate ad ex studenti accusandoli di plagio nella preparazione della tesi, anche dopo diversi mesi dal conseguimento del titolo. Di solito i controlli antiplagio avvengono prima della discussione finale, tramite il software "Turnitin", ma sembrerebbe che in questi casi il software sia stato messo in funzione per verificare la gran parte delle tesi depositate presso l'ateneo.

    Non sono riuscito a incrociare la notizia con altre fonti, ma sembra vera (e non un pesce d'apriie a scoppio ritardato) e diversi ex studenti stanno ricevendo le raccomandate da Pegaso.

    Peraltro risulterebbe che anche una nota "signora" che tempo fa ha creato qualche piccolo problemino ad un ormai ex ministro sia stata vittima del famigerato software "Turnitin Originality", il quale ha scoperto che, casualmente, il testo dell'elaborato finale era pressoché identico a quello di una studentessa della Luiss. Vedi al seguente link la notizia:
    https://napoli.repubblica.it/cronaca...oli-424667909/

    Al momento non si possono prevedere gli sviluppi di questa vicenda, ma posso immaginare che tra gli ex studenti Pegaso qualche piccola preoccupazione ci possa essere.


  • #2
    Ciao,

    la notizia è vera; io ne ero venuto a conoscenza da fonti riservate circa una settimana fa e non l'avevo ancora condivisa nel forum per mancanza di tempo.

    Probabilmente i controlli sono scattati in séguito alle indagini a carico della famosa persona coinvolta nello pseudo-scandalo al Ministero della cultura, la quale è stata denunciata proprio dalla Pegaso in quanto sospettata di:
    • essersi iscritta al corso di laurea magistrale senza avere la laurea, autocertificando falsamente il conseguimento di laurea in altra università;
    • probabilmente anche avere ottenuto una falsa abbreviazione di carriera dichiarando esami mai effettivamente sostenuti.
    Per i motivi di cui sopra la signora in questione, sedicente dottoressa, sarebbe stata rinviata a giudizio per falsità ideologica in atto pubblico, truffa aggravata e non ricordo quale altra ipotesi di reato, oltre che, in separato procedimento, per i delitti per i quali è stata querelata dall'ex ministro. Al riguardo, la Pegaso diramò un comunicato in cui specificava che aveva avviato un'indagine interna all'esito della quale avrebbe assunto i provvedimenti di propria competenza (quelli di carattere amministrativo, cioè sostanzialmente la revoca del titolo rilasciato, poiché non riesco a immaginare un altro provvedimento consequenziale a una situazione di questo tipo).

    La Pegaso ha avviato altre indagini interne proprio in séguito ai fatti di cui sopra, il che non mi sembra un caso, ma anche un'operazione di maquillage.


    PS
    Il ministro cui alludiamo non ha fatto nulla né di illecito né di politicamente censurabile. Ha solo peccato di ingenuità.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

    Commenta


    • #3
      Non solo per plagio tesi, leggo di raccomandate inviate per anomalie relative allo svolgimento degli esami online.

      Commenta


      • #4
        Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
        Non solo per plagio tesi, leggo di raccomandate inviate per anomalie relative allo svolgimento degli esami online.
        Stanno facendo controlli a tappeto su tutto, anche sulle autocertificazioni.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

        Commenta


        • #5
          Nel 2011 c'era stato un ministro tedesco, Karl-Theodor zu Guttenberg, che si era dimesso e si è totalmente ritirato dalla vita politica dopo che era stato scoperto che la tesi del suo dottorato di ricerca era totalmente un plagio.

          Comunque c'è da dire che in Italia i docenti (e questa è stata la mia esperienza) ti abbandonano totalmente a te stesso durante la stesura della tesi. Io da parte del mio relatore (dopo che dovetti supplicare più e più docenti di farmi da relatore ma ognuno offriva le scuse più svariate, quindi ho dovuto accettare quello che c'era) non ricevetti uno straccio di documento, monografia da leggere, link o altro materiale. La tesi me la sono scritta per conto mio senza pressoché alcuna revisione, non me l'ha praticamente mai letta e il giorno in cui dovevo discuterla il docente era persino assente, strafregandosene e avvisandomi della sua assenza il giorno prima per il giorno dopo; al suo posto mandò un'assistente che chiaramente manco conosceva la mia tesi e che aveva solamente letto l'abstract. Non sto dicendo che il comportamento della Boccia sia stato giusto e non sto facendo necessariamente riferimento a lei, ma per come vanno le cose spesso si è davvero istigati a fare così. Poi non sto a discutere su autocertificazioni false o altro perché lì chiaramente c'è la malafede a tutti gli effetti.

          Commenta


          • #6
            Ma qualcuno sa com'è finita questa storia delle verifiche?

            Commenta


            • #7
              Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
              al suo posto mandò un'assistente
              Approfitto dell'occasione per precisare che gli assistenti nell'ordinamento universitario italiano non esistono più da prima che la maggior parte di voi nascesse: messi ad esaurimento nel 1980, si sono estinti da almeno vent'anni, dato che la stragrande maggioranza di loro diventò professore associato (o professore incaricato stabilizzato) attraverso delle scorciatoie e delle sanatorie, sicché quelli rimasti assistenti sino alla pensione sono stati pochissimi (forse nemmeno dieci in tutta Italia).
              Quelli che gli studenti comunemente chiamano assistenti appartengono in realtà a tre categorie:
              • dottorandi di ricerca. Sono tecnicamente studenti, ma legalmente, se previsto dall'ordinamento interno dell'ateneo, possono far parte di commissioni d'esame, anche quali membri effettivi. Non mi risulta che possano far parte di commissione di tesi; perlomeno nell'ateneo in cui mi sono addottorato io non era previsto e, anche se probabilmente non vi sono in merito preclusioni legislative o a livello di regolamenti ministeriali, mi meraviglierei di vedere un regolamento universitario che lo prevedesse. Possono svolgere didattica integrativa ed esercitazioni, anzi di solito fa parte della formazione dottorale (io ad esempio avevo obblighi didattici per 50 ore all'anno).
              • cultori della materia. Sono dei collaboratori volontari nominati, secondo criteri e modalità variabili in funzione dell'ateneo e talvolta della singola struttura ma quasi sempre su proposta di un docente (professore, ma in qualche caso anche ricercatore), da una struttura collegiale. Quasi sempre fanno parte delle commissioni d'esame. Possono tenere attività didattica di supporto al docente, a titolo gratuito.
              • collaboratori a titolo personale del docente. Purtroppo molti docenti hanno l'abitudine di portarsi dietro gente di cui l'università non conosce l'esistenza. Ufficialmente non esistono e infatti nemmeno sono assicurati (i dottorandi e i cultori lo sono, anzi nell'ateneo dove io sono cultore sino a qualche anno fa ci dovevamo pagare l'assicurazione obbligatoria a spese nostre!). Se fanno gli esami al posto dei docenti, non firmano (inutile dire cosa succede da quando hanno introdotto le verbalizzazioni digitali: nella migliore delle ipotesi, il cosiddetto assistente svolge di fatto gli esami e il responsabile dell'insegnamento verbalizza da remoto. Nella peggiore… ci siamo intesi). Nella mia esperienza, comunque, che col passare degli anni e un rinnovamento del corpo docenti la pratica di avere collaboratori volontari è andata via via declinando. Quando ho iniziato l'università, nel 2002, c'erano ancora vecchi baroni dei tempi di mio padre che avevano stuoli di portaborse. Adesso certe cose forse si vedono nelle università più grandi e in quelle nate per gemmazione in cui sopravvivono vecchi baroni provenienti dall'ateneo padre, ma in generarle mi risulta una pratica desueta.
              Poi ci sono gli assegnisti di ricerca e i borsisti di ricerca, ma sono figure ad esaurimento e, comunque, gli assegnisti potevano essere direttamente incaricati di insegnamenti e vale sempre il principio che chi tiene un insegnamento ufficiale, a qualsiasi titolo, presiede la commissione d'esame. Questo vale anche per i docenti a contratto, i tecnici laureati e i titolari di contratti di ricerca (che fanno parte del personale TAB della ex categoria D o della categoria EP).

              Nota a margine: il ministro Bernini aveva dichiarato di voler mettere fine alle commissioni monocratiche. In realtà, l'art. 5, c. 3, del DM 1835/2024 fissa questa regola per i soli corsi accreditati come prevalentemente o integralmente a distanza, per i quali vi è l'obbligo di «due docenti della disciplina, tra cui il titolare dell'insegnamento». Qui è chiaro che il concetto di titolare va inteso come responsabile dell'insegnamento, cioè il docente che lo tiene o che lo tiene in via principale, per titolarità, affidamento, supplenza o contratto; anche per disciplina lo intenderei in senso estensivo come settore scientifico-disciplinare: diversamente la norma sarebbe impossibile da rispettare, poiché un insegnamento specifico anche nei grandi atenei è sovente tenuto da un unico docente. E infatti ancora oggi, ad esempio:
              • l'Università degli studi di Catania, all’art. 24, c. 1, del vigente RDA, fresco di emanazione il 16 ottobre u.s., prevede commissioni composte dal docente responsabile ed «eventualmente» da altri docenti o cultori della materia (non dototrandi);
              • l’Università politecnica delle Marche, all’art. 20, c. 4, di quello che è boldrinianamente chiamato «regolamento studentesse e studenti», consente, per gli insegnamenti afferenti a un unico SSD, la commissione monocratica con il docente responsabile: anche in questo caso può essere eventualmente affiancato «da altri docenti di materia affine» (non da cultori o dottorandi). Per gli insegnamenti integrati sono previsti almeno due docenti. Questo ateneo si spinge in particolare a definire anche la responsabilità della valutazione, che viene sempre ricondotta a colui cui «è affidato per compiti didattici, per supplenza o per contratto» «l'insegnamento monodisciplinare o il modulo coordinato». Questa disposizione va interpretata con particolare riferimento al richiamo al concetto di responsabilità: secondo la giurisprudenza amministrativa la commissione è un collegio perfetto i cui membri sono pertanto tutti ugualmente responsabili, e questo principio non può essere modificato o eluso da una norma di rango ultrasecondario, quale è l'ordinamento interno di una singola università. Probabilmente è stato un tentativo maldestro di aggirare il tetto al numero di esami: ho il sentore che sia mirato a giustificare la prassi per cui, in caso di insegnamento integrato, il candidato viene esaminato dai responsabili dei due moduli in momenti diversi, e spesso perfino in date diverse, per poi ricevere alla fine un unico voto. Il che tra l'altro è anche paradossale, visto che si parla di due diversi responsabili di due valutazioni differenti laddove il voto dev'essere obbligatoriamente unico
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

              Commenta

              Sto operando...
              X